giovedì 28 febbraio 2019

Recensione "La bambina che somigliava alle cose scomparse" di Sergio Claudio Perroni

Buongiorno,  lettori.
Oggi vi parlo di una bellissima favola ideata e raccontata da Sergio Claudio Perroni, "La bambina che somigliava alle cose scomparse", in uscita oggi per La nave di Teseo.
Buona lettura!


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"Ma a che ti serviva la nuvola?" Si chiama Pulce e risolve problemi. Per farlo, ricorre all'antico e desueto stratagemma di porre domande. Interroga chi incontra sul motivo di una paura inspiegabile, di una particolare malinconia, di una speranza tradita. Gira e rigira, le risposte sono altre domande: d'amore o d'amicizia, di protezione o di salvezza. "Mi serviva a nascondermi," le risponde il passero, terrorizzato dal falco che lo insegue. Detto, fatto: il volto di Pulce diventa la nuvola in cui rifugiarsi! È scappata di casa, Pulce. Si è presa una vacanza dalle lamentele della mamma e del papà per quello che fa o non fa, per ciò che è o non è. Ha sette anni, gli occhi color tatuaggio e un'energia visionaria. In un battibaleno è capace di trasformarsi in chiunque e in qualunque cosa: un ruscello, un affetto perduto, una stella cadente, una madre scomparsa, un paio di occhioni blu... E così, facendo da ponte tra quello che c'era e quello che non c'è più, rimedia di volta in volta alla perdita di cui soffrono i personaggi in cui si imbatte. Per riuscirci, attinge all'esperienza che zampilla dalle sue "fonti", un popolo buffo e saggio raccontato in parallelo dalle geniali note a piè di sogno. 


Quando mi è stata proposta la lettura di questo libro ho accettato senza esitazioni conquistata dal titolo e dalla trama. Sergio Claudio Perroni ci regala una bellissima favola per adulti che mi ha emozionato più volte, tra un episodio e l'altro.
La piccola protagonista, Pulce, è un personaggio unico e raro.. speciale! È una bambina di sette anni stufa di non essere all'altezza delle aspettative degli altri che decide di scappare di casa. Lungo il cammino incontra le personalità più svariate che, come lei, hanno un'aria davvero triste e sconsolata. Ognuno di loro, infatti,  ha perso qualcosa o qualcuno e, attraverso Pulce, riesce a ritrovare la serenità. La nostra piccola protagonista ha un dono speciale: può trasformarsi in qualsiasi cosa aiutando gli altri a ritrovare sé stessi.

Una nota speciale che, a mio avviso, dona un valore aggiunto al libro è l'arte di Leila Marzocchi. Le illustrazioni della celebre fumettista rendono la lettura ancora più speciale e unica. Il risultato finale, infatti, è una storia speciale che conquista il cuore e la mente attraverso la forza delle emozioni e dei sentimenti.
L'autore racconta i temi più svariati con una delicatezza rara e coinvolgente. Ho amato ogni singola pagina della storia: ogni parola, ogni concetto, ogni immagine e ogni emozione. Era dai tempi de "Il piccolo principe" che non mi capitava di apprezzare così tanto un libro per ragazzi.
Non capita spesso di incontrare storie del genere e, vi assicuro, che resterete colpiti dal libro, dalle bellissime immagini in esso racchiuse e dalla dolcissima Pulce che entra di diritto tra i miei personaggi preferiti di sempre!
Lettura super promossa!


Recensione "L'annusatrice di libri" di Desy Icardi

Buongiorno, lettori.
Esce oggi, per Fazi Editore, un romanzo perfetto per chi ama i libri e, soprattutto,  il loro profumo magico e unico.
Buona lettura!


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Torino, 1957. Adelina ha quattordici anni e vive con la zia Amalia, una ricca vedova, parsimoniosa fino all'eccesso, che le dedica distratte attenzioni. Tra i banchi di scuola, la ragazza viene trattata come lo zimbello della classe: alla sua età, infatti, non è in grado di ricordare le lezioni e ha difficoltà a leggere. Il reverendo Kelley, suo severo professore, decide allora di affiancarle nello studio la brillante compagna Luisella. Se Adelina comincerà ad andare meglio a scuola, però, non sarà merito dell'aiuto dell'amica ma di un dono straordinario di cui sembra essere dotata: la capacità di leggere con l'olfatto. Questo talento, che la ragazza sperimenta tra le pagine di polverosi volumi di biblioteca, rappresenta tuttavia anche una minaccia: il padre di Luisella, un affascinante notaio implicato in traffici non sempre chiari, tenterà di servirsi di lei per decifrare il celebre manoscritto Voynich, "il codice più misterioso al mondo", scritto in una lingua incomprensibile e mai decifrato. Se l'avidità del notaio rischierà di mettere a repentaglio la vita di Adelina, l'esperienza vissuta le lascerà il piacere insaziabile per i libri e la lettura.


