martedì 12 novembre 2019

Recensione "Pazze di libertà" di Silvia Meconcelli

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un romanzo che ho apprezzato tantissimo ambientato nell'Italia della Seconda Guerra Mondiale.
Buona lettura!



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Il sole è alto nel cielo quando Maria si risveglia in un luogo che non conosce, ma le bastano pochi attimi per capire che non sarà una giornata come le altre. La luce esterna proietta sul pavimento l'ombra delle sbarre che bloccano la finestra, la porta è serrata e il letto in cui si ritrova non è il suo. Le lenzuola sono rigide, i muri segnati dai graffi. Un manicomio. Ma lei non è pazza, non può permettersi di restare lì, fra le urla delle altre internate e gli orrori dell'ospedale psichiatrico. Fuori c'è Lucio che l'aspetta. Sullo sfondo di una Grosseto segnata dalle bombe, dalle razzie e dalla lotta partigiana della seconda guerra mondiale, si muovono le vite delle donne che provano a farsi spazio in un mondo governato dagli uomini. E Maria funge da portavoce e da esempio per ognuna di loro.

Immaginate di svegliarvi una mattina qualunque e non ricordare più nulla di voi e della vostra vita. Davanti agli occhi solo sbarre e luci da ospedale, perché è proprio lì che vi trovate. Inizia così la storia di Maria, una donna straordinaria che ci conduce in un viaggio sofferto  e che fa male. Il viaggio di una donna colpevole di amare qualcuno troppo distante da lei per classe sociale e orientamento politico, in un momento storico in cui questo poteva fare la differenza.
La ragazza è confusa, terrorizzata. Viene immobilizzata a letto, incapace di provvedere a sé stessa: si trova in manicomio ma non è matta e, forse, non lo sono nemmeno tante delle altre ospiti rinchiuse con lei. 

Man mano che la narrazione procede, scopriamo risvolti crudeli della sua vita e una famiglia pessima che si è dimenticata di lei, pur di nascondere la vergogna di quello che ha fatto e la storia clandestina con un partigiano.. proprio lei, figlia di esponenti importanti del regime fascista. L'amore per Lucio, che può sembrare romantico e una sorta di versione moderna di Romeo e Giulietta, è in realtà una storia molto più carnale e passionale che sentimentale. L'autrice non ci parla moltissimo di lui ma riscatta il suo personaggio in un epilogo che dona speranza, dopo tanto dolore e sofferenza.

In che ospedale siamo? Perché mi tengono legata?

- All'ospedale psichiatrico, qui dicono che siamo tutti matti. Lo chiamano anche manicomio. E io, che sono qui da un bel po', di pazzi veri ne ho visti tanti. Anche i dottori sono pazzi, e le infermiere, e anche le suore, e anche il postino è pazzo.
Ci sono i pazzi rinchiusi e quelli liberi.

Non è la guerra la vera protagonista, anche se il tema occupa una fetta molto ampia del libro, ma la follia umana che in quegli anni difficili ha fatto più vittime della guerra stessa. Maria, come anche la sua compagna di 'cella' Flora, rappresenta tutte quelle donne a cui non è mai stata data voce. Donne indifese, vittime di soprusi e tacciate di follia solo per essere fatte sparire senza troppi drammi. Quella descritta era un'epoca in cui la semplice tristezza per un evento X passava per depressione grave. Una risposta sgarbata veniva vista come comportamento schizofrenico. E il risultato è stato solo quello di riempire strutture obsolete di donne sane e oneste, vittime di personale medico e infermieristico impreparato nei trattamenti psichiatrici.

E' una storia che mi ha fatto riflettere, che mi ha mostrato altri aspetti di un periodo famoso ma che non si finisce mai di conoscere. Lo stile dell'autrice e la scelta narrativa mi hanno coinvolta al cento per cento nella lettura, facendomi amare tutte le protagoniste femminili. Le donne sono degli esseri davvero straordinari: nonostante secoli di ingiustizie e sofferenze, riescono sempre a risorgere e a non perdere l'essenza della propria anima. Consigliato!



lunedì 11 novembre 2019

Recensione "Il quaderno del fato" di Edoardo Guerrini

Buongiorno lettori,
Oggi vi parlo di un romanzo adatto a tutti gli amanti di Indiana Jones et similia.
Si tratta del libro di Edoardo Guerrini, "Il quaderno del fato".
Buona lettura!


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Le vicende si svolgono tra Torino, Marrakech e Samarcanda attraverso la traduzione di un codice dell’XI secolo in persiano antico, delle Quartine di Omar Khayyâm, famoso poeta e scienziato. A Samarcanda, nella Tomba del Re Vivente, c’è il secondo volume. I terroristi islamici lo vogliono, pensando che contenga le chiavi per violare la segretezza di ogni computer.

Se amate i romanzi dinamici, la storia e le avventure, il libro di Edoardo Guerrini fa proprio al caso vostro. In effetti, l'elemento che ho apprezzato di più, è proprio la serie infinita di spostamenti compiuti dai vari personaggi per tentare di sventare una minaccia globale contenuta in un antico codice. Partendo da Torino, due famiglie di nazionalità diverse, iniziano un viaggio al cardiopalma contro un nemico invisibile che sembra essere sempre un passo avanti a loro nella ricerca. 
Dovranno scontrasi con culture difficili, luoghi impenetrabili nella speranza di ricostruire una parte di storia andata persa nei secoli. Il tutto in poco più di cento pagine, una vera corsa contro il tempo.

L'unico momento in cui ho risentito dell'esiguo numero di pagine è stato, a mio avviso, il finale troppo frettoloso. Dopo avermi completamente coinvolta nel percorso narrativo, fatto di descrizioni accurate, tanti personaggi e tanta storia, avrei dedicato maggiore attenzione all'epilogo.
Nel complesso, non posso non notare la bravura di racchiudere una storia così complessa in così poche pagine, senza tralasciare dettagli importanti. Lo stile dell'autore si adatta perfettamente al dinamismo e alla componente storica del romanzo, è molto curato e scorrevole.

La storia affronta in maniera molto soft ed elegante, anche il tema della diversità culturale che, in questo caso, non viene vissuta come un limite ma come una fonte di crescita e arricchimento personale. Decisamente una visione positiva e un messaggio giusto per parlare di integrazione in un momento storico in cui la paura del 'diverso' va in crescendo.
Credo che "Il quaderno del fato" sia un bellissimo viaggio da poltrona, seppur breve.
Perciò rilassatevi e godetevi il viaggio!


martedì 5 novembre 2019

[Review Party] "La verità è che non ti odio abbastanza" di Felicia Kingsley

Buongiorno, lettori!
Finalmente posso parlarvi del nuovo e bellissimo romanzo di Felicia Kingsley, "La verità è che non ti odio abbastanza", uscito ieri per Newton Compton.
Buona lettura!


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Lexi è una principessa, non delle favole, ma dell’Upper East Side. La sua vita perfetta da facoltosa ereditiera di un impero finanziario scorre tra feste esclusive e shopping sfrenato nel quartiere più lussuoso di New York. A ventisette anni ha già la certezza di un futuro luminoso, di aver vinto la partita, almeno finché un affascinante sconosciuto non le cambia le carte. Il principe azzurro? No, è Eric Chambers, detective di punta dell’FBI, che sta indagando su una truffa miliardaria in cui è coinvolta la famiglia Sloan, venuto a spodestarla dal suo trono. Tanto attraente quanto ruvido e poco disponibile, Eric la reputa viziata e superficiale, e la tratta con distacco e indifferenza. Tra i due è subito guerra. Con tutti i suoi beni confiscati, Lexi si ritrova in mezzo a una strada da un giorno all’altro, ma lei non ha nessuna intenzione di rimanerci. Anzi! Se Eric le ha tolto tutto, dovrà essere lui ad aiutarla e Lexi non accetterà un no come risposta, almeno finché non sarà riuscita a riabilitare il nome della sua famiglia, anche perché lei sarebbe una preziosa risorsa per le indagini. Riusciranno l’ereditiera che cuoce i toast usando il ferro da stiro e l’integerrimo detective di Brooklyn a collaborare senza scannarsi? O senza… innamorarsi?

