lunedì 17 giugno 2019

Recensione "Ogni piccola cosa interrotta" di Silvia Celani

Buongiorno, lettori.
Iniziamo la settimana con la recensione di una storia emozionante ed intensa che mi è piaciuta moltissimo! Si tratta de "Ogni piccola cosa interrotta", di Silvia Celani, edito da Garzanti.
Buona lettura!



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Mi chiamo Vittoria e la mia vita è perfetta.
Ho una grande casa e tanti amici. Non mi interessa se mia madre si comporta come se io non esistessi. Se mio padre è morto quando ero piccola. Se non ricordo nulla della mia infanzia. Se, anche circondata da persone e parole, sono in realtà sola.
Io indosso ogni giorno la mia maschera, Vittoria la brava figlia, la brava amica, la brava studentessa. Io non dico mai di no a nessuno. Per me va benissimo così.
È questo senso di apnea l’unica cosa che mi infastidisce. Quando mi succede, quello che ho intorno diventa come estraneo, sconosciuto. Ma è solo una fase. Niente potrebbe andare storto nel mio mondo così impeccabile.
Ero convinta che fosse davvero tutto così perfetto. Fino al giorno in cui ho ritrovato i pezzi di un vecchio carillon di ceramica. Non so cosa sia. Non so da dove provenga. Non so perché mi faccia sentire un po’ spezzata e interrotta, come lui. Ma so che, da quando ho provato a riassemblarlo, sono affiorati ricordi di me bambina. Della voce di mio padre che mi rassicura mentre mi canta una ninnananna. Momenti che avevo sepolto nel cuore perché, come quel vecchio carillon, all’improvviso si erano spezzati per sempre.
Eppure ora ho capito che è l’imperfezione a rendere felici. Perché le cose rotte si possono aggiustare e diventare ancora più preziose.

Dovrai promettermi una cosa.

-Che cosa, papà?

Che non nasconderai mai le tue ferite, piccola mia. Perché ogni ferita guarita, ogni cosa spezzata, interrotta e poi aggiustata è più preziosa dell'oro.

'Ogni piccola cosa interrotta' è un libro che sfida lo status quo, un libro che mostra i difetti, le cose meno belle, gli elementi che solitamente, nei romanzi, vengono accuratamente e volutamente oscurati per lasciar spazio alla felicità melensa e agli amori da favola. Silvia Celani sfida quest'abitudine regalandoci una storia imperfetta, una protagonista difficile da raccontare e da rendere amabile: a prima vista, infatti, sembra solo una ragazza in cerca di chissà cosa, una che non si accontenta dell'immensa fortuna che ha e che vuole attirare l'attenzione. Devo ammettere di non essermi innamorata di lei, inizialmente.
Poi è iniziato il viaggio sotto la superficie e, ben nascosta dall'opulenza di una villa magnifica e un guardaroba da favola, Vittoria ha dimostrato il suo valore e il suo coraggio mettendosi in discussione e sfidando i dettami di una società frivola e superficiale in cui è nata e cresciuta. Ho trovato questa versione di lei decisamente migliore e profonda, rivalutandola positivamente!

Le stelle continuano a esistere anche di giorno, no? Quando tu non puoi vederle. Ecco, anche tutto questo avrà una fine e tornerai a stare bene. Il problema è che, adesso, quella fine, quel traguardo, non riesci a vederli, come non riesci a vedere le stelle durante il giorno.

Sono molti i personaggi che mi hanno conquistata nel corso della lettura del libro, prima tra tutti, la dottoressa Rosario che, con la sua pazienza, i suoi esempi e le sue metafore ha insegnato moltissimo anche a me, sfatando quella negatività assoluta che gira sempre intorno alla figura dello 'strizzacervelli'. Il suo, è stato un personaggio chiave, così come quello di Ion che non incarna certo lo stereotipo del perfetto protagonista maschile di un romanzo. E' un ragazzo semplice che, con coraggio e fatica, cerca di tirare avanti. Non ha avuto una vita fortunata ma ha sempre una buona parola per tutti, soprattutto per Vittoria. I due rappresentano una coppia davvero insolita ma è interessante seguire l'evolversi di un sentimento (?) che nasce e si sviluppa contro tutti i pronostici del caso.

E' questo che succede alle cose che nessuno ha mai amato.
Si rompono e nessuno se ne accorge.

Una storia fatta di alti e bassi, un continuo saliscendi di emozioni e momenti in cui tutto sembra essere perduto. Un viaggio doloroso nei ricordi, alla ricerca di un segreto rimasto sepolto per troppo tempo e che ha causato le sofferenze di moltissime persone, un libro in cui nulla è come sembra e in cui è necessario approfondire ogni cosa per carpirne la vera essenza, questo è 'Ogni piccola cosa interrotta'. Un romanzo dalla prosa delicata ed elegante, una storia più reale di quanto si possa immaginare, una vicenda che insegna a non nascondere le ferite e il dolore perché le cicatrici che ci portiamo dentro sono l'unica cosa che ci rende unici e irripetibili.


giovedì 13 giugno 2019

[Review Party] "Sfiorami" di Maya Banks



Buongiorno, lettori.
Esce oggi, per HarperCollins, il quinto libro della serie di successo firmata da Maya Banks, "Sfiorami", ed io non vedo l'ora di raccontarvelo.
Prima, però, un rapido recap degli altri libri della serie!
Buona lettura!


La 'Slow Burn Series', firmata da Maya Banks e pubblicata da HarperCollins, è una serie new adult con elementi suspense e paranormal. Protagonisti della saga, sono i componenti della famiglia Devearaux e, più in generale, elementi della loro società di sicurezza.
Nel primo libro, "Proteggimi", l'autrice introduce e tratteggia a grandi linee tutti i protagonisti che impareremo ad amare nei vari libri, tutti autoconclusivi, soffermandosi in particolare su Caleb Deveraux e Ramie, una potentissima sensitiva.


Nel secondo capitolo, conosciamo meglio un altro componente della famiglia, Beau, che al pari del fratello si trova a dover fare i conti con il paranormale e con poteri che si vedono solitamente solo nei fumetti. La sua dolce metà, Arial, ha delle fortissime capacità telecinetiche che la rendono temibile e, al tempo stesso, vulnerabile e preziosa. 

