lunedì 23 ottobre 2017

[Review Tour] "L'amore mi chiede di te" di Lucrezia Scali

Buongiorno lettori,
esce oggi l'ultimo romanzo di Lucrezia Scali, "L'amore mi chiede di te", e io non vedo l'ora di parlarvene perché è stata una lettura bellissima!


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Roccamonte è una cittadina tranquilla, dove non succede mai molto. Per questo fa notizia anche l’apertura di una tisaneria: a gestirla è Selva, una ragazza arrivata da poco in paese. Considerata strana sin da piccola, per i suoi gusti diversi dalle coetanee, Selva ha un dono particolare: è brava ad aiutare chi è in difficoltà. Per qualsiasi problema, lei ha pronto un rimedio a base di erbe. Enea è il primo cittadino di Roccamonte: disponibilissimo con tutti, gentile e cordiale. Eppure assolutamente restio a lasciarsi coinvolgere. Tanto meno da Selva, con la quale Enea non sembra avere niente in comune. Ma nonostante si ripeta che deve starle alla larga, non può negare, almeno a se stesso, di esserne attratto. Quando finalmente tra i due sta per nascere qualcosa e lui pare deciso a lasciarsi andare, qualcuno fa ritorno in paese... Qualcuno che appartiene al passato di Enea.

Leggendo la trama, uno pensa di trovarsi di fronte l'ennesimo romanzetto rosa con tanto amore e poca sostanza. Ma la storia di Lucrezia Scali nasconde un mondo bellissimo che mi ha appassionata dalla prima all'ultima pagina. Sono entrata subito in sintonia con Selva e ne ho ammirato il coraggio e la determinazione. Lasciare tutto per trasferirsi in un borgo sperduto e che offre poche, o nulle, attrattive è stato un gesto quasi eroico. L'autrice la caratterizza perfettamente e non è difficile immaginarla con la sua chioma indomabile mentre sorseggia una tisana nella sua bottega. 

Il mio dono sembrava essersi arrugginito,
cosa prevedibile visto che l'avevo rinnegato 
come se si trattasse di una maledizione.
E forse lo era davvero.
L'amavo e lo odiavo, ma non potevo liberarmene.

Selva ha un dono: sente le persone, ne percepisce dettagli sconosciuti anche ai diretti interessati. E' una dote di famiglia, ma per lei è stato sempre un peso e una qualità da nascondere. Quando entra in scena il sindaco, burbero e scontroso, Enea si respira aria nuova tra le pagine. 
Enea non vuole essere amato e, pertanto, non si preoccupa minimamente dei suoi comportamenti bruschi e, se vogliamo, anche maleducati. Tra lui e Selva si scatenano scintille fin dall'inizio, ma i battibecchi continui nascondono la voglia di andare oltre e superare le delusioni del passato.

Si perde tutta la magia quando si trova un perché
ad ogni cosa.
Forse avevo dimenticato com'era bello sapere che
c'era ancora spazio per la felicità.

Tutto sembra procedere secondo i piani, fino ad un colpo di scena che, sinceramente, temevo.
La storia è un continuo susseguirsi di alti e bassi in cui la felicità sembra essere a portata di mano ma resta comunque irraggiungibile. Il piccolo borgo di Roccamonte è la cornice perfetta per questa favola moderna, una foto misteriosa aggiunge un quid al romanzo che diventa così una lettura completa. Tanti elementi si mescolano insieme in una narrazione a due voci che ci permette di conoscere i protagonisti a trecentosessanta gradi. 
Avendo letto anche gli altri due romanzi, posso affermare con certezza che questo è il lavoro migliore dell'autrice, finora. La scrittura e la costruzione della trama sono notevolmente migliorate, il libro si legge in un soffio.  Penso di non avere nessun appunto da fare perché ho amato ogni singolo aspetto della storia e sono felicissima di aver avuto l'opportunità di leggerla in anteprima.
E' un romanzo che non può mancare nelle vostre librerie, leggere per credere!


Altri romanzi dell'autrice:

- Te lo dico sottovoce  → recensione

- La distanza tra me e te → recensione


sabato 21 ottobre 2017

Recensione "Vampiro in pigiama" di Mathias Malzieu

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un romanzo straordinario e meraviglioso, "Vampiro in pigiama", una storia autobiografica dell'autore Mathias Malzieu.
Buona lettura!


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Mathias Malzieu ha sempre sognato di essere un supereroe ma, scopre, anche i supereroi si ammalano. E spesso in maniera grave, al punto da ricorrere a un trapianto, proprio come accade a Mathias. Con la stessa leggerezza e ironia di Jack e Tom Cloudman, gli eroi dei suoi romanzi precedenti, l'autore narra in prima persona le cure mediche ricevute, le degenze negli ospedali, gli incontri di grande impatto emotivo in quei luoghi freddi e asettici, ma soprattutto mette a nudo i sentimenti provati, dal dolore fisico alla rabbiosa gioia di vivere, dall'amore per i cari e per l'adorabile Rosy, al piacere di assaporare le piccole cose quotidiane: il sole, il vento, una Coca ghiacciata, la visione di un film, il gusto di un bacio. Il desiderio di creare, di fare musica, di promuovere il suo film "Jack e la meccanica del cuore", che uscirà a ridosso della diagnosi, terranno accesa la straordinaria vitalità di questo eterno bambino che non rinuncia alle sue galoppate in skateboard né ai suoi sogni. Stoico e coraggioso come un Cavaliere Jedi, affronterà questa battaglia, rinascendo per una seconda volta, grazie al sangue di un cordone ombelicale.

Con la 'Meccanica del cuore' ero rimasta molto affascinata dallo stile e dalla mente di questo straordinario scrittore. In questo romanzo, Malzieu ci apre le porte del suo cuore raccontandoci, con dolcezza e delicatezza, la sua esperienza con la malattia. 
Sono rimasta molto colpita dal modo in cui l'autore parla di questo lungo periodo insieme a Miss Damocle (un modo gentile di definire la sua diagnosi nefasta). Ho sorriso e pianto, allo stesso tempo, per tutto il romanzo. 

Tutto è da ricostruire.
Sono a terra.
Non ho più il midollo osseo.
Il mio corpo è senza motore.

