martedì 30 aprile 2019

Recensione "Il romanzo di Sant Jordi" di Marius Serra

Buongioro, lettori.
Oggi torno a parlarvi di gialli con un titolo che ha tutte le caratteristiche per sbancare ma che, purtroppo, non mi ha convinta al cento per cento. Si tratta del libro di Marius Serra, "Il romanzo di Sant Jordi", edito da Marcos y Marcos.
Buona lettura!



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È il 23 di aprile, giornata mondiale del libro, celebrata gloriosamente a Barcellona. Dalle 5:55 alle 23:59, il tempo scorre in fretta, scandito da capitoli brevi e fulminanti. In un'atmosfera frenetica e festosa, tra banchetti di libri e di rose, maratone di lettura, dirette radiofoniche, feste alternative e feste ufficiali, seguiamo le mosse dell'assassino, di una giovanissima interprete spaesata, di un editore disincantato, di un appassionato di giochi che segue alla lettera gli insegnamenti dell'Uomo dei dadi di Luke Rhinehart, di uno scrittore che vede la trama del suo romanzo realizzarsi pericolosamente nella realtà. Si ride e si sorride parecchio, ma attenzione a non farci distrarre: come diceva Edgar Allan Poe, il posto migliore per nascondere qualcosa è in piena vista, e la soluzione del mistero potrebbe essere sotto il nostro naso... teniamo gli occhi aperti!

Per chi ama i libri, la lettura ed è appassionato di gialli, questo romanzo rappresenta la perfezione, almeno sulla carta. Lo scrittore Marius Serra, ci regala una storia ambientata nel giorno più bello dell'anno per noi lettori: Sant Jordi, giorno in cui si festeggiano i libri con iniziative dedicate e uniche nella bella Barcellona. La particolarità che rende unico il romanzo, è il fatto che si tratti di una storia nella storia ma, soprattutto, che gli eventi siano reali in un certo senso. Marius Serra, e il suo libro, sono infatti protagonisti della vicenda così come moltissimi volti noti menzionati nella storia (tra l'altro, volevo dire all'autore che Zafon non si tocca nemmeno per scherzo!!!). 

Questa curiosa trama che mescola, quindi, realtà e finzione, è la stessa del libro di cui parla la storia (sì, lo so è intricata e illogica come cosa), perciò abbiamo tre storyline identiche che si sviluppano nel giro di quattrocento pagine e con un giallo ancora più misterioso da risolvere. Per quanto mi riguarda, è stata messa troppa carne al fuoco, troppissima!!!! Ho fatto una fatica pazzesca a seguire la narrazione, i capitoli sono brevi e cambiano continuamente POV, il ritmo è velocissimo ed è difficile metabolizzare il tutto. Tanti nomi da ricordare, tanti dettagli e un gioco complicatissimo che è la chiave per risolvere il caso.

Di base, l'idea è interessante e l'ambientazione mi è piaciuta tantissimo ed è ben descritta ma per il resto non ci siamo e la storia si riprende solo verso l'epilogo che, tra l'altro, ci regala un finale apertissimo che mi ha lasciato una curiosità pazzesca, della serie 'ma finisce proprio ora che iniziavo a capirci qualcosa?!'. Cosa dire, quindi, ci sono elementi positivi e negativi, come in tutte le cose, ma dato che quasi sicuramente ci sarà un seguito, lo promuovo con riserva in attesa di avere un quadro completo sulla storia!


lunedì 29 aprile 2019

Recensione "Lullaby Road" di James Anderson

Buongiorno, lettori, e buon inizio settimana.
In questi giorni mi sono crogiolata tra grandi abbuffate e un po' di ferie, leggendo molto ma scrivendo pochissimo perciò non vedo l'ora di raccontarvi tutte le letture che ho fatto e che, fortunatamente, sono una più bella dell'altra!
Iniziamo da "Lullaby Road", secondo romanzo de 'La serie del deserto', firmato da James Anderson che, stavolta, mi ha davvero messa KO!


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Anche nel deserto dello Utah è arrivato l'inverno. Ben Jones, alla guida del suo camion, guarda la statale 117 ricoprirsi di ghiaccio mentre cerca di rimettere in ordine la sua vita: l'amata Claire non c'è più e Walt pare sempre più chiuso in se stesso e nel suo diner solitario. Ma la solitudine dura poco: una mattina all'alba, alla stazione di servizio dello scontroso Cecil, Ben trova un bambino e un cane. Su un biglietto indirizzato a lui, il gommista Pedro gli chiede di badare a suo figlio Juan; e come se non bastasse, subito dopo anche Ginny, da poco diventata mamma, gli affida la piccolissima Annabelle. Con questi insoliti compagni Ben si mette in viaggio, ignaro del mistero che si nasconde nei grandi occhi neri di Juan. Con una scrittura ironica e suggestiva, nel secondo capitolo della Serie del Deserto James Anderson racconta una storia di frontiera dalle atmosfere noir, in cui Ben Jones è costretto a difendere chi ama in un mondo in balia della violenza, dove l'unica arma davvero efficace è la gentilezza.

Questa serie è iniziata un po' in sordina con 'Il diner nel deserto', facendo una rapida panoramica di un luogo inospitale e dei suoi abitanti scontrosi e con poca voglia di socializzare con il prossimo. E' in questa regione remota che si è autoconfinato Ben Jones, camionista solitario che grazie alle sue consegne consente una vita relativamente normale agli abitati del deserto.
Pur avendo apprezzato molto questo primo capitolo, non mi aspettavo di restare così sconvolta dal secondo libro in cui, a mio avviso, l'autore si è davvero superato!

James Anderson ci regala una nuova versione del suo personaggio, dipingendolo come una figura buona sotto strati e strati di brutalità e olio di motore, l'ho amato in ogni sfumatura e ho amato la miriade di personaggi incontrati lungo la statale 117 che si conferma come location unica al mondo e che, un giorno, mi piacerebbe visitare. Ho amato la solitudine a l'alienazione, vere protagoniste di una storia che fa riflettere sugli argomenti più disparati e, più in generale, sull'essere umano e la sua natura che lo spinge a collaborare e a relazionarsi con i propri simili, per quanto possa sembrare il contrario.

Nonostante lo stile dell'autore sia tipicamente americano, poco raffinato e dettagliato, ho notato un notevole miglioramento tra un libro e l'altro, soprattutto per quanto riguarda la sfera emozionale che si impone prepotentemente nel libro e che, ahimè, ha stuzzicato parecchio la mia sensibilità provocandomi un fiume di lacrime sul finale. Come vi accennavo, l'ambientazione di questa serie è unica e immensa: il deserto viene descritto, e trattato, come un protagonista e in fondo è quello che è. Decontestualizzare una storia del genere significherebbe toglierle tutta la magia e la profondità che invece questo habitat così remoto e primordiale le concede.