Continuo a chiamarla casa mia, anche se da sei mesi abito nella suite di un hotel a cinque stelle sulla Quinta. Centosessanta metri quadri, sala da pranzo, letto kingsize, due bagni, soggiorno con vista sul parco e maggiordomo privato.
Il minimo sindacale per una ragazza di ventisette anni, a New York.

Benvenuti nella vita dorata di Lexi Sloan, una vita in cui tutto è possibile e tutto è raggiungibile. Macchina con autista, la borsa più in voga, una collezione all'avanguardia di carte di credito e una cabina armadio da fare invidia a Carrie Bradshaw negli anni d'oro. La favola della principessa si interrompe quando l'impero della famiglia viene metaforicamente congelato con accuse piuttosto gravi, da un detective senza scrupoli dell'FBI. Battere le ciglia non servirà per svegliarsi dall'incubo, la nuova vita di Lexi è appena cominciata!

Quella che credevo si sarebbe rivelata come una protagonista frivola e con poco acume, si dimostra una ragazza straordinaria dalle mille capacità e risorse. Il suo orgoglio e la sua tenacia non hanno eguali, Lexi Sloan non abbassa la testa, MAI. A meno che non debba farlo per raggiungere un sacchetto di orsetti gommosi, sia chiaro. Allo stesso modo, nemmeno Eric è così terribile come vuole far credere. La sua vita è stata un tantino diversa da quella di Lexi, ma prendendola a piccole dosi riesce a capirla, comprenderla e perfino ad apprezzarla. E' un binomio del tutto inedito che funziona ed elettrizza in maniera imbarazzante, nonostante si tratti di una storia di fantasia. Personalmente, sono pazza di loro e della loro storia fuori dai quadrati!

Come puoi non odiarmi, dopo tutto questo? Odiami, per favore. Lo sai che in fondo è così.

- Posso provarci, ma la verità è che non ti odio abbastanza. E odio non riuscire ad odiarti, perché sarebbe molto più facile anche per me.

Quando penso che Felicia Kingsley non possa stupirmi e farmi innamorare più di così, vengo puntualmente smentita! Ho divorato questo libro nel giro di due notti, mi ha regalato ore spensierate in un momento non facile e questo è già un buon motivo per amarlo. Ma la verità è che si tratta di un romanzo veramente bello: è ricco di elementi, descrizioni, tematiche importanti, un messaggio forte per un mondo che ormai vive solo di apparenze. Quasi tutti i protagonisti sono persone ordinariamente eccezionali, che regalano affetto e sorrisi in maniera del tutto disinteressata ed è un'immagine stupenda che mi ha trasmesso tanta positività.
Non ne ho mai abbastanza dei dialoghi velocissimi, dei continui punzecchiamenti, di una prosa che si divora. "La verità è che non ti odio abbastanza" è leggerezza, è romanticismo, è business e galateo... e molto, molto altro! 


Altre storie:



lunedì 4 novembre 2019

[Review Party] "Le verità sepolte" di Angela Marsons

Buongiorno, lettori.
Ho avuto il piacere di leggere, in anteprima, il nuovo romanzo di Angela Marsons, "Le verità sepolte", in uscita oggi per Newton Compton.
Buona lettura!


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Quando, durante uno scavo archeologico, vengono rinvenute alcune ossa umane, uno sperduto campo della black country si trasforma improvvisamente nella complessa scena di un crimine per la detective Kim Stone. Non appena le ossa vengono esaminate diventa chiaro che i resti appartengono a più di una vittima. E testimoniano un orrore inimmaginabile: ci sono tracce di fori di proiettile e persino di tagliole da caccia. Costretta a lavorare fianco a fianco con il detective Travis, con il quale condivide un passato che preferirebbe dimenticare, Kim comincia a investigare sulle famiglie proprietarie e affittuarie dei terreni del ritrovamento. E così, mentre si immerge in una delle indagini più complicate mai condotte, la sua squadra deve fare i conti con un’ondata di odio e violenza improvvisa. Kim intende scoprire la verità, ma quando la vita di una sua agente viene messa a rischio, dovrà capire come chiudere al più presto il caso, prima che sia troppo tardi.

Da anni seguo con piacere le avventure della detective Kim Stone, nata dalla brillante penna di Angela Marsons. Siamo arrivati al sesto libro della serie e ormai a stupirmi non è più il carattere del personaggio o la sua storia travagliata ma i casi che deve risolvere ad ogni nuova avventura. Non è semplice mantenere uno standard così elevato anche dopo anni ma la Marsons riesce sempre a sconvolgermi in positivo.

Questo nuovo caso vede una coppia inedita che interrompe bruscamente il binomio Stone/Bryant al quale ormai eravamo abituati. L'investigatore Travis, a differenza di Bryant, non ha alcun potere persuasivo o calmante su Kim ma, anzi, agisce come un innesco. Si pungolano, battibeccano e non sono mai d'accordo su nulla e questo rapporto di amore e odio ci mostra una Kim del tutto nuova, viva! Il personaggio ha subito un profondo cambiamento nel corso dei libri ma mai, come in questo caso, mi era capitato di rivederla combattiva e incurante delle regole com'era all'inizio.

I personaggi di supporto sono fondamentali per creare dinamismo e relazioni più o meno complesse che danno vita al profondo intreccio della trama. Il caso affrontato è stato abbastanza interessante ma, da grande fan, non ho avuto difficoltà nella risoluzione e un po' mi è dispiaciuto. 
Continuo a credere che sia una delle serie migliori quando parliamo di thriller ma non posso non notare un certo 'declino', rispetto ai primi libri che mi tenevano col fiato sospeso dall'inizio alla fine.
Nel complesso, non posso dire di non aver gradito: amo questo personaggio e non sto mai nella pelle quando esce un nuovo libro, tuttavia spero di ritrovare nei prossimi libri, quella verve che mi è mancata ne "Le verità sepolte".

La serie:


sabato 2 novembre 2019

Recensione "Liquirizia" di Claudio Loreto

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un romanzo che mi è piaciuto tantissimo firmato da Claudio Loreto, "Liquirizia".
Buona lettura!


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Una ferita da baionetta catapulta Giuliano (giovane sottotenente della 8ª Armata Italiana in Russia) tra le rovine di Stalingrado, dove tra tedeschi e sovietici si combatte una delle più grandi battaglie della storia umana. Uno sparo impreciso incrocia le vite dell'ufficiale e di una tiratrice scelta russa, Tanja: l'irreale incontro di un momento li segnerà per sempre, portando alla luce un'altra incredibile vicenda. Attori di questo intreccio sono la coccarda di un generale dell'Armata Rossa e "Liquirizia", l'orsacchiotto di stoffa che fin da bambina aiuta la soldatessa a vincere di notte la paura del buio. La storia di un amore che si oppone ai duri precetti della guerra e all'odio tra i popoli.

