martedì 17 dicembre 2019

Recensione "Le grida nel cuore" di Massimiliano Albicini

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un romanzo particolare che si divide tra due generi letterari ben distinti: il thriller e il fantasy. Si tratta de "Le grida del cuore", di Massimiliano Albicini.
Buona lettura!


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Michele e Sara vivono in una casa isolata sulle colline vicino a Volterra, sono sposati da tempo, e decidono di avere un figlio. Dopo quasi cinque anni di tentativi andati a vuoto, Sara riesce finalmente a rimanere incinta, e nasce Miriam, una splendida bimba. Sono felici. Una felicità che dura poco. Un fatto misterioso e tragico sconvolge la loro esistenza. Michele urla il proprio dolore, ma nessuno sembra credergli. Dovrà lottare da solo contro tutti per far emergere la verità. Durante le sue ricerche, entra in contatto con un inquietante personaggio che lo indirizza verso una possibile sconvolgente soluzione. Ma la strada che ha scelto di percorrere è pericolosa, e lastricata di cadaveri. Anche lui è in pericolo, e la sua mente sembra esplodere in una delirante pazzia, in un crescendo che porterà a conseguenze imprevedibili.

Questo è un romanzo che si divide in più fasi e, in ogni sua parte, stupisce il lettore prendendo delle svolte inaspettate. Inizialmente ci troviamo di fronte ad una coppia che sta costruendo la propria vita insieme, pensando più o meno seriamente di ampliare la famiglia. In questa prima parte, l'autore ci presenta i suoi personaggi, in particolare Michele che sarà la voce narrante per quasi tutto il libro.
Nonostante l'apparente normalità, gli equilibri vengono stravolti con la gravidanza di Sara e da strani episodi oscuri che iniziano ad inquietare la mente di Michele.

Con la nascita della bambina si entra nel vivo della storia e dell'elemento fantasy che si fa sempre più complesso e articolato man mano che si procede con la lettura. L'autore ha immaginato per noi dei risvolti davvero inquietanti e, tramite il tormentato stato d'animo del protagonista, attraversiamo una spirale discendente di dolore e frustrazione che culminerà nel peggiore dei modi.

Devo dire che non mi aspettavo una svolta così decisa e particolare dopo un inizio sottotono e ordinario. L'autore è riuscito a dare il giusto sprint alla lettura e a renderla unica ed appassionante. Il colpo di scena finale è la ciliegina sulla torta che chiude il cerchio. Lo stile di Albicini mi è piaciuto molto, si legge con piacere. E' un ottimo esordio in cui ogni parte è stata curata nel dettaglio, soprattutto a livello psicologico. Lo consiglio!



lunedì 9 dicembre 2019

Recensione "Canapa. Una storia incredibile" di Matteo Gracis

Buongiorno, lettori.
Iniziamo la settimana con una lettura particolare ma altrettanto interessante e illuminante su una tematica molto discussa.
Buona lettura!


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Una pianta che da migliaia di anni (ovvero da sempre), accompagna l'umanità nella sua storia, ma che da circa un secolo è diventata oggetto delle attenzioni di tutte le forze di polizia del mondo. Un ragazzo che incontra questa pianta e i suoi prodotti, quando sono avvolti di quell'aura illecita che attrae e respinge, ma che non sempre fa riflettere. Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragazzo cresce e con lui la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sul motivo per cui quella pianta è bandita dall'agricoltura, dall'industria, dalla farmacopea, settori in cui aveva dimorato per secoli. Così l'autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito web con l'obbiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizzazione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, rivista italiana sulla cultura della canapa e gli "stili di vita alternativi", ci racconta la tormentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte. Due storie davvero incredibili: quella di Matteo che dai banchi dell'università abbandonati in fretta si è inventato imprenditore nel settore della comunicazione, e quella della canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell'illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, almeno in versione "light", anche nel nostro Paese. Una "rivoluzione verde" che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata in maniera esemplare da uno dei suoi protagonisti.

La storia di Matteo Gracis è un mix ben riuscito tra un'autobiografia e un manuale storico a tema sulla canapa. Insieme questi due filoni si intrecciano più volte dando vita ad un romanzo originale e fuori dagli schemi. Indipendentemente dalla vostra idea in merito all'argomento, il libro si propone soprattutto di informare il lettore sulla materia trattata, sia a livello storico che giuridico.
Forse i riferimenti sono la parte migliore del libro, in quanto la vita dell'autore non è giudicabile, e anche quella che ho seguito con maggior interesse.

Nel nostro paese è sempre stato un argomento tabù e relegato solo all'accezione più negativa del tema. In realtà, come spiega benissimo l'autore, la canapa è una pianta dalle mille proprietà che si presta agli usi più diversi anche fuori dall'universo dello sballo. 
Credo di non aver mai letto un libro così completo e 'poco' pilotato sul tema e questa è una caratteristica che ho apprezzato moltissimo. Matteo Gracis non vuole convincere il lettore di un'idea, ma mettere sul piatto della bilancia secoli di storia, nozioni, e verità che permetteranno a chi legge di avere una visione personale sull'argomento con cognizione di causa.
Lo stile dell'autore, oltre ad essere molto esaustivo e accurato, è scorrevole e piacevole da leggere.

Se avete voglia di una lettura fuori dagli schemi, questo libro fa al caso vostro!



sabato 7 dicembre 2019

Recensione "Un Natale alla Sherlock Holmes" di Jane Rose Caruso

Buongiorno, lettori.
Siete tutti alle prese con l'albero di Natale? Io sto per iniziare le decorazioni ma prima volevo lasciarvi un consiglio di libroso perfetto per questo periodo.
Buona lettura!


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Da quando suo padre se n’è andato, Judith affronta i Natali con un peso sul cuore. Dal giorno della scomparsa sia lei sia la madre sono state costrette a gestire da sole la Cioccolateria “Sherlock Holmes” al 221/B.
Immersa in un mondo profumato e speziato, Judith cerca il modo di fare chiarezza. Le domande che si pone sono tante: perché il padre ha chiamato così la sua Cioccolateria? Perché le ha lasciate?
Judith non se lo sa spiegare. La Cioccolateria non è quel che sembra, ma nasconde segreti da svelare. Si cimenterà lei stessa in enigmi da scoprire, diventando una provetta Sherlock, insieme alla sua compagna d’avventura Ofelia, prorompente e frivola con il suo look Anni ʼ50.
Riuscirà Judith a gioire e credere ancora nel Natale?

Jane Rose Caruso esce fuori dalla sua comfort zone. Dopo averla letta nelle avventure della sua eroina per eccellenza, Miss Book, ci propone un nuovo personaggio e un nuovo stile decisamente più maturo e impegnativo.
Mi è piaciuta molto Judith ma, ancora di più, la bellissima atmosfera che si respira nella cioccolateria Sherlock Holmes e l'aria natalizia di Londra. La Caruso è una vera esperta di ambientazioni e riesce ad evocare delle bellissime e rilassanti immagini nella mente di chi legge.

C'è, invece, ancora un po' da lavorare sulla costruzione e sullo sviluppo della trama: l'idea di base del libro è ammirevole e originale, mi è piaciuta molto. Ma la risoluzione è stata forse troppo avventata, intuitiva e veloce, sicuramente avrei gradito leggere qualche pagina in più e un approfondimento maggiore su alcune figure. E' una buona base da cui partire per dedicarsi a romanzi più impegnativi.