E' possibile approcciarsi al romanzo anche senza aver letto il primo in quanto l'autore inserisce i giusti richiami al libro precedente, ma per una questione di completezza, vi consiglio di recuperare anche l'altro. Sono certa che ne resterete colpiti e affascinati, spero di poter viaggiare ancora, in futuro, lungo la statale 117!


giovedì 25 aprile 2019

Recensione "Più forte di ogni addio" di Enrico Galiano

Buongiorno lettori.
Oggi voglio parlavi di un libro con 'L' maiuscola!
Enrico Galiano è tornato, da poco, in libreria per Garzanti con una storia che mi ha conquistato profondamente e che non dimenticherò facilmente.
Buona lettura!




Avete presente gli amori sbagliati? Quelli in cui gli individui della coppia non potrebbero essere più male assortiti? Ecco, quella di Nina e Michele è la storia di un amore destinato a finire, schiacciato da una verità troppo grande da sopportare ma che entrambi scelgono di evitare e di affrontare, il più possibile.

Michele ha perso la vista a seguito di un brutto incidente ma non ha perso la positività e la simpatia. È un ragazzo che vive a colori, nonostante il buio al quale è clinicamente condannato. È un ragazzo che ama la sua indipendenza e che ha ancora parecchi desideri da inseguire finché non resta colpito da un profumo unico che lo attira come una calamita. Come fai a conquistare una ragazza quando tutto ciò che sai di lei è il suo odore?

Nina è un personaggio più enigmatico, si rivela strada facendo e si comprende a fatica (soprattutto in alcuni passaggi), ma per un attimo che sembra eterno riesce a farci sognare insieme a Michele. Anche lei ha il suo bel bagaglio di traumi e complicazioni e non riesce a lasciarsi andare completamente, il blocco emotivo che si porta dietro nasconde un segreto sconvolgente e una ferita ancora aperta che, forse, solo l'affetto di Michele può riuscire a curare.

La bravura di Enrico Galiano si esprime attraverso una prosa elegante e curata, una narrazione emozionante in ogni sua parte e una storia unica ed originale che ti entra nel cuore e lo fa palpitare per tutta l'esperienza di lettura. Nonostante siano passati giorni da quando ho sfogliato l'ultima pagina, ho ancora gli occhi a cuoricino per questo romanzo meraviglioso. Se siete alla ricerca di una storia unica, che vi stupisca e vi conquisti, "Più forte di ogni addio" fa al caso vostro!


mercoledì 24 aprile 2019

Recensione "Uomini Renna" di Mariusz Wilk

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di una lettura che mi ha appassionato molto durante questi giorni di festa.
Si tratta del saggio antropologico, firmato da Mariusz Wilk, 'Uomini renna', edito da La Parlesia.
Buona lettura!


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Mariusz Wilk ci regala un diario di viaggio emozionante e unico nel suo genere. Sono innamorata, da sempre, delle terre del Nord e del popolo Sami e mi sono immersa con piacere nella lettura di questo saggio antropologico divorandolo in poche ore. 
Curiosità, storia e tradizione si mescolano insieme in un lavoro completo ed esaustivo che abbraccia un arco di tempo lunghissimo nel tentativo di tracciare una 'tropa' (sentiero, linea) del lungo percorso che il popolo degli Uomini Renna ha compiuto.

Numerose sono le lacune di questa civiltà primitiva che, ancora oggi, fatica a stare al passo con il mondo ma l'analisi tracciata da Wilk è più che accurata. La vita dei Sami è pregna di simbolismo, amore per la natura e rispetto per ogni forma di vita in primis per le renne. È interessante scoprire fino a che punto si spinga il rapporto tra l'uomo e questo animale a cui deve tutto.

Ogni aspetto della vita di un Sami, infatti, dipende in tutto e per tutto dalle renne ed è incredibile il rispetto che portano gli uni verso le altre. Un rispetto che l'uomo moderno ha perso, troppo impegnato a distruggere piuttosto che a creare! 

Mariusz Wilk, attraverso il suo diario di bordo, ci regala un viaggio ad occhi aperti a contatto con la natura, i suoi odori e i magnifici paesaggi. La prosa non sarà tra le più eleganti ma non tralascia alcun dettaglio, illustrando in maniera vivida personaggi e situazioni. 
Una lettura particolare,  ideale per gli amanti di viaggi e storia.
Promosso!


venerdì 19 aprile 2019

[Blogtour] "Bosco Bianco" di Diego Galdino




Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di ospitare l'ultima tappa del tour dedicato a 'Bosco Bianco', il nuovo romanzo di Diego Galdino. Pronti a scaricare dei segnalibri personalizzati per accompagnare la lettura?

Titolo: Bosco Bianco
Autore: Diego Galdino
Editore: Self Publishing
Disponibile SOLO su Amazon

I SEGNALIBRI


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GRAZIE PER AVERCI SEGUITO!



martedì 16 aprile 2019

Recensione "I provinciali" di Jonathan Dee

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di un romanzo che entra a pieni voti nella mia categoria di libri 'sì ma no'.
Si tratta de "I provinciali", di Jonathan Dee, edito da Fazi Editore.
Buona lettura!


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Howland, Massachusetts. Mark Firth è un imprenditore edile con grandi ambizioni ma scarsa competenza negli affari, tanto da aver affidato tutti i suoi risparmi a un truffatore; lo sa bene sua moglie Karen, molto preoccupata per l'istruzione della figlia: sarebbe davvero oltraggioso se dovesse ritrovarsi nei pericolosi bassifondi della scuola pubblica. Il fratello di Mark, Jerry, è un agente immobiliare che ha mollato la precedente fidanzata sull'altare e ha una relazione con la telefonista della sua agenzia. C'è poi Candace, la sorella, che è insegnante alla scuola pubblica locale e coltiva una relazione clandestina con il padre di una delle sue allieve. La famiglia Firth è il nucleo centrale di una estesa nebulosa di personaggi, tutti abitanti di Howland. L'intera cittadina attraversa una crisi economica che influenza le vite di tutti, accentuata dai sentimenti ambivalenti che la gente del posto nutre nei confronti dei weekender newyorkesi. Sarà proprio uno di questi a far precipitare il fragile equilibrio della comunità. Dopo l'11 settembre infatti il broker newyorkese Philip Hadi, sapendo grazie a "fonti riservate" che New York non è più un posto sicuro, decide di traslocare a Howland insieme a moglie e figlia...