Una cosa che amo, nei romanzi storici, è trovare l'elemento romantico che alleggerisca il tema, quasi sempre sanguinoso, sul quale si basa il libro.
Nel romanzo di Claudio Loreto compiamo un viaggio fino alla fredda Russia e assistiamo, impotenti, agli scontri tra le truppe fasciste e quelle russe. L'autore descrive molto bene i paesaggi, il clima politico, lo stato d'animo dei soldati che, ormai, sono condannati a veder sfumare sogni e speranze per il volere di un uomo ormai allo sbaraglio. 

Il giovane Giuliano, un sottotenente dell'Armata Italiana, è un uomo dall'animo buono che non si rispecchia negli ideali di questa guerra e che si limita, suo malgrado, ad eseguire gli ordini nella speranza che tutto finisca presto. A scaldare il suo cuore, congelato dalle rigide temperature russe, ci pensa Tanja. La donna è, in realtà, il nemico ma per una serie di sfortunati eventi, si ritroverà a stretto contatto con Giuliano. L'amore tra i due sboccia inaspettato e forte, ma entrambi sanno che si tratta di una storia impossibile. 

Proprio sul più bello, la guerra interrompe l'idillio e ci riporta bruscamente alla realtà: un realtà fatta di morte, sangue e prigionia. Quell'incontro, per quanto fugace e breve, li ha cambiati per sempre e la speranza di ritrovarsi, un giorno, tiene con il fiato sospeso sia i personaggi che il lettore.
Mi sono innamorata perdutamente di Giuliano e Tanja e della loro storia, ho apprezzato i risvolti della trama e i colpi di scena, il concetto del bene che genera bene e i sacrifici che molti hanno compiuto per riportare la pace.

La penna di Claudio Loreto è attenta e accurata, la ricostruzione storica è coerente e poco romanzata. La narrazione è coinvolgente e, in attimo, mi sono ritrovata alla fine di una storia emozionante e commovente, in grado di stupire dall'inizio alla fine. Se apprezzate la storia e gli amori impossibili, ne resterete conquistati!


venerdì 1 novembre 2019

Recensione "Blu stanzessere" di Roberta Zanzonico

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di un romanzo particolare che ho faticato a capire e comprendere.
Spero di riuscire a parlarvene nel migliore dei modi.
Buona lettura!




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"Blu Stanzessere" è un romanzo sulla memoria, una memoria parcellizzata, impacchettata e rivissuta in diversi Stanzessere. Ogni Stanzessere è un posto in cui una donna si è fermata per ripetere un momento all'infinito, dargli una forma e renderlo elementare, comprensibile. Un luogo nato per aiutare a dimenticare e ricominciare, in un'architettura al tempo stesso umanissima e divina. Un racconto onirico nelle cui trame c'è un viaggio che è una storia d'amore che è tante storie insieme e molto altro. Un viaggio dentro la mente che conduce il lettore per mano in un'esperienza sensoriale, prima ancora che letteraria.

Credo che il modo migliore per affrontare la lettura di un romanzo come 'Blu stanzessere', sia quella di lasciare da parte la logica, i ragionamenti e il voler comprendere qualcosa a tutti i costi. Non è una lettura che si presta ad un approccio razionale, nel senso letterale del termine.
La dimensione in cui ci trascina Roberta Zanzonico è una realtà onirica, un mondo che non ha una posizione geografica identificabile e che, forse, nemmeno esiste se non nella mente del nostro protagonista.

Anche sul personaggio principale occorre fare una precisazione: non dovete aspettarvi il classico protagonista al quale affezionarvi in quanto l'autrice non svelerà alcun dettaglio su di lui, nessuna identità e nessuna fattezza fisica ci permette di immaginarlo ma, d'altro canto faremo un viaggio davvero intimo ed emozionante nella sua mente. Discorso un po' diverso per il Guardiano, una sorta di Virgilio burbero e privo di empatia che cercherà di guidare il protagonista nel suo viaggio.

Cos'è uno stanzessere? Come suggerisce la parola, si tratta di una stanza che racchiude l'essenza, o perlomeno un parte di essa, di una donna. Queste stanze che appaiono a proprio piacimento, raccontano un momento, un'emozione, un ricordo fisso e immutabile che si ripete all'infinito in un loop frustrante che sconvolge il protagonista. Il Guardiano promette che, alla fine della visita, tutto sarà più chiaro ma, ahimè, così non è stato.

L'epilogo mi ha lasciato con tante domande e punti irrisolti, pur avendo apprezzato lo stile, la prosa molto ricca, l'idea originale, l'uso del blu e i suoi infiniti significati, quello che porto con me è una storia irrisolta in cui mi è mancato il momento del 'salto', quel momento che permette di comprendere a pieno il disegno che l'autrice aveva pensato per il lettore e questo dispiace sempre.
E' una lettura non adatta a tutti, un viaggio nella memoria e nella mente che da un lato affascina ma dall'altro è difficile da metabolizzare ed elaborare

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giovedì 31 ottobre 2019

Recensione "Cospirazione Medici" di Barbara Frale

Buongiorno, lettori.
Esce oggi, per Newton Compton, il nuovo romanzo di Barbara Frale, "Cospirazione Medici".
Ho avuto l'opportunità di leggerlo in anteprima e non vedo l'ora di raccontarvelo.
Buona lettura!


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Firenze, domenica 26 aprile 1478. Durante una messa solenne celebrata dal cardinal Riario, i congiurati hanno levato il pugnale scagliandosi su Giuliano de’ Medici, riducendolo in fin di vita. Per vendicarsi, Lorenzo spargerà molto altro sangue: la città, culla del Rinascimento, per lunghe settimane vedrà le sue strade orridamente tinte di rosso. Sfiancato dal dolore e dal rimorso, il Magnifico non potrà fare a meno di interrogarsi sullo sfacelo che ha devastato la sua vita, invidiata da tutti fino a poco prima. Perché Giuliano è morto? Quali colpe poteva aver commesso? In fondo l’egocentrismo di Lorenzo lo aveva condannato a rimanere sempre in secondo piano. Mentre si accusa per quella sciagura, Lorenzo rivede i volti di coloro che hanno voluto colpire i Medici: Francesco Salviati, roso dall’invidia; Jacopo de’ Pazzi, assetato di vendetta; Antonio Maffei da Volterra, mosso da un odio viscerale contro Lorenzo. In penombra altre misteriose e potentissime figure, che hanno brigato e pianificato la distruzione dei Medici. Ma se ci fosse altro dietro la morte del fratello? Se fosse una passione amorosa ad aver deciso la sua tragica sorte?

Dopo il bellissimo romanzo "In nome dei Medici", Barbara Frale torna a parlarci di questa celebre famiglia fiorentina che cambiò la storia d'Italia. Protagonista degli eventi, stavolta, non sarà però Lorenzo, bensì suo fratello Giuliano, personaggio forse meno noto della famiglia.
L'autrice punta l'attenzione sulla diversità di quest'uomo e sul suo vivere sempre all'ombra del Magnifico e dello stesso padre Cosimo, tra le righe si legge una certa frustrazione dell'essere solo una pedina dell'immenso impero della famiglia Medici.
Questo personaggio viene sviscerato e analizzato in maniera molto dettagliata, soprattutto a livello umano: dopo aver perso l'amore della sua vita, si invaghisce di un'altra parente della donna che le assomiglia in un modo incredibile ed è disposto a tutto pur di averla.