I sogni di una vita, le aspirazioni e gli obiettivi diventano, per Malzieu, degli elementi da porre in secondo piano. Guarire è l'unica parola concepibile e accettabile al momento. Si trasforma, ben presto, in un 'vampiro' che riesce a sopravvivere solo grazie al sangue altrui. Il decorso della malattia è tutt'altro che semplice e nonostante l'ottimismo dirompente, ci sono momenti in cui tutto sembra perduto. E' un messaggio straordinario quello lanciato dall'autore, così come lo è il comportamento che adotta per affrontare il lungo calvario. 

Farmi salvare la vita
è l'avventura più straordinaria 
che mi sia mai capitata.

L'amore, la fantasia e la scrittura sono la terapia migliore per guarire e per sperare nel miracolo. 
Ho adorato ogni singola pagina del romanzo, avrei voluto che non finisse mai. Mi è piaciuta l'analogia con Jack, protagonista de 'La meccanica del cuore', in un certo senso il personaggio dà forza all'autore che l'ha creato. 
E' un libro di nuovi inizi, di rinascita. Perché dopo la tempesta viene sempre il sereno.
Non credo di riuscire a trovare parole sufficienti per esprimere a pieno la bellezza di questo libro.
Mi limito solo a dirvi che è una storia straordinaria, che mi ha arricchita ed emozionata come poche altre.



venerdì 20 ottobre 2017

[Review Party] "La piccola bottega del tè" di Caroline Roberts

Buongiorno lettori,
oggi ho il piacere di parlarvi de "La piccola bottega del tè" di Caroline Roberts.
Buona lettura!


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Ellie Hall ha un solo desiderio: dimenticare la vita di città e dedicarsi con amore alla piccola bottega del tè di Claverham Castle, per realizzare il suo sogno di bambina. Niente più noiosi calcoli al computer, finalmente: nelle sue giornate ci saranno solo tazze fumanti accompagnate da torte e biscottini, e amabili chiacchiere con i clienti. Tutto questo è però guastato dallo scorbutico Lord Henry, proprietario del castello, contrario ad aprire le porte della propria dimora ai visitatori. Ma Ellie non ha alcuna intenzione di perdere ciò per cui ha tanto lottato e così, cupcake dopo cupcake, con la sua bottega conquista il cuore degli abitanti, e i suoi dolci diventano l’attrattiva principale del posto. Ora tutto quello che manca nella vita di Ellie è un pizzico di romanticismo: sarà forse Joe, lo scontroso amministratore della tenuta, a donarle un po’ di inaspettata dolcezza?

Sono rimasta subito incantata dalla copertina deliziosa di questo romanzo. Leggendolo, non ho potuto non confermare l'idea iniziale: è una storia molto, molto carina.
Ellie è una donna ambiziosa e sognatrice, abbandona un lavoro stabile e sicuro per aprire una sala da tè in un antico maniero.. una scelta, senza dubbio, coraggiosa. Con Joe, è subito amore/odio. In effetti, Joe si presenta come un uomo scontroso, quasi arrogante, ma decisamente affascinante.
Ho apprezzato molto il fatto che la sala da tè, argomento principale del libro, non sia passata in secondo piano per il tema romantico.

Oh, caspita, nel giro di due settimane avrebbe abitato in un castello.
Stava di nuovo saltellando.
All'improvviso si sentiva come Cenerentola.

Le descrizioni del castello e paesaggistiche sono un plus non indifferente nel libro. Ho letto alcune pagine con occhi sognanti e con una voglia pazzesca di degustare un buon tè caldo nella sala del castello insieme ai buonissimi dolcetti di Ellie. Nella seconda parte del romanzo, si aggiunge un po' di pepe alla relazione tra Joe ed Ellie e la situazione si fa davvero bollente. E' divertente vedere l'evolversi di questo rapporto e la voglia, da parte di entrambi, di superare i propri limiti per far funzionare le cose.

Alla fine, rimasero lì seduti vicini,
lei appoggiata a lui, il braccio di lui intorno a lei, 
godendo del calore dei loro corpi uniti contro il freddo della brezza.

La figura di Lord Henry, il padrone del castello, rimane enigmatica fino alla fine ma è un personaggio che ho apprezzato, nonostante il suo essere sfuggente. Ringrazio l'autrice per la sorpresina finale, devo dire che ci speravo molto in un regalo del genere.

La vita era bella.
Così meravigliosamente bella, 
che ogni tanto sentiva di doversi dare un pizzicotto.

Lo stile dell'autrice è molto elegante e ricercato, la narrazione è scorrevole e coinvolgente. E' facile lasciarsi incantare dalla magia delle parole e delle descrizioni di dolcetti, luoghi stupendi ed emozioni intense. E' una lettura piacevole e leggera, capace di far estraniare la mente per qualche ora. 
E' una storia come tante, di certo non è un romanzo che lascia il segno o sconvolge, ma nella sua normalità mi è piaciuta molto.
Ne consiglio la lettura!



giovedì 19 ottobre 2017

[Blogtour] "La rilegatrice di storie perdute" di Cristina Caboni

Buongiorno lettori,
si conclude oggi il tour dedicato all'ultimo romanzo di Cristina Caboni, "La rilegatrice di storie perdute". Siamo partiti alla scoperta delle librerie più belle di Roma su Everpop (QUI), passando poi da Monaco su Regin La Radiosa (QUI) e infine di Vienna su Devilishly Stylish (QUI).
In questa ultima tappa, abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda all'autrice e questo è il risultato, buona lettura!


Domanda. Il peregrinare dei protagonisti è una metafora di un viaggio più significativo e profondo?

Risposta- Sì, perché ogni volta che reagiamo a qualcosa riusciamo a conoscerci un po' più a fondo. Attraverso le nostre azioni riusciamo a capire chi siamo perché ci interfacciamo con cose inaspettate.
Tutto quello che accade ci porta ad un viaggio verso la conoscenza di noi stessi e verso la consapevolezza. Per questo, nei miei romanzi, ci sono sempre degli spostamenti verso un qualcosa di idealizzato, è un viaggio all'interno di noi stessi.

Ti rappresenta più Clarice o Sofia?

Mi sono identificata più con Clarice, me la sentivo proprio sotto la pelle.