Jonathan Dee è un autore di successo e pluripremiato. Interfacciarmi, per la prima volta, con una sua opera è stato stimolante e interessante. Non conoscendolo, ma avendo molto sentito parlare di lui, avevo delle aspettative altissime che, purtroppo, sono state soddisfatte solo in parte.
L'idea della trama mi è piaciuta: l'autore scatta una fotografia perfetta della società americana odierna che è molto distante dall'American Dream che propinano da anni i media e la tv. I cittadini di Howland non sono poi così all'avanguardia e progressisti come mi aspettavo, anzi, vogliono che la loro cittadina rimanga com'è: sicura e accogliente e sono pronti a tutto pur di contrastare le idee rivoluzionarie di Mark Firth. 

Mi è piaciuta l'intraprendenza di questo personaggio e le riflessioni che ci racconta per tutto il romanzo: in più di qualche occasione ho concordato con lui, pur non essendo riuscita ad entrare in sintonia con nessuno dei personaggi. Questo aspetto mi ha un po' allontanato dalla vicenda: ho affrontato la lettura da semplice spettatrice senza immedesimarmi mai nelle situazioni e senza riuscire a creare un legame speciale con i protagonisti.

L'autore racconta, in maniera veritiera ed imparziale , la vita dei personaggi inserendo tematiche reali (vedi alcolismo, problemi finanziari e tradimenti) che movimentano, e non poco, la trama e, soprattutto, la vita di tutti i protagonisti. Ho trovato lo stile di Jonathan Dee molto dispersivo e caotico: ci sono tantissimi nomi e personalità - che si ricordano a fatica- e la narrazione si divide in tante sezioni diverse cosa che rende difficile individuare il focus della vicenda. 

Non sono riuscita a comprendere, fino in fondo, quale fosse il disegno finale e il messaggio che l'autore voleva consegnare al lettore. C'erano ottimi presupposti ma, almeno per quanto mi riguarda, non sono rimasta folgorata dalla storia pur riconoscendo la qualità del romanzo e la bravura dell'autore.



lunedì 15 aprile 2019

Recensione "Rum e segreti" di Jane Rose Caruso

Buongiorno, lettori.
Iniziamo la settimana parlando del nuovo romanzo di Jane Rose Caruso, "Rum e segreti", in cui ritroviamo l'arzilla Miss Garnette Catharine Book alle prese con un giallo interessante e altre nuove ricette tutte da provare e gustare.
Buona lettura!


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Tutto sembra andare per il meglio, quando Miss Book riceve una terribile notizia, che la costringe a rientrare a Beltory prima del previsto. Mr Bell, il padre di Mary, la sarta, è morto e la ragazza è stata incolpata dell’omicidio. La poveretta si trova in guai seri e chiede l’aiuto di Miss Book, per dimostrare la sua innocenza. Un altro segreto da svelare per Miss Book, ma non il solo: anche il cuore di sua nipote Prudence è confuso, ma forse, grazie proprio a questa vicenda, anche la ragazza riscoprirà l’amore. Gli abitanti sono decisi, nel frattempo, a organizzare una grande festa per festeggiare l’amore in tutte le sue forme. Quale sarà l’ingrediente che stavolta servirà?

I romanzi di Jane Rose Caruso sono una garanzia quando cerco qualcosa di leggero, divertente ed interessante. Avendo letto tutti i capitoli precedenti, non mi sono stupita dello stile dolce ed elegante, di un linguaggio d'altri tempi o delle deliziose ricette che non vedo l'ora di provare, ma ho apprezzato molto il giallo che è stato introdotto nel libro e come è stato sviluppato il caso. Miss Book si è dimostrata un'ottima investigatrice, arguta e attenta ai dettagli, ma al tempo stesso dimostra di essere una grande amica e un valore aggiunto per la cittadina di Beltory.

L'autrice riesce sempre ad inserire dei temi importanti nei suoi libri e lo fa in maniera delicata e non pesante, quasi fosse una favola per bambini. Mi piace la sua sfida continua con sé stessa e il percorso di crescita che la Caruso, insieme alla sua Miss Book, hanno intrapreso regalandoci emozioni, storie interessanti e deliziosi manicaretti. Potevano mai mancare le ricette? Assolutamente, no! Ancora una volta un breve ricettario a tema si interseca perfettamente con la trama creando quel mix delizioso che ha fatto innamorare tutti i fan della serie. In attesa di una nuova avventura, consiglio a tutti di fare un salto nella bellissima Beltory!

Nelle puntate precedenti:

- Spezie e Desideri > Recensione

- Un tè alla zucca > Recensione

- Strenne e Cannella > Recensione

venerdì 12 aprile 2019

Recensione "In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo" di Malusa Kosgran

Buongiorno, lettori.
Ultimo post della settimana dedicato ad una romanzo particolare che mi è piaciuto molto. Si tratta del libro di Malusa Kosgran, "In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo", edito da Bookabook.
Buona lettura!


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Smemorato, perduto, morto o in fuga? Nessuno sa cosa sia successo ad Antonio Di Pinto, agricoltore biscegliese ultrasessantenne scomparso all’improvviso.
Mentre le indagini ufficiali procedono a rilento, la famiglia si raccoglie in un’attesa composta, ma disperata.
Per scoprire che fine ha fatto l’uomo che moglie, figlie, sorelle, nipoti e operai credono di conoscere è necessario riportare le lancette dell’orologio a molti anni prima. Nella Milano degli anni Sessanta, Antonio è Antonino, un piccolo uomo di appena dieci anni mandato a guadagnarsi il pane nel capoluogo lombardo. Tra le luci della città, la fatica del lavoro e il freddo pungente gli fanno compagnia i sogni di gloria. Uno su tutti: diventare un grande campione di ciclismo come Fausto Coppi.
In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo è ispirato a più storie vere.

Il romanzo di Malusa Kosgran è una storia lunga: nel titolo e nei contenuti. E' una storia che si prende il suo tempo e molto ricca... di personaggi, di avvenimenti e di generi diversi. Quello che si presenta come un libro di narrativa dai toni pastello, nasconde al suo interno una storia particolare e variegata che accontenterà anche i lettori più esigenti. 'In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo', è un romanzo corale nel quale incontriamo tantissimi protagonisti che compongono, perlopiù, la grandissima famiglia Di Pinto. Il patriarca del clan scompare nel nulla e da qui partono due filoni narrativi distinti che si snodano tra passato e presente. 