Il cognome che porta è, spesso, più un peso che un vanto. Non può decidere autonomamente della propria vita senza incorrere nel rischio di far fallire i piani e le alleanze sapientemente studiati da Lorenzo. L'insoddisfazione del personaggio cresce ad ogni pagina, il ruolo che ricopre nella signoria gli calza troppo stretto e mette a repentaglio l'unica cosa a cui anela: l'amore di Semiramide.
Lo scontro tra i due fratelli diviene, quindi, inevitabile e questa distrazione costerà molto cara alla famiglia: nell'ombra, infatti, ci sono dei nemici molto più pericolosi che tramano contro di loro.

Ho apprezzato molto la lettura del libro perché fa luce su una parte di storia ancora avvolta nel mistero. Di fatto, la congiura contro i Medici che portò alla prematura morte di Giuliano, resta un cold case ancora irrisolto. Barbara Frale prova a dare una sua chiave di lettura, peraltro molto plausibile, raccontando nel dettaglio gli eventi che portarono al sanguinoso scontro. Apprezzo sempre molto lo stile di quest'autrice e il suo modo di raccontare la storia: mai pesante, mai scontato e sempre accuratissimo. E' la storia perfetta per gli amanti dei romanzi storici e per gli appassionati della famiglia dei Medici.


Altri libri dell'autrice:




mercoledì 30 ottobre 2019

[Review party] "Un tè alla ciliegia" di Jane Rose Caruso

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di parlarvi dell'ultima avventura di Miss Garnette Catherine Book, il personaggio nato dalla penna di Jane Rose Caruso.
Buona lettura!


Devo ammettere che Miss Book crea dipendenza: le sue avventure sono sempre troppo brevi e ogni volta non vedo l'ora di ritrovarla per scoprire in quali casi si imbatterà, ancora.
"Un tè alla ciliegia", è stata un'esperienza di lettura multisensoriale: il libro, infatti, contiene le descrizioni di paesaggi suggestivi, profumi inconfondibili e delle deliziose ricette che, come sempre, stuzzicano l'appetito e la fantasia.

Sono ormai molto affezionata a Miss Book e ai vari abitanti di Beltory, l'autrice aggiunge sempre qualche nuova sfumatura che rende tutti i protagonisti dei vecchi amici che ritroviamo sempre con piacere, storia dopo storia. In questa avventura, la nostra eroina d'altri tempi dovrà sfoggiare ancora il suo intuito e la sua empatia per supportare la dolce Prudence e risolvere dei misteri davvero curiosi che sconvolgono la vita del piccolo paesino.

Come dico sempre, le storie di Jane Rose Caruso sono delle vere coccole,  soprattutto se amate il passato e i valori d'altri tempi. Quando ci si immerge nelle pagine dei suoi libri, tutto si ferma e si viene avvolti dal calore delle minuziose descrizioni e da una prosa dolcissima e delicata. Il percorso di crescita, dell'autrice e del suo magico mondo, continua inarrestabile, regalando emozioni sempre nuove che scaldano il cuore.
Promossa a pieni voti!


venerdì 25 ottobre 2019

Librimbi #1 "La lezione del fenicottero" di Germano Chiaverini

Buongiorno, lettori.
Oggi inauguriamo una nuova rubrica che da tempo volevo realizzare. Si tratta di un appuntamento dedicato ai più piccoli e che vuole suggerire delle letture carine, colorate e interessanti per tutti i piccoli lettori che fanno parte delle nostre vite.
Per questo primo appuntamento vi parlerò de "La lezione del fenicottero", una storia firmata da Germano Chiaverini.
Buona lettura!



Questo coloratissimo romanzo, ricco di illustrazioni,  è adatto ai bimbi dai sette anni in su e racconta la storia di Viola, una bambina deliziosa che sogna di diventare una grande ballerina.
La cosa che mi ha colpito del libro, è che l'autore non racconta una storia tutta rose e fiori, anzi. La piccola Viola si ritrova da subito a fare i conti con i limiti economici della famiglia e l'impossibilità di frequentare la scuola di danza dei suoi sogni.



Nonostante questo, la bimba non perde il sorriso e si "accontenta" di una scuola strampalata e vecchia e di danzare senza scarpette. Questo piccolo personaggio mi ha insegnato molto: non arrendersi mai, non scendere ai livelli di quelli che predicano solo odio e disprezzo ma, soprattutto, non perdere mai il sorriso. L'epilogo dolcissimo, e il lieto fine, è la conclusione più giusta per la protagonista che merita solo il meglio!



Il libro è curatissimo e ricco di illustrazioni bellissime e coloratissime. Sarà sicuramente un'esperienza stimolante per i vostri bimbi, grazie anche alle schede finali che serviranno per riepilogare e consolidare la storia appena letta. Se siete alla ricerca dei primi regalini natalizi per i più piccoli, "La lezione del fenicottero", fa al caso vostro!


lunedì 21 ottobre 2019

Recensione "La città delle ragazze" di Elizabeth Gilbert

Buongiorno, lettori.
Apriamo la settimana con un romanzo allegro, spensierato ma anche ricco di tematiche importanti. Si tratta de "La città delle ragazze", di Elizabeth Gilbert,  edito da Rizzoli.
Buona lettura!




Non avevo mai letto nulla di Elizabeth Gilbert ma ero molto curiosa di leggere qualcosa della famosa autrice di "Mangia, prega, ama" così mi sono fiondata con entusiasmo tra le pagine di "La città delle ragazze".
Il libro si presenta con una bella copertina colorata, allegra, frivola e con una bella mole di pagine al suo interno. Appena iniziata la lettura, mi sono resa conto che il tutto scorreva in maniera abbastanza dinamica e scorrevole.

Il libro vi porterà in un'epoca molto distante dalla nostra, un'epoca di musica,  arte e vestiti scintillanti. Ho adorato ogni singolo personaggio del libro, ognuno di loro ma insegnato qualcosa ma, soprattutto, mi ha fatto capire l'importanza della libertà. Il tema portante del romanzo è proprio questo: la libertà completa di espressione e modi di fare.

L'arco di tempo coperto dalla narrazione di Vivian è lunghissimo e non sempre tutto procede senza intoppi o dolore. Le quattro mura del teatro e le bellissime creazioni di moda non possono proteggerla dal dolore della vita e dalla sofferenza. Nella frivolezza più assoluta, la Gilbert ci insegna a non giudicare mai nessuno per i suoi comportamenti o per le sue scelte, ci insegna che essere sé stessi è sempre una vittoria e non importa se il mondo non è pronto ad accogliere questo senso di libertà assoluta.

Il dualismo della storia è sconvolgente: da un lato tematiche importanti, colpi di scena e periodi storici difficili; dall'altra,  merletti e lustrini, cabaret e serate all'insegna del divertimento più sfrenato. Lo stile dell'autrice non mi è dispiaciuto ma avrei portato avanti la narrazione in altri modi. Nel complesso, non posso dire che sia una storia brutta: credo che sia necessario leggerla tenendo ben presente il messaggio che vuole lanciare l'autrice e "non giudicare" i personaggi e le loro vite, a tratti, eccessivi.


mercoledì 16 ottobre 2019

Recensione "Io sono la bestia" di Andrea Donaera

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di un romanzo che ho apprezzato moltissimo come storia e come idea. Si tratta di "Io sono la bestia", di Andrea Donaera, edito da NN Editore.
Buona lettura!



Mi ci sono voluti dei giorni per raccogliere le idee dopo aver terminato la lettura di "Io sono la bestia" ma, finalmente, sono riuscita a fare ordine tra pensieri ed emozioni e sono pronta a metterle nero su bianco.
La storia di Andrea Donaera è tutta italiana e affronta il delicato tema della criminalità organizzata in Puglia. L'autore ha reso benissimo il terrore e l'angoscia che molti concittadini provano al solo sentir nominare la Sacra Corona Unita e la stessa tensione si respira ad ogni pagina.