Forse perché Clarice è più combattiva di Sofia...

Sì, ma non solo. E' proprio il suo modo di vedere la vita. E' così generosa e capace di trovare il buono ovunque. E' interessata alle cose belle, tanto da volerle a tutti i costi: nonostante il pericolo, si reca dal rilegatore per imparare a fare la rilegatrice perché è il suo sogno.
E' una donna che combatte per le sue idee.

Scrivi romanzi sempre al femminile. C'è un motivo particolare dietro questa scelta?

La psicologia femminile, per me, è più facile da affrontare. Trovo che il mondo delle donne sia molto affascinante. Hanno capacità di adattamento e di rinascita straordinarie. Con questo romanzo, credo di aver reso giustizia anche agli uomini. Tomaso è un personaggio fantastico, è quasi un co-protagonista in questo libro. 

I tuoi libri trattano temi particolari e specifici. Quanto lavoro di ricerca c'è dietro?

Il lavoro di ricerca dura molti mesi ed è fondamentale altrimenti non posso iniziare la storia che ho in testa. A seconda dell'argomento, la storia può andare in un modo o in un altro.
La parte preliminare è la più complessa e la più intensa perché richiede più fatica.

Puoi anticiparci qualcosa sul tuo prossimo progetto?

Sarà un'esperienza al femminile con personaggi molto forti, anche al maschile.
Spero di terminarlo per il prossimo anno!


Spero vi siate divertiti a leggere l'intervista, ora è arrivato il momento di dirmi cosa pensate del romanzo (trovate la mia recensione, QUI) e del blogtour preparato da me e dai miei colleghi.
Se avete perso qualche tappa, vi allego il calendario per recuperarle.



Non perdete la possibilità di vincere una copia del libro.
Per partecipare al giveaway vi basterà:

- Commentare tutte le tappe
- Seguire la pagina Facebook dell'autrice → QUI

Per rendere tutto più pratico, vi basterà compilare il form sottostante ↴


a Rafflecopter giveaway

mercoledì 18 ottobre 2017

Recensione "Hex - la maledizione" di Thomas Olde Heuvelt

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un romanzo che mi ha tolto il sonno per più di una notte e non per dolci sogni o momenti di passione.
Vi porto con me a Black Spring tra le pagine di "Hex- la maledizione".
Buona lettura!


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Apparentemente tutto è tranquillo, a Black Spring. Ma sulla cittadina immersa nel verde della valle dell’Hudson aleggia un’inquietante presenza: lo spettro di Katherine van Wyler, la strega di Black Rock. Braccia incatenate, occhi e labbra cuciti, da più di trecento anni si aggira per le strade della città, entra nelle case, mormora litanie incomprensibili e veglia sui bambini addormentati. Ma non solo; gli abitanti di Black Spring sanno fin troppo bene che convivere con Katherine significa rispettare alcune precise regole: mai avvicinarsi troppo, mai parlare di lei con chi viene da fuori e mai, per nessun motivo, uscire dalla città. La punizione per chi trasgredisce è terribile: si viene colti da un impulso suicida violentissimo e incontrollabile. Sottrarsi al potere della strega è il desiderio di tutti. Ma chi l’ha fatto non è vissuto abbastanza a lungo per raccontarlo.
Però adesso qualcuno è esasperato da quel potere. Qualcuno ha deciso di ribellarsi, di affrontare l’antica maledizione. Qualcuno è disposto a sfidare la strega di Black Rock. Anche se ciò significa scatenare una serie di eventi devastanti…

Partendo dal presupposto che ho iniziato a leggere il libro alle dieci di sera, vi garantisco che alla quinta pagina avevo già un'ansia addosso non indifferente. Perciò il primo consiglio che posso darvi è di leggerlo di giorno o in luogo pieno di gente e illuminato. La storia di Black Spring è inquietante come poche altre, il male raccontato dall'autore è palpabile e vi sembrerà di vedere Katherine ovunque. Nel libro ci sono un numero considerevole di personaggi, tutta la città è protagonista in un certo senso, ma ci sono comunque un paio di personalità che si contraddistinguono .

Ci si adattava, si facevano sacrifici. Per i figli o per amore.
A causa di una malattia o di un incidente.
A volte perché subentravano sogni nuovi, diversi... 
e a volte per colpa di Black Spring.

Gli abitanti sono confinati in città, prigionieri di un'antica maledizione e in attesa di una vendetta non meglio precisata. L'atmosfera cupa e claustrofobica è a livelli massimi. Pur sapendo che si tratta di una finzione, mi sono ritrovata più volte e smettere di leggere per quanto sono vivide le immagini e gli avvenimenti riportati dall'autore. La suspense cresce pagina dopo pagina, così come la voglia di scoprire la verità e far luce sul passato di questa città maledetta.

Il boia si mise alle sue spalle.
Le campane continuarono a suonare.
La gente si leccò le labbra.
La gente chiuse gli occhi.
La gente pregò.

L'organizzazione 'Hex' , che dà il nome al romanzo, è una curiosa unione di cittadini che tentano in ogni modo di arginare il problema, invece che affrontarlo. Le ferree linee guida e il regolamento imposto, non possono nulla contro la voglia di sapere ma, soprattutto, di liberarsi una volta per tutte della vecchia Katherine. Io ho fatto il tifo per i ragazzi e per i loro tentativi di porre fine a decenni di vita da reclusi.

La gente di Black Spring si era attirata addosso quella catastrofe: 
erano loro a essere malvagi, una malvagità del tutto umana. 

Tradizioni, esoterismo e maledizioni vengono mescolate insieme in un mix letale ma terribilmente affascinante e curioso. L'autore mi ha tenuta incollata alla pagine con il fiato sospeso e mi ha causato, più di una volta, aritmie cardiache medio gravi per la troppa suspense. 
Da tempo non mi confrontavo con una storia simile e, nonostante abbia rischiato l'infarto e abbia passato notti insonni, devo ammettere che è stata una lettura fantastica.
Armatevi di coraggio e scoprite cosa si nasconde tra le tetre vie di Black Spring.



martedì 17 ottobre 2017

Recensione "La rilegatrice di storie perdute" di Cristina Caboni

Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi dell'ultimo romanzo di un'autrice che adoro.
Si tratta de "La rilegatrice di storie perdute", di Cristina Caboni.
Buona lettura!