E' interessante studiare i personaggi e le opinioni che elaborano per spiegare l'improvvisa scomparsa di Antonio: c'è chi dà per scontata la sua morte nei campi che tanto amava coltivare e chi propone alternative più fantasiose come una bella fuga d'amore. Fatto sta che il giallo è tutt'altro che vicino ad una soluzione e, vi assicuro, ne vedrete delle belle.

A fare da sfondo, la bella Bisceglie una terra rappresentata in tutto il suo splendore ma in maniera onesta e senza elementi romanzati. Stessa cosa dicasi per Milano, la città che per molti emigranti del Sud ha rappresentato, e rappresenta, la possibilità di una vita migliore e un ventaglio di occasioni decisamente maggiore rispetto alla piccola cittadina pugliese.

Quello della Kosgran è un romanzo vero, corposo reso ancora più realistico grazie all'uso del dialetto e ad una storia che accomuna tantissimi italiani: sono certa che molti voi riusciranno a rispecchiarsi in queste parole e nella famiglia Di Pinto. Come se non bastasse, l'autrice rende epico il suo libro con epilogo tragicomico ed esilarante che non mi aspettavo assolutamente! Sono rimasta colpita, in positivo, dalla prosa di Malusa Kosgran e dall'ottimo lavoro di costruzione della trama, dei dialoghi e dei personaggi: nulla è stato lasciato al caso.
Se avete voglia di un romanzo originale e che sia un mix (ben riuscito) di generi, questo fa al caso vostro!



giovedì 11 aprile 2019

Recensione "Morte nelle Highlands" di Lucy Foley

Buongiorno, lettori.
Torno a parlarvi di thriller con il libro di Lucy Foley, 'Morte nelle Highlands', edito da Giunti.
Buona lettura!


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Come ogni anno Emma, Mark e i loro amici trascorrono l'ultimo dell'anno insieme. Per Emma, l'ultima arrivata, l'unica a non aver frequentato Oxford con gli altri, è l'occasione per fare bella figura e integrarsi nel gruppo. Ma qualcosa va storto nell'esclusivo cottage che si affaccia sulle gelide acque di Loch Corrin. Sui boschi già imbiancati si abbatte la peggiore tempesta di neve degli ultimi tempi e poi, improvvisamente, uno degli ospiti scompare. Le condizioni meteo sono così proibitive che i soccorsi non possono arrivare e nessuno può andare via. Quando l'ospite viene ritrovato - morto - tutti sono dei potenziali sospettati. Ci sono Heather, la manager del resort, Doug, l'ex marine ora guardiacaccia, una inquietante coppia di islandesi e poi gli amici: Miranda e Julien, tanto belli quanto snob, Samira e Giles con la loro bambina di 6 mesi, Nick e il suo fidanzato americano, e infine Katie, l'unica single del gruppo. Chi è l'assassino? Ma, soprattutto, chi è la vittima?

Una parola per definire questo romanzo? Suggestivo e pieno di suspense. 
Un gruppo di amici si ritira nelle Highlands per Capodanno: l'atmosfera è tesa e resa ancora più inquietante da una terribile tempesta di neve che si abbatte sulle montagne, isolandoli dal mondo. L'autrice inserisce anche un pericoloso serial killer che si aggira indisturbato mietendo vittime nei boschi. Gli elementi per un bel thriller sono serviti.

Il vero motore del libro sono i personaggi, a prima vista sembrano formare un gruppo affiatato ma, man mano che si prosegue con la lettura, saltano fuori vecchi rancori, invidie, incomprensioni e segreti che cambieranno l'intero assetto della comitiva. Il ritrovamento di un cadavere fa capitolare definitivamente il precario equilibrio che teneva insieme il gruppo. Tutti diventano potenziali sospettati e i pericoli si nascondono ovunque in un bosco sempre più oscuro e minaccioso.

Pagina dopo pagina, Lucy Foley smaschera tutti i suoi protagonisti mostrandoli per come sono realmente e portando alla luce i torbidi segreti che tenevano gelosamente segreti. Il confine tra il bene e il male non è mai stato così labile e incerto. Mi piacerebbe potervi rivelare di più ma rischierei di rovinare la lettura, posso solo dirvi che ne vedrete delle belle!

Lo stile dell'autrice è scarno e molto diretto, perfetto per il genere trattato. La suspense va in crescendo così come il ritmo che è abbastanza incalzante. La lettura è piacevole ed originale, soprattutto se amate i thriller. Non conoscevo l'autrice e mi ha stupito in positivo, avrei gradito una maggiore attenzione introspettiva verso i personaggi ma, nel complesso, è stata una buona lettura!



mercoledì 10 aprile 2019

Recensione "La prossima persona che incontrerai in cielo" di Mitch Albom

Buongiorno, lettori.
Anche oggi voglio parlarvi di un romanzo a cinque stelle che ho avuto modo di leggere nei giorni scorsi. Si tratta del libro di Mitch Albom, "La prossima persona che incontrerai in cielo", edito da Sperling & Kupfer.
Buona lettura!


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La vita, si sa, non è un rettilineo che scorre all'infinito senza scosse e senza ostacoli; prima o poi, il destino si rivela nei suoi risvolti più ardui e tortuosi. Ma non è neppure un viaggio solitario e accidentale: il nostro cammino è costellato di incontri, di altre rotte che intrecciano e accompagnano la nostra in maniera non casuale, anche quando non ne siamo consapevoli. Siamo un breve tratto di una grande mappa, uno snodo di trama in un intreccio di storie. Siamo la parte minuscola ma indispensabile di un disegno che ci sfugge. Da bambina, Annie è stata protagonista involontaria di quello che molti hanno definito un miracolo: salvata da un incidente fatale grazie all'atto eroico di un uomo che ha dato la vita per lei. Ma quell'episodio l'ha segnata profondamente, nel corpo e nell'anima. Le è costato tanto trovare il suo posto nel mondo e accettare se stessa, senza sentirsi sbagliata. Finché, quando crede di stringere finalmente in pugno la felicità, una catena ineluttabile di eventi la strappa a questa vita. Ora il viaggio di Annie continua verso il Cielo. E proprio in questa nuova parte del cammino si ripetono cinque degli incontri che più hanno segnato la sua esistenza. Ognuna delle cinque persone che ritrova le farà a suo modo capire come nulla sia stato vano, e quanto ogni attimo terreno da lei vissuto sia stato importante - per lei stessa e per chi l'ha conosciuta. Perché tutto ciò che facciamo lascia un segno nelle vite degli altri, e ognuno di noi conta nel disegno più grande che ci unisce. Basterebbe solo alzare gli occhi e abbracciare con lo sguardo quell'orizzonte dove ogni fine sfuma in un principio e ogni singolo si fonde con un tutto che lo illumina.