Lo stile è sempre molto scorrevole e piacevolissimo da leggere. E' un racconto che ho divorato nel giro di poche ore e che mi ha aiutato ad entrare in pieno mood natalizio. Se cercate una storia magica, al profumo di cannella e con un bel mistero da risolvere, questo piccolo romanzo fa al caso vostro!



martedì 3 dicembre 2019

[Review Tour] "Piccole donne" di Louisa May Alcott

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di un grande classico e della sua nuova e bellissima edizione pubblicata da Mondadori.
Buona lettura!


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Divenuta subito un classico, la storia di Jo, Meg, Amy e Beth ha avvinto intere generazioni. Questo volume presenta il ciclo completo dei quattro romanzi.


Sono certa che tutti voi avete sentito parlare di un super classico come 'Piccole Donne', ne esistono, infatti, numerose edizioni e trasposizioni sia cinematografiche che televisive.
La storia raccontata dalla Alcott è una storia senza tempo che, anche a distanza di anni, appassiona ancora lettori grandi e piccoli soprattutto tra il pubblico femminile.

Questa nuova edizione Mondadori è una delle più complete e ben strutturate in circolazione, anche a livello di traduzione. Non è insolito trovare versioni semplificate o incomplete del romanzo ma non è questo il caso. La trama racconta la vita di quattro sorelle che vivono in America alla fine dell'800.
Si tratta di una storia tutta al femminile, ricca di personaggi e buoni sentimenti. Sono sempre rimasta colpita dal modo dell'autrice di affrontare un clima difficile come quello della guerra di secessione: nonostante le preoccupazioni e il pensiero costante verso il padre che è al fronte Jo, Meg, Amy e Beth riescono a gioire delle piccole cose che accadono nella loro quotidianità.

Uno dei miei personaggi preferiti è, però, la madre delle sorelle: una figura onnipresente ma non opprimente. Come è giusto che sia, osserva e tiene sotto controllo tutte le attività della casa senza, però, impedire alle figlie di avere un proprio pensiero e una certa libertà di azione. Un personaggio davvero innovativo se consideriamo l'epoca a cui appartiene il romanzo. Se, invece, dovessi scegliere una delle sorelle, sarebbe senza dubbio Jo con il suo spirito femminista e la sua voglia di combattere per un ruolo più importante delle donne nel mondo.

Credo si tratti di una storia senza tempo dalle tematiche importanti, lo stile magistrale e inconfondibile della Alcott è una delizia per gli occhi di chi legge ed è stato bellissimo, per me, rileggere il romanzo dopo tanti anni e notare sfumature che, in passato, mi erano sfuggite.
Se ancora non avete letto questo grande classico, è l'occasione giusta per farlo!


lunedì 2 dicembre 2019

Recensione "Foresta Nera" di Franck Thilliez

Buongiorno, lettori.
Dopo aver letto, ed amato alla follia, Il manoscritto mi sono precipitata sui siti a guardare le altre opere di Thilliez e sono rimasta subito affascinata dalla cover e dalla trama di 'Foresta Nera'.
Ho divorato anche questo romanzo e non vedo l'ora di raccontarvelo!
Buona lettura!


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Chi non sogna di fuggire dalla quotidianità e di diventare ricco e famoso? Per David Miller, quel sogno è a portata di mano: basta che accetti di rinchiudersi per un mese in uno chalet nella Foresta Nera, insieme con la moglie, la figlia e il ricchissimo Arthur Doffre. Perché Doffre ha offerto proprio a lui, David, autore in perenne attesa del successo, una somma esorbitante per scrivere un romanzo sul "Boia 125", un notissimo serial killer che, dopo aver ucciso sette coppie, si era impiccato, forse per sottrarsi alla polizia. Inebriato dalle promesse di Doffre, David accetta e, raggiunto lo chalet, si trova immerso in un'atmosfera surreale: la casa, lontanissima da tutto e da tutti, è stata costruita intorno a una quercia secolare e le sue grandi finestre sono prive d'imposte e chiuse con un lucchetto. In più, la neve affoga ogni cosa in un indistinto, accecante candore. E ciò che lo aspetta all'interno non è meno inquietante: lo studio in cui dovrà "produrre" almeno dieci pagine al giorno si affaccia su una sorta di mattatoio; la presenza di Doffre, inchiodato su una sedia a rotelle, è costante e implacabile; i dossier sul Boia 125 sono raccapriccianti. Ma soltanto con l'arrivo allo chalet di una donna terrorizzata e gravemente ferita, quell'incubo claustrofobico giungerà al culmine, esplodendo in un'imprevedibile e agghiacciante follia...

L'ambientazione isolata e l'idea di base del romanzo, mi hanno ricordato molto la trama di Shining ma, nel caso di Thilliez, tutto diventa ancora più oscuro e crudele.
Uno scrittore che tenta di sfondare viene ingaggiato per raccontare la storia di un famoso serial killer, il Boia 125. Il ricchissimo mecenate che intende finanziare l'opera è un paralitico che non bada a spese e che, proprio grazie ad una ingente somma di denaro, riesce a convincere David a rinchiudersi con la famiglia in un isolatissimo chalet nella Foresta Nera.

Il cuore prese a battere a mille. Il sudore gli imperlò la fronte. Studiò la lettera. 
Poi la sua mente cominciò a viaggiare lontano. Là dove Doffre aveva deciso di condurla. 
Nel polmone della Germania. Nella Foresta nera. 
Divorò di nuovo la lettera e rifletté... La lesse, la rilesse... Il sogno diventava tangibile. 
Il luogo, l'argomento, la ricompensa. Non faceva una piega. Gli piaceva tutto. 
E allora dov'era il problema?

Sono rimasta subito affascinata dall'ambientazione: il senso di isolamento che si respira tra le pagine è totale e, dopo un po', diventa opprimente anche per chi legge. L'allegra combriccola riunita nella casa non potrebbe essere peggio assortita: David con moglie scettica e una bambina innocente, Arthur Doffre invalido ma inquietante e spaventoso come un mostro, una escort che lo accompagna e misterioso campagnolo che si aggira nei dintorni e che ha un'aria altrettanto ambigua.

La storia del Boia 125, che tanto affascina Doffre al punto da volerlo interpretare nel romanzo, è quello di un serial killer morto suicida dopo sette massacri. Il suo modus operandi è molto affascinante e richiama un'antica tradizione egizia alquanto macabra, sono certa che colpirà molto anche voi come scelta. Il killer risparmiava sempre i bambini, marchiandoli però con una serie di numeri che, finora, non hanno mai trovato un significato per gli investigatori.

Un altro personaggio che trama nell'ombra, e che non vi ho menzionato prima, è quello di Miss Hyde, una sorta di strega ossessionata da David, il suo ruolo, inizialmente poco chiaro, acquisterà un significato decisivo e inaspettato nell'epilogo al cardiopalma che ci regala Thilliez.

Per quanto sembrasse folle e incoerente, l'ombra del Male aleggiava, lì, da qualche parte fra quei tronchi giganteschi. Si poteva sforzarsi di essere razionali, ma era impossibile negare l'evidenza.