Dopo i primi due capitoli, dedicati alla famiglia Deveraux, l'autrice cambia registro puntando su Zack, un membro della loro società che ritrova, inaspettatamente, la sua Gracie dopo dodici lunghissimi anni.  
Scoprire che la ragazza è viva e lo odia profondamente, è un colpo durissimo ma è più che deciso a fare chiarezza in questa torbida situazione. Ovviamente, anche la piccola Gracie ha un dono che le permette di leggere la mente di chi la circonda.

Nel quarto capitolo della serie, lo scenario cambia ulteriormente puntando su l'unica donna della Deveraux Society che, per di più, non possiede alcun potere straordinario pur avendoci avuto a che fare nel suo passato non troppo remoto. E', forse, il capitolo più reale e sensuale della serie e i battibecchi tra Eliza e Wade vi terranno incollati alle pagine!




Isaac era un uomo che sapeva quello che voleva e non esitava a prenderselo, e non sarebbe cambiato adesso. Quella donna era sua e il loro futuro era intrecciato. Non sarebbe stato facile. Non si aspettava che lo fosse, ma le cose belle non erano mai facili e lui non l'avrebbe lasciata andare senza lottare come un disperato. E non perdeva mai le battaglie in cui si lanciava.

In 'Sfiorami', ho ritrovato la Banks dei primi romanzi: mi ha regalato un protagonista forte, autoritario ma dal cuore immenso, e una compagna fragile nell'aspetto ma dalle capacità straordinarie. Isaac e Jenna sono una super coppia e ho amato ogni cosa del loro burrascoso, sensuale e pericoloso rapporto. Jenna può guarire le persone, dote che la rende preziosa e rara, non conosce nulla del mondo e l'incontro con Isaac la destabilizza tantissimo. Lui dal canto suo, pur provando a comprenderla, sente crescere un'attrazione fortissima verso di lei che non riesce a fargli dormire sonni tranquilli. Da quando i loro occhi si sono incrociati, si sente responsabile per lei ed è pronto a difenderla con tutti i mezzi a sua disposizione.

Ci sono dentro così a fondo che non riuscirò mai a scavarmi una via d'uscita e, piccola, è esattamente qui che voglio essere. Così dentro di te che non riuscirai mai a liberarti di me.

I romanzi di Maya Banks hanno un solo difetto: durano poco! Mi sono letteralmente innamorata di questo nuovo capitolo della serie. Il libro è pieno di azione e suspense, doti assai rare nei new adult, e questo bel mix di generi rende la lettura una esperienza da vivere a 360 gradi. Lo stile dell'autrice è sempre molto passionale e carnale, inconfondibile per chi la conosce bene. La storia è un susseguirsi di colpi di scena, excursus in cui ritrovare i vecchi protagonisti, sentimenti contrastanti e momenti in cui la tensione si taglia con il coltello. L'autrice è bravissima nel tenere il lettore in sospeso, trascinandolo senza possibilità di scelta in una storia bollente e al cardiopalma.
Se ancora non lo avete fatto, vi consiglio di recuperare la serie: come vi dicevo, i libri possono essere letti anche separatamente ma vi assicuro che leggerli tutti si rivelerà un'esperienza unica e sensazionale!!





domenica 9 giugno 2019

[Review Party] "Bugie a Santorini" di Pamela Boiocchi e Michela Piazza

Buongiorno, lettori.
Dato che l'estate sembra essere arrivata- purtroppo per me, per fortuna (?) per voi- ho iniziato la ricerca delle letture perfette da fare sotto l'ombrellone e credo proprio di aver trovato la prima di una lunga serie. Si tratta del romanzo scritto a quattro mani da Pamela Boiocchi e Michela Piazza, "Bugie a Santorini", edito da DriEditore.
Buona lettura!


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Santorini. Grecia.

Metti una scrittrice che ha perso l'ispirazione e un affascinante, impudente sconosciuto. 
Falli scontrare, attrarre, bisticciare. E poi baciare. 
Immagina che lui sia l'unico in grado di sbloccare la crisi da pagina bianca della nostra autrice e che lei decida di sfruttare i suoi consigli e le sue carezze per riuscire a terminare il libro.
Aggiungi le isole greche, un mare cristallino, due amiche pazze e una coscienza che parla con la voce di una piratessa del Settecento.
Ah, e non scordare la passione, perché in questa faccenda c'è una dose abbondante di peperoncino.
Cosa può andare storto? Che anche il ragazzo misterioso nasconda dei segreti...
Pronti a fare il doppio gioco?
Qui ognuno mette in palio il proprio cuore, ma la verità non è mai quella che sembra. 

Quando arriva l'estate, sento proprio il bisogno fisico di rilassare la mente e concedermi letture simpatiche, divertenti, fresche e briose e "Bugie a Santorini" incarna alla perfezione tutti questi aggettivi. La storia proposta dal duo Boiocchi-Piazza è ambientata, per l'appunto, nella splendida isola greca e vede come protagonisti una brillante scrittrice, al momento a corto di ispirazione, e un aitante sconosciuto dal ruolo imprecisato e abbastanza astratto.
Ci muoviamo su due piani molto differenti: lei molto pragmatica e poco avvezza alle frivolezze, lui che vive di concetti filosofici e si mantiene facendo il life coach. Due universi che entrano subito in una rotta di collisione inevitabile ma che, allo stesso tempo, restano affascinati l'uno dall'altro. Detta così, può sembrare una storia fatta e finita ma il titolo del romanzo non è un caso perché, a mettere un po' di pepe al tutto, si inseriscono una serie di segreti e bugie che renderanno il rapporto tra i due ancora più complicato ed instabile. 

Il libro è un susseguirsi di momenti spassosi e situazioni improbabili: ho adorato il monologo interiore costante e ironico tra la protagonista e il personaggio da lei creato, ho amato l'impudenza di lui che non ha paura di osare, mai! Ho amato l'isola, i suoi panorami e i suoi profumi. La trama, pur nella sua semplicità, è coinvolgente e molto dinamica, non ci si annoia mai.
Lo stile fresco e leggero, proposto dalle autrici, rende la lettura piacevole e frizzante. In un susseguirsi di colpi di scena, brevi attimi di romanticismo e tante risate, "Bugie a Santorini" vi conquisterà, anima e cuore!


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sabato 8 giugno 2019

Recensione "Di terra, di mare, di cielo" di Barbara Cobianchi

Buongiorno, lettori.
Chiudiamo la settimana parlando di un romanzo che ho terminato già da un po' ma che, ancora adesso, mi lascia interdetta sul parere da esprimere.
Si tratta del primo libro edito da una casa editrice tutta al femminile, la Biplane Edizioni, ed è firmato dalla penna di Barbara Cobianchi.
Buona lettura!