All'inizio non è stato semplice entrare in sintonia con il ritmo narrativo e i continui intercalari ma, una volta preso il via, si viene completamente coinvolti nella vita dei personaggi, nella tragedia, nel dolore e nella cattiveria senza fine. Non dev'essere stato facile, per l'autore, costruire un personaggio come Mimì ma, in qualche modo, è riuscito a rappresentarlo in tutta la sua malvagità senza renderlo odioso agli occhi del lettore; oserei dire di aver provato una sorta di rispetto e riverenza verso "il capo dei capi" che, nella sua follia, ha una sua scala di valori e un suo concetto di onore.

E che dire di Nicole e Veli? Hanno interpretato in maniera disincantata, a tratti brutale e schietta, una versione moderna della favola de "La bella e la bestia". Sono stati i miei personaggi preferiti in assoluto! La dinamica del loro legame è molto complessa e intensa ma conferisce un pizzico di leggerezza e positività ad una storia oscura e oppressiva.
È una storia unica nel suo genere che mi ha aperto gli occhi su una realtà di cui si parla poco. Non adatto ai romantici e ai lettori deboli di cuore!


giovedì 10 ottobre 2019

Recensione "Questo amore sarà un disastro" di Anna Premoli

Buongiorno, lettori.
È uscito, da pochi giorni, il nuovo romanzo della regina italiana del romance Anna Premoli.
"Questo amore sarà un disastro", edito da Newton  Compton, coniuga in sé tutti gli elementi cardine del genere ma sarà abbastanza?
Buona lettura!



Quando ho voglia di un bel romance, Anna Premoli è sempre una buona idea. Almeno finora.
Pur essendo un lavoro ben fatto e una storia abbastanza avvincente e divertente, non ho riscontrato quell'originalità che di solito contraddistingue i libri della Premoli e mi fa appassionare alla vicenda.
I due protagonisti sono opposti che si attraggono: Elena è un personaggio che mette tranquillità e serenità,  anche attraverso le pagine; Edoardo, invece, è l'ansia fatta persona con le sue centinaia di sigarette e le scarse ore di sonno. Mi sono piaciuti entrambi ma la mia solidarietà va ad Elena, santa donna!

Un ottimo lavoro è stato svolto anche con tutti i personaggi secondari: dagli amici dei protagonisti,  alla famiglia stramba di Elena. Tutte queste figure distraggono in maniera sana e interessante dal tema centrale e rendono la lettura ancora più divertente. Ho apprezzato moltissimo l'idea del centro olistico e della sua organizzazione: darei qualsiasi cosa per trascorrere un paio di mesi senza cellulare, a fare yoga e immersa nella natura!

Lo stile della Premoli è sempre molto accurato, scorrevole e divertente. La storia si legge nel giro di poco tempo ma, per quanto mi riguarda, è stata una lettura meno brillante rispetto ai libri precedenti. Non sono riuscita ad emozionarmi e ad appassionarmi come mi accade di solito. È stato tutto fin troppo prevedibile e questo ha reso l'esperienza di lettura "ordinaria", aggettivo che non avevo mai associato ai libri dell'autrice. Quindi, a malincuore, lo promuovo ma senza entusiasmo.


Recensioni precedenti:







lunedì 7 ottobre 2019

Recensione "Il gioco del silenzio" di Rob Keller

Buongiorno,  lettori, e buon inizio settimana.
Oggi vi racconto una storia davvero inquietante firmata da Rob Keller.
Si tratta de "Il gioco del silenzio", un libro edito da Dea Planeta.
Buona lettura!



Cristina era una criminologa, forse la migliore, ma ha lasciato la professione per occuparsi a tempo pieno di suo figlio Leone, che soffre di un disturbo di iperattività. Ma questa è solo la versione ufficiale, che ha creato per ingannare persino se stessa. La verità è che l'ultimo caso della sua carriera l'ha letteralmente distrutta, costringendola a cambiare vita e a rifugiarsi in una routine scandita da rigorose abitudini. Poi, un giorno, il telefono squilla. Uno zio a lei molto caro si è suicidato, nel paese sul lago di Como dove è cresciuta e dal quale è fuggita molti anni prima. Troppi incubi, troppi fantasmi, per Cristina, in quelle acque scure e profonde. Tornare sul lago significa ritrovare suo padre, con il quale ha un rapporto tormentato, e soprattutto rimettere piede nella Villa degli Orologi, la spaventosa tenuta dalla quale i Radlach controllano non solo gli affari di tutta la zona, ma anche le vite di chi vi abita. La donna resiste con ogni forza alla tentazione di indagare sulla morte dello zio, perché intuisce che la verità si annida nel groviglio di segreti che lega la storia della sua famiglia a quella dei Radlach. Ma quando Leone troverà in soffitta un orologio da taschino con una misteriosa dedica, diventerà impossibile non aprire il cassetto doloroso dei ricordi.

Sono sempre stata affascinata dalle storie che parlano di famiglie maledette e case inquietanti perciò, dopo aver letto la trama del libro, la mia curiosità era alle stelle!
Il romanzo di Rob Keller, ambientato sulle rive del lago di Como, racconta la storia dei Radlach, un'antica e potente famiglia avvolta nel mistero che vive in una villa piena di orologi. Cristina, la nostra criminologa protagonista, li conosce molto bene, essendo figlia di due inservienti della casa.
Questo personaggio mi è piaciuto molto, l'autore lo mette alla prova nei modi più impensabili e con delle rivelazioni che lascerebbero di stucco chiunque ma, nonostante questo, lei non si arrende. Mai.

Il fascino della storia consiste nel continuo voler insinuare elementi paranormali nella trama che sfociano, poi, in una verità che è molto più umana, reale e brutale di quello che si pensa.
L'autore è molto bravo a tracciare le linee di un disegno che appare confuso e ambiguo fino alla fine, tenendo il lettore incollato alle pagine.
La famiglia Radlach è il fulcro della storia e il cuore pulsante della trama. I componenti della famiglia vivono di segreti e misteri e sono avvolti da un'aurea magnetica che spaventa e intimorisce tutti coloro che li circondano.

Nel complesso, è una storia che ho apprezzato molto e che mi ha regalato svariati momenti al cardiopalma. Lo stile dell'autore è sintetico ma piacevole e scorrevole da seguire, le descrizioni molto accurate mi sono piaciute moltissimo e mi hanno permesso di immaginare perfettamente i luoghi del libro e i protagonisti della storia.
Se amate i romanzi ricchi di suspense, avete trovato pane per i vostri denti.


sabato 5 ottobre 2019

Recensione "L'amore di Greta per i pappagalli" di Denise Ciampi

Buongiorno,  lettori.
Finalmente torno a parlarvi delle mie ultime letture. Tra i romanzi che ho letto a Settembre, "L'amore di Greta per i pappagalli" merita decisamente di essere raccontato.
Buona lettura!



Greta vive nella casa della nonna paterna cui fu affidata dopo la morte dei genitori, entrambi militanti nei movimenti degli anni Settanta, femminismo e lotta armata. Ormai sola, con rare occasioni di contatto con l'esterno, ha come unica compagnia i pappagalli avuti in dono dal padre. Influenzata anche dalle letture fatte, la fantasia di Greta si è nutrita di immagini che hanno generato un mondo chiuso - proprio come la gabbia dei suoi colorati uccelli - e attraversato da allucinazioni, nel quale conduce un'esistenza passiva condizionata da una severa religiosità, eredità della nonna. Poi la svolta, grazie a incontri che si intrecciano con la storia della sua famiglia. Greta potrà così aprirsi a una vita diversa, fatta di relazioni e di riscoperta della propria fisicità e sessualità.