Per quanto siamo ben lontani dalla genialità de 'Il manoscritto', ho ritrovato i tratti caratteristici dell'autore anche tra queste pagine. In 'Foresta Nera', lo stile è più macabro e cruento, ma la voglia di stupire e lasciare di stucco c'è e la suspense crescente anche. Non mi aspettavo alcuni risvolti e, devo dire, di aver gradito abbastanza le scelte dell'autore e il modo in cui ha sbrogliato la matassa. Proseguirò la mia scoperta delle sue opere, tentando di trovare di nuovo la magia disarmante scoperta ne 'Il manoscritto'.





sabato 30 novembre 2019

[Review Tour] "Il priorato dell'albero delle arance" di Samantha Shannon

Buongiorno, lettori.
Finalmente posso dirvi la mia su uno dei libri più chiacchierati dell'anno.
Si tratta del romanzo di Samantha Shannon, "Il priorato dell'albero delle arance", edito da Mondadori.
Buona lettura!


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La casa di Berethnet ha regnato su Inys per mille anni ma ora sembra destinata a estinguersi se la regina Sabran IX non si sposerà e darà alla luce una figlia. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell'ombra della corte. A vegliare segretamente su Sabran c'è Ead Duryan, adepta di una società segreta che, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys...

Credo che questo sia uno dei libri più attesi e chiacchierati dell'anno e non potevo certo esimermi dal leggerlo per voi e raccontarvelo. Spero di riuscire a farlo nel migliore dei modi senza rovinare il piacere della lettura.
Il volume si presenta in una edizione bellissima e curata in ogni dettaglio: le mappe e le illustrazioni presenti deliziano la vista ancor prima di scoprire la storia che raccontano.
Avvertenza: non lasciatevi spaventare dalla mole di pagine, dopo un inizio un po' in sordina la storia vi trascinerà in un mondo straordinario che farete fatica a lasciare andare.

Come vi anticipavo, l'inizio è abbastanza macchinoso e poco fluido ma è necessario per comprendere la storia, i personaggi e il loro modo di vivere. L'autrice ha fatto lavorare parecchio la sua mente, regalandoci un universo ultra dettagliato e curato fin nei minimi particolari. Non avrete mai dubbi su dove siete e in quale direzione state andando. Una volta compresa la realtà nella quale esiste il regno di Inys, sarà più semplice seguire la trama e appassionarsi alle vicende dei tantissimi personaggi e creature presenti.

Si tratta di una storia quasi totalmente a prevalenza femminile e troverete sicuramente un personaggio adatto al vostro gusto. Interessante anche l'inserimento in maniera, forse fin troppo, soft della tematica LGBT: magari sarebbe stato carino un piccolo preludio e non passare direttamente al vivo "dell'azione". Se dovessi scegliere i miei personaggi preferiti, vi assicuro che ce ne sono davvero tantissimi, direi Ead e Tenà, due donne forti anche se in maniera differente. Ci sarà bisogno di un lavoro di squadra generale per tentare di riunificare due mondi divisi da secoli di guerre e tradimenti.

Samantha Shannon ci ha regalato una bella bibbia del fantasy, oltre che un libro molto originale. Ho apprezzato il suo stile e la narrazione fantastica e super dettagliata, come piace a me, non ho gradito invece il continuo divagare su momenti che meritavano meno attenzione, mi è sembrato come se si volesse per forza 'allungare il brodo'. La mia attenzione, in certi punti, è andata scemando e ho fatto un po' fatica a riprendere il filo e a concentrarmi sulla trama vera e propria. Un'altra cosa che non mi ha aiutato, sono i numerosi personaggi presenti: la memoria mi ha ingannato più di una volta con i nomi confondendomi ancora di più. Vi consiglio di tenere a portata di mano un blocchetto per gli appunti, sono certa che vi aiuterà nella lettura e nella comprensione e mi ringrazierete!

Considerato il prezzo alquanto esoso, mi è sembrato doveroso segnalarvi quelli che, secondo me, sono stati i punti deboli del romanzo ma nel complesso, non posso negare che si tratti di un ottimo e curatissimo lavoro. Se amate il fantasy, i draghi e le storie epiche potrebbe essere un'ottima richiesta per Babbo Natale!!



mercoledì 27 novembre 2019

Recensione "Il primo vestito rosso" di Irene Malfatti

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo del romanzo di Irene Malfatti, "Il primo vestito rosso", edito da Leucotea.
Buona lettura!


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Zeno, professore di liceo vicino alla quarantina, reduce dall'ennesima catastrofe sentimentale, ottiene il trasferimento a Lucca, dove incontra Ottavia, e se ne innamora immediatamente, scoprendo, perfino, di esser ricambiato. Vivono insieme e felici, finché la gravidanza di lei non mette in discussione tutto, dalle convinzioni di Ottavia a quelle di Zeno. Riusciranno ad aprirsi alla molteplicità dei possibili sentire e ad ammettere l'esistenza di pensieri scomodi propri e altrui?

Il romanzo della Malfatti è politicamente scorretto. E' la storia di una coppia e del loro grande amore, di una vita che sembra procedere per il meglio fino a quando una gravidanza stravolge la loro quotidianità. Di solito, in casi come questi, l'autore/autrice del caso parte con la narrazione di tanti buoni sentimenti e propositi per una rosea vita in tre mentre Irene Malfatti punta l'attenzione su un argomento tabù di cui si legge raramente: l'insofferenza della donna nei confronti della gravidanza.
Dopo l'euforia iniziale, infatti, Ottavia viene sconvolta dalla consapevolezza che tutto, in lei, sta per cambiare. Le sue priorità, il suo corpo, le sue aspirazioni.. tutto rischia di essere spazzato via da un piccolo esserino che si fa strada dentro di lei e nessuno sembra capire le sue paure, dando per scontato che ogni madre dovrebbe essere felice di annullarsi per suo figlio.

L'unica volta che mi rispose fu per dirmi che è davvero semplice teorizzare la bellezza del sacrificio, quando tocca agli altri, ma sarebbe stata molto curiosa di vedere se per ogni mese di gravidanza a ogni futuro padre si fosse accorciato il pisello di un cm, quanto tempo ci avrebbe messo ad estinguersi, il genere umano.

Ho scelto di riportarvi questa breve frase perché è emblematica: tutto il libro si snoda attorno all'incapacità di Zeno di comprendere il disagio di Ottavia, chiamata al 'martirio' e lasciata sola nelle sue paure. Lui, infatti, non riesce a comprendere quale sia il problema perché è abituato ad un'idea di donna che se ne frega dei kg in più quando si tratta di diventare madre. 
Il punto di svolta, si raggiunge quando entrambi acquistano consapevolezza della situazione e riescono a fare un passo indietro l'uno verso l'altro, cercando di recuperare il tempo perduto.

E' una storia breve che ho divorato nel giro di un pomeriggio e che fa luce su dei lati inediti del vivere una gravidanza, lati sui quali è giusto far luce per far capire che non tutte le donne sono uguali e spesso c'è bisogno di una parola e di una carezza in più quando la paura del cambiamento si fa troppo grande. Lo stile della Malfatti è molto schietto e sincero, non vuole compiacere il pubblico ma raccontare una verità 'scomoda' ai più.
Veramente una vicenda molto molto interessante e complessa che tratta l'amore e la maternità senza elementi zuccherini e melensi.




martedì 26 novembre 2019

Recensione "Morte di uno scrittore" di Hakan Nesser

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un thriller molto breve edito da Guanda Editore, "Morte di uno scrittore", firmato da Hakan Nesser.
Buona lettura!