Durante tutti questi anni di attività mi è capitato di imbattermi in libri decisamente "NO", per me.. vuoi per il tema trattato, vuoi per una trama poco avvincente o uno stile particolare, ma nonostante tutto mi piace trovare sempre degli aspetti positivi perché credo che ogni storia sia bella, a modo suo. Dopo aver terminato la lettura de "Di terra, di mare, di cielo", ero consapevole di non essere entrata per nulla in sintonia né con la storia né con i personaggi ma ho sentito comunque la voglia di dedicare un post al libro perché ritengo le tematiche trattate davvero importanti!

Dalle coppie di fatto, alle adozioni delle coppie omosessuali, passando per la ricerca del proprio posto nel mondo da parte dei più giovani, Barbara Cobianchi ci regala dei personaggi reali che si ritrovano ad affrontare problematiche che lo sono altrettanto. È una storia pregna di emozioni che, a mio avviso, necessitava un approccio e uno stile narrativo diverso. Proprio alcune scelte stilistiche, e alcune lacune della trama che si snocciola fin troppo velocemente, non mi hanno permesso di immedesimarsi nei personaggi e nelle situazioni.

Tutte tematiche attuali,  quindi, che però non colpiscono fino in fondo e non convincono. La prosa, priva di dialoghi,  scorre piatta e in maniera poco coinvolgente minando in maniera decisiva il giudizio finale su una lettura che non mi sento di consigliare, almeno così proposta.
Nonostante il titolo accattivante, una bellissima copertina e delle ottime argomentazioni, questa storia non è proprio riuscita a far breccia nel mio cuore.

venerdì 7 giugno 2019

Recensione "La guerra degli scrittori" di Kempes Astolfi


Buongiorno,  lettori.
Oggi proverò a raccontarvi, senza, spoiler, l'ultimo romanzo di Kempes Astolfi, edito da Prospettiva Editrice, "La guerra degli scrittori".
Buona lettura!



Consapevolezza. Ethan ha un potenziale enorme, è sveglio ma non si rende conto dell'immenso potere che ha per le mani. Sarebbe un peccato bruciarlo. D'altronde, a cosa serviamo noi vecchi se non ad aiutare a crescere queste promettenti anime?

La prima cosa che ho pensato dopo aver letto le prime pagine di questo libro? Che confusione! E non scherzo. La situazione è talmente ricca di personaggi, date e avvenimenti diversi e, apparentemente,  slegati tra loro che sono stata anche sul punto di abbandonare la storia perché non riuscivo a venirne a capo. Poi, così all'improvviso, tutto ha preso una piega inaspettata e coinvolgente tanto che, di lì a poco, mi sono ritrovata all'epilogo. Raramente un autore è riuscito a farmi cambiare idea dopo un primo impatto disastroso ma Astolfi è riuscito nell'impresa .

La sua è una storia nella storia che si snocciola in maniera molto dettagliata e complessa a tempo di musica. Proprio questo elemento, infatti, è imprescindibile nello sviluppo della trama, quasi al pari del tema centrale. La guerra degli scrittori, una gara che coinvolge i due autori più bravi del momento, è una sfida a colpi di genialità e arte. Improvvisazione, prove al cardiopalma sono solo alcuni degli step che dovranno attraversare i due rivali.
La cosa più interessante è che una storia "di guerra" , riuscirà a compiere un miracolo uguale e contrario per un'altra coppia di uomini che hanno svariati anni di differenza e un rapporto burrascoso.

Le incoerenze degli esseri umani a volte sono solo dentro noi e quando escono fuori, alla vista di tutti, è lì che diventa un casino. Tutto diventa ingestibile e le azioni, le scelte che prima pensavi fossero solo tue, diventano di tutti. E sei in balia delle onde, dei consigli altrui, non sai più decidere.

Lo stile dell'autore è ricercato, ma non troppo. La prosa è scorrevole e ricca di dettagli che rendono la lettura un'esperienza multisensoriale. Quello che vi consiglio è di gustarlo con calma, assaporando ogni momento e godendovi le tracce che Kempes Astolfi ha pensato per voi. "La guerra degli scrittori" si è rivelato un progetto interessante ed originale, come se ne incontrano pochi, in un panorama ormai saturo di libri. Per quanto mi riguarda,  non vedo l'ora di leggere la prossima storia! 


mercoledì 5 giugno 2019

Recensione "Alla fine del viaggio" di Antonio Fusco

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di un breve noir, firmato da Antonio Fusco, "Alla fine del viaggio".
Buona lettura!



Per tutti gli amanti del genere, lo stile e la penna di Antonio Fusco sono inconfondibili. Anche il commissario Casabona, protagonista del romanzo, non è un volto nuovo ma un personaggio che si ritrova sempre con piacere.
In questo capitolo della serie, carriera e vita privata prendono (forse definitivamente) due strade diverse ma, come sempre, il povero commissario non ha nemmeno il tempo di rendersi conto del cambiamento perché viene subito coinvolto in un nuovo e scottante caso.
È proprio vero che il passato può sconvolgere il presente, quando vi nascondiamo degli scheletri, e le vittime lo impareranno a caro prezzo!

Restituirò tutto alla fine del viaggio, gli sguardi distratti che si lasciarono sfuggire l'essenza delle cose, le parole taciute che non diventeranno mai un ricordo.
Restituirò l'orgoglio  che mi impedì di tornare e la coerenza che nascose tutte le altre strade che avrei potuto percorrere.
Restituirò  le opportunità mancate come biglietti non spesi e non ci sarà rimborso perché tutto va sempre in pari alla fine del viaggio.

Le atmosfere cupe, un percorso catartico e liberatorio e una storia intricata- tutta da scoprire- sono gli ingredienti vincenti di un giallo che coinvolge e appassiona. Il numero esiguo di pagine rende la lettura scorrevole e molto veloce, non ci sono momenti statici o momenti narrativi superflui e tediosi. L'epilogo,  poi, è pazzesco e inaspettato e costituisce la chiusura perfetta per questo libro. 
Lo stile dell'autore è sintetico ma non scontato, molto diretto e realistico nei concetti e nei contenuti. È sempre un piacere trovare storie in cui immedesimarsi e che non siano eccessivamente romanzate. 
Com'è che dice il detto? Breve, ma intenso. Ed è così che riassumerei "Alla fine del viaggio", la lettura perfetta per tutti gli amanti dei polizieschi e dei noir.


lunedì 3 giugno 2019

Recensione "Mi facevi sentire Dostoevskij" di Valentina Fortichiari

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di parlarvi di un romanzo/memoir firmato da Valentina Fortichiari, una vera pietra miliare quandi si parla di comunicazione e di agenzie di stampa.
Buona lettura!