Del romanzo di Mitch Albom mi ha subito colpito il titolo e la copertina deliziosa. Le prime pagine sono state un misto di confusione e stupore, non ero sicura della direzione in cui l'autore mi stava conducendo. Man mano che procedevo con la lettura, però, sono entrata nel vivo della storia e il mio cuore si è completamente perso tra queste pagine.

'La prossima persona che incontrerai in cielo' è un romanzo che inizia dalla fine e da un viaggio surreale che la protagonista, Annie, compie in quello che potremmo definire un paradiso. Dopo aver lottato tutta la vita contro un senso di colpa e inadeguatezza costante, la protagonista ha trovato la sua felicità ma il destino è imprevedibile e in un momento tutto cambia e tutto finisce. Ma quella che può sembrare la fine, sarà in realtà, solo l'inizio di un viaggio profondo e istruttivo.

La dolce Annie, infatti, ripercorre a ritroso episodi particolari della sua vita accompagnata, di volta in volta, da una persona che ha fatto la differenza nella sua esistenza, più o meno direttamente. Sono tante le cose che Annie scopre durante il suo viaggio: in un momento, tutti i pezzi della sua vita trovano posto in un disegno perfetto che non le era mai parso così chiaro e concreto.

Il lettore non può che seguire, con il cuore in tumulto, il percorso in crescendo della protagonista che sfocerà in un epilogo emotivamente devastante ma giusto. In un certo senso il finale è il valore aggiunto di una storia intensa e dolcissima che si legge tutta d'un fiato. La prosa dell'autore è una coccola per gli occhi e per l'anima: con uno stile delicato e avvolgente, l'autore ha catturato la mia attenzione dall'inizio alla fine, regalandomi un libro straordinario che mi ha insegnato moltissimo.
Consigliato a tutti i lettori che cercano storie emozionanti e commoventi.



martedì 9 aprile 2019

Recensione "Un intero attimo di beatitudine" di C. H. Parenti

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di una storia meravigliosa che mi ha fatto piangere, amare e gioire in circa 370 pagine.
Si tratta di "Un intero attimo di beatitudine", firmato dalla penna della bravissima Chiara Parenti, pubblicato da Dea Planeta.
Buona lettura!


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Arianna Brandi non è certo una ragazza che passa inosservata: capelli rossi come il fuoco e occhi pieni di rabbia. La rabbia di chi ha già perso tutte le cose che contano davvero: la famiglia, l'innocenza, la voglia di credere nel futuro. Infatti, da quando il padre se n'è andato, sparito nel nulla senza lasciare traccia, la vita di Arianna non è stata più la stessa. Qualcosa si è spezzato, e lei ha cercato rifugio nelle compagnie sbagliate, tra alcol, feste e notti infinite. Le cose cambiano il giorno in cui Arianna viene bocciata e la madre la costringe a lavorare nel bar di un piccolo paese alle porte di Siena. Per Arianna quello è l'inferno, l'estate peggiore che possa immaginare. Almeno fino al momento in cui incontra Daniel. Lui è tutto ciò che Arianna non è: timido, riservato, serio. Se ne sta seduto in un angolo del bar con una vecchia macchina fotografica tra le mani, sempre solo. Tra i due l'amore scoppia come una scintilla inaspettata, sorprendente. Lui la trascina nel suo universo misterioso, lei trova il modo di ricucire i pezzi della propria vita. Daniel sembra essersi materializzato dal nulla per salvarla, per portarla via sul suo cavallo bianco come un cavaliere dall'armatura scintillante. Eppure Arianna non sa che il ragazzo che le ha rubato il cuore nasconde un segreto. E che, forse, sarà lei a salvare lui.

La storia di Chiara Parenti, oltre ad essere meravigliosamente stupenda, sovverte l'ordine delle cose. Sono certa che a molti di voi sarà capitato di leggere romance o sick romance in cui c'è il cattivo ragazzo di turno che deve essere salvato dalla giovane sprovveduta e indifesa che si innamora perdutamente e in maniera quasi illogica, stavolta invece assistiamo al fenomeno contrario. Arianna Brandi, infatti, è lontanissima dall'essere una brava ragazza della porta accanto e la cosa stupisce, non poco, chi legge perché va contro il cliché a cui siamo abituati.

Questo personaggio mi è piaciuto molto, soprattutto per il lungo e tortuoso percorso di cambiamento che attraversa in queste pagine piene di sentimenti e vicissitudini contorte. Ad affiancarla c'è Daniel, il magnifico Daniel che mi ha conquistata al primo rigo e mi ha fatto capitolare pagina dopo pagina a colpi di riflessioni schiette e scatti di polaroid. Anche lui è un protagonista anomalo, con un retaggio culturale eccellente e inaspettato per un giovane della sua età e con un animo profondo e puro. Non potrete non amarlo, è impossibile non farlo!

Adesso il mondo può anche saltare per aria perché noi non ci siamo più, aggrappati a questi istanti fatti di luce che continueranno a esistere anche dopo di noi. Perché siamo infiniti, questi istanti sono il senso.
(...) Eccolo, Testa Rossa. Un intero attimo di beatitudine.

Una menzione speciale, e d'onore, la meritano anche Carlito e Carmen quelli che potremmo definire come 'gli aiutanti' della storia. Gli amici sui quali puoi sempre contare, nonostante tu li abbia sempre trattati male e in modo sconsiderato. Sono due ragazzi eccezionali che hanno conquistato un pezzettino del mio cuore con la semplicità di un gesto e un sorriso incerto. Sono persone che non hanno bisogno di fare rumore per dimostrare che esistono. 

Con questo libro l'autrice mi ha uccisa... non so come altro spiegare la dolorosa sensazione di vuoto e perdita che si è impossessata di me alla fine del romanzo. Seppure prevedibile, l'epilogo mi ha stordita con la sua potenza evocativa e con le conseguenze che hanno coinvolto tutti i protagonisti. Mi chiedo perché gli autori, a volte, si divertano a regalarci delle favole per poi spezzarci il cuore senza pietà, sob!

Non posso invece lamentarmi del prodotto nel suo insieme: questo libro è favoloso e perfetto. L'autrice mi ha conquistata, come sempre, con una prosa emozionante e delicata, oltre che curata e molto dettagliata. Ci sono degli elementi innovativi che rendono una trama, già vista, originale e indimenticabile. Ne consiglio la lettura ma solo se avete un cuore forte, non ditemi che non vi avevo avvisato!!



lunedì 8 aprile 2019

Recensione "L'ora del te" di Valentina Schifilliti

Buongiorno, lettori.
Iniziamo la settimana parlando del romanzo di Valentina Schifilliti, meglio nota come 'La Rotten', che sbarca in libreria con una storia ironica e, in parte, autobiografica che mi è piaciuta moltissimo.
Buona lettura!