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La copertina finemente lavorata avvolge le pagine ingiallite dal tempo. Con gesti delicati ed esperti Sofia sfiora la pelle e la carta per restaurare il libro e riportarlo al suo antico splendore. La legatoria è la sua passione. Solo così riesce a non pensare alla sua vita che le sta scivolando di mano giorno dopo giorno. Quando arriva il momento di lavorare sulle controguardie, il respiro di Sofia si ferma: al loro interno nascondono una sorpresa. Nascondono una pagina scritta a mano: è la storia di una donna, Clarice, appassionata di arte e di libri. Un'abile rilegatrice vissuta nel primo Ottocento, quando alle donne era proibito esercitare quella professione. Una donna che ha lottato per la sua indipendenza. Alla luce fioca di una candela ha affidato a quel libro un messaggio lanciato nel mare del tempo, e una sfida che può condurre a uno straordinario ritrovamento chi la raccoglierà. Sofia non può credere al tesoro che ha tra le mani. Quella donna sembra parlare al suo cuore, ai suoi desideri traditi. È decisa a scoprire chi sia, e quale sia il suo segreto. Ad aiutarla a far luce su questo mistero sarà Tomaso Leoni, un famoso cacciatore di libri antichi ed esperto di grafologia. Insieme seguono gli indizi che trovano pagina dopo pagina, riga dopo riga, città dopo città. Sono i libri a sceglierci, e quel libro ha scelto Sofia. Dopo più di duecento anni, solo lei può ridare voce a Clarice. E solo la storia di Clarice può ridare a Sofia la speranza che aveva perduto. Perché la strada per la libertà di una donna è piena di ostacoli, ma non bisogna mai smettere di mirare all'orizzonte.


La duplice storia di Clarice e Sofia mi ha colpita e affascinata moltissimo. La Caboni ci abituati a romanzi straordinari e interessanti che hanno sempre un tema originale attorno al quale ruota l'intera vicenda. In questa storia si parla di libri e di un mistero nascosto tra le pagine di una antica collezione letteraria. Ho apprezzato entrambe le protagoniste, per motivi diversi. Sono due modelli femminili di forza e passione che hanno bisogno una dell'altra per completarsi e garantire il finale perfetto.

Guarda Clarice, i libri non sono solo storie.
Tutto in essi è arte. Sai cos'è l'arte, mia piccola principessa?
(...) E' una delle massime espressioni dell'ingegno umano, tesoro.
E' la creatività. Senza, saremmo ben poco.

Nonostante siano separate da secoli di distanza, Clarice e Sofia sono fortemente collegate dalla stessa passione e dalla stessa personalità. Tomaso Leoni, un grafologo dal fascino indiscutibile, si è dimostrato un'ottima spalla per Sofia e un personaggio interessante e completo. Il tema romantico è trattato con delicatezza ma è il vero motore della storia. E' una romanzo appassionante, in ogni sua parte. L'autrice dimostra una profonda conoscenza della materia in questione e ne descrive ogni piccola sfumatura. Sembra quasi di poter sentire sotto le mani la pelle levigata di una copertina e l'odore inconfondibile delle pagine grazie alle vivide e dettagliate caratterizzazioni.

Non c'è nulla che ti possa rendere libera quanto un libro.
Nelle sue pagine troverai sempre uno spazio.
Sarai tu a decidere come utilizzarlo.

Ho letto tutti i libri di questa autrice perciò conosco bene l'elegante e ricercata scrittura che accompagna i suoi romanzi. Quello che non mi aspettavo, era trovare una storia in grado di superare tutte le precedenti e che ho divorato nel giro di qualche ora.
E' stato bellissimo viaggiare per mezza Europa, scoprire misteri e segreti sepolti tra le pagine di libri perduti, è una storia dal ritmo travolgente che promuovo a pieni voti.
Consigliatissima!


Altri romanzi dell'autrice:

- Il sentiero dei profumi → Recensione

- La custode del miele e delle api → Recensione

- Il giardino dei fiori segreti → Recensione




lunedì 16 ottobre 2017

Recensione "Magic" di V.E. Schwab

Buongiorno a tutti,
oggi parliamo di una delle ultime uscite interessanti di Newton Compton, "Magic", firmato dalla penna di V.E. Schwab.
Buona lettura!


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Kell è uno degli ultimi maghi della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, nelle quali accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Grigia, la più noiosa delle versioni di Londra, quella priva di magia. Ma Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere piccoli scorci di realtà ai quali, solo con le proprie forze, non avrebbero mai accesso. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale, e infine lo convince a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se vuoi continuare a giocare prima di tutto devi imparare a sopravvivere…

Ho sentito parlare benissimo del libro, perciò non potevo non leggerlo per scoprire il risultato della mente geniale della Schwab. Il libro è un urban fantasy ambientato in diverse versioni di Londra.
Kell è un mago, uno degli ultimi rimasti. La sua capacità di attraversare le varie dimensioni, lo rende prezioso e lo pone in costante pericolo. Non si scherza con la magia e i suoi elementi, Kell lo sa bene, ma l'uomo sottovaluta i pericoli derivanti da oggetti magici.


Ho apprezzato molto anche il personaggio di Lila e la strana alchimia che si viene a creare con Kell. 
La narrazione, pur spostandosi di continuo tra una Londra e l'altra, è molto chiara e lineare. Ogni versione della città ha una sua caratteristica e un suo ruolo nello stato delle cose. Gli abitanti sono confinati nei loro mondi e costretti a vivere secondo le regole del posto a cui appartengono. La battaglia di Kell per impedire il collasso del sistema è una corsa al cardiopalma.


Dopo un inizio confusionario, la storia prende il via e acquista un ritmo appassionante.
Ho terminato il libro in un lampo spinta da una curiosità crescente, mi è piaciuto il fatto di vedere due personaggi alla pari e incredibilmente affascinanti. E' un libro coinvolgente al massimo che conferma la bravura di un'autrice straordinaria e dalla fervida immaginazione.
Consigliatissimo agli amanti del genere e non.




sabato 14 ottobre 2017

[Segnalazione] "L'una di Ferragosto" di Michele Renzullo

Buongiorno a tutti,
oggi vi segnalo un romanzo interessante direttamente dal mondo del self publishing.
Si tratta de "L'una di Ferragosto", quarto libro di Michele Renzullo.
Scopriamo insieme copertina e trama.
Buona lettura!