Poteva un'accanita lettrice, come me, lasciarsi sfuggire un libro con questa cover e con questo titolo? Ovviamente, no. Sono rimasta molto colpita dalla storia e l'ho divorata nel giro di qualche ora spinta da una curiosità crescente e da una trama ricca di segreti e colpi di scena.
La piccola Adelina, protagonista della storia,  pur essendo giovanissima ha una forte personalità e interpreta divinamente il personaggio principale de "L'annusatrice di libri": la sua dote la rende preziosa e speciale e mi ha decisamente affascinata.  Io adoro l'odore dei libri ma il pensiero di riuscire a "respirare" il profumo di un'intera storia è un'idea bellissima e che permette di vivere la lettura a trecentosessanta gradi. In contemporanea,  scopriamo la storia di Amalia, zia della protagonista, una donna dell'animo parsimonioso e quasi austero che cela, però,  un passato difficile fatto di dolore e scelte difficili che l'hanno portata ad essere una signora rispettabile, anche se a caro prezzo.

Per le quote blu, l'autrice ci regala due personaggi anomali: un prete con la passione per testi antichi e misteriosi e un notaio avido disposto a tutto pur di raggiungere i suoi interessi. I due rappresentano un po' il bene e il male,  anche se in maniera abbastanza ambigua, e avranno un ruolo decisivo per il destino della piccola Adelina.
Non mi aspettavo la rivelazione shockante dell'epilogo ma devo ammettere che questa scelta ha dato più concretezza al libro e ha garantito un finale super emozionante.
Mi è piaciuta moltissimo la prosa delicata ed elegante dell'autrice,  la narrazione è ricca di dettagli e molto lineare, nonostante si svolga su due diversi piani temporali. È una storia dolce che racconta l'amore per i libri e i misteri che, spesso, racchiudono. È una storia ricca di emozioni che mi ha lasciato delle vibrazioni molto positive. Sono felice di aver letto questo libro e lo consiglio a tutti gli annusatori anonimi di carta e inchiostro!


lunedì 25 febbraio 2019

Recensione "Il manoscritto incompiuto" di Liam Callanan

Buongiorno, lettori.
Iniziamo la settimana parlando di un romanzo che mi ha convinta, ma non troppo.
Si tratta del libro di Liam Callanan, "Il manoscritto incompiuto", edito da Nord.
Buona lettura!


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Leah Eady è abituata alle assenze del marito. Ogni volta che lavora a un nuovo romanzo, Robert scompare per qualche tempo, lasciando una nota con scritto: "Torno presto". Stavolta, però, al posto del solito biglietto, Leah trova la prenotazione di un volo per Parigi a nome suo e delle figlie. Possibile che Robert voglia essere raggiunto? Eppure, arrivate in Francia, non c'è il marito ad accoglierle, bensì il suo manoscritto, incompiuto, che racconta di una famiglia americana che si trasferisce a Parigi. Seguendo gli indizi disseminati nel testo, Leah s'imbatte in una graziosa libreria del Marais, vicino alla Senna, con la facciata dipinta di rosso e una proprietaria che non vede l'ora di cedere l'attività. Quasi senza rendersene conto, Leah acquista il negozio e le centinaia di volumi stipati sugli scaffali, nella speranza che, in una di quelle storie, si celi un tassello del puzzle che la riporterà da Robert. Più passano le settimane, però, più Leah si sente rinascere: rispetto all'esistenza grigia che conduceva a Milwaukee, la vita parigina è un caleidoscopio di colori. E, tra le chiacchiere coi simpatici clienti della libreria e la magia dei libri che lei divora avidamente, Leah si rende conto che, con o senza Robert, è giunto il momento di prendere in mano la sua vita, e che tocca a lei scegliere il finale del manoscritto incompiuto da cui tutto ha avuto inizio.