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Alice è figlia unica, abituata a darsi da fare "per due". Non ha mai voluto deludere i genitori e ha un rapporto speciale con nonna Bice, un tempo sarta in un atelier di abiti da sposa, che facevano sognare Alice fin da piccina con il loro tulle e ricami. Così, dopo la laurea, ha trovato Il Posto Fisso che la famiglia si aspettava da lei. Ma quando alla vigilia di Natale anche quella certezza sembra sfumare, Alice capisce che è venuto il momento di seguire davvero la voce del cuore. Sostenuta dal fidanzato Andrea e dalle sue strambe, adorabili amiche, apre così un profilo social attraverso il quale presentare le creazioni sartoriali uniche che realizza in casa, mentre il gatto Marlon fa le fusa. Le cose non decollano, sono in pochi a seguirla, fino a che, improvvisamente, il destino spariglia le carte. Alice si trova catapultata nel mondo degli influencer, che dominano l'universo del web, suscitatori di like che tintinnano come monete sonanti, maghi capaci di utilizzare i potenti filtri della rete per far sognare i loro follower. Per Alice è davvero l'ingresso in un mondo di "meraviglie", tanto affascinanti quanto pericolose. Perché il filtro dei social media può essere una droga sottile, che scaccia ogni solitudine ma chiede in cambio di consegnare ogni momento privato alla sua luce accecante...

Seguo l'autrice da quando imitava in maniera super simpatica i look delle prime influencer della storia (aka Chiara Ferragni &Co.). L'ho sempre trovata una ragazza geniale e intelligente, oltre che molto ironica. L'ho seguita anche quando ha deciso di cambiare rotta e ritrovare sé stessa così come Alice, la protagonista del suo romanzo. "L'ora del te" è un libro attualissimo, così come i suoi personaggi che non appaiono artefatti o stereotipati ma molto normali e ordinari. Sono certa che chiunque potrebbe rispecchiarsi in Alice, nelle sue frustrazioni quotidiane e nella voglia di essere qualcuno. Nel momento in cui ci iscriviamo ad un social, vuoi o non vuoi tutti siamo alla ricerca di popolarità ed approvazione e, nel mondo attuale, anche di un ipotetico lavoro dato che quello 'materiale' è diventato non pervenuto, da qualche anno a questa parte.

Mi sono ritrovata molto nella protagonista e nella sua scalata al successo, in maniera molto meno accentuata, ho avuto anche io i miei alti e bassi con i social e dei momenti in cui ho avuto voglia di mandare tutto al diavolo perché la vita vera, e i valori veri, non sono nel web ma fuori dallo schermo. Credo che molte persone potranno prendere spunti di riflessione dalla storia di Alice, dai suoi successi ma, soprattutto, dai suoi insuccessi. E' una ragazza qualunque che, solo per un po', perde sé stessa nel labirinto di luci sfavillanti del mondo degli influencer per poi ritrovarsi più forte e cazzuta di prima.

Valentina Schifilliti si racconta ed emoziona con una prosa perfetta che si legge con piacere. Ho adorato l'ironia dei dialoghi, il romanticismo poco accennato e i momenti di serietà e di riflessione che, alla fine, coinvolgono pienamente anche chi sta leggendo. L'autrice non ha peli sulla lingua e mette nero su bianco i pregi e difetti di un mondo in cui non è tutto oro quel che luccica. Quello che, di sicuro, mi resterà impresso dopo aver letto questo libro, è che la vita vera batte sempre quella virtuale... nonostante tutto, nonostante tutti.
Ottimo esordio cara, Rotten! Non vedo l'ora di scoprire cosa mi racconterai nel tuo prossimo romanzo!


sabato 6 aprile 2019

Recensione "Let it be" di Greta Ginelli

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio voglio parlarvi di "Let it be", secondo romanzo di Greta Ginelli dedicato alla storia di Grace e Stephen.
Buona lettura!



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"Grace, per favore..."Non voglio sentire oltre, altre scuse o altre motivazioni che per me non sono abbastanza. Mi dirigo all'ingresso recuperando la mia borsa. Sembra tutto surreale, tutto sbagliato e incredibilmente falso, talmente falso da non riuscire a capacitarmene. Le lacrime non stanno scendendo, non sono pronte a scendere. Soltanto un senso di vuoto si sta facendo spazio dentro di me, lo stesso spazio che Stephen, per poco tempo, era riuscito a colmare.

Nel primo capitolo della storia, A kind of magic, avevamo lasciato Grace e Stephen alle prese con una storia complicata da gestire a causa della fama di lui e della voglia di normalità di lei. Non è semplice vivere nel mondo patinato di Stephen, lo sa lui e lo sa Grace e il nostro protagonista prende la via più sbagliata: decide di lasciarla. 

In questo secondo romanzo, ho rivalutato in negativo la figura di Stephen: si è rivelato un personaggio privo di spina dorsale e convinto di avere la verità in tasca combinando un guaio dopo l'altro. L'ho odiato per il dolore che ha causato a Grace e l'ho trovato immeritevole del suo amore. 

Lei ha, invece, continuato a conquistare il mio cuore. Grace è una ragazza unica e dal carattere amabile: amica speciale e fidanzata perfetta, si ritrova ancora una volta in un mondo più grande di lei e decisamente troppo sfavillante e luccicante. Ora è consapevole del fatto che tutte queste luci servono, perlopiù, a coprire il marcio dei personaggi che vi abitano. 

L'autrice approfondisce moltissimo la conoscenza dei due protagonisti ed intesse una trama piena di ostacoli da superare. Dopo aver terminato il libro, l'unica cosa di cui sono certa è che Grace ha amato, ama e sempre amerà Stephen mentre i sentimenti di lui mi sembrano ancora poco convincenti nonostante sia il mago delle dimostrazioni plateali, leggere per credere.

Ancora una volta mi colpisce la bravura di Greta Ginelli che riesce a sviluppare una trama tutto sommato semplice e senza troppi colpi di scena, oltre che in un numero considerevole di pagine, senza annoiare mai. E' una storia che si divora e apprezza senza bisogno di caricature eccessive da parte dell'autrice. Pur essendo un libro pubblicato in self, è curato in ogni dettaglio e non presenta difetti cosa che lo rende un caso più unico che raro.