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Questa è la storia di Patrik, un ingegnere informatico, la cui programmatica vita in Finlandia sta cominciando a non rispondere più ai soliti comandi. La carriera, la fidanzata, la famiglia: tutto sembra disconnettersi dalla quotidianità e perdere senso. Ma è anche la storia di Dona Lucelia, una sacerdotessa brasiliana della religione Candomblè, alle prese con una minaccia che incombe su suo nipote Pedro e su tutta la sua numerosa famiglia. I colori, i sapori, gli odori della Bahia degli anni ‘70 fanno da sfondo alle vicende di questa dinastia. Le due storie si intrecciano tra di loro a capitoli alterni, fino a quando Patrik tocca il fondo e trova il punto di svolta, partendo per il Brasile e svelando la relazione tra due mondi così diversi e così distanti.


L'AUTORE:

Michele Renzullo nasce a Milano. 
Da 7 anni vive a Dublino. 
E' appassionato di arte, scrittura, marketing e imprenditorialità. 
L'una di Ferragosto è il suo quarto romanzo. 

venerdì 13 ottobre 2017

[Baby's Book] "Addio, Fairy Oak" di Elisabetta Gnone

Buongiorno lettori,
oggi torno a parlarvi di libri per bambini/ragazzi con l'ultimo libro della serie 'I misteri di Fairy Oak' firmata dalla brillante penna di Elisabetta Gnone.
Buona lettura!


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Felì è tornata a casa. Nei quindici anni che ha trascorso lontano, ha sempre scritto alle compagne rimaste a casa, descrivendo il villaggio, le bambine e tutte le incredibili avventure che viveva con loro e i loro fantastici amici. Al punto che ora le fate vogliono saperne di più, desiderano che lei racconti ancora, anzi, che non smetta mai! Chiedono altre storie, nuovi aneddoti, di sapere tutto del villaggio della Quercia Fatata e dei suoi abitanti. Felì accetta di buon grado e promette quattro nuovi racconti: le permetteranno di restare in compagnia dei suoi ricordi e di rivivere quei bellissimi giorni. Sì, ma per quanto ancora? Prima o poi dovrà separarsi dal passato e affrontare il futuro. Lei lo sa, e ora, che manca solo un racconto, sente il cuore batterle forte: riuscirà a dire addio a Fairy Oak? La sua ultima storia è intensa e commovente, e tuttavia cela un mistero, e svela una profezia... 

Il momento tanto atteso e temuto è arrivato, l'ultimo libro della serie di Fairy Oak è stato un mix di emozioni e magia. L'autrice ci ha regalato uno splendido epilogo, leggermente più lungo rispetto ai romanzi precedenti.
Il punto forte del libro è, come per gli altri, tutta la parte illustrata e curatissima dell'edizione. 
Felì è la protagonista assoluta della storia, il suo addio al magico mondo di Fairy Oak è ormai imminente o non più procrastinabile. L'ultimo racconto è emozionante e carico di nuovi aneddoti e misteri.


La narrazione scorrevolissima e leggera, ci regala una carrellata veloce di tutti i personaggi incontrati nei vari libri, salutiamo così le gemelle, Capitan Grisam, Flox e tanti altri.
Le descrizioni sono sempre ricche di dettagli e molto allegre.
Questa serie ci ha insegnato i valori più importanti della vita in maniera allegra e spensierata. 


L'epilogo è commovente ma inaspettato. Non sono sicura che non sentiremo più parlare di Fairy Oak ma, per il momento, il nostro viaggio si conclude.
Consigliatissimo per i vostri bimbi ma anche per i lettori che non smettono mai di sognare grazie alla magia dei libri.
Da Fairy Oak è tutto, grazie Elisabetta Gnone!


Nelle puntate precedenti:

- Capitan Grisam e l'amore > QUI

- Gli incantevoli giorni di Shirley > QUI

- Flox sorride in autunno > QUI





giovedì 12 ottobre 2017

Recensione "Il castello Rackrent" di Maria Edgeworth

Buongiorno a tutti,
anche oggi vi parlo di un romanzo storico molto interessante edito da Fazi Editore, una casa editrice che è sempre una garanzia su questo genere.
Il libro in questione è "Il castello Rackrent" firmato da Maria Edgeworth.
Buona lettura!


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Thady Quirk è il vecchio servitore di un'antica famiglia anglo-irlandese. Nel corso della sua lunga vita trascorsa al castello Rackrent (letteralmente il castello "arraffa-affitti") ha assistito alla progressiva decadenza dei suoi aristocratici padroni: Sir Patrick, che riempie la casa di ospiti e si ubriaca fino alla morte; Sir Murtagh, il suo erede, un "grande avvocato" che rifiuta di pagare i debiti di Sir Patrick "per una questione d'onore"; e Sir Kit, giocatore d'azzardo che alla fine vende la proprietà al figlio di Thady. Generazione dopo generazione, il graduale declino della famiglia diventa la simbolica premonizione dei profondi cambiamenti che investiranno la società irlandese e dei problemi che, a oltre duecento anni di distanza, sono ancora ben lontani dall'essere risolti.

Questo romanzo è un dettagliato spaccato di vita quotidiana di un'antica famiglia irlandese.
La voce narrante è il vecchio servitore del castello, Thady Quirk, spettatore di tanti siparietti sconosciuti agli occhi esterni. La famiglia proprietaria del castello è trascinata in una spirale discendente fatta di debiti e scandali mal celati. 
I vari personaggi che si susseguono sono numerosi e dalle personalità variopinte e particolari. 
Tra tutti, l'unico degno di nota e che mi ha ispirato una certa simpatia è Sir Kit, un giocatore d'azzardo incallito che segnerà la rovina definitiva per questa famiglia.
Lo stile dell'autrice è consono all'epoca ma risulta di non facile lettura, il glossario finale è fondamentale per riprendere un po' le sorti di un romanzo di difficile comprensione.
Tante frasi e metafore confermano la bravura dell'autrice e ne caratterizzano lo stile.
Pur trattandosi di una storia brevissima, ho apprezzato la trama e i modi diretti ma ironici del narratore. 
Le uniche cose che non mi hanno permesso di apprezzare a pieno il romanzo, sono state la prosa impegnativa e la poca o nulla caratterizzazione dei personaggi. In compenso l'ambientazione è stata ampiamente descritta, il castello e l'atmosfera che aleggia intorno ad esso è molto affascinante .
E' stata una lettura carina ma ideale solo per appassionati del genere o dell'epoca storica.



mercoledì 11 ottobre 2017

Recensione "Il giardino di Elizabeth" di Elizabeth Von Armin

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di una riedizione bellissima di Fazi Editore.
Il titolo in questione è "Il giardino di Elizabeth", un romanzo senza tempo completamente rinnovato e riportato alla luce con una cover pazzesca che adoro moltissimo.
Buona lettura!