Il romanzo di Liam Callanan ha tutti i presupposti per essere " un buon libro": ha un'ambientazione pazzesca e romantica -Parigi; un mistero di fondo che ruota intorno ad un manoscritto segreto; due protagonisti complessi e ambigui in maniera uguale e contraria e una bellissima atmosfera librosa donata dalla libreria di famiglia nel cuore della città.
Ma andiamo con ordine, i personaggi: Leah Eady è una donna abituata alla solitudine, suo marito è uno scrittore e di frequente si concede delle fughe 'letterarie' durante la stesura di un nuovo romanzo. Mi ha lasciato parecchio interdetta la sua rassegnazione iniziale al riguardo, come se accettasse di buon grado di essere parcheggiata di continuo in seguito ai deliri letterari del marito. Robert, lo scrittore folle, è un personaggio che non mi è piaciuto e con il quale non sono entrata per nulla in sintonia: i suoi misteri e il suo narcisismo esagerato lo rendono antipatico e poco umano, sembra non provare sentimenti né per la moglie né per le figlie.
Il punto di svolta del romanzo è la scomparsa di Robert che si volatilizza lasciando alla famiglia un biglietto per Parigi e niente più. La ricerca di Leah diventa il monotema della parte centrale del libro il che porta ad una sostanziale impasse della trama: Robert è sparito, Leah lo vede/cerca ogni santo giorno e per passare il tempo rileva una libreria ma il tutto è davvero troppo statico.

La storia si riprende un po' sul fotofinish con un timido colpo di scena e un epilogo senza infamia e senza lode che lascia un po' di amaro in bocca per tutto ciò che avrebbe potuto essere e, invece, non è e non sarà.
Lo stile dell'autore non mi è dispiaciuto e, nel complesso, il libro si legge molto velocemente e senza grosse difficoltà.  Peccato per la trama che non decolla, nonostante ci siano molti elementi positivi e temi interessanti che, se fossero stati sviluppati meglio, avrebbero garantito un risultato decisamente migliore.
Raggiunge le tre stelline perché,  comunque, una piccola scintilla c'è di base.
Peccato per tutto il resto.


sabato 23 febbraio 2019

Recensione "Annabelle" di Linda Bengtsdotter

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un meraviglioso thriller nordico che mi ha lasciato a bocca aperta per un finale super inaspettato e sconvolgente. Si tratta del libro di Linda Bengtsdotter, "Annabelle", edito da Dea Planeta.
Buona lettura!


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Avere diciassette anni. Rubare il vestito celeste alla mamma per andare a una festa. E poi sparire nel nulla. Annabelle svanisce così, senza un motivo e in apparenza senza lasciare traccia. La famiglia, gli amici, i vicini: nessuno nella piccola comunità di Gullspang, sprofondata tra le fitte foreste di Svezia, sembra in grado di fornire elementi su quanto accaduto quel venerdì notte. Al padre, che invano esce a cercarla per la campagna, e alla madre, consumata dall'angoscia e dal senso di colpa, non resta che affidarsi agli agenti della polizia criminale che da Stoccolma giungono a prendere in mano le indagini. Per l'agente Charline Lager, però, scoprire chi era Annabelle e cosa le è successo non significa solo affrontare un caso tra i più delicati e complessi di sempre. Perché un passato come il suo non si cancella. E perché Gullspang - le casette uguali, le acque fredde del lago, l'emporio abbandonato e i segreti che nasconde - non è un posto qualunque, ma il suo posto, quello che si porta scolpito dentro e dal quale fuggire è semplicemente impossibile.

Ho una vera e propria adorazione per i thriller nordici perciò non ho saputo resistere al richiamo di 'Annabelle'. La copertina e la trama mi hanno attratto tantissimo, così come la storia che pian piano ha preso vita sotto i miei occhi. Siamo in una piccola cittadina di provincia in cui non succede mai nulla fino alla sera in cui la giovane Annabelle svanisce nel nulla dopo una festa alla quale era sgattaiolata di nascosto. Questo personaggio è ambiguo e ambivalente: da un lato ci troviamo di fronte ad una timida ragazza succube della famiglia, dall'altra una personalità che non vede l'ora di emergere e di farsi valere. Ricostruire la serata della scomparsa e avviare le indagini sono compiti che spettano all'agente Charline, una donna dal passato misterioso che mi ha regalato dei momenti, quasi, esilaranti e altri pieni di riflessioni. E' una donna in un mondo di uomini e deve lottare più degli altri per affermare le sue idee e le sue condizioni.

Non aiuta l'omertà generale dei ragazzi presenti alla festa e, più in generale, quella di tutti gli abitanti del posto. L'autrice rende benissimo l'atmosfera chiusa e ambigua di un paesino freddo e isolato, lo stesso in cui ha vissuto l'agente Charline e che ha segnato per sempre la sua adolescenza. La trama del libro è molto coinvolgente e accattivante mentre il finale mi ha lasciato un po' interdetta, forse perché non mi aspettavo ASSOLUTAMENTE un risvolto del genere. Ora che è trascorso qualche giorno dalla fine della lettura, devo ammettere di aver trovato un senso in questa scelta che, sul momento, mi era sembrata azzardata e inutile. Mi è piaciuto lo stile dell'autrice, diretto e schietto, così come l'ambientazione e le descrizioni di quest'ultima. Sono certa che sentirò ancora parlare di questo personaggio ma nel complesso è stata una lettura che non mi è dispiaciuta perciò, se amate il genere, potreste dargli un'occasione.



mercoledì 20 febbraio 2019

[Cover Reveal] "Seconda porta a sinistra" di Alessandra Paoloni

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di mostrarvi, in anteprima, la cover del nuovo romanzo di Alessandra Paoloni, 'Seconda porta a sinistra'.
Buona... visione!



DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 Febbraio 2019

TITOLO: Seconda porta a sinistra

AUTORE: Alessandra Paoloni

PROGETTO: Cose strane
GENERE: horror
EDITORE: Delrai Edizioni
PAGINE: 60
PREZZO: 2,99 (prezzo lancio solo primo giorno a 1,99)

SINOSSI

Accadono sempre Cose strane quando si sfidano realtà sconosciute e insondabili. Tentare la sorte in un gioco macabro può portare a conseguenze disastrose. Un gruppo di ragazzi, una casa fatiscente e abbandonata al centro di un fatto di cronaca, una notte da superare e un gioco a punti per chi affronta prove di coraggio… Così ha inizio la storia di Katy Salsbury che, pronta a tutto, non ha intenzione di farsi sopraffare dalla paura. Il male però è sempre in agguato e ha mutevoli forme, spesso confuse, spesso indecifrabili. Questo è il racconto di una porta dietro cui accadono fatti, una porta fisica, ma non solo, perché dentro ognuno di noi alberga qualcosa di davvero misterioso, non sempre comprensibile dalla ragione umana. Perché se la razionalità non può superare il limite impostole dal reale, cosa potrà mai farlo?

ESTRATTO


Il male genera altro male. Alle azioni malvagie seguono azioni altrettanto malvagie. Il male si prendeva ora la sua vittoria sulle risa degli stolti e partoriva incubi dalle tenebre. Gli ignari poi, quegli incubi, li vivevano.


Motivo della data di uscita, l’autrice:


Seconda porta a sinistra esce il 28 febbraio 2019.

Ho scelto questa data perché il 28 febbraio del 1829 moriva Frances Keeling Allan, la madre adottiva di Edgar Allan Poe. Poe è uno degli autori che maggiormente mi ha ispirato per la composizione di questo progetto. Uno degli scrittori della mia infanzia, che mi ha introdotta nel mondo e nella scrittura del soprannaturale. 

Edgar Allan Poe nacque a Boston nel 1809 come Edgar Poe. Il cognome Allan si aggiungerà soltanto quando la famiglia adottiva lo accoglierà con sé. La madre biologica morì quando lui aveva soltanto due anni. Il padre adottivo non lo riconobbe mai come suo figlio. Frances al contrario, amica della madre naturale, si preoccupò dell'educazione del piccolo Edgar insegnandogli a leggere e a scrivere.

Frances è stata per Poe probabilmente una delle figure più positive incontrate lungo il suo problematico cammino, e la morte della donna lo segnò tanto terribilmente da innescargli quella malinconia che sarebbe sfociata poi nell'alcolismo e dunque alla morte, molti anni dopo.

Mi piace pensare che se Frances fosse vissuta fino alla maturità di Poe, forse alcuni dei suoi scritti non avrebbero mai visto la luce poiché figli della tristezza e del buio, seppur bellissimi.

Questo ci insegna che la produzione di un autore è direttamente proporzionata agli accadimenti della sua esistenza poiché la scrittura non è soltanto arte, ma è soprattutto vita.


PROGETTO


Progetto: Cose strane

Titolo raccolta: High Wall

Autore: Alessandra Paoloni

Editore: Delrai Edizioni

Prezzo: 2,99

Formato: ebook

Genere: narrativa



Disponibile in tutti gli store online


Sinossi ed estratto:

È la tua mente. Ecco dove sei giunta con il tuo silenzio autoimposto e forzato. Ora sei dissennata, malata, odi e vedi cose, persone che non dovresti né udire, né vedere. L’autolesionismo è stata la tua più grande virtù, il rifiuto il miglior pregio. E con la sola compagnia di te stessa hai aggravato la solitudine alla quale Dio ti aveva già condannata; è la tua stessa mente a generare follia.

In questa raccolta si trattano Cose strane. Tre racconti gotici, dove la Morte e la Vita, il Reale e le Realtà, lo Spazio e il Tempo si mescolano, si fondono e il loro confine diventa labile per creare delle trame fugaci, ma ricche di interrogativi, che mettono l’uomo a confronto con se stesso, con la propria vita e le scelte che compie. High Wall simboleggia la riflessione sull’inspiegabile tra il rapporto dell’io con se stesso e con l’altro, dove il trapasso non è chiaro e la normalità sfugge alla comprensione, per scoprire che niente è come sembra. Membra con membra è l’emblema delle fragilità umane, dove mancanze, difetti e peccati definiscono le personalità le cui vite si intrecciano e i cui sentimenti si mescolano. Vendetta esprime l’eterno viaggio dell’anima verso il suo inevitabile punto di arrivo.