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David Moerk è un traduttore che vive una vita solitaria dopo la scomparsa della moglie in circostanze misteriose e ha appena ricevuto l'incarico di tradurre l'ultimo romanzo - inedito - di un celebre scrittore, Germund Rein. Ma nel frattempo Rein è morto e non può più spiegare perché pretende che quella sua opera non venga pubblicata in lingua originale e, soprattutto, perché si debba mantenere il massimo riserbo al riguardo. Dopo le prime indagini, le circostanze portano tutti a pensare che l'uomo si sia suicidato... Traducendo quell'ultimo, enigmatico lavoro, Moerk si convince tuttavia che Rein sia stato ucciso da qualcuno a lui molto vicino. Determinato a capire cosa nascondano realmente la scomparsa della moglie e quella dell'autore, Moerk scoprirà molto presto che il contenuto di quel libro è destinato a stravolgere per sempre più di una vita. La sua, per prima.

Il libro di Nesser intreccia le storie di due uomini dando vita ad una trama inquietante e affascinante al tempo stesso. La vita di David Moerk, un traduttore dal passato ambiguo, arriva ad un punto di svolta quando gli viene conssegnato l'ultimo lavoro di Germund Rein, un famoso scrittore deceduto da poco in circostanze misteriose. La storia prende il via proprio da questo manoscritto dal valore inestimabile e che deve uscire sul mercato il prima possibile.
Proprio tra le pagine del manoscritto, le esistenze di David e Germund si incrociano in maniera inesorabile.

Le invio il mio ultimo manoscritto perché sia tradotto e pubblicato.
Proibisco qualsiasi contatto con i miei o altri editori. 
Il libro non deve per nessuna ragione uscire in lingua originale. 
Massima segretezza indispensabile. 
Distinti saluti, Germund Rein
P.s. Questa è l'unica copia. Do per scontato di potermi fidare da lei.

La storia viene divisa in tre parti: la prima è una sorta di introduzione sulla vita di entrambi questi personaggi ed è anche quella un po' più statica e pesante da leggere. Nella seconda parte, si entra nel vivo della storia e della traduzione del manoscritto e i toni cambiano decisamente registro, facendo luce su una verità sconcertante. Nell'ultima parte, calano le maschere e i personaggi vengono mostrati realmente per quello che sono. Sono rimasta molto colpita dalle dinamiche interpersonali tra i vari personaggi e dalle rivelazione che l'autore si lascia sfuggire strada facendo. Tutto quello che crediamo vero, nelle prime pagine, viene radicalmente smantellato durante tutto il corso del romanzo.

La parte migliore? Un colpo di scena finale che getterà un'ulteriore nuova luce sull'intera vicenda. Le vite di questi due uomini hanno più punti in comune di quanto sembra ma affronteranno le cose in maniera diversa: Rein sceglie una condotta geniale e crudele, mentre Moerk si ritroverà con un pugno di mosche in mano. Nel complesso non posso negare che si tratti di una storia interessante, l'autore è riuscito a dosare bene la suspense e la tensione narrativa mentre ha lasciato un po' a desiderare nel momento in cui è andato a sciogliere i nodi della trama. 



lunedì 25 novembre 2019

Recensione "Purché sia amore" di Barbara Nalin

Buongiorno, lettori.
Oggi torno a parlarvi di romance con "Purché sia amore", di Barbara Nalin.
Buona lettura!


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Brigitte, per gli amici Bri, ha sempre creduto nell’amore e pensato che valesse la pena di donarsi interamente a un sentimento così intenso. Il problema, però, è che l’amore non sempre le ha risposto allo stesso modo. Adesso che anche la sua relazione con Emanuel è finita nel peggiore dei modi, Bri vede riaffiorare un dolore mai sopito, provato tempo addietro per un altro uomo: Niccolò, la sua vera anima gemella. Sa benissimo che tutto ciò che è venuto dopo di lui è stato solamente il tentativo di ricostruire la propria vita dopo la distruzione, di risorgere dalle ceneri. L’amore, però, così come il dolore, non è fatto per essere messo in un angolo e ha bisogno di essere affrontato, capito, vissuto. Attraverso le pagine divertenti e divertite del suo blog, Bri ripercorre la propria storia d’amore, alla ricerca del punto in cui tutto si è perduto e in cui il suo bisogno di essere amata ha avuto la meglio sul suo istinto tutto naturale di donna. Nel suo viaggio verso la propria realtà interiore, però, Bri non sarà mai sola e i consigli di una zia sempre sopra le righe e di una cugina innamorata della vita la sosterranno e guideranno, passo dopo passo, tra momenti esilaranti e attimi di sfuggente malinconia. E Niccolò è davvero irraggiungibile o i due riusciranno ad avere una seconda possibilità?

'Purché sia amore', è la storia di Bri e della sua ricerca dell'amore vero.
Finora non è stata molto fortunata ma non ha intenzione di arrendersi e dare ragione a Niccolò e alla sua visione disincantata dei rapporti a due. Devo essere sincera, non sono entrata granché in sintonia con questa protagonista ma sono riuscita a comprendere le motivazioni che ci sono dietro i suoi atteggiamenti. Mi è dispiaciuto vederla autodistruggersi e procurarsi volontariamente delle delusioni con persone palesemente inadatte ma, allo stesso tempo, ho apprezzato la voglia di reagire e di rimanere fedele a sé stessa creando un blog dei sentimenti che rappresenterà un vero punto di svolta nella sua vita. Al suo fianco, due personaggi femminili niente male: una zia e una cugina davvero strampalate che mi hanno strappato più di una risata. E' un trio femminile che funziona e si compensa e distrae un po' dalla tematica amorosa che è il perno centrale attorno al quale ruota la trama.

Molto bene anche per quanto riguarda la questione stilistico/narrativa: la divisione dei capitoli, lo stile abbastanza dettagliato e curato aiutano a comprendere la vicenda fino in fondo anche se manca un po' una voce maschile che mostri un po' un punto di vista differente. Lo stile è frizzante, energico ma anche più riflessivo e raccolto a seconda del momento, come i sentimenti raccontati.
Mi è piaciuta moltissimo l'ambientazione e il modo in cui l'autrice la descrive permettendo a chi legge di immaginare ogni particolare. Barbara Nalin sa dare il giusto valore ad ogni elemento: non perde tempo a romanzare troppo la vicenda e nemmeno caricare eccessivamente i suoi personaggi, rendendo tutto molto realistico, caratteristica non scontata quando parliamo di romance. 
Non sono un'appassionata del genere ma sono riuscita comunque ad apprezzare le mille sfumature della storia di Bri! Se amate i libri romantici, ma non troppo, vi consiglio di dare uno sguardo al lungo viaggio introspettivo di Brigitte.


venerdì 22 novembre 2019

Recensione "Il manoscritto" di Franck Thilliez

Buongiorno, lettori.
Finalmente sono riuscita a riordinare le idee e sono pronta a raccontarvi "Il manoscritto", una delle letture più belle dell'anno!!!
Buona lettura!