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In fuga dall’opprimente vita di città, l’aristocratica Elizabeth si stabilisce nell’ex convento di proprietà del marito, un luogo isolato e carico di storia in Pomerania. A vivacizzare le giornate della signora ci sono le tre figlie – la bimba di aprile, la bimba di maggio e la bimba di giugno –, le amiche Irais e Minora, ospiti più o meno gradite con le quali intrattiene conversazioni brillanti e conflittuali, sempre in bilico fra solidarietà e rivalità femminile, e poi c’è lui, l’Uomo della collera, «colui che detiene il diritto di manifestarsi quando e come più gli piace». Ma soprattutto c’è il giardino, una vera e propria oasi di cui Elizabeth si innamora perdutamente. Estasiata dalla pace e dalla tranquillità del luogo, trascorre le ore da sola con un libro in mano, immersa nei colori, nei profumi e nei silenzi, cibandosi soltanto di insalata e tè consumati all’ombra dei lillà. Mentre le stagioni si susseguono, Elizabeth ritrova se stessa, i suoi spazi, i suoi ricordi e la sua libertà. Una storia che ha molto di autobiografico narrata da una donna più avanti del suo tempo: una donna di mondo coraggiosa e irriverente che parla a tutte le donne di oggi. Uscito per la prima volta nel 1898 in forma anonima, Il giardino di Elizabeth, primo romanzo di Elizabeth von Arnim, ebbe da subito un successo clamoroso. Presentato qui in una versione integrale fino a ora inedita in Italia, è un romanzo del passato che colpisce per la sua modernità.

La cosa che mi ha conquistato immediatamente del romanzo, prima di leggere la trama o sfogliare qualche pagina, è stata la meravigliosa copertina che si sposa perfettamente con il titolo di questa autobiografia. Il romanzo è ambientato, più o meno, agli inizi del '900 ma racconta verità valide tuttora. Elizabeth, protagonista assoluta, è incantevole nell'aspetto e nel comportamento. Leggendo il suo diario, ci accorgiamo delle meraviglie di cui si circondava nonostante fosse una cosa inconsueta per una donna dell'epoca, nella sua posizione sociale per giunta. Eppure la bellezza e la gioia, per la giovane Elizabeth, risiede in un semplice e coloratissimo giardino descritto, nel romanzo, con appellativi deliziosi capaci di renderlo amabile a chiunque.

Ora che si è sparsa la voce che passo le giornate fuori casa con un libro in mano,
tutti sono convinti che io sia, per dirlo in modo educato,
eccessivamente eccentrica, e non c'è anima viva che mi abbia visto ancora cucire o spignattare.

Di mente aperta e progressista, Elizabeth descrive molto bene il disagio e le discrepanze di pensiero con tutti quelli che la circondano: dalla figlie, al marito e, per finire, alla servitù. La sua solitudine è palpabile ma non esasperata. Non è una protagonista sprovveduta o affetta da vittimismo patologico, anzi. Le riflessioni più intime delle sua mente, che ha voluto gentilmente condividere con noi lettori, sono molto ironiche e simpatiche.
Il suo amore per i libri è un valore aggiunto ad un personaggio già straordinario.

E' in giardino che mi addoloro per la meschinità che ho dentro e per certi pensieri egoisti
che sono assai peggiori di come li percepisco. 
E' là che tutti i miei peccati e le mie scempiaggini sono perdonati.

Il giardino è l'elemento fondamentale sia per la vita di Elizabeth che, di riflesso, per il romanzo.
E' un fedele confessore e un rifugio sicuro dalle brutture del mondo e, come vi accennavo prima, viene descritto in maniera dolcissima e curata. Ne resterete senza dubbio affascinati.
Per quanto riguarda lo stile dell'autrice, ci troviamo davanti un vero e proprio diario scandito da giorni e riflessioni di una donna imprigionata in un'epoca che non era ancora pronta per un certo tipo di idee.

Ho fiducia di poter meritare sempre più la benedizione che raccolgo a piene mani nel mio giardino, e spero di crescere in grazia, pazienza e allegria proprio come i fiori felici che amo così tanto.

Un libro assolutamente da scoprire e che sono contenta di aver letto. 
Questa donna mi ha dato moltissimo, nel giro di poche pagine, perciò l'unico modo che ho per sdebitarmi, è consigliarvi spassionatamente di leggere la storia della sua vita e ammirare il suo meraviglioso giardino.



martedì 10 ottobre 2017

Novità in libreria!

Buon pomeriggio lettori,
oggi vi segnalo due libri interessanti, in uscita il 12 Ottobre, per Fanucci Editore e TimeCrime.
Buona lettura!


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Autonomous, QUI
Ossessione, QUI


Autonomous, di Annalee Newitz

Terra, 2144. Judith ‘Jack’ Chen è una vera e propria scienziata-pirata: la sua base operativa è un sottomarino, la sua missione piratare costosi farmaci e produrne delle alternative a basso costo, accessibili a tutti. Una sorta di Robin Hood in un mondo dominato dalle case farmaceutiche. Eppure, qualcosa è andato storto con la sua ultima partita di Zacuity: coloro che ne hanno fatto uso, sono andati incontro a effetti collaterali imprevisti, ridotti a veri e propri automi costretti ad azioni meccaniche e ripetitive che conducono la mente alla follia. Jack sa che se il farmaco da lei messo a punto si diffondesse, l’umanità intera ne sarebbe minacciata. Sulle tracce della scienziata, una coppia alquanto improbabile al soldo delle case farmaceutiche: Eliasz, un tormentato agente sotto copertura, e il suo fedele partner Paladin, un robot. Sarà nella frenetica ricerca di informazioni sul misterioso e potente farmaco di Jack che Eliasz e Paladin riusciranno a stabilire un legame inaspettato, oltre i confini tracciati dalle loro nature così diverse.