La sfida è leggerli e capire a fondo quanto ci appartenga ogni parola scritta che può esserci d’aiuto o spaventarci, ma di fatto rappresenta La Verità. Alessandra Paoloni torna a sorprenderci con la sua penna che parla all’anima del lettore, che trafigge il cuore dell’uomo.

martedì 19 febbraio 2019

Recensione "Senza paura" di Matteo Capelli

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di "Senza paura", un romanzo di Matteo Capelli.
Buona lettura!


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E se un mattino ti risvegliassi in preda alle convulsioni? Se di colpo la normale routine della tua vita quotidiana venisse spazzata via da un male incurabile? Guarderesti la tua esistenza con gli stessi occhi di sempre? "Senza paura" è una sofferta testimonianza che racconta tutto questo, indagando la profondità dell'animo per farsi strada con discrezione fra il coraggio e i timori dei protagonisti coinvolti nella vicenda. Una vicenda che si ispira a fatti realmente accaduti. Ilenia e Francesco sono due ragazzi che stanno insieme da un anno quando scoprono di dover fronteggiare un nemico imbattibile: un cancro al cervello. Lei come paziente, lui nelle vesti della persona a lei più vicina. Nonostante umani momenti di sconforto, non si daranno mai per vinti, facendo scudo con il sentimento che li unisce e il loro incrollabile amore per la vita.

La lettura di 'Senza paura' è iniziata in sordina, tra le pagine che scorrevano lente e una trama che stentava a prendere il via. Dopo una prima parte poco entusiasmante, però, tutto ha preso vita regalandomi una storia emozionante fino alla fine. Quello di Francesco e Ilenia è un amore come tanti che, da un giorno all'altro, deve fare i conti con la malattia e la consapevolezza che nulla sarà più come prima. Quello che mi ha davvero colpito, del libro, è l'umanità con cui l'autore tratteggia i suoi protagonisti che rappresentano ognuno di noi: sono solo due persone normali, impaurite da una diagnosi nefasta che affrontano con tutti i limiti e la forza di cui sono capaci. Li ho amati entrambi: Ilenia perché è una guerriera disposta a tutto per sconfiggere un nemico che sembra aver piantato le sue radici davvero nel profondo; Francesco perché non è facile stare vicino ad un malato. Bisogna essere forti anche quando la situazione diventa critica, bisogna mettere al primo posto il benessere dell'altro, a discapito delle proprie paure e sofferenze... un compito davvero ingrato.

L'autore è molto metodico e chiaro nella narrazione: ogni passaggio viene descritto nel dettaglio e con molta coerenza sia narrativa che medico-scientifica, si vede che la storia affonda le sue radici in episodi realmente accaduti e questo mi stringe il cuore ogni volta che ripenso al libro e a Francesco e Ilenia. Dopo aver dato uno sguardo alla trama, non ero sicura di volermi davvero mettere alla prova con una storia così emotivamente intensa ma ad oggi non me ne pento, sebbene sia stata una lettura difficile. Matteo Capelli ci regala un amore che non conosce limiti, un amore forte che deve scontrarsi con un ostacolo immenso e superarlo indenne. Non è un libro per tutti perché, come vi spiegavo, l'autore non tralascia nessuna fase della malattia e delle sue complicanze e vi capiterà quindi di vivere in prima persona la sofferenza dei protagonisti. Vi assicuro, però, che quella di Francesco e Ilenia sarà una bellissima storia d'amore che resterà nel vostro cuore per molto tempo.



lunedì 18 febbraio 2019

Recensione "Ottanta rose mezz'ora" di Cristiano Cavina

Buongiorno, lettori.
Voglio iniziare la settimana parlandovi di un romanzo davvero shockante e sconvolgente che mi ha fatto compagnia in questi giorni. Si tratta di 'Ottanta rose mezz'ora', firmato da Cristiano Cavina, edito da Marcos y Marcos.
Buona lettura!


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Si incontrano per caso. Due vite sospese per aria. Lui scrive, e tra libri e seminari ricava più o meno di che vivere; Sammi è una ballerina che insegna danza alle bambine. Si mandano messaggi, si cercano. Il desiderio sale dritto dalla pancia, li trascina nei vicoli bui, contro saracinesche arrugginite. Li fa vibrare come una corda sola. Lui con le sue zone oscure, la sua attrazione per i territori estremi. Sammi con il suo broncio, il passo che piega la superficie del mondo. Sammi che attira disastri, e si trova sommersa dai debiti. C'è una strada che sembra molto facile. Basta un annuncio. Aprire la porta a sconosciuti. Può assentarsi dal corpo e vendersi così, senza emozioni?