Il libro di Denise Ciampi è una storia molto breve, leggibile anche in poche ore, ma ricca di significato e spunti di riflessione. È la storia di Greta, una bambina ormai cresciuta che non ha mai abbandonato il nido, vivendo nell'alienazione più totale. Rinchiusa in casa, per scelta e per paura del mondo esterno, ha come unici compagni di vita degli allegri e simpatici pappagalli. Il legame con questi animali appare subito molto metaforico: sono tutte creature rinchiuse in gabbia.

L'autrice racconta, in prima persona, le vicissitudini di Greta, il suo passato, il rapporto breve con i genitori e il legame forte con la nonna che, tuttavia, non era una donna di facili smancerie.
La sua vita scorre lenta, placida e rassegnata nella casa di famiglia tra ricordi che fanno male e un futuro che spaventa sempre di più. Ora che è davvero sola al mondo, deve provvedere a sé stessa e trovare il coraggio di affrontare "il fuori".

La vera svolta, nel romanzo e nella vita di Greta, avviene grazie ad un incontro fortuito e inaspettato con un personaggio molto diverso da lei che la aiuterà ad affrontare la paura dell'ignoto e il peso lasciato dai comportamenti dei suoi familiari.

Come vi accennavo,  qualche rigo sopra, si tratta di una storia molto breve e particolare che riesce a far riflettere su molte tematiche, prima fra tutte, la solitudine che avvolge le vite di moltissime persone. Vivere isolati dal mondo, con le proprie convinzioni e le proprie paure, danneggia ogni anno decine di individui, incapaci di chiedere aiuto per uscire dal proprio isolamento.  Denise Ciampi, in maniera delicata, fa luce su queste realtà di abbandono e regala un messaggio di speranza dimostrando l'amore disinteressato e la cura del prossimo senza secondi fini.
È una storia che, nella sua semplicità, mi ha colpita molto.


martedì 24 settembre 2019

Recensione "Sei di corvi" di Leigh Bardugo

Buongiorno,  lettoŕi.
Esce oggi, in Italia, "Sei di corvi", primo libro di una serie Young adult che promette faville. L'ho letto in anteprima, per voi, e non vedo l'ora di raccontarvelo.
Buona lettura!


A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c’è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare.
Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura – un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo “Spettro”, una ragazza dotata di poteri magici -, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l’ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l’uno dell’altro, perché il loro potenziale può sì condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni…

Cosa faccio quando un libro mi ispira ma appartiene ad un genere che, di solito, non apprezzo? Ci provo lo stesso!
Quando ho saputo che "Sei di corvi" sarebbe uscito in Italia, la mia curiosità è salita alle stelle e sono stata stra-felice della possibilità di leggerlo in anteprima. I primi capitoli sono stati alquanto difficoltosi: nella narrazione, infatti, si alternano ben cinque punti di vista con altrettanti protagonisti e la cosa mi ha destabilizzato per la prima metà del libro finché ho iniziato a prendere confidenza con ognuno di loro e la lettura è diventata più scorrevole.

Tutti i personaggi sono legati da rapporti di amore e amicizia molto forti, la componente emozionale è molto presente nel romanzo ma non predominante. L'autrice ha dedicato la stessa attenzione ad ognuno di loro, li ha pensati e costruiti in maniera impeccabile rendendoli molto reali e umani. Nel corso della storia ci si affeziona a loro e si impara a riconoscerli alla prima battuta.

La trama è interessante e avvincente,  sebbene il ritmo narrativo non sia incalzante e dinamico come ci si aspetterebbe da un libro del genere. I colpi di scena si susseguono e la storyline principale si arricchisce di tante sottotrame che rendono la storia molto ricca di fatti ed eventi cruciali.

Nonostante sia classificato come young adult, ci sono scene e temi poco adatti ad un pubblico di giovanissimi. L'autrice ha affrontato nel modo migliore argomentazioni come prostituzione, razzismo e tortura ma lo ha fatto in maniera fin troppo esplicita. Credo che andrebbe inserito in un'altra categoria perché l'unica cosa "young" del libro è l'età dei protagonisti.

Lo stile dell'autrice mi è piaciuto molto: amo le storie ricche di dettagli e amo l'originalità di una storia, elemento sempre più difficile da trovare. La Bardugo è riuscita a regalarmi entrambe le cose con un volume curatissimo, anche a livello grafico. C'è molto potenziale e spero di poter leggere presto il seguito e la serie precedente, in modo da comprendere al meglio il mondo di Grishaverse.


lunedì 23 settembre 2019

Recensione "La casa degli specchi" di Cristina Caboni

Buongiorno e buon inizio settimana.
Oggi voglio parlarvi del nuovo romanzo di Cristina Caboni,  "La casa degli specchi", edito da Garzanti.
Buona lettura!


La grande villa di Positano è l’unico posto che Milena riesca a chiamare casa. È cresciuta lì, insieme al nonno Michele, e ne conosce ogni angolo, a partire dal maestoso ingresso rivestito da dodici specchi con cornici d’argento intarsiate.Specchi che sembrano capaci di mettere a nudo la sua anima. Milena li ha sfiorati mille volte alla ricerca di risposte, ma un giorno trova qualcosa di inaspettato: un gancio che apre il passaggio a una stanza segreta. All’interno le pareti sono tappezzate di locandine di vecchi film. Quando Milena legge il nome di una delle interpreti non riesce a crederci. È un nome proibito in quella casa. È il nome di sua nonna che, tanti anni prima, è fuggita in America senza lasciare traccia. Frugando tra le sue carte, Milena scopre cose che non avrebbe mai immaginato. Che era un’attrice nella Roma della dolce vita. Che ha lottato per farsi strada in un mondo affascinante, ma dominato dagli uomini.Che i loro sogni sono molto simili. Anche lei vuole calcare le scene, ma ha paura di mettersi in gioco. Fino a quando non si imbatte in alcuni indizi che suggeriscono qualcosa di misterioso e non può fare a meno di chiedersi perché nessuno le abbia mai parlato di sua nonna. C’è solo una persona che può darle spiegazioni, ma Michele è restio ad affrontare l’argomento. Milena è convinta che gli specchi luccicanti che decorano l’atrio della villa abbiano assistito a eventi terribili, che nella storia della sua famiglia ci sia un segreto che nessuno vuole riportare a galla, mentre per lei è vitale far emergere la verità per capire a fondo il presente. Anche se a volte è meglio che ciò che è stato sepolto dal passare degli anni resti tale.


Ci sono libri che ti prendono al primo sguardo e autrici capaci di conquistare il cuore con ogni singola storia. Mi sono innamorata subito de "La casa degli specchi", un romanzo ambientato nella bella Positano in una villa particolare a picco sul mare. Avendo trascorso parecchie vacanze estive in costiera, non ho fatto fatica ad immaginare i vicoli, le scale, i colori sgargianti, il mare e il cielo di un blu unico al mondo e i profumi di agrumi e mare che si mescolano insieme. L'autrice,  poi, ha una notevole capacità descrittiva che vi permetterà di immedesimarvi al cento per cento nella storia.

I personaggi sono un altro punto forte del libro: il cuore pulsante della storia. Mi sono affezionata moltissimo a nonno Michele, un uomo saggio con un cuore grande. Ho provato molta empatia per Milena che si trova ad un punto morto della vita, una vita segnata dalla sofferenza e dalla mancanza di figure fondamentali nella vita di una persona. Il triangolo amoroso con un poliziotto e un avvocato che stenta a decollare in entrambi i casi perché se non stai bene con te stessa non puoi trovare la pace altrove.