La penna di Greta Ginelli è una carezza gentile che ci trasporta in un lungo viaggio nelle emozioni e nei sentimenti. Credo che conserverò con cura i libri di questa serie, che tra l'altro hanno delle cover pazzesche, e li consiglio a tutte le lettrici innamorate dell'amore e della musica. Sono certa che troverete pane per i vostri denti in questi romanzi.




giovedì 4 aprile 2019

Recensione "Le amiche che vorresti e dove trovarle" di Beatrice Masini-Fabian Negrin

Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi di un'antologia bellissima e straordinaria firmata da Beatrice Masini e meravigliosamente illustrata da Fabian Negrin.
Buona lettura!


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L'antologia di Beatrice Masini ha conciliato, nello stesso libro, ventidue eroine letterarie dei classici della letteratura che più abbiamo amato.
Ne troverete di tutti i gusti e di tutte le età: dalla tenera Matilda di Roald Dahl all'esuberante Pippi di Astrid Lindgren, passando per la guerriera Bradamante del Boiardo e dell'Ariosto e la romantica Catherine Earnshaw di Emily Bronte. 

Anche se apparentemente non hanno nulla in comune tra loro, essendo nate in epoche diverse e da autori differenti, in realtà hanno un minimo comune denominatore molto importante: sono uniche ed eterne. Ognuna di loro, infatti, ha una caratteristica che l'ha resa immortale e amatissima da generazioni di lettori e lettrici che le hanno prese come modello ed ispirazione nei momenti più difficili o spensierati della vita. 

Chi di voi non ha mai sognato di vivere la magica vita di Mary Poppins? E chi non ha mai sospirato come Jane Eyre quando il Mr Rochester della situazione è nei paraggi? I libri sono i nostri compagni di avventura per eccellenza così come i loro protagonisti.

L'idea di raccogliere le vite di queste eroine mi è piaciuta moltissimo e ho scoperto tante curiosità che ignoravo su alcuni personaggi. Le illustrazioni, poi, sono il vero pezzo forte del libro e sono davvero meravigliose. E' un volume che non può mancare in libreria, ideale per i più piccoli ma perfetto da collezionare anche per noi che abbiamo qualche anno in più. Sono certa che non avrete difficoltà a fare amicizia con queste donne/ragazze straordinarie!


Quando la casa editrice mi ha proposto di adottare un'amica e ospitarla qui, sul blog, ho subito pensato a Jane Eyre. La sua storia è una delle mie preferite di sempre e non mi stancherei mai di rileggerla, nonostante l'abbia già fatto infinite volte!

Sono sposata da dieci anni.
So che cos'è vivere interamente per e con ciò che più amo sulla terra.
Mi ritengo sommamente benedetta, benedetta al di là di quanto
le parole possono dire: perché io sono pienamente la vita di mio marito 
come lui è la mia. Nessuna donna è mai stata più vicina
di me al suo compagno.

Mi sono sempre rispecchiata in Jane, nel suo essere una persona ordinaria: né bella, né brutta; né simpatica, né antipatica. Una ragazza normale senza tanti grilli nella testa. Mi è sempre piaciuta la sua intelligenza e la sua cultura e non mi sono mai rassegnata al comportamento odioso di Mr Rochester al quale avrei volentieri tirato un fermacarte, o più semplicemente un tomo parecchio voluminoso, in testa. E' una donna che ce l'ha fatta, nonostante le difficili prove della vita e le sfide continue che ha trovato lungo il percorso. E' una donna che ama profondamente e, la romanticona che è in me, non ha potuto fare meno di immedesimarsi in questa sua caratteristica.
Jane Eyre è l'amica che avrei voluto ma anche quella che non mi abbandonerà mai perché sarà sempre pronta ad ascoltarmi sullo scaffale della libreria.

Ho scovato, per voi, due curiosità sul libro che non vedo l'ora di raccontarvi!

- La gaffe 

Charlotte Bronte dedicò la prima edizione del romanzo al suo scrittore preferito, William Makepeace Thackeray, commettendo un errore madornale. L'autore in questione, infatti, era sposato con una donna malata di mente e, proprio come Mr Rochester, la teneva chiusa in casa! Per la società dell'epoca, il collegamento fu immediato ed inevitabile ma, per fortuna, il diretto interessato affrontò la cosa con il sorriso.



- Tratto da una storia vera...

Per il personaggio di Bertha Mason, l'autrice si ispirò alla storia realmente accaduta di Mary. La donna, ritenuta pazza, venne rinchiusa nella stanza più remota di Villa Norton Conyers. La piccola stanzetta, oggi nota come 'Mad Mary's Room', è aperta al pubblico e visitabile dal 2004.






mercoledì 3 aprile 2019

Recensione "La ragazza invisibile" di Blue Jeans

Buongiorno lettori.
Oggi vi parlo di una storia che mi è piaciuta moltissimo, nonostante si rivolga ad un target di lettori che non rispecchia propriamente la mia età anagrafica (si può fermare il tempo, please?).
Si tratta de 'La ragazza invisibile', edito da Dea Planeta.
Buona lettura!


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Una mattina di maggio Aurora Ríos viene trovata morta nella palestra della scuola. Qualcuno le ha inflitto un colpo fortissimo sulla testa e ha abbandonato vicino al corpo martoriato uno strano indizio: una bussola. È forse questo il primo momento in cui i compagni si accorgono veramente di Aurora, la "ragazza invisibile". A diciassette anni, Aurora non ha amici, né una famiglia che voglia occuparsi di lei. La sua morte fa chiasso, forse troppo, finché tutti ammutoliscono. Perché all'improvviso tutti a scuola vengono sospettati per il delitto. Ma chi è il vero responsabile di quello che è successo? Julia Plaza è ossessionata da questa domanda. Compagna di classe di Aurora, Julia ha un'intelligenza straordinaria e una memoria prodigiosa, ed è in grado di realizzare un cubo di Rubik in meno di cinquanta secondi. Così, quasi per gioco, e con l'aiuto del suo migliore amico Emilio, inizia a indagare sul delitto. Ma il gioco si trasforma rapidamente in un vortice da cui Julia non può più uscire: perché niente è come sembra e l'assassino della bussola potrebbe essere proprio accanto a lei.