Ossessione, di Nora Roberts

Naomi Bowes ha perso la sua innocenza il giorno in cui ha seguito il padre nel bosco, scoprendo la portata degli orribili crimini commessi dall’uomo. Da allora la felicità per lei è un lontano ricordo. Col passare degli anni, però, è riuscita ad andare avanti e a ricostruirsi una nuova vita a chilometri di distanza da tutto ciò che rappresenta il suo passato. Oggi è una fotografa di successo e vive, sotto il nome di Naomi Carson, in una vecchia casa disordinata, il luogo perfetto per un’esistenza anonima e silenziosa. Grazie all’aiuto dei gentili abitanti di Sunrise Cove, in particolare del determinato Xander Keaton, Naomi riuscirà a poco a poco ad abbattere ogni muro e liberarsi della solitudine che da sempre la accompagna. Uno spiraglio di luce e speranza farà capolino nella sua vita, insieme alla voglia di poter vivere come ha sempre desiderato. Ma le colpe di suo padre rischiano di diventare un’ossessione: in città, qualcuno conosce i suoi segreti e a Naomi non resta che scoprire l’identità del proprio persecutore prima che sia troppo tardi...


Cosa ne pensate? A me ispirano moltissimo!


Recensione "Amore carbonaro" di Mila Orlando

Buongiorno cuori librosi,
anche il titolo di oggi appartiene alla collana 'Chef per amore', pubblicata da Leggeditore.
Il protagonista della recensione è 'Amore carbonaro', di Mila Orlando.
Buona lettura!


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Anna Lorenzi è una donna dalle mille risorse, capace di destreggiarsi tra lavoro, impegni quotidiani e una figlia adolescente avuta troppo presto e dall’uomo sbagliato. Ma c’è una cosa che proprio non le riesce: cucinare. L’unico piatto che raccoglie consensi da parte dei suoi ospiti sono gli spaghetti alla carbonara, il cavallo di battaglia di Anna. Per questo motivo, come regalo di compleanno, sua figlia Claudia decide di iscriverla alle lezioni di cucina tenute da un famoso chef. Ma tra i compagni di corso Anna si ritrova Giacomo Landi, un collega che come lei ambisce a diventare direttore operativo della azienda per cui lavorano, la Star Event. Come per magia, in cucina i vecchi rancori sembrano messi da parte e i due provano addirittura a realizzare un progetto comune per l’acquisizione di un nuovo cliente. Ma a lungo andare le cose non proseguono per il verso giusto, la tensione tra Anna e Giacomo si riaccende e arriva inevitabile il momento per chiarire ogni malinteso oppure chiudere i rapporti per sempre... 

Una parola per descrivere Anna? Multitasking! 
Mamma single, donna in carriera e amica più o meno perfetta. Tutto nella sua vita è organizzato in maniera quasi maniacale per non restare mai impreparata di fronte agli imprevisti.
Tra un piatto di carbonara e l'altro (giuro che ho avuto voglia di mangiarla per tutto il tempo!), organizza evanti e cerca di ottenere la sospirata promozione. Mi è piaciuta moltissimo, non ha sbagliato un colpo per tutto il romanzo portando avanti alla perfezione un modello giusto e positivo di donna e mamma. 
Una parola per descrivere Giacomo? Figo! C'è poco da dire e da fare. Mi ha anche sfatato il mito del bello che non balla (cucina benissimo, per la cronaca) super promosso anche lui.
La trama sembrava un tantino stereotipata e già vista e rivista, invece l'autrice ha posizionato qualche elemento innovativo nei momenti giusti rendendo tutto più divertente e originale.
Ho già avuto modo di leggere qualche lavoro dell'autrice, pertanto non posso che conformare l'ottima capacità descrittiva e narrativa, carinissimi i dialoghi e anche la cura per gli elementi più marginali della storia come i personaggi secondari o momenti di nicchia tra un'azione e l'altra.
Ho divorato la lettura in una tranquilla serata sul divano e mi è piaciuta moltissimo.
Il tema culinario, che lega l'intera collana, è presente ma non predominante. C'è tutta una storia che si sviluppa intorno alla (buonissima) carbonara di Anna, è un romanzo indubbiamente molto carino e divertente da leggere, non posso non promuoverlo.
E adesso di corsa al supermercato, oggi carbonara per pranzo!



lunedì 9 ottobre 2017

Recensione "Dolce risveglio" di Donatella Perullo

Buongiorno lettori,
iniziamo la settimana parlando della collana Leggereditore, 'Chef per amore'.
In particolare, vi racconto il romanzo di Donatella Perullo "Dolce risveglio".
Buona lettura!


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Gilia è una studentessa universitaria che si mantiene lavorando nel tempo libero. Il suo sogno è aprire una pasticceria letteraria ma l’obiettivo adesso è superare l’ultimo esame che la separa dalla tanto sognata laurea in lettere. Lontana dai genitori, il suo punto di riferimento a Napoli è Abeba, sua migliore amica e personal chef. È grazie a lei che ha conosciuto Mario, laureando in legge e suo fidanzato da due anni. Ma proprio quando si sente all’apice della felicità e soddisfazione, le cade il mondo addosso. Mario di punto in bianco decide di lasciarla per la figlia di un noto avvocato di Napoli, nella speranza di fare carriera. Distrutta e incapace di reagire, Gilia sta per abbandonare i sogni di una vita quando Abeba le propone di aiutarla a organizzare una cena che le è stata affidata. Il suo compito sarà preparare il dessert richiesto dagli ospiti: una delizia al limone. Ma la serata le riserverà anche una dolce sorpresa: Matteo. L’incontro tra i due scatena un’attrazione profonda e immediata, che entrambi si sforzano di ignorare. Saranno in grado di lasciarsi il passato alle spalle e abbandonarsi al risveglio del cuore? Vecchie ferite e delusioni troveranno conforto nella magia del profumo di limone...