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Léane Morgan è considerata la regina del thriller, ma firma i suoi libri con uno pseudonimo per preservare la propria vita privata, che ha subito un profondo sconvolgimento: sua figlia Sarah è stata rapita quattro anni prima e la polizia ha archiviato il caso come omicidio a opera di un noto serial killer, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo della ragazza. Dopo la tragedia, del suo matrimonio con Jullian non è rimasto che un luogo, la solitaria villa sul mare nel Nord della Francia che Léane ha ormai abbandonato da tempo; ma quando il marito viene brutalmente aggredito subendo una perdita di memoria, lei si vede costretta a tornare in quella casa, carica di ricordi dolorosi e, adesso, di inquietanti interrogativi: cosa aveva scoperto Jullian, perso dietro alla ricerca ossessiva della verità sulla scomparsa della figlia? Intanto, nei dintorni di Grenoble, viene ritrovato un cadavere senza volto nel bagagliaio di una macchina rubata: potrebbe forse trattarsi di un'altra vittima del presunto assassino di Sarah. Le intuizioni del poliziotto Vic, dotato di una memoria prodigiosa, permetteranno di incastrare alcuni tasselli del puzzle, ma altri spaventosi elementi arriveranno a confondere ogni ipotesi su una verità che diventa sempre più distante, frammentaria e, inevitabilmente, terribile.

Se non amate le storie intricate e non avete voglia di mettervi a ragionare, 'Il manoscritto' non è il libro che fa per voi. Quello che Thilliez ha pensato per il suo lettore, è una indagine interattiva e costante che durerà per tutta la lettura e che sarà portata avanti anche una volta conclusa quest'ultima.
Si tratta di un libro a matrioska che contiene più di una storia al suo interno.

Si parte da una bravissima autrice di thriller che scrive sotto pseudonimo, dalla scomparsa di sua figlia, il ritrovamento di un cadavere senza testa e un'aggressione alquanto misteriosa all'ex marito dell'autrice e padre della ragazza scomparsa. Il bello del libro inizia quasi subito perché già dopo poche pagine è impossibile abbandonare la lettura e continuare a leggere diventa un bisogno impellente. Durante la lettura, ho approfittato di ogni momento libero per leggere qualche pagina perché DOVEVO sapere.
Vic, è uno dei pochi personaggi centrali che non è legato con il nucleo familiare e mi è piaciuto moltissimo come personaggio, soprattutto per la sua formidabile memoria.

Lèane e Jullian, invece, sono stati due protagonisti ambigui dall'inizio alla fine: man mano che le indagini sulla sparizione della figlia, l'aggressione e il ritrovamento del cadavere proseguono, vengono alla luce dei segreti sulla loro vita che vi faranno dubitare dei due fino alla fine.
La storia nella storia raggiunge il suo apice negli ultimi capitoli portando alla confusione più totale e ad un epilogo che mi ha lasciata di stucco, nel senso letterale del termine.

E' un libro che va digerito, meglio se in compagnia di qualcuno che lo ha letto, perché si arriva a congetture e verità davvero pazzesche e sconcertanti solo dopo averlo finito e averci ragionato un po'.
Vi lascio il link della sezione spoiler di Silvia de "Il piacere della lettura" QUI che mi ha aiutata a decifrare gli ultimi passaggi che ancora non mi erano chiari. 

Che dire di questo autore? Che è stato davvero di una bravura immensa, raramente mi capita di restare a bocca aperta con un libro ma, in questo caso, mi inchino di fronte a tanto genio.
E' un thriller straordinario, soprattutto se amate il genere. Amato in ogni sua parte, dall'inizio alla fine e super consigliato!!



sabato 16 novembre 2019

Recensione "Patience" di Fabio Lenza

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un romanzo self firmato da Fabio Lenza, "Patience".
Buona lettura!


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“Patience” è la storia di due cuori distanti e di una città che non li lascia amare.Quando un ciclo di violenze e discriminazioni porta Jesse Black e Jennifer Maxwell a conoscere l’amore, essi impareranno che tutto ha una conseguenza: dovranno allontanarsi, resistere alla distanza e convivere con la pazienza. Comunicando solo tramite lettere, verranno a conoscenza degli intrecci politici e famigliari che li circondano.Seppur lontani, le azioni di uno e dell’altra influiranno sul destino della città… nel bene o nel male, ne siano essi consapevoli o non.

La cosa che mi ha colpito subito, del libro, è la bella edizione con la quale si presenta. Nonostante la mole apparente di pagine, ho terminato la storia in pochissimo tempo grazie ad una narrazione molto scorrevole e una vicenda che appassiona riga dopo riga.
I protagonisti del libro sono due moderni Romeo e Giulietta, interpretati da Jesse Black e Jennifer Maxwell. I due appartengono a classi sociali molto distanti, frequentano ambienti diversi ma si completano in qualche modo. Si tratta di un rapporto molto ostacolato e molto difficile che tiene il lettore col fiato sospeso e con il cuore accelerato ogni volta che arriva una nuova lettera. Ad aggravare la distanza e le differenze, ci pensa una rivolta tra ricchi e poveri che spacca in due la città e rischia di dividerli per sempre.

Nella seconda parte del libro, vengono introdotti e approfonditi altri personaggi che avranno un ruolo decisivo ai fini della storia e del rapporto tra Jesse e Jennifer. Ho apprezzato molto il cambio di punto di vista che mi ha permesso di conoscere meglio Jennifer e capire il suo personaggio ancora di più. La tensione va in crescendo e gli equilibri sono sempre più precari, alcuni colpi di scena mi hanno presa alla sprovvista ma hanno contribuito ad accrescere l'interesse verso un finale che mi ha spiazzata e che, se vogliamo, mi ha spezzato un po' il cuore.

Pur raccontando una storia d'amore, non aspettatevi un libro troppo romantico o melenso. Si dà molta importanza alle problematiche sociali, ai rapporti familiari complicati, alle ingiustizie e alla forza degli ideali. La prosa dell'autore è stata scorrevole e il ritmo narrativo molto dinamico, la divisione in atti ha contribuito a differenziare la varie fasi del romanzo per assimilarle al meglio.
Un ottimo lavoro!


martedì 12 novembre 2019

Recensione "Pazze di libertà" di Silvia Meconcelli

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un romanzo che ho apprezzato tantissimo ambientato nell'Italia della Seconda Guerra Mondiale.
Buona lettura!



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Il sole è alto nel cielo quando Maria si risveglia in un luogo che non conosce, ma le bastano pochi attimi per capire che non sarà una giornata come le altre. La luce esterna proietta sul pavimento l'ombra delle sbarre che bloccano la finestra, la porta è serrata e il letto in cui si ritrova non è il suo. Le lenzuola sono rigide, i muri segnati dai graffi. Un manicomio. Ma lei non è pazza, non può permettersi di restare lì, fra le urla delle altre internate e gli orrori dell'ospedale psichiatrico. Fuori c'è Lucio che l'aspetta. Sullo sfondo di una Grosseto segnata dalle bombe, dalle razzie e dalla lotta partigiana della seconda guerra mondiale, si muovono le vite delle donne che provano a farsi spazio in un mondo governato dagli uomini. E Maria funge da portavoce e da esempio per ognuna di loro.

Immaginate di svegliarvi una mattina qualunque e non ricordare più nulla di voi e della vostra vita. Davanti agli occhi solo sbarre e luci da ospedale, perché è proprio lì che vi trovate. Inizia così la storia di Maria, una donna straordinaria che ci conduce in un viaggio sofferto  e che fa male. Il viaggio di una donna colpevole di amare qualcuno troppo distante da lei per classe sociale e orientamento politico, in un momento storico in cui questo poteva fare la differenza.
La ragazza è confusa, terrorizzata. Viene immobilizzata a letto, incapace di provvedere a sé stessa: si trova in manicomio ma non è matta e, forse, non lo sono nemmeno tante delle altre ospiti rinchiuse con lei. 