Cose belle di questo romanzo? Tutto.
Ebbene sì, a partire dai personaggi per finire con la trama, passando per una prosa avvincente, ogni cosa mi ha colpito di questo libro tanto che, nonostante la mole considerevole di pagine, ho terminato in un solo giorno. Per quanto mi riguarda, i protagonisti del romanzo sono tre: Julia Plaza, e la sua intelligenza fuori dal comune; Aurora, che dopo una vita passata nell'anonimato più assoluto viene passata ai raggi X per la sua prematura scomparsa; Emilio, amico nerd di entrambe.
Ma partiamo dal principio: Julia. Julia mi è piaciuta tantissimo per la sua intraprendenza e il suo formidabile intuito; finalmente una protagonista intelligente, spiritosa e che non vive di apparenze. Non è facile trovare un adolescente di sostanza, nei libri come nella vita, ma in questo caso ce ne sono parecchi. Aurora, al contrario, non può contare su una famiglia solida e una personalità forte e si lascia trascinare dalla marea della normalità, cercando di passare inosservata ma non per questo è meno meritevole di attenzioni, peccato che tutti si accorgono sempre troppo tardi di persone come lei.
Anche Emilio ha i suoi problemi, non è il ragazzo aitante e scattante che amano le ragazze ma ha una sensibilità unica che lo rende l'amico perfetto; pur avendo avuto problemi ad inquadrarlo, almeno inizialmente, poi mi ha conquistata completamente. Lui e Julia sono una coppia di investigatori fantastica!

L'intera trama gira intorno alla morte di Aurora avvenuta in circostanze anomale, nel luogo più sicuro del mondo: la scuola. Un caso del genere, soprattutto in un piccolo paesino, porta con sé una serie di problemi e un clima di tensione per tutti. Il colpevole, probabilmente, si cela tra le persone che conosci da una  vita e un'indagine di polizia può tirare fuori diversi altarini che dovrebbero restare tra le mura domestiche. All'improvviso, nessuno è immune dal sospetto e non tutti riescono a vivere bene con questa tensione portando così alla luce i propri peccati più nascosti, nella speranza di uscire dalla cerchia dei possibili colpevoli. Durante la lettura, sono arrivata davvero a sospettare di tutti - tranne Julia e Aurora, per ovvi motivi- ma senza arrivare mai ad una vera conclusione. I moventi sono molteplici così come i sospettati coinvolti. Quel che è certo è che c'è un assassino in libertà e va fermato subito!
Ma l'omicidio, non è il solo argomento del libro: vengono trattati dei temi scottanti e interessanti che si mescolano perfettamente alla storia dando vita ad una lettura stimolante. Si parla di incomprensioni tra genitori e figli, di bullismo, di abuso di droghe, di omosessualità e, più in generale, di tutte le aspettative che vengono riversate sui giovani di oggi che, spesso, opprimono la persona più che incoraggiarla ad ottenere il massimo dalla vita. Come vi accennavo, è una storia che mi ha colpita moltissimo e che ho adorato. E' diverso dal solito libro per adolescenti e sono certa che incollerà alla pagine anche i lettori più maturi ed esigenti. Promosso a pieni voti!



martedì 2 aprile 2019

Recensione "Adesso muori" di Karen Sander

Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi dell'ultimo thriller di Karen Sander, 'Adesso muori', dedicato al duo investigativo composto da Georg Stadler e Liz Montario.
Buona lettura!


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Sono bionde, sono giovanissime, e qualcuno le ha lasciate morire dissanguate sulla riva di un fiume, il corpo nudo esposto in una posa innaturale, i capelli che ondeggiano sulla superficie dell'acqua. Mentre il commissario Georg a Dusseldorf, che sembra opera di un omicida seriale, la celebre profiler Liz Montario, sua partner in molte cacce all'uomo, sta tenendo un seminario all'università di Liverpool per formare le migliori promesse della psicologia criminale. Ed è proprio la sua allieva più brillante, Zoe Fischer, a riaprire alcuni cold case che ripercorrono il modus operandi di un famigerato serial killer di trent'anni prima: Jeremy Dunn, un artista che aveva fatto furore dipingendo quadri con il proprio sangue. O almeno così sosteneva. Perché in realtà si trattava del sangue delle sue vittime, giovani donne che lasciava dissanguare lentamente fino alla morte. Ma Liz ha forti dubbi su questa teoria, anche perché il "Macellaio" è chiuso in carcere da molti anni. Finché non scopre che Stadler, a molti chilometri di distanza, sta indagando su un caso del tutto simile: che si tratti di un emulatore? O c'è qualcosa di più complesso e morboso dietro la catena di nuovi omicidi? Magari qualcosa che ha a che fare con il misterioso stalker che da tempo perseguita Liz, lasciandole inquietanti "regali" sulla soglia della porta? Siamo alla resa dei conti finale per l'affascinante coppia di detective Liz Montario e Georg Stadler.

Siamo arrivati al quarto libro firmato dalla Sander e io continuo ad adorare il binomio profiler/detective protagonista di questa meravigliosa serie. Anche questa volta, Stadler e Montario si trovano a lavorare fianco a fianco su due casi apparentemente scollegati ma che, strada facendo, si uniscono pericolosamente e inesorabilmente. Dopo quattro libri, conosco parecchie sfumature e dettagli su entrambi i protagonisti ma c'è sempre qualcosa di interessante da scoprire. La tensione emotiva tra i due è sempre palpabile ma per quelli, come me, che sperano ancora in un risvolto amoroso e super rosa tra loro mi dispiace deludervi ma anche questa volta, nulla da fare.

Sono stra innamorata della Montario, oltre ad invidiare tantissimo la sua professione. La componente psicologica è fondamentale nei libri di Karen Sander ed è la parte che amo di più. Il caso preso in esame, questa volta, parte da molto lontano ed è molto interessante: il criminale dipingeva quadri con il sangue delle sue vittime. Trent'anni dopo lo scenario diabolico si ripete e Stadler avrà bisogno della squadra migliore possibile per fermare il 'nuovo (?) macellaio'. 

L'unica cosa che non può mancare in un thriller che si rispetti è la suspense e, in questo libro, ne troverete a bizzeffe. La trama è intrigante e piena di colpi di scena, il ritmo è super dinamico e la storia si legge in un soffio. Lo stile dell'autrice mi piace moltissimo: è dettagliato e descrittivo, la parte crime è molto sviluppata e si amalgama perfettamente con quella psicologica creando un mix letale che gli appassionati del genere non potranno non amare.

Come vi accennavo all'inizio del post, si tratta del quarto libro di una serie e, pur contenendo tutti i riferimenti necessari alla comprensione nel caso voleste leggerlo in autonomia, vi consiglio di recuperare la lettura dei libri precedenti per avere un quadro d'insieme soprattutto sui personaggi che, nel corso dei capitoli precedenti, si sono rivelati sapientemente costruiti in ogni aspetto e sarebbe un peccato non approfondire la loro conoscenza. 
Se amate il genere poliziesco/ crime, questa serie fa al caso vostro!