La storia di Gilia è una storia come un'altra, è una ragazza con i piedi per terra che sogna un futuro roseo e pieno d'amore con lo storico fidanzato. Quando tutto questo le viene strappato via, in un episodio al limite del tragicomico, decide di ripartire da zero grazie alla sua grande passione per il mondo della cucina, i dolci in particolare.

Gilia ebbe la strana sensazione di aver compiuto un passo decisivo per la sua vita.
Era solo un lavoro, l'occasione per ricominciare, 
eppure le sembrò di aver appena deciso il proprio futuro.

Galeotto fu un dolce per un incontro di quelli che cambiano la vita. 
Matteo è un padre single che crede poco nell'amore e non ha tempo da perdere, entrambi non hanno nessunissima intenzione di imbarcarsi in nuove relazioni e, pertanto, si limitano a cucinare (lei) e degustare (lui). La narrazione è un susseguirsi di momenti dolcissimi che fanno ben sperare e altri che sembrano allontanarli inesorabilmente.

La verità è che ogni volta che ho permesso a una donna
di avvicinarsi, lei si è sentita in diritto di giudicare e ha provato
a decidere per me.

Nonostante l'esiguo numero di pagine, ho trovato una storia completa e ben articolata. Non mancano i colpi di scena e le rivincite personali. I nostri due protagonisti non cedono subito all'inevitabile, ma lottano contro sé stessi e contro i pregiudizi. Temevo di trovare un romanzo eccessivamente sdolcinato e stucchevole ma l'unica cosa ad alto tasso di zuccheri del libro sono solo i dolci.

Gilia sentì di nuovo il cuore prendere la rincorsa e saltellare di gioia,
ma questa volta non tentò di calmarlo, lo lasciò libero di andare e godersi
senza freni le emozioni.

Una piccola delizia per gli occhi, mi è piaciuta moltissimo come storia. Da sempre apprezzo la Perullo come autrice e l'ho trovata perfetta anche in questa veste.
Il romanzo si legge in un lampo grazie ad una scrittura fresca e briosa e una narrazione scorrevole.
Ne consiglio la lettura!



sabato 7 ottobre 2017

Il ritorno di Megan Collins - "Obsession. Ossessione d'amore"



Buon pomeriggio lettori,
torna in libreria Megan Collins, un'affermata scrittrice di romance nelle sue varie sfumature e accezioni. L'autrice si è fatta strada da sola affidandosi al suo talento e al self publishing ottenendo ottimi risultati. I suoi romanzi più conosciuti sono: 'Basta un istante per ritrovarsi", "Non posso perderti" e la duologia "Sin and Darkness".
Il suo ultimo lavoro è un dark romance che mi ispira moltissimo e non vedo l'ora di leggere.
Si intitola, 'Obsession - ossessione d'amore', scopriamo insieme la copertina e la trama.


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Meg ha un marito violento e tanti segreti che custodisce gelosamente.
Gil ha lasciato la sua isola per trovare nuovi stimoli e nuovi orizzonti, ma a che prezzo? 
Meg e Gil, due perfetti sconosciuti accomunati dalla passione per la scrittura, si ritrovano coinvolti in un progetto editoriale a quattro mani. Un lavoro che li porterà a conoscersi profondamente rivelando le loro fragilità, le loro paure e i loro desideri. Da colleghi ad amici, da confidenti ad amanti, il passo sarà breve. 
Ben preso, però, sul loro legame piomberanno i fantasmi del passato e si insinueranno presenze scomode, come quella del misterioso editore che li ha ingaggiati. I due si troveranno così coinvolti in relazioni pericolose dense di violenza, sesso e passione, perché quando è la paura a dettare le regole, tutto può cambiare colore e oltrepassare il limite diventa facile. 
Una storia ricca di colpi di scena, suspense ed emozioni. 


QUESTO ROMANZO CONTIENE SCENE DI VIOLENZA.
ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO.

Vi ispira? A me moltissimo, sarà che adoro il dark romance!
Ve ne parlerò prestissimo sul blog, ma intanto vi lascio un estratto del suo libro "Non posso perderti", tanto per stuzzicare la vostra curiosità.

Estratto:

“Il vento soffiava forte. Gli scuri battevano contro il muro esterno della casa e io spalancai la finestra per tentare di agganciarli. Fu in quel momento che li vidi. I fratelli Kellers, nel cortile della loro casa. Nessuna tempesta era abbastanza forte da coprire le urla del padre, tanto che a volte anche il posto più selvaggio si trasformava nel rifugio più sicuro.
Sperai che il rumore non svegliasse i miei genitori perché, se mi avessero scoperta a fissare i due giovani, avrebbero dato di matto. Mia madre e mio padre non mi avevano mai parlato dei Kellers, né di quello che succedeva a casa loro. Ma anch’io avevo le orecchie e mi era capitato più volte di ascoltare le loro liti. I miei, negli anni, si erano solo preoccupati di informarmi che i miei vicini avevano due figli: Nathan, il maggiore, ed Evan, il minore; e che trovavano la loro compagnia non adatta a me. Mi avevano sempre intimato di stare alla larga da loro, senza darmi alcuna spiegazione, ma io ero sempre stata attratta da tutto ciò che li riguardava e mi ero ritrovata a spiarli più e più volte.
Era ovvio che i due ragazzi avessero bisogno d’aiuto o anche solo di qualcuno che si interessasse a loro, ma per la mia famiglia l’immagine era tutto e non avrebbero mai permesso alla loro unica figlia perfetta, di mischiarsi con gente che non consideravano alla loro altezza. I Kellers avevano dei problemi ed erano emarginati da tutti. Frequentarli avrebbe significato mettere a repentaglio tutto ciò che i miei giudicavano importante.
Questo pensiero mi fece ricordare di quanto fossi diversa dai miei genitori, di quanto, crescendo, fosse aumentato anche il mio odio per la loro ipocrisia e la loro felicità di facciata, di quanto non mi fossi mai sentita compresa e avessi finto con loro di essere quella che non ero, aspettando il momento in cui sarei stata abbastanza grande per andarmene e vivere la mia vita secondo quello che io credevo importante.”





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