Man mano che la narrazione procede, scopriamo risvolti crudeli della sua vita e una famiglia pessima che si è dimenticata di lei, pur di nascondere la vergogna di quello che ha fatto e la storia clandestina con un partigiano.. proprio lei, figlia di esponenti importanti del regime fascista. L'amore per Lucio, che può sembrare romantico e una sorta di versione moderna di Romeo e Giulietta, è in realtà una storia molto più carnale e passionale che sentimentale. L'autrice non ci parla moltissimo di lui ma riscatta il suo personaggio in un epilogo che dona speranza, dopo tanto dolore e sofferenza.

In che ospedale siamo? Perché mi tengono legata?

- All'ospedale psichiatrico, qui dicono che siamo tutti matti. Lo chiamano anche manicomio. E io, che sono qui da un bel po', di pazzi veri ne ho visti tanti. Anche i dottori sono pazzi, e le infermiere, e anche le suore, e anche il postino è pazzo.
Ci sono i pazzi rinchiusi e quelli liberi.

Non è la guerra la vera protagonista, anche se il tema occupa una fetta molto ampia del libro, ma la follia umana che in quegli anni difficili ha fatto più vittime della guerra stessa. Maria, come anche la sua compagna di 'cella' Flora, rappresenta tutte quelle donne a cui non è mai stata data voce. Donne indifese, vittime di soprusi e tacciate di follia solo per essere fatte sparire senza troppi drammi. Quella descritta era un'epoca in cui la semplice tristezza per un evento X passava per depressione grave. Una risposta sgarbata veniva vista come comportamento schizofrenico. E il risultato è stato solo quello di riempire strutture obsolete di donne sane e oneste, vittime di personale medico e infermieristico impreparato nei trattamenti psichiatrici.

E' una storia che mi ha fatto riflettere, che mi ha mostrato altri aspetti di un periodo famoso ma che non si finisce mai di conoscere. Lo stile dell'autrice e la scelta narrativa mi hanno coinvolta al cento per cento nella lettura, facendomi amare tutte le protagoniste femminili. Le donne sono degli esseri davvero straordinari: nonostante secoli di ingiustizie e sofferenze, riescono sempre a risorgere e a non perdere l'essenza della propria anima. Consigliato!



lunedì 11 novembre 2019

Recensione "Il quaderno del fato" di Edoardo Guerrini

Buongiorno lettori,
Oggi vi parlo di un romanzo adatto a tutti gli amanti di Indiana Jones et similia.
Si tratta del libro di Edoardo Guerrini, "Il quaderno del fato".
Buona lettura!


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Le vicende si svolgono tra Torino, Marrakech e Samarcanda attraverso la traduzione di un codice dell’XI secolo in persiano antico, delle Quartine di Omar Khayyâm, famoso poeta e scienziato. A Samarcanda, nella Tomba del Re Vivente, c’è il secondo volume. I terroristi islamici lo vogliono, pensando che contenga le chiavi per violare la segretezza di ogni computer.

Se amate i romanzi dinamici, la storia e le avventure, il libro di Edoardo Guerrini fa proprio al caso vostro. In effetti, l'elemento che ho apprezzato di più, è proprio la serie infinita di spostamenti compiuti dai vari personaggi per tentare di sventare una minaccia globale contenuta in un antico codice. Partendo da Torino, due famiglie di nazionalità diverse, iniziano un viaggio al cardiopalma contro un nemico invisibile che sembra essere sempre un passo avanti a loro nella ricerca. 
Dovranno scontrasi con culture difficili, luoghi impenetrabili nella speranza di ricostruire una parte di storia andata persa nei secoli. Il tutto in poco più di cento pagine, una vera corsa contro il tempo.

L'unico momento in cui ho risentito dell'esiguo numero di pagine è stato, a mio avviso, il finale troppo frettoloso. Dopo avermi completamente coinvolta nel percorso narrativo, fatto di descrizioni accurate, tanti personaggi e tanta storia, avrei dedicato maggiore attenzione all'epilogo.
Nel complesso, non posso non notare la bravura di racchiudere una storia così complessa in così poche pagine, senza tralasciare dettagli importanti. Lo stile dell'autore si adatta perfettamente al dinamismo e alla componente storica del romanzo, è molto curato e scorrevole.

La storia affronta in maniera molto soft ed elegante, anche il tema della diversità culturale che, in questo caso, non viene vissuta come un limite ma come una fonte di crescita e arricchimento personale. Decisamente una visione positiva e un messaggio giusto per parlare di integrazione in un momento storico in cui la paura del 'diverso' va in crescendo.
Credo che "Il quaderno del fato" sia un bellissimo viaggio da poltrona, seppur breve.
Perciò rilassatevi e godetevi il viaggio!


martedì 5 novembre 2019

[Review Party] "La verità è che non ti odio abbastanza" di Felicia Kingsley

Buongiorno, lettori!
Finalmente posso parlarvi del nuovo e bellissimo romanzo di Felicia Kingsley, "La verità è che non ti odio abbastanza", uscito ieri per Newton Compton.
Buona lettura!


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Lexi è una principessa, non delle favole, ma dell’Upper East Side. La sua vita perfetta da facoltosa ereditiera di un impero finanziario scorre tra feste esclusive e shopping sfrenato nel quartiere più lussuoso di New York. A ventisette anni ha già la certezza di un futuro luminoso, di aver vinto la partita, almeno finché un affascinante sconosciuto non le cambia le carte. Il principe azzurro? No, è Eric Chambers, detective di punta dell’FBI, che sta indagando su una truffa miliardaria in cui è coinvolta la famiglia Sloan, venuto a spodestarla dal suo trono. Tanto attraente quanto ruvido e poco disponibile, Eric la reputa viziata e superficiale, e la tratta con distacco e indifferenza. Tra i due è subito guerra. Con tutti i suoi beni confiscati, Lexi si ritrova in mezzo a una strada da un giorno all’altro, ma lei non ha nessuna intenzione di rimanerci. Anzi! Se Eric le ha tolto tutto, dovrà essere lui ad aiutarla e Lexi non accetterà un no come risposta, almeno finché non sarà riuscita a riabilitare il nome della sua famiglia, anche perché lei sarebbe una preziosa risorsa per le indagini. Riusciranno l’ereditiera che cuoce i toast usando il ferro da stiro e l’integerrimo detective di Brooklyn a collaborare senza scannarsi? O senza… innamorarsi?

Continuo a chiamarla casa mia, anche se da sei mesi abito nella suite di un hotel a cinque stelle sulla Quinta. Centosessanta metri quadri, sala da pranzo, letto kingsize, due bagni, soggiorno con vista sul parco e maggiordomo privato.
Il minimo sindacale per una ragazza di ventisette anni, a New York.

Benvenuti nella vita dorata di Lexi Sloan, una vita in cui tutto è possibile e tutto è raggiungibile. Macchina con autista, la borsa più in voga, una collezione all'avanguardia di carte di credito e una cabina armadio da fare invidia a Carrie Bradshaw negli anni d'oro. La favola della principessa si interrompe quando l'impero della famiglia viene metaforicamente congelato con accuse piuttosto gravi, da un detective senza scrupoli dell'FBI. Battere le ciglia non servirà per svegliarsi dall'incubo, la nuova vita di Lexi è appena cominciata!