L'importante è mantenere l'autocontrollo quando si è certi di essere nel giusto, anzi tanto più,  è non superare mai il limite dell'arroganza fine a se stessa.
Ho sempre preferito la linea della discrezione.

Come blogger, conosco abbastanza bene il modo degli uffici stampa dato che,  quasi sempre, sono i nostri interlocutori per eccellenza e ho sempre avuto la curiosità di scoprire cosa si celasse tra le scrivanie e le agende delle mie carissime addette stampa. Se, anche voi, vi siete sempre chiesti cosa fa e come lavora un ufficio stampa, in questo libro troverete quasi tutte le risposte alle vostre domande.

Valentina Fortichiari ha lavorato per anni in Longanesi ed è,  oggi, un brillante insegnante universitaria nel campo della comunicazione: leggere questo diario di ricordi è stato illuminante e formativo. È incredibile quanto lavoro ci sia dietro ogni libro è, soprattutto,  quanto sia cruciale il ruolo del responsabile dell'ufficio stampa.

Alla direzione dell'ufficio stampa si richiede senso della regia, capacità di agire come il maestro di musica abile nell'armonizzare ogni nota, nel dar vita a una sinfonia compatta, fluente, dove ogni strumento fa la sua parte senza stonature, attenendosi al tempo imposto da chi tiene in mano la bacchetta.

Tra le pagine del libro, ci sono gli episodi cruciali di una carriera: i momenti iniziali, accompagnati dall'insicurezza e dalla paura di non essere all'altezza; gli incontri con autori straordinari in cui tremano le gambe sembra di sognare; i momenti critici, quando nonostante un'organizzazione maniacale qualcosa va storto e si deve correre ai ripari. Faccio fatica solo ad immaginare come si possa  vivere così sotto pressione costante e con così tante responsabilità.  Si tratta di un ruolo in cui l'autocontrollo, la genialità e la determinazione sono, spesso, più importanti e determinanti di un titolo di studio.

《Mi facevi sentire Dostoevskij》
È la confidenza che in un giorno di amarcord  mi fece scherzosamente un autore. Che cosa voleva dire,  al di là della battuta? Che un ufficio stampa dovrebbe trattare ogni singolo autore come fosse 《unico》, il migliore, il più grande del suo genere, o comunque facendolo sentire tale.

Questo romanzo è una vera delizia per tutti gli addetti ai lavori ma anche per i lettori che hanno vogli di scoprire cosa si nasconde dietro il lancio di un libro e quanto sia fondamentale saper comunicare con il pubblico. Ho apprezzato ogni riga del libro e ho amato lo stile molto diretto e scorrevole dell'autrice. Ho trascorso dei momenti piacevoli immersa nella lettura, e nei ricordi, della Fortichiari e vi consiglio di recuperarlo al più presto!


giovedì 30 maggio 2019

Recensione "La malalegna" di Rosa Ventrella

Buon pomeriggio, lettori.
Ho il piacere di parlarvi del nuovo romanzo di Rosa Ventrella, edito da Mondadori.
Buona lettura!


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Teresa e Angelina sono sorelle diverse in tutto: tanto delicata, schiva e silenziosa è Teresa, la voce narrante di questa storia, quanto vitale, curiosa e impertinente è Angelina, la sorella più piccola. Siamo all'inizio degli anni Quaranta a Copertino, nelle Terre d'Arneo, un'immensa distesa di campi coltivati nel cuore della Puglia. Qui, Teresa e Angelina crescono in una famiglia di braccianti, povera ma allegra e piena di risorse: i nonni sono dei grandi narratori, briganti, lupi e masciare diventano vivi nei loro racconti davanti al camino, mentre la madre Caterina ha ricevuto in sorte una bellezza moresca, fiera, che cattura gli sguardi di tutti gli uomini, compreso quello del barone Personè, il latifondista più potente del paese. "La tua bellezza è una condanna" le dice sempre nonna Assunta. Una bellezza - e una condanna - che sono toccate in eredità ad Angelina. Quando il padre parte per la guerra lasciando sole le tre donne, Caterina per mantenere le figlie non ha altre armi se non quella bellezza, ed è costretta a cedere a un terribile compromesso. O, forse, a un inconfessabile desiderio. È qui che comincia a essere braccata dalla malalegna , il chiacchiericcio velenoso delle malelingue, un concerto di bisbigli che serpeggia da un uscio all'altro e la segue ovunque. Questa vergogna, che infetta tutta la famiglia, avrà su Angelina l'effetto opposto: lei, che non sopporta di vivere nella miseria, inseguirà sfacciatamente l'amore delle favole. Anche a costo di rimanerne vittima. Sono la nostalgia e il rimpianto a muovere con passo delicato la voce di Teresa, che, ricostruendo la parabola di una famiglia, ci riconsegna un capitolo di storia italiana, dalla Seconda guerra mondiale alle lotte dei contadini salentini per strappare le terre ai padroni nel 1950.

Quando ho voglia di un romanzo familiare, ambientato in un passato non troppo remoto, Rosa Ventrella è una certezza. Con il suo nuovo libro, “La Malalegna”, mi ha conquistata con una storia dolorosa, piena di rancore, rimorsi e speranza. La Ventrella ci mostra il lato peggiore dell'animo umano e di un piccolo paesino in cui basta poco per restare vittime dei pettegolezzi più biechi e ingiusti. Dovete immaginare un piccolo centro abitato del sud agli inizi degli anni '40, un'epoca già difficile di per sé, e una famiglia di braccianti che si ritrova a fare i conti con la guerra, la povertà e a dover compiere delle scelte per sopravvivere che saranno solo l'inizio di una spirale discendente a base di 'malalegna'- un modo carino per definire i pettegolezzi dei maligni.