Il romanzo di Cristiano Cavina mi ha sconvolto in molti modi in quanto racconta una storia unica nel suo genere e decisamente anticonvenzionale. I due protagonisti vivono un amore grande e dominato dalla passione: lui è uno scrittore e, come si conviene alla categoria, è un uomo ambiguo e dalla psiche molto complessa, talmente complessa che pochi di noi riusciranno a capirla fino in fondo e ad entrare un minimo in empatia con lui. Con Sammi, invece, è più semplice e naturale: è una ragazza che lotta per i suoi sogni e con una vita che non è stata semplice e, tutt'ora, non lo è. Certo, la via che intraprende per far fronte ai suoi problemi economici, e il benestare apatico dell'uomo che ama, rendono il tutto molto sconvolgente e inaspettato. 

Pensando a questa storia, vedo un amore malato e distruttivo tra due persone che hanno sciupato un sentimento vero, forte e sincero piegandosi ad un destino brutale e doloroso che rischia di distruggerli entrambi. Il lettore assiste impotente alla spirale discendente della storia raccontata dal protagonista in maniera molto chiara, diretta e brutale. Nulla viene tralasciato e la realtà non è mai stata così vivida e diretta, l'autore non romanza in alcun modo la sua storia: una storia fatta di disperazione, di passione e anche una leggera forma di perversione, se vogliamo. In linea con l'intera vicenda, Cavina ci regala un epilogo inaspettato e anch'esso molto doloroso, coerente con l'originalità della trama e con il messaggio in essa contenuto.

Pur trattandosi di un libro particolare che non rispecchierà i gusti di tanti, a me è piaciuto molto. Sono sempre alla ricerca di storie diverse, uniche, non stereotipate e 'Ottanta rose mezz'ora' rispecchia in pieno queste prerogative. Mi è piaciuta la prosa dell'autore e tutto lo sviluppo della trama, la scelta di due protagonisti così particolari e la narrazione di una realtà di cui si parla pochissimo, soprattutto nei romanzi di narrativa. E' una storia esplicita e non adatta agli amanti del rosa e ai lettori che cercano sempre il lieto fine ma se avete voglia di un amore diverso e anticonvenzionale, avete trovato il libro che fa per voi!


giovedì 14 febbraio 2019

[Review Party] "Un amore perduto" di Liz Trenow

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di ospitare il review party dedicato al nuovo romanzo di Liz Trenow, "Un amore perduto", edito da Newton Compton Editori. Al termine della recensione, inoltre, troverete uno Starter Pack per affrontare al meglio S. Valentino, il giorno più romantico dell'anno.
Buona lettura!



Amo moltissimo Liz Trenow come autrice e, finora, ho letto tutti i libri che sono stati pubblicati in Italia. Mi piace perdermi tra le pagine dei suoi romanzi perché sono sempre ricchi di storia e sentimenti. "Un amore perduto" non fa eccezione e ci porta negli anni immediatamente successivi alla fine della Prima Guerra Mondiale insieme a tre protagoniste straordinarie che mi hanno fatto commuovere, sperare e amare.  In comune non hanno molto: provengono da luoghi diversi come diversi sono i ceti sociali ai quali appartengono,  l'unica cosa che le accomuna è l'amore per un uomo e una guerra che le ha allontanate, forse per sempre, da lui. L'autrice si cimenta con tre dinamiche decisamente differenti: una madre e un figlio, una sorella e un fratello, una moglie e un marito. L'amore viene affrontato e sviscerato da diversi punti di vista ma in tutte e tre le situazioni assistiamo alla sofferenza,  al dolore, alla perdita, alla speranza con le quali Ruby, Alice e Martha intraprendono un viaggio difficile nelle terre martoriate dalla guerra e dai suoi strascichi.

È stata una lettura profonda ed emotivamente intensa, non è semplice affrontare determinati argomenti: è necessario avere un approccio delicato ma, allo stesso, rispettoso del contesto storico e di ciò che è stato e devo ammettere che Liz Trenow è riuscita a destreggiarsi benissimo, tra una difficoltà e l'altra.  La sua prosa dolce ed elegante è una vera coccola per gli occhi e mi ha permesso di divorare il libro nel giro di poche ore. L'amore,  in tutte le sue mille sfumature, è davvero il sentimento più grande e forte dell'universo e, in questo libro, è il vero e unico protagonista. C'è il giusto equilibrio tra l'elemento romanzato e quello storico il che rende la trama coerente ma coinvolgente. Se amate i romanzi, soprattutto quelli storici e sentimentali,  "Un amore perduto fa al caso vostro".