Quella che credevo si sarebbe rivelata come una protagonista frivola e con poco acume, si dimostra una ragazza straordinaria dalle mille capacità e risorse. Il suo orgoglio e la sua tenacia non hanno eguali, Lexi Sloan non abbassa la testa, MAI. A meno che non debba farlo per raggiungere un sacchetto di orsetti gommosi, sia chiaro. Allo stesso modo, nemmeno Eric è così terribile come vuole far credere. La sua vita è stata un tantino diversa da quella di Lexi, ma prendendola a piccole dosi riesce a capirla, comprenderla e perfino ad apprezzarla. E' un binomio del tutto inedito che funziona ed elettrizza in maniera imbarazzante, nonostante si tratti di una storia di fantasia. Personalmente, sono pazza di loro e della loro storia fuori dai quadrati!

Come puoi non odiarmi, dopo tutto questo? Odiami, per favore. Lo sai che in fondo è così.

- Posso provarci, ma la verità è che non ti odio abbastanza. E odio non riuscire ad odiarti, perché sarebbe molto più facile anche per me.

Quando penso che Felicia Kingsley non possa stupirmi e farmi innamorare più di così, vengo puntualmente smentita! Ho divorato questo libro nel giro di due notti, mi ha regalato ore spensierate in un momento non facile e questo è già un buon motivo per amarlo. Ma la verità è che si tratta di un romanzo veramente bello: è ricco di elementi, descrizioni, tematiche importanti, un messaggio forte per un mondo che ormai vive solo di apparenze. Quasi tutti i protagonisti sono persone ordinariamente eccezionali, che regalano affetto e sorrisi in maniera del tutto disinteressata ed è un'immagine stupenda che mi ha trasmesso tanta positività.
Non ne ho mai abbastanza dei dialoghi velocissimi, dei continui punzecchiamenti, di una prosa che si divora. "La verità è che non ti odio abbastanza" è leggerezza, è romanticismo, è business e galateo... e molto, molto altro! 


Altre storie:



lunedì 4 novembre 2019

[Review Party] "Le verità sepolte" di Angela Marsons

Buongiorno, lettori.
Ho avuto il piacere di leggere, in anteprima, il nuovo romanzo di Angela Marsons, "Le verità sepolte", in uscita oggi per Newton Compton.
Buona lettura!


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Quando, durante uno scavo archeologico, vengono rinvenute alcune ossa umane, uno sperduto campo della black country si trasforma improvvisamente nella complessa scena di un crimine per la detective Kim Stone. Non appena le ossa vengono esaminate diventa chiaro che i resti appartengono a più di una vittima. E testimoniano un orrore inimmaginabile: ci sono tracce di fori di proiettile e persino di tagliole da caccia. Costretta a lavorare fianco a fianco con il detective Travis, con il quale condivide un passato che preferirebbe dimenticare, Kim comincia a investigare sulle famiglie proprietarie e affittuarie dei terreni del ritrovamento. E così, mentre si immerge in una delle indagini più complicate mai condotte, la sua squadra deve fare i conti con un’ondata di odio e violenza improvvisa. Kim intende scoprire la verità, ma quando la vita di una sua agente viene messa a rischio, dovrà capire come chiudere al più presto il caso, prima che sia troppo tardi.

Da anni seguo con piacere le avventure della detective Kim Stone, nata dalla brillante penna di Angela Marsons. Siamo arrivati al sesto libro della serie e ormai a stupirmi non è più il carattere del personaggio o la sua storia travagliata ma i casi che deve risolvere ad ogni nuova avventura. Non è semplice mantenere uno standard così elevato anche dopo anni ma la Marsons riesce sempre a sconvolgermi in positivo.

Questo nuovo caso vede una coppia inedita che interrompe bruscamente il binomio Stone/Bryant al quale ormai eravamo abituati. L'investigatore Travis, a differenza di Bryant, non ha alcun potere persuasivo o calmante su Kim ma, anzi, agisce come un innesco. Si pungolano, battibeccano e non sono mai d'accordo su nulla e questo rapporto di amore e odio ci mostra una Kim del tutto nuova, viva! Il personaggio ha subito un profondo cambiamento nel corso dei libri ma mai, come in questo caso, mi era capitato di rivederla combattiva e incurante delle regole com'era all'inizio.

I personaggi di supporto sono fondamentali per creare dinamismo e relazioni più o meno complesse che danno vita al profondo intreccio della trama. Il caso affrontato è stato abbastanza interessante ma, da grande fan, non ho avuto difficoltà nella risoluzione e un po' mi è dispiaciuto. 
Continuo a credere che sia una delle serie migliori quando parliamo di thriller ma non posso non notare un certo 'declino', rispetto ai primi libri che mi tenevano col fiato sospeso dall'inizio alla fine.
Nel complesso, non posso dire di non aver gradito: amo questo personaggio e non sto mai nella pelle quando esce un nuovo libro, tuttavia spero di ritrovare nei prossimi libri, quella verve che mi è mancata ne "Le verità sepolte".

La serie:


sabato 2 novembre 2019

Recensione "Liquirizia" di Claudio Loreto

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un romanzo che mi è piaciuto tantissimo firmato da Claudio Loreto, "Liquirizia".
Buona lettura!


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Una ferita da baionetta catapulta Giuliano (giovane sottotenente della 8ª Armata Italiana in Russia) tra le rovine di Stalingrado, dove tra tedeschi e sovietici si combatte una delle più grandi battaglie della storia umana. Uno sparo impreciso incrocia le vite dell'ufficiale e di una tiratrice scelta russa, Tanja: l'irreale incontro di un momento li segnerà per sempre, portando alla luce un'altra incredibile vicenda. Attori di questo intreccio sono la coccarda di un generale dell'Armata Rossa e "Liquirizia", l'orsacchiotto di stoffa che fin da bambina aiuta la soldatessa a vincere di notte la paura del buio. La storia di un amore che si oppone ai duri precetti della guerra e all'odio tra i popoli.

Una cosa che amo, nei romanzi storici, è trovare l'elemento romantico che alleggerisca il tema, quasi sempre sanguinoso, sul quale si basa il libro.
Nel romanzo di Claudio Loreto compiamo un viaggio fino alla fredda Russia e assistiamo, impotenti, agli scontri tra le truppe fasciste e quelle russe. L'autore descrive molto bene i paesaggi, il clima politico, lo stato d'animo dei soldati che, ormai, sono condannati a veder sfumare sogni e speranze per il volere di un uomo ormai allo sbaraglio. 

Il giovane Giuliano, un sottotenente dell'Armata Italiana, è un uomo dall'animo buono che non si rispecchia negli ideali di questa guerra e che si limita, suo malgrado, ad eseguire gli ordini nella speranza che tutto finisca presto. A scaldare il suo cuore, congelato dalle rigide temperature russe, ci pensa Tanja. La donna è, in realtà, il nemico ma per una serie di sfortunati eventi, si ritroverà a stretto contatto con Giuliano. L'amore tra i due sboccia inaspettato e forte, ma entrambi sanno che si tratta di una storia impossibile. 