Teresa e Angelina sono le due protagoniste della storia, le due sorelle affronteranno in maniera del tutto opposta le cattiverie dei concittadini, dovute per lo più all'invidia per la bellezza della loro madre: Teresa in maniera responsabile e, a tratti rabbiosa, verso le ingiustizie che la vita ha posto sul suo cammino e su quello della sua famiglia; Angelina, bella quanto la madre, tenterà di cambiare la propria sorte grazie alla sua avvenenza con risultati discutibili.

E' doloroso per Teresa, e per il lettore, fare i conti con la verità e tanti retroscena che vengono rivelati pagina dopo pagina. La storia si rivela più profonda ed emozionante del previsto, regalando dei momenti di lettura unici. La prosa dell'autrice è coinvolgente ed evocativa, oltre che scorrevole e delicata. E' facilissimo perdersi tra le righe ed immaginare situazioni e personaggi. L'epilogo agrodolce, racchiude alla perfezione una storia che ha lo stesso sapore. Consigliata a tutti i lettori che amano le storie autentiche.


Altri libri dell'autrice:




mercoledì 29 maggio 2019

Recensione "Nel silenzio delle nostre parole" di Simona Sparaco

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di parlarvi del nuovo romanzo di Simona Sparaco, vincitore del Premio Dea Planeta 2019, "Nel silenzio delle nostre parole".
Buona lettura!


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È quasi mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall'esterno, iniziano a divorare ciò che trovano. Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c'è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato. Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall'amore più assoluto, quello che non conosce condizioni.

Questo romanzo, liberamente ispirato al tragico incendio della Grenfell Tower di Londra, intreccia le storie di vari personaggi e delle loro famiglie, all'interno di un vecchio palazzo di periferia. Un palazzo come tanti, un palazzo animato dalle vite convulse e problematiche dei suoi abitanti che ancora non sospettano la portata della tragedia che sta per sconvolgere le loro vite.
Ognuno di loro, infatti, sta affrontando una battaglia con sé stesso e con la vita: c'è chi fa i conti con una maternità indesiderata che ha messo fine ai sogni gloria, chi si crogiola nel passato incapace di affrontare un trauma profondissimo, chi è alle prese con le gioie iniziali dell'innamoramento ma non ha il coraggio di confessarlo ai propri cari.

Cicatrici che sono come storie. 
La prova che abbiamo condiviso la stessa, irripetibile esperienza. 

La storie dei protagonisti scorrono veloci, sotto gli occhi di chi legge, intersecandosi tra di loro e sviluppandosi in un crescendo emozionale pazzesco. 
L'incendio che sconvolge la vita di tutti loro, inizia in maniera subdola e lenta ma consuma con una ferocia difficile da raccontare l'intera esistenza degli abitanti del palazzo. Sono stati momenti duri e mi è piaciuto il modo delicato e rassegnato usato dall'autrice per descrivere questo momento della storia, non era per nulla facile riuscire a raccontare un momento del genere in maniera seria ma non tragica.

Non c'è morte che non presupponga una rinascita. 
Imparare a decifrarla può dare un senso a tutto ciò che resta.
Persino alla cenere.

'Nel silenzio delle nostre parole', è un romanzo che vi farà provare un vasta gamma di emozioni, non sempre positive, ma tutta la storia servirà a farvi riflettere su un concetto importante: non perdete tempo. Non fatelo mai. Non aspettate il momento giusto per dire una cosa, per riappacificarvi con qualcuno, per chiedere aiuto. Un pensiero non espresso può far male e la vita, che tanto diamo per scontata, può sfuggirci dalle mani in un momento.





martedì 28 maggio 2019

Recensione "L'ombra di Caterina" di Marina Marazza

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di parlarvi di un bellissimo romanzo storico che mi ha tenuta incollata alle pagine per ben tre giorni. Si tratta de "L'ombra di Caterina", di Marina Marazza, edito da Solferino.
Buona lettura!


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«Oggi è festa. Nella chiesetta del borgo battezzano il mio bambino. Io non ci potrò essere, ufficialmente: devo stare nascosta.» Comincia così il racconto di una donna che la Storia ha a lungo dimenticato: Caterina, la madre di Leonardo da Vinci. Giovane popolana, sedotta dal notaio ser Pietro da Vinci, Caterina rimane incinta di un figlio che non potrà allevare: lo allatta, ma le viene tolto dalle braccia per essere cresciuto nella casa paterna. Il suo bellissimo bambino potrà godere di molti più agi, certo, ma rimarrà sempre un bastardo: non erediterà né titoli né proprietà e dovrà vivere solo del suo ingegno. Anche la vita di Caterina non sarà facile: l'accusa di stregoneria, il matrimonio con un ex soldato di ventura, cinque figli da crescere, e sempre il rimpianto per quel primogenito perduto che può vedere solo da lontano. Leonardo si trasferisce a Firenze, entra nella bottega del Verrocchio, manifesta ingegno e talento al di là di ogni previsione, ma si trova macchiato da un'accusa di sodomia. Meglio partire per una città più grande, più libera, piena di opportunità, la Milano degli Sforza. Madre e figlio sono destinati a non rivedersi mai più? O Caterina potrà riunirsi a Leonardo, coronando il sogno di stargli vicino, che ha dato luce e senso alla sua intera vita?

Il romanzo di Marina Marazza è dedicato ad una figura storica poco nota ma che, nella sua umiltà, ha dato i natali alla mente più brillante di tutti i tempi: Leonardo Da Vinci.
L'autrice la rappresenta come una donna bellissima ma estremamente povera e, di conseguenza, senza speranza di poter contrarre un buon matrimonio con i membri delle famiglie più abbienti. La sua storia con Piero Da Vinci, sembra da un lato l'avventura di una giovane e irresponsabile contadina e dall'altra il sogno di una ragazza di fuggire dalla miseria forte del suo amore sincero per un uomo che, invece, l'ha soltanto usata.

Mi rendevo conto desolatamente di non conoscere mio figlio,
di non sapere niente di lui, niente di più di quel che mi veniva raccontato, tutto un sentito dire, filtrato dalla voce della gente e ricamato dal filo delle mie fantasie.

La vita di Caterina è un susseguirsi di lotte, interiori e non, e sofferenze: la sua unica gioia, rappresentata dalla nascita del bellissimo figlio, diventa ben presto anche la sua condanna. Nessuno in paese vorrà sposare una ragazza madre, il signorotto che l'ha sedotta è interessato solo al bambino e ben presto viene allontanata da lui per un tempo che le pare infinito. Sofferenza, rabbia e rancore si mescolano in un tumulto senza fine negli occhi e nella mente di Caterina.