I segreti della casa degli specchi costituiscono una bella distrazione dai drammi e i traumi dei personaggi. È una storia in cui nulla è come sembra e in cui i cattivi, a volte, non sono propriamente tali.
L'autrice affronta un tema davvero interessante e particolare che non conoscevo, mi è piaciuto imparare un pezzo di storia di cui non ero ancora informata e questo ha conferito un valore aggiunto al romanzo.

Lo stile dell'autrice si conferma a livelli eccellenti. La prosa elegante,  quasi poetica, è una dolce coccola per gli occhi di chi legge. La Caboni si reinventa ogni volta, affrontando temi originali e contestualizzandoli perfettamente nelle sue storie. A livello emotivo si tratta di una storia impegnativa ma che regala delle belle sensazioni.
È un successo che si aggiunge alla brillante carriera letteraria dell'autrice.


sabato 21 settembre 2019

Recensione "Libreria da Emma" di Serena La Manna

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un romanzo perfetto per gli amanti dei libri (resterete conquistati già dalla romantica copertina). Si tratta di "Libreria da Emma", scritto da Serena La Manna e pubblicato da Bookabook.
Buona lettura!


Un biglietto di sola andata da New York a Milano e una piccola libreria grazie alla quale ripartire da zero. Bianca, giovane newyorkese con una grande passione per la letteratura, fugge a più di seimila chilometri da casa per lasciarsi alle spalle un dolore troppo forte da sopportare. Ad aiutarla in questo processo troverà Leonardo e le sue vecchie lettere, Carlo, un affascinante professore sgangherato, e soprattutto i libri, i suoi fidati compagni di vita che fanno da cornice a una storia d'amore e di rivalsa.


Questo libro è una vera coccola per tutti coloro che amano i libri. All'interno della sua storia, Serena La Manna rappresenta molto bene il potere terapeutico e curativo dei libri. Bianca, la nostra protagonista, fugge in Italia in seguito ad un non meglio identificato trauma. È chiaro che sta scappando da qualcosa, è un personaggio fragile e insicuro che ha come obiettivo primario di ritrovarsi.

La bella Milano fa da cornice a questo percorso di rinascita, una città magica divisa tra passato e presente,  proprio come Bianca. Tra i mille vicoli, la ragazza si innamora di una libreria di nicchia e del suo vecchio proprietario che sembra leggere l'anima delle persone.
Leonardo è una sorta di spirito guida, dolcissimo e saggio, che farà di tutto per aiutare Bianca a superare il dolore che le attanaglia il cuore in una morsa.

Le parole a loro no  servivano perchè entrambi amavano la letteratura, entrambi capivano il potere dei libri, quella sensazione che solo le pagine sanno regalare.

Vorrei menzionare anche Carlo, un professore appassionato di libri che contribuirà,  è non poco, a rendere migliore la vita della protagonista a Milano. Ho amato questo rapporto sempre limpido e pulito, a suon di citazioni letterarie.

L'unico appunto che mi sento di fare, è sulla scelta narrativa: ho trovato i capitoli leggermente confusionari e ho fatto fatica a seguire i salti tra passato e presente, inoltre ho travisato completamente la storia passata della protagonista ritrovandomi all'epilogo un po' sconvolta ma, allo stesso tempo, felice della piega presa dalla storia. Sono entrata perfettamente in sintonia con la prosa delicata dell'autrice e con i suoi personaggi.
Sono stati, a mio avviso, il pezzo forte del libro, insieme alla bellissima Libreria da Emma che mi ha fatta innamorare!


martedì 17 settembre 2019

[Review Tour] "La Corte di Ali e Rovina" di Sarah J. Maas

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo, con gli occhi a cuoricino, dell'ultimo capitolo della serie fantasy firmata da Sarah J. Maas.
Buona lettura!


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Quando ho stretto tra le mani il tablet con la mia copia in anteprima de "La Corte di ali e rovina", ho provato delle sensazioni contrastanti. Da un lato avevo un bisogno fisiologico di scoprire cosa ne sarebbe stato di Feyre e del suo triangolo amoroso; dall'altro la paura, anch'essa fisiologica, di lasciarli andare e di trovare un finale diverso dall'idea che avevo in mente.
Quello che posso dirvi, senza scendere nei dettagli, è che il romanzo si legge in un soffio, nonostante una mole considerevole di pagine. L'autrice mi ha conquistata, ancora una volta, con uno stile accurato e descrizioni minuziose.

È una storia che non smette di stupire, ricca di colpi di scena e cambi di rotta. È il momento di tirare le fila di una guerra che non è puramente fisica e ideologica ma anche, e soprattutto,  una guerra sentimentale con molti protagonisti. Non sono sempre stata d'accordo con le scelte dell'autrice ma ho apprezzato la coerenza che ha mantenuto nel corso dei tre libri, senza tradire o trasformare l'essenza dei suoi personaggi.

Non la ringrazierò mai abbastanza per Feyre, una delle protagoniste migliori di sempre: forte, coraggiosa e immensa. Ho apprezzato il suo amore per Tamlin, più semplice e immaturo, e quello per Rhysand.. l'amore epico, quello impossibile da contenere ed arginare. È una storia pazzesca in cui tanti elementi si mescolano insieme per dar vita ad un romanzo che conquista la mente e il cuore.

Posso assicurarvi, con un certo grado di certezza, che questa è la saga fantasy più bella del 2019, almeno per quanto mi riguarda.
La mente e la scrittura della Maas sono di un altro pianeta: è stata in grado di passare da un semplice retelling, ad una storia complessa, originale e intricata al punto giusto. Se ancora non lo avete fatto, vi consiglio di recuperare IMMEDIATAMENTE tutti i libri, mi ringrazierete!

giovedì 12 settembre 2019

[Review Tour] "Nevernight - Alba oscura" di Jay Kristoff

Buongiorno, lettori.
E' finalmente arrivato il momento di concludere l'argomento Jay Kristoff parlando dell'ultimo capitolo della serie 'Nevernight'.
Buona lettura!


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Mia Corvere, gladiatii, schiava fuggiasca e infame assassina, sta scappando. Dopo i grandi giochi di Godsgrave, finiti con il più audace omicidio nella storia della Repubblica itreyana, Mia si ritrova braccata. Potrebbe non uscire viva dalla Città di Ponti e Ossa. Il suo mentore Mercurio è ora nelle mani dei suoi nemici. La sua stessa famiglia la vuole morta. Ma sotto la città, un oscuro segreto è in attesa. La notte sta per scendere sulla Repubblica, forse per l'ultima volta.


Mi sono approcciata al libro con un po' di timore e tanta curiosità. La lettura di questa serie ha diviso molto la mia opinione da lettrice: non sono rimasta conquistata dal primo libro e ho poi apprezzato il secondo. Cosa penso di Alba Oscura? E' la degna conclusione di una serie geniale. Non sono scesa a patti con lo stile molto sanguinoso ed esplicito dell'autore ma non ho potuto fare a meno di amare questo mondo e, soprattutto, Mia Corvere. Credo che in quest'ultimo romanzo abbia dato il meglio di sé stessa sia dal punto di vista fisico che emotivo. E' stato un percorso in crescendo che mi ha appassionata poco alla volta ma in maniera assolutamente letale. Ho divorato le cinquecentodiciotto pagine del libro nel giro di pochi giorni travolta da mille emozioni. Quello che mi ha sconvolta, è stato accorgermi di quanto mi abbia appassionato la serie: non mi ero resa conto di 'esserci così dentro', fino a quando ho voltato l'ultima pagina dopo un epilogo davvero eccezionale... nonostante tutto.