                                                             Starter Pack di S. Valentino


> Single Version
Un single può vivere la giornata di S. Valentino in due modi: in maniera serena e simpatica o con una piena crisi depressiva. Se fate parte della prima categoria,  non avete bisogno dei miei consigli; se, invece, fate parte delle persone malinconiche che si chiudono in casa pregando che la giornata passi in fretta, ho io qualche dritta da darvi!

- Dedicate del tempo (meglio ancora una giornata intera!)a voi stessi.
- Prendete un bell'appuntamento dal parrucchiere/ estetista e lasciatevi coccolare, ve lo meritate!
- Cosa c'è di meglio di un bel pranzetto/cena a base dei nostri piatti preferiti? Il cibo è nostro amico e l'alleato perfetto per ritrovare l'allegria!
- Approfittatene per uscire con un amica/amico che non vedete da tempo o, semplicemente,  regalatevi una piacevole serata a base di un buon libro/film.

Vedrete che in lampo sarà tutto finito!!!

> Couple Version
Per una coppia, il giorno di S. Valentino è un'occasione speciale per ribadire/confermare i sentimenti che provate l'uno per l'altra. Ma come rendere unica la giornata?
Ecco qualche consiglio anche per voi e la vostra dolce metà!

- Programmate le attività: sia che optiate per una cena piuttosto che un'intera giornata alla SPA, a S. Valentino è bene programmare e prenotare le vostre attività per non rischiare di rovinare l'atmosfera con imprevisti inutili.

- Il regalo: sicuramente è banale e scontato fare un regalo a S. Valentino ma io sono una ferma sostenitrice di questa usanza e, più  in generale, credo che ogni occasione sia buona per fare un regalo alla persona che amiamo. Qui le scelte sono varie e vanno in base ai vostri gusti, possibilità e fantasia. Si passa dai classici cioccolatini/fiori a doni più impegnativi come gioielli o viaggi a sorpresa. Cari maschietti all'ascolto,  provate anche con i libri e sono certa che farete cosa gradita a tutte le lettrici del blog!

- Tempo per la coppia: presi dalla routine, dagli anni che passano o dalla famiglia, spesso non rimane molto tempo per la coppia perciò,  almeno a S. Valentino,  regalatevi del tempo e delle attenzioni. L'amore va coltivato, sempre, perciò dedicatevi alla vostra dolce metà preparando un bigliettino romantico e una bella cenetta, vedrete che il giorno dopo sarete più felici, complici e innamorati di prima.

Sia che siate single o in coppia, ricordatevi che l'amore ha mille sfumature e che chi non ama se stesso,  in primis, non potrà mai amare l'altro in modo soddisfacente e sereno.
Coltivate questo sentimento, sempre!

mercoledì 13 febbraio 2019

Recensione "Cerchi nella notte" di Francesco Urbani

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di "Cerchi nella notte", un romanzo scritto da Francesco Urbani, e pubblicato dalla casa editrice Augh!
Buona lettura!


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"Cerchi nella notte" è una serie di racconti in cui i protagonisti rappresentano di volta in volta una problematica interiore tipicamente contemporanea: i tic, le nevrosi, le paure, il desiderio di amare, di vivere e anche di morire vengono narrati nel frastuono della vita quotidiana o nel silenzio della notte per trovare nel buio un modo per illuminare le ombre che attanagliano l'anima. In uno stile colloquiale e incalzante, i personaggi diventano uno specchio in cui riconoscersi, nell'attesa che gli altri riescano finalmente ad abbracciare la nostra stessa intima e sognante immaginazione.

Leggere tanto, e spesso, ti porta quasi sempre ad incontrare letture tutte uguali e poche storie degne di nota. Del libro di Francesco Urbani mi ha colpito subito la copertina e ciò che rappresenta, mi ha colpito la trama e l'idea attorno alla quale è costruita: tante storie, personaggi infiniti, moltissime tematiche. In genere, non sono tipo da raccolte di racconti ma per 'Cerchi nella notte' ho voluto fare un'eccezione e ammetto di aver fatto bene! L'autore ci racconta delle vicende umane e sentimentali molto profonde e attuali, si parla di tutto e di niente, di pregi e di difetti, del buono e del cattivo e del confine labile tra ciò che è giusto o sbagliato. Ci sono storie che mi sono rimaste impresse, scelte che ho capito e altre che ancora adesso mi lasciano interdetta ma la cosa che colpisce davvero di queste vicende è che raccontano tutte degli episodi di vita vera in cui è facile immedesimarsi.