E' impossibile non provare pena per lei, per la sua ingenuità e per il suo cuore spezzato per sempre. E' vissuta in un tempo molto diverso dal nostro, un tempo in cui le regole erano tutto e nessuno si sarebbe mai sognato di infrangerle, un tempo in cui l'amore era un concetto vacuo e fittizio che non poteva certo influenzare il destino di un nobile così importante.

Mi ci erano voluti più di quarant'anni per arrivare a stargli accanto. 
Una vita intera prima di sentire la sua bella voce calda chiamarmi 'madre'.
Ma ne era valsa la pena e avrei rifatto tutto quanto.
Dall'inizio.

"L'ombra di Caterina" è una storia intensa, complessa, ricca di dettagli e verità storica. Il lavoro di ricostruzione è stato imponente e il risultato è un resoconto accurato e preciso di un lato sconosciuto della storia di Leonardo. E' un viaggio affascinante nella vita di una donna che ha dedicato il suo cuore ad un uomo e ad un figlio, pagando un prezzo altissimo e vivendo nella loro ombra. 
Lo stile dell'autrice, delicato ed elegante, ha reso la lettura un'esperienza emozionante e coinvolgente. Se amate il genere, o siete appassionati della storia di Leonardo, vi consiglio di recuperare al più presto la lettura di questo libro.


Altri libri dell'autrice:


lunedì 27 maggio 2019

Recensione "Due omicidi diabolici" di Raffaele Malavasi

Buongiorno, lettori.
Iniziamo la settimana parlando di un thriller molto interessante firmato da Raffaele Malavasi per Newton Compton Editori, "Due omicidi diabolici".
Da oggi il romanzo è disponibile in libreria e in tutti gli store online e io non vedo l'ora di raccontarvelo!


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Mentre l’attenzione di Genova è concentrata sulla visita di papa Francesco, la Squadra Omicidi dell’ispettore Gabriele Manzi è in fermento a causa di un delitto brutale avvenuto in città: una donna è stata sequestrata nel suo appartamento e uccisa barbaramente. Era una vedova cinquantenne che lavorava da casa come sarta. Ma c’è un dettaglio inquietante sulla scena del crimine, un’incomprensibile scritta di sangue lasciata sugli indumenti della vittima. Mentre la polizia indaga e la giornalista Orietta Costa comincia a muoversi alla ricerca di informazioni, Goffredo Spada, l’ex poliziotto noto in tutta la città per aver risolto il caso dei “delitti danteschi”, viene convocato all’abbazia di Santo Stefano: il parroco, che si occupa anche di esorcismi e di sette parareligiose, ha ricevuto minacce anonime che gli fanno temere per la propria vita. Che cosa si nasconde dietro la nuova ondata di violenza che ha colpito Genova? L’indagine di Manzi, Spada e Costa si prospetta ben più complessa di quanto avrebbero potuto immaginare… 

Il trio più improbabile nella storia dei thriller si ritrova riunito, ancora una volta, in un nuovo e scottante caso che sconvolge la città di Genova. La reunion decisa da Malavasi ha poco tempo da perdere in abbracci e frasi di circostanza, c'è un omicidio da risolvere. In maniera pressoché contemporanea, un sacerdote esorcista riceve delle minacce di morte piuttosto rilevanti, tanto da richiedere l'intervento di Goffredo Spada, l'ex poliziotto dal formidabile intuito. Quindi, mentre gli uomini del team sono impegnati nelle indagini, Orietta Costa cerca di fare il suo dovere di giornalista che non sempre prevede metodi e strade consone ai ben pensanti.

Si tratta di tre personaggi davvero particolari che, in qualche modo, funzionano solo se lavorano insieme, anche se non è sempre facile trovare dei punti di incontro. Il mio preferito, tra loro, continua ad essere Goffredo Spada: è un uomo intelligente, con uno spirito di osservazione fuori dal comune e una mente che lavora in maniera febbrile e attenta. Sì, credo proprio di essermi innamorata di lui!
Voglio sottolineare che i suoi due compagni di avventura non sono da meno, soprattutto Orietta che porta in alto il valore e il coraggio delle donne, uscendo fuori dal cliché che le vuole sempre vittime e indifese.

Anche lo stile di Malavasi è originale e piacevole da leggere. In questo romanzo gioca con due temi sempre molto affascinanti quando si parla di thriller, la religione e l'esoterismo, e lo fa in maniera più che egregia. La trama è ben costruita e l'autore dosa perfettamente il grado di suspense, che va in crescendo, tenendo il lettore incollato alle pagine. Mano a mano che i pezzi del puzzle vanno al proprio posto, si intuisce l'originalità del progetto e la bellezza di una storia perfetta per chi ama il thriller. Spero di poter rivedere presto questo trio in una nuova ed intricatissima indagine.
Nel mentre, ne consiglio spassionatamente la lettura!


Altri libri dell'autore:


sabato 25 maggio 2019

Recensione "Vite rubate" di Monica Lombardi

Buongiorno, lettori.
In questa ultima recensione della settimana voglio parlarvi del nuovo romanzo di Monica Lombardi, "Vite rubate".
Buona lettura!


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Paula Wellman è una donna sola e un’agente FBI. Sa bene che si tratta delle due facce della stessa medaglia, come sa che il fatto di non avere famiglia le fa guadagnare un viaggio in Alaska alla caccia di un tenue collegamento tra l’esplosione di un’auto in cui è morta un’adolescente e un cold case. Sa anche che molti dei suoi colleghi maschi non mandano giù il fatto di dover lavorare con una donna, forse anche Dan Fusco, l’agente che viene esiliato al freddo insieme a lei.

Dopo che la moglie Adele è morta in circostanze mai del tutto chiarite, la vita di Zachary Walsh e della figlia Alice è stata sconvolta e Zach sta cercando di riscriverla. Per farlo ha messo quanti più chilometri possibile tra loro, un trauma doloroso e un passato per certi versi scomodo, e ha scelto di trasferirsi a Willow, dove abita la sorella della moglie e dove si muove Sam Pitka, il protagonista della sua fortunata serie di gialli. 

Zach non è felice di vedere l’FBI presentarsi alla sua porta e di essere di nuovo sotto la lente investigativa.
Paula si trova spiazzata di fronte a un uomo che sembra non fare nulla per allontanare da sé i sospetti.
Attorno a loro un gruppo di adolescenti ribelli, annoiati, che raccolgono e rilanciano sfide e delusioni, e l’inverno dell’Alaska alle porte, pronto a coprire tutto con il gelo della sua neve.

Chi mi segue da qualche anno sa quanto io ami Monica Lombardi e, quindi, capirà la gioia di aver avuto la possibilità di leggere il suo ultimo lavoro. Il libro porta in scena un nuovo filone nella saga dedicata al poliziotto di Atlanta, Mike Summers, e ci regala una protagonista eccezionale che avevamo già avuto modo di conoscere nella serie suddetta. Devo ammettere di essere rimasta piacevolmente stupita da Paula Wellman, una professionista eccezionale che mi ha tenuta, letteralmente, sveglia per finire il libro.

'Vite rubate' è una storia che coinvolge tantissimo grazie ad un caso misterioso, un'ambientazione cupa e fredda e una coppia di investigatori fantastica. Quello che mi ha colpito maggiormente, dei protagonisti, è il loro essere 'umani'. Non si tratta di personaggi stereotipati e poco realistici, non si tratta di super agenti ma solo di un uomo e una donna che cercano di lavorare al meglio delle loro possibilità, senza essere esenti da sbagli e difetti. Sono certa che li troverete pazzeschi!

La penna di Monica Lombardi, poi, è sempre una coccola per noi lettori. In questa nuova avventura ha dimostrato una bravura eccezionale nel ricreare una trama verosimile, ricca di suspense e lineare, senza troppi elementi fuorvianti e con la totale assenza di momenti morti: è un colpo di scena continuo. E' tutto molto intuitivo ed è facile appassionarsi alle indagini e provare a scoprire il colpevole. 

Questo libro non ha nulla da invidiare ai crime internazionali e ne consiglio la lettura a tutti gli appassionati del genere. Non è necessario aver letto i volumi precedenti, ma se siete alla ricerca di belle letture, vi consiglio tutti i romanzi di Monica Lombardi: creano dipendenza!!!



Serie Mike Summers:






venerdì 24 maggio 2019

[Intervista] Diandra Elettra Moscogiuri

Buongiorno, lettori.
Ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con l'autrice Diandra Elettra Moscogiuri e di seguito vi allego la sua intervista per conoscerla meglio!
Buona lettura.



Cosa ti ha spinto a diventare una scrittrice?

Grazie per questa intervista. La scrittura è un’attività che ho sempre svolto con lo scopo di riflettere, analizzare le cose, venire a contatto con esse in profondità. Ho sempre avuto un diario segreto che usavo come confidente. Penso che tutto questo sia nato dal bisogno di far uscire i pensieri dalla mente e imprimerli sulla carta, non per liberarmene, ma per renderli più veri. Poi ho iniziato a inventare delle storie, e dopo averle stravolte, capovolte e limate, ho iniziato a dare forma ai miei libri. Oggi ho un rapporto molto stretto sia con la scrittura che con la lettura: le parole sono diventate il mio pane quotidiano, ma anche il mio rifugio.


Qual è il genere in cui ti riconosci maggiormente?

Senza dubbio il romanzo di formazione. Ho iniziato con questo genere e penso di continuare così, mi piace l’idea di avere un rapporto molto profondo e intimistico con un personaggio che si definisce nel corso della narrazione, che arriva a conoscere se stesso solo alla fine. Per me la trama va intessuta seguendo lo sviluppo psicologico dei personaggi, come se ci si addentrasse dentro una realtà sconosciuta con il fine di scovarne gli angoli ancora inesplorati.




C’è un autore che stimi e rappresenta, per te, una fonte di ispirazione?

Irvine Welsh è l’autore a cui più mi ispiro in assoluto. Proprio prima di stendere la versione finale di Tequila Suicide, il primo libro, ho letto molte opere contemporanee per trovare un mentore, una fonte di ispirazione per creare il mio stile. Quando ho scoperto le sue opere, ho sentito di aver trovato la mia fonte di ispirazione. Il suo modo di scrivere colpisce, sconvolge, rimane impresso nella mente perché non ha paura di osare. Ricrea le ambientazioni e trasmette le sensazioni giuste senza essere mai troppo descrittivo, è intimo e brutale, provocatorio e spaventosamente bravo.


Perché un lettore dovrebbe leggere i tuoi libri?

Mi piace condividere le mie storie con i lettori soprattutto per il piacere di scoprire e raccontare cose sempre nuove, da lettrice amo le fiere dei libri proprio perché offrono punti di vista sempre diversi e particolari. Io scrivo soprattutto storie viscerali, i miei romanzi sono brevi ma intrisi di emozioni e  toccano argomenti delicati senza mezze misure. Alcune volte leggere di qualcosa di proibito, che spaventa o preoccupa, può essere catartico, può lasciarti qualcosa di profondo anche se non è successo a te. Tequila Suicide è una storia di crescita individuale, racconta di una persona che comprende i veri valori della vita della cui importanza non si era mai reso conto prima, il protagonista è un personaggio che sbaglia, ma si rialza, e noi con lui. Artemis’ Cabaret è più malinconico, racconta di cose passate e perdute, ma insegna a reinventarsi, a fare un buon uso del dolore, che alcune volte, può permetterci di creare qualcosa di positivo anche da una brutta esperienza.


Un romanzo che avresti voluto scrivere e perché.

Assolutamente 'Il pasto nudo' di Burrounghs, non so cosa avrei dato per riuscire a creare anche solo una delle immagini che ha descritto nel suo capolavoro. Penso che scrivere quel romanzo sia stata per lui una vera e propria esperienza extrasensoriale, e mi sarebbe piaciuto averne un pezzettino!


> Scopri i romanzi dell'autrice


Recensione "Lena e la tempesta" di Alessia Gazzola

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Alessia Gazzola, "Lena e la tempesta", edito da Garzanti.
Buona lettura!


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Si dice che ciascuno di noi, nel corso della propria vita, accumuli in media tredici segreti. Di questi, solo cinque sono davvero inconfessabili. Lena ne ha soltanto uno, ma si fa sentire dentro come se ne valesse mille. E per quanto si sforzi di dimenticarlo, è inevitabile per lei ripensarci mentre dal traghetto scorge l'isola di Levura, meta del suo viaggio. Levura, frastagliata e selvaggia, dove ha passato le estati indimenticabili della sua giovinezza. Dove non ha più rimesso piede da quando aveva quindici anni. Da quando ogni cosa è cambiata. Ora suo padre le ha regalato la casa di famiglia e lei ha deciso di affittarla per dare una svolta alla sua esistenza. Perché si sente alla deriva, come una barca persa tra le onde. Perché il suo lavoro di illustratrice, che ama, è ad un vicolo cieco. Lena non sarebbe mai voluta tornare a Levura, non sarebbe mai voluta tornare tra quelle mura. Ma è l'unica possibilità che ha. Mentre apre le finestre arrugginite e il vento che sa di mare fa muovere le tende, i momenti trascorsi dell'ultima vacanza lì riaffiorano piano piano: le chiacchierate, gli schizzi d'acqua sul viso, le passeggiate sulla spiaggia. E insieme il ricordo di quel giorno impresso a fuoco nella sua mente. II suo progetto è quello di stare sull'isola solo qualche giorno, trovare degli affittuari e ricominciare altrove tutto quello che c'è da ricominciare. Eppure nulla va come aveva immaginato. Lena non sa che quei giorni che abbronzano il suo viso chiaro e delicato saranno per lei molto di più. Ancora non sa che ci si può proteggere dalle emozioni con una corazza, ma c'è sempre qualcuno pronto a scalfirla, come Tommaso l'affascinante ragazzo che giorno dopo giorno la aiuterà a capire chi vuole essere davvero. Non sa che la verità ha mille sfumature. Che nulla è davvero inconfessabile perché la colpa spesso non è dove credevamo che fosse.

Ci sono storie che colpiscono subito: bastano poche righe e la magia inizia e finisce solo dopo aver voltato l'ultima pagina. E' proprio il caso di "Lena e la tempesta", nuovo romanzo di Alessia Gazzola, che mi ha conquistata dalla prima all'ultima riga. L'isola di Levura è il panorama perfetto per ambientare la vicenda di Lena Santoruvo, come tutte le isole infatti, ha un fascino senza tempo, un faro romanticissimo e tanti ricordi e segreti da riportare a galla in un lungo ed emozionante viaggio.

Non è stato difficile appassionarsi alla vita di Lena, non è stato complicato entrare in perfetta sintonia con lei e avere una voglia costante di abbracciarla, attraverso le pagine, per sostenerla nei momenti più difficili. E' una donna che ha sofferto e che non riesce a scendere a patti con un'esperienza traumatica che l'ha segnata per sempre. Tutto inizia e finisce con Levura, ma ci vuole più coraggio del previsto per affrontare i propri mostri.

Io voglio disperatamente essere una ragazza come le altre, una superficie immacolata, niente coni d'ombra, niente di cui avere vergogna. Vorrei poter strofinare via con una spugna quella macchia che mi sporca, ma siccome non è possibile non mi rimane che il silenzio,

Tommaso, oltre ad essere un ottimo co-protagonista, è il riscatto di Lena: la possibilità di riprendersi una vita e una felicità che non crede di meritare, la speranza per un futuro roseo e senza fantasmi, un'esistenza nuova da vivere alla luce del caldo sole dell'isola, con i capelli al vento e il sapore del mare sulle labbra.

La carrellata di personaggi secondari presenti nel libro, aiuta a rinforzare e sviluppare una trama semplice e complessa al tempo stesso. Il fatto di aver provato così tante emozioni in così poche pagine, mi ha colpito moltissimo: non è semplice riuscire ad immedesimarsi così tanto in un personaggio. Non avendo mai letto nulla dell'autrice, ma avendo sempre sentito parlare benissimo di lei, ero molto curiosa di rapportarmi con la sua penna e il suo stile e non sono rimasta delusa.

'Lena e la tempesta' è un romanzo emozionante, coinvolgente e scritto divinamente. Ho passato delle ore piacevoli in compagnia del libro e ne consiglio la lettura!


giovedì 23 maggio 2019

[Cover Reveal] "Tracce profonde lungo il fiume" di Ornella De Luca




Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di mostrarvi la cover dell'ultimo romanzo di Ornella De Luca, 'Tracce profonde lungo il fiume", capitolo conclusivo della 'The Orphanage Series".
Buona... visione!


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Dai boschi della Russia alle Ghost Town americane, un viaggio sia fisico sia mentale sulle colpe e le imperfezioni che non perdoniamo a noi stessi.

Igor Krovopuskov è ancora, ostinatamente, single.
Tutti i suoi amici sono andati avanti, hanno detto addio ai fantasmi del passato e, da orfani qual erano, hanno trovato una famiglia su cui poter contare. Ma Igor non ci pensa proprio.
L’amore è solo un’altra di quelle favole che non ha mai ascoltato da bambino, alle quali nessuno gli ha dato la possibilità di credere.
È ancorato con le unghie e con i denti alla sua vita da lupo solitario e a ciò che l’orfanotrofio ha sempre rappresentato per lui: l’unico luogo sicuro in cui abbia mai vissuto.
In lui convivono sia “l’Orso”, la testa calda più temuta di Boston, sia il ragazzino che mormora parole in russo durante la notte. Quale delle due parti prevarrà sull’altra? Ma soprattutto: a chi appartiene il nome che Igor evoca durante i suoi incubi peggiori? Chi è Nikolay?

Una matassa di capelli blu, occhiali da vista a fondo di bottiglia, piercing al naso e vestiti vintage: Marlena Zara Sharon è il risultato più improbabile dell’incontro fra antico e nuovo, una nerd mascherata da punk che ha smesso di vivere la sua vita dieci anni prima.
Quando ha perso tutto ciò che aveva ed è rimasta da sola ad arrancare nel mondo. “Arrancare” nel senso più letterale del termine, visto che Marlena è costretta a zoppicare ed è oggetto del più bieco bullismo da sempre.
Sarà una rapina nel negozio d’antiquariato dove lavora a darle la spinta a cambiare qualcosa e a lottare per la prima volta per ciò che non può sopportare di perdere. E il furto di un prezioso manufatto sarà la causa di un viaggio attraverso gli Stati Uniti con un’insolita compagnia…

Tracce profonde lungo il fiume è un contemporary romance “on the road”; a ogni tappa una nuova scoperta di sé, fino a una straordinaria, commovente, chiusura del cerchio.
Tracce profonde lungo il fiume è il quinto e ultimo romanzo autoconclusivo della serie The orphanage, che segue le vicende di cinque amici, cresciuti insieme nella spettrale “Villa Sullivan”.


La strada per ritrovare se stessi è la più tortuosa di tutte.