Una ragazza che qualcuno chiamava Figlia Pallida. 
O Incoronatrice. Una Regina dei Furfanti. Una Signora delle Lame.
Tra tutti, io preferisco piccolo Corvo. 
Una ragazza che non si è mai inginocchiata, mai spezzata, che non ha mai e poi mai permesso che la paura fosse il suo destino.
(...) Mai tirarsi indietro.
Mai avere paura.
E mai, mai dimenticare.

E chi riuscirà mai a dimenticare 'Nevernight'? Quasi mi dispiace di aver snobbato un po' il primo romanzo. Ora vedo tutto sotto un'altra luce e 'Alba oscura' è in assoluto il mio capitolo preferito.
Un libro carico di azione, tensione, ricco di personaggi ed immagini impossibili da togliere dalla mente. L'autore è riuscito a far breccia nel mio cuore, regalandomi una conclusione con i fiocchi. Tutti i difetti che avevo riscontrato all'inizio, sono spariti strada facendo. Ho adorato ogni pagina, tutto è curato fin nei minimi particolari e nulla è lasciato al caso. Vorrei raccontarvi di più, vorrei raccontarvi del mio amore per alcuni momenti e la mia rabbia per certe decisioni ma non voglio in alcun modo privarvi della sorpresa e della bellezza della serie. Da non amante del fantasy, non è stato semplice entrare in sintonia con il mondo di Kristoff ma sono felice di non essermi arresa al primo ostacolo. Mi sarei persa una storia straordinaria!
Se amate il genere e cercate una nuova eroina da amare, avete trovato pane per i vostri denti.
Grazie Jay Kistoff e grazie Mia per questi bellissimi momenti insieme, non vi dimenticherò!

La serie:


martedì 10 settembre 2019

Recensione "Sulle tracce di un sogno" di Daniele Gouthier

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di una storia vera che mi ha permesso di riscoprire una terra che amo molto, l'India.
Grazie alla storia di Daniele Gouthier, ho compiuto un bellissimo viaggio da poltrona e non vedo l'ora di raccontarvelo.
Buona lettura!


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Perdersi. L'India è immensa come la curiosità e il desiderio di avventura di un bambino di otto anni. Così un giorno Naseem sale su uno di quei treni affascinanti e rumorosi e si trova improvvisamente perso e solo nella megalopoli di Delhi. Diciotto milioni di abitanti, un crocevia di culture, parole, strade. Naseem si è perduto. È solo l'inizio di una nuova vita. Adottato a Firenze, conserva gelosamente i ricordi d'infanzia. Quando le nostalgie si fanno troppo forti, decide di affrontare un lungo viaggio: nel tempo, nello spazio, nel profondo del proprio cuore. Ritrovarsi.

I libri che parlano di storie realmente accadute hanno sempre quella marcia in più che crea un'immediata empatia con il lettore. E' stato bellissimo immergermi tra le pagine de 'Sulle tracce di un sogno', alla scoperta della storia travagliata di Naseem.
Tutto comincia in un villaggio rurale dell'India, un terra bellissima ma assolutamente spietata. Agli occhi di un ragazzino, questo stato enorme appare dispersivo e caotico. Dopo essersi perso tra le strade di Delhi, Naseem non ricorda più la strada di casa, non comprende la lingua così diversa da quella del suo villaggio ed è nel panico più totale. Questo è solo il primo di molti momenti emozionanti del libro. Non ho fatto fatica ad immaginare gli occhi impauriti di un bambino solo al mondo e il mio cuore si è stretto quando viene adottato da una coppia italiana e trasferito a Firenze.

Da un lato, questa è una svolta per la vita di Naseem ma dall'altro è stata una vera e propria violenza verso un bambino che voleva solo riuscire a tornare dalla sua famiglia. Dopo aver provato molta tenerezza per il Naseem bambino, ho provato sensazioni contrastanti verso la sua versione adulta totalmente irriconoscente e rabbiosa. Tutto è andato meglio nel terzo blocco del romanzo, il ritorno in India. Ho amato la programmazione del viaggio e i vari step che riportano il ragazzo nella sua terra natia. I paesaggi sono davvero eccezionali e idilliaci, l'autore ci ha regalato il bello di un paese così particolare e unico al mondo. Mi è piaciuto lo stile del libro, quasi fosse un diario di bordo. Ho amato i personaggi secondari, in particolare Manikant (il vero eroe della storia). E' un libro vero e reale, così come la storia che racconta. Se amate i viaggi e le storie autentiche, adorerete 'Sulle tracce di un sogno'.


sabato 7 settembre 2019

[Review Tour] "Nevernight - I grandi giochi" di Jay Kristoff

Buongiorno, lettori.
Oggi continuiamo a parlare della serie 'Nevernight' con il secondo capitolo della saga.
Per fortuna, stavolta, è andata decisamente meglio.
Buona lettura!


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Mia si è conquistata un posto tra gli assassini della Chiesa Rossa, ma sono in moltia ritenere che non ne sia degna. Prima di portare a termine il suo piano di vendetta, sarà costretta a vedersela con nuovi nemici e a fronteggiare pericolose congiure.

Come vi annunciavo qualche rigo fa, questo secondo capitolo della serie mi ha colpito e conquistato molto più del primo. La storia è super dinamica e, una volta presa la mano con lo stile dell'autore, fila tutto liscio. Kristoff è riuscito a coinvolgermi, sin dalle primissime pagine a livello emotivo, oltre che mentale. Trovo che questo romanzo sia più maturo e completo rispetto al primo, continuo ad apprezzare moltissimo Mia e a scoprire nuove sfaccettature del suo personaggio. Diciamo che non sono sempre stata d'accordo con le sue decisioni, ma almeno ho compreso le sue motivazioni.

E' un percorso tutto in salita, pensavo di trovarmi di fronte ad una storia statica, ora che l'obiettivo era stato raggiunto, e invece mi sono ritrovata in mezzo ad un campo di battaglia dove i nemici sono davvero ovunque. Sono stata bombardata dalla presenza di nuovi personaggi e ho ritrovato quelli che già conoscevo. Ho scoperto che Jay Kristoff sa essere più crudele e cattivo di quanto pensassi e che probabilmente la sua malvagità non ha limiti!!! 



Mi è piaciuto molto l'individualismo della storia: è come se ogni protagonista fosse un po' l'eroe della sua storyline. Credo che Kristoff, nei panni del narratore, abbia un umorismo macabro e difficile da comprendere. Nonostante tutto, riesce anche a strappare qualche risata e ad emozionare. Il rapporto tra Ash e Mia mi ha LETTERALMENTE tenuta incollata alle pagine per la sua complessità e gli inaspettati sviluppi.. li amo, il caso è chiuso!!

Nell'epilogo viene tutto lasciato molto in sospeso ma ho già parecchie teorie sul capitolo finale che non vedo l'ora di affrontare. In conclusione, posso dirvi di proseguire con la serie, anche se come me non eravate molto convinti dal primo libro. Con 'Nevernight- I grandi giochi', si sale decisamente di livello, si entra nel vivo della storia e ci si innamora perdutamente della serie.

p.s. Jay Kristoff, quando vuoi posso consigliarti qualche specialista per tutte le turbe mentali che riversi nei tuoi libri e automaticamente, sulle menti fragili dei tuoi poveri lettori!!!