Ma un buon romanzo è costituito da un insieme di elementi positivi e, a volte, una bella idea non basta per superare lo scoglio della mediocrità. Ebbene, non è il caso di questo romanzo che accompagna ad una trama innovativa, una prosa emozionante e delicata. Lo stile dell'autore mi è piaciuto moltissimo e mi ha permesso di entrare ancora più in sintonia con il libro grazie a delle bellissime metafore e accurate descrizioni di persone e sentimenti. Non è semplice racchiudere una storia di senso compiuto in poche pagine e, contestualmente, mantenere una linea coerente con il progetto di base ma Francesco Urbani è riuscito nell'impresa dispensando amore, riflessioni e messaggi importanti. Ideale per i lettori che cercano una lettura alternativa e un libro fuori dagli schemi.



martedì 12 febbraio 2019

[Review Party] "Phi" di Akilah Azra Kohen

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di ospitare il review party dedicato a 'Phi', un romanzo di Akilah Azra Kohen, edito da Mondadori.
Buona lettura!


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Can Manay è uno psicologo con molte ombre nel passato. Grazie alla sua filosofia di vita e ai suoi insegnamenti, ha ormai la popolarità di un guru ed è una potente - e capricciosa - star mediatica. Un giorno, mentre visita una proprietà da acquistare in un quartiere defilato della città, scorge tra le foglie una ragazza, una ballerina, che con una grazia e un'armonia uniche si esercita nel giardino di casa. Per Can è una vera e propria rivelazione: davanti a sé c'è l'incarnazione della perfezione estetica, di ogni ideale di bellezza, il Phi. L'uomo non può far altro che ricorrere a tutti i suoi mezzi e la sua ricchezza per conquistarla... Ma c'è qualcosa di più spietato dell'amore per una sola persona? Inizia così la travolgente storia di Can e Duru, del suo fidanzato Deniz e di Özge, una giornalista che scoprirà scottanti segreti sul conto di Can. Quattro personaggi che ci somigliano da vicino, ciascuno con i suoi traguardi da raggiungere e le sue ossessioni. Una storia di passione, speranza, tradimento, come la vita vera, che condurrà il lettore a muovere i primi passi verso un percorso di consapevolezza. Come i personaggi di "Phi", infatti, "ciascuno, nella vita, ha una cosa che gli riesce molto bene. Una soltanto. Ce la portiamo dentro sin dalla nascita" e il nostro compito è riconoscerla; in una parola, scoprire chi siamo davvero. 

Il romanzo di Akilah Azra Kohen è il primo di una trilogia ed affronta con eleganza e delicatezza una moltitudine di temi diversi che convergono tutti nella ricerca costante del 'PHI'. Quando l'autrice fa riferimento a questa strana parola, si rivolge ad un qualcosa di perfetto e proporzionato. Il protagonista del libro, lo psicologo Can Manay, ne è ossessionato e cerca di improntare la sua vita in base al Phi ricercando la proporzionalità di oggetti e persone, forse per compensare la sua totale mancanza di armoniosità fisica. Si tratta di un personaggio particolare e altezzoso ma con un intelletto estremamente sviluppato e ricercato. La sua ossessione per Duru è il fulcro della storia: si tratta di una ragazza bellissima che sembra l'incarnazione umana del Phi e, pertanto, deve essere sua ad ogni costo!

L'arte è un altro maxi tema del libro: la musica, la danza, lo studio delle forme e della natura costituiscono una diversivo alla passione travolgente che pervade ogni pagina del libro. Insieme a Can e Duru, anche Deniz e la giornalista Özge che è stata in assoluto la mia protagonista preferita, oltre che la spina nel fianco del presuntuoso Can. Deniz, invece, è stato un personaggio scialbo e per nulla incisivo ai fini della trama, confido in una sua rivalsa nei prossimi libri.
Una cosa che mi ha colpito molto, del romanzo, è l'umanità di tutti i suoi protagonisti che rappresentano un po' tutti noi con le loro paure, i loro difetti e le loro fragilità. L'autrice mette nero su bianco tutte le sfaccettature dell'animo umano e non è stato difficile instaurare un rapporto empatico con i personaggi. L'epilogo è intrigante come il resto del libro in cui nulla è come sembra e niente è  prevedibile. 

La scrittura dell'autrice è fluida, ricercata ed elegante. La trama del libro è complessa ma viene sviluppata in maniera impeccabile dalla Kohen che riesce a catturare il lettore e a tenerlo incollato alle pagine dall'inizio alla fine. Non è un libro 'per tutti', ma se siete lettori alla ricerca di storie innovative ed illuminanti avete trovate il romanzo che fa al caso vostro.
Consigliato!