Proprio sul più bello, la guerra interrompe l'idillio e ci riporta bruscamente alla realtà: un realtà fatta di morte, sangue e prigionia. Quell'incontro, per quanto fugace e breve, li ha cambiati per sempre e la speranza di ritrovarsi, un giorno, tiene con il fiato sospeso sia i personaggi che il lettore.
Mi sono innamorata perdutamente di Giuliano e Tanja e della loro storia, ho apprezzato i risvolti della trama e i colpi di scena, il concetto del bene che genera bene e i sacrifici che molti hanno compiuto per riportare la pace.

La penna di Claudio Loreto è attenta e accurata, la ricostruzione storica è coerente e poco romanzata. La narrazione è coinvolgente e, in attimo, mi sono ritrovata alla fine di una storia emozionante e commovente, in grado di stupire dall'inizio alla fine. Se apprezzate la storia e gli amori impossibili, ne resterete conquistati!


venerdì 1 novembre 2019

Recensione "Blu stanzessere" di Roberta Zanzonico

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di un romanzo particolare che ho faticato a capire e comprendere.
Spero di riuscire a parlarvene nel migliore dei modi.
Buona lettura!




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"Blu Stanzessere" è un romanzo sulla memoria, una memoria parcellizzata, impacchettata e rivissuta in diversi Stanzessere. Ogni Stanzessere è un posto in cui una donna si è fermata per ripetere un momento all'infinito, dargli una forma e renderlo elementare, comprensibile. Un luogo nato per aiutare a dimenticare e ricominciare, in un'architettura al tempo stesso umanissima e divina. Un racconto onirico nelle cui trame c'è un viaggio che è una storia d'amore che è tante storie insieme e molto altro. Un viaggio dentro la mente che conduce il lettore per mano in un'esperienza sensoriale, prima ancora che letteraria.

Credo che il modo migliore per affrontare la lettura di un romanzo come 'Blu stanzessere', sia quella di lasciare da parte la logica, i ragionamenti e il voler comprendere qualcosa a tutti i costi. Non è una lettura che si presta ad un approccio razionale, nel senso letterale del termine.
La dimensione in cui ci trascina Roberta Zanzonico è una realtà onirica, un mondo che non ha una posizione geografica identificabile e che, forse, nemmeno esiste se non nella mente del nostro protagonista.

Anche sul personaggio principale occorre fare una precisazione: non dovete aspettarvi il classico protagonista al quale affezionarvi in quanto l'autrice non svelerà alcun dettaglio su di lui, nessuna identità e nessuna fattezza fisica ci permette di immaginarlo ma, d'altro canto faremo un viaggio davvero intimo ed emozionante nella sua mente. Discorso un po' diverso per il Guardiano, una sorta di Virgilio burbero e privo di empatia che cercherà di guidare il protagonista nel suo viaggio.

Cos'è uno stanzessere? Come suggerisce la parola, si tratta di una stanza che racchiude l'essenza, o perlomeno un parte di essa, di una donna. Queste stanze che appaiono a proprio piacimento, raccontano un momento, un'emozione, un ricordo fisso e immutabile che si ripete all'infinito in un loop frustrante che sconvolge il protagonista. Il Guardiano promette che, alla fine della visita, tutto sarà più chiaro ma, ahimè, così non è stato.

L'epilogo mi ha lasciato con tante domande e punti irrisolti, pur avendo apprezzato lo stile, la prosa molto ricca, l'idea originale, l'uso del blu e i suoi infiniti significati, quello che porto con me è una storia irrisolta in cui mi è mancato il momento del 'salto', quel momento che permette di comprendere a pieno il disegno che l'autrice aveva pensato per il lettore e questo dispiace sempre.
E' una lettura non adatta a tutti, un viaggio nella memoria e nella mente che da un lato affascina ma dall'altro è difficile da metabolizzare ed elaborare

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giovedì 31 ottobre 2019

Recensione "Cospirazione Medici" di Barbara Frale

Buongiorno, lettori.
Esce oggi, per Newton Compton, il nuovo romanzo di Barbara Frale, "Cospirazione Medici".
Ho avuto l'opportunità di leggerlo in anteprima e non vedo l'ora di raccontarvelo.
Buona lettura!


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Firenze, domenica 26 aprile 1478. Durante una messa solenne celebrata dal cardinal Riario, i congiurati hanno levato il pugnale scagliandosi su Giuliano de’ Medici, riducendolo in fin di vita. Per vendicarsi, Lorenzo spargerà molto altro sangue: la città, culla del Rinascimento, per lunghe settimane vedrà le sue strade orridamente tinte di rosso. Sfiancato dal dolore e dal rimorso, il Magnifico non potrà fare a meno di interrogarsi sullo sfacelo che ha devastato la sua vita, invidiata da tutti fino a poco prima. Perché Giuliano è morto? Quali colpe poteva aver commesso? In fondo l’egocentrismo di Lorenzo lo aveva condannato a rimanere sempre in secondo piano. Mentre si accusa per quella sciagura, Lorenzo rivede i volti di coloro che hanno voluto colpire i Medici: Francesco Salviati, roso dall’invidia; Jacopo de’ Pazzi, assetato di vendetta; Antonio Maffei da Volterra, mosso da un odio viscerale contro Lorenzo. In penombra altre misteriose e potentissime figure, che hanno brigato e pianificato la distruzione dei Medici. Ma se ci fosse altro dietro la morte del fratello? Se fosse una passione amorosa ad aver deciso la sua tragica sorte?

Dopo il bellissimo romanzo "In nome dei Medici", Barbara Frale torna a parlarci di questa celebre famiglia fiorentina che cambiò la storia d'Italia. Protagonista degli eventi, stavolta, non sarà però Lorenzo, bensì suo fratello Giuliano, personaggio forse meno noto della famiglia.
L'autrice punta l'attenzione sulla diversità di quest'uomo e sul suo vivere sempre all'ombra del Magnifico e dello stesso padre Cosimo, tra le righe si legge una certa frustrazione dell'essere solo una pedina dell'immenso impero della famiglia Medici.
Questo personaggio viene sviscerato e analizzato in maniera molto dettagliata, soprattutto a livello umano: dopo aver perso l'amore della sua vita, si invaghisce di un'altra parente della donna che le assomiglia in un modo incredibile ed è disposto a tutto pur di averla.

Il cognome che porta è, spesso, più un peso che un vanto. Non può decidere autonomamente della propria vita senza incorrere nel rischio di far fallire i piani e le alleanze sapientemente studiati da Lorenzo. L'insoddisfazione del personaggio cresce ad ogni pagina, il ruolo che ricopre nella signoria gli calza troppo stretto e mette a repentaglio l'unica cosa a cui anela: l'amore di Semiramide.
Lo scontro tra i due fratelli diviene, quindi, inevitabile e questa distrazione costerà molto cara alla famiglia: nell'ombra, infatti, ci sono dei nemici molto più pericolosi che tramano contro di loro.

Ho apprezzato molto la lettura del libro perché fa luce su una parte di storia ancora avvolta nel mistero. Di fatto, la congiura contro i Medici che portò alla prematura morte di Giuliano, resta un cold case ancora irrisolto. Barbara Frale prova a dare una sua chiave di lettura, peraltro molto plausibile, raccontando nel dettaglio gli eventi che portarono al sanguinoso scontro. Apprezzo sempre molto lo stile di quest'autrice e il suo modo di raccontare la storia: mai pesante, mai scontato e sempre accuratissimo. E' la storia perfetta per gli amanti dei romanzi storici e per gli appassionati della famiglia dei Medici.


Altri libri dell'autrice: