venerdì 28 aprile 2017

Recensione "Dove tutto è a metà" di Federico Zampaglione e Giacomo Gensini

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un romanzo uscito da pochissimo per Mondadori e che vanta due grandi autori: Federico Zampaglione, frontman della band dei Tiromancino, e Giacomo Gensini, scrittore e sceneggiatore di successo.
Il romanzo si intitola, "Dove tutto è a metà", ed è un connubio perfetto di scrittura e musica.
Buona lettura.


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LA RECENSIONE:

"A quel punto si misero a suonare e andarono avanti tre ore, sentendosi bene, sentendosi una tribù di fratelli, sentendosi invincibili e senza più un dubbio sul loro futuro.
Neanche uno."

Lodovico, Lodo per gli amici, è il cantante di una band romana di discreto successo, i Bangers. E' segretamente innamorato di Giulia ma non trova il coraggio, e le parole, per dichiararsi. Il ragazzo è affetto da una forma acuta di timidezza tanto da avere il terrore del palco e del pubblico. In realtà la sua mente è affollata da interrogativi: la musica è la sua strada? C'è un futuro per i Bangers o si tratta solo di un passatempo da ragazzi? 
L'incontro, inaspettato e in circostanze bizzarre, con Libero Ferri, cantante pop di successo, è l'occasione giusta per provare a rispondere a queste domande.

"Dice che era famoso: era, quindi non lo è più e di conseguenza presumo si trovi in un momento emotivamente difficile. Un uomo può sentirsi fragile come un guscio d'uovo talvolta: dipende da come noi vediamo noi stessi, più che da come il resto del mondo vede noi."

In realtà, Libero si pone più domande di Lodo. 
Il successo e la fama di una volta, sono solo un ricordo sbiadito nella memoria di qualche appassionato di musica. Ma il mondo sfavillante della notorietà gli ha voltato le spalle già da tempo. Solo Luna è stata in grado di restargli accanto, nonostante tutto. In Lodo vede sé stesso e la possibilità di ricominciare ancora, la speranza di non essere un uomo finito.

"Non aveva voglia di rivelare a quel semi estraneo alcuni dei suoi segreti più inconfessabili. Che ovviamente avevano a che fare con la sua paura del palco. Quella paura assoluta del palco che lo portava a imitare modelli che essendo di successo lo rassicuravano. Ma questa era una cosa che non aveva mai confessato a nessuno, figuriamoci confessarla a Libero Ferri, che quella paura del pubblico non doveva averla mai avuta."

Lodo ha tutto ciò che Libero vorrebbe avere. E' giovane e di grande talento, ha tutta una vita davanti per realizzarsi, per sbagliare, cadere e poi rialzarsi, cosa che lui non riesce più a fare. E' sempre stato un uomo sicuro di sé, ma il tempo e la paura di sembrare solo un fallito, agli occhi del mondo, hanno minato ogni briciolo di autostima riducendolo all'ombra di sé stesso. 
La situazione sentimentale di entrambi è in bilico e l'unica consolazione che conoscono per superare le difficoltà, è la musica.

Questo romanzo è stato, senza dubbio, una lettura interessante. 
Abbiamo due protagonisti maschili, diversissimi per età, carattere e personalità, ma complementari tra loro. Ho trovato in Libero, il mentore perfetto per Lodo. Nonostante in alcuni punti sia stato brutale e diretto, ho apprezzato l'equilibrio che si crea tra i due. Le due donne del romanzo, Luna e Giulia, non sono state in grado di rubare la scena, anche se ho apprezzato molto di più Luna, tra le due. I Bangers, sono una buona spalla per Lodo, i ragazzi del gruppo sono ben caratterizzati e hanno una loro rilevanza ai fini della trama. Per quanto riguarda la prosa di questi autori, non ho rilevato alcuna discrepanza di stile, nonostante sia stato scritto da due menti diverse. Mi è piaciuta moltissimo la scelta di porre, come descrizione di ogni singolo capitolo, il titolo di canzoni storiche, più o meno note, sono state una piacevole colonna sonora per la lettura.
La trama ha una sua linearità e un suo messaggio, non troverete scene d'amore spassionate, né misteri o colpi di scena, si tratta più del diario di un sogno e della voglia di ricominciare grazie alla musica, la sola e unica vera protagonista del libro. 
Mi è piaciuto molto e lo consiglio.


Vi lascio il link per ascoltare il brano/ colonna sonora del libro: QUI


giovedì 27 aprile 2017

Recensione "Insegnami a vedere l'alba" di Josh Sundquist

Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi di una storia iniziata e finita in una mattina.
Si tratta del romanzo di Josh Sundquist, "Insegnami a vedere l'alba", edito da Giunti.
Buona lettura!


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LA RECENSIONE:

"Frequentare la scuola per ciechi giorno dopo giorno, un anno dopo l'altro, mi ha fatto sentire come se fossi intrappolato sulla linea di partenza anche nella vita vera. Ero al sicuro lì, certo. Però mi annoiavo anche. Avrei voluto liberarmi e avanzare sulla tortuosa strada arcobaleno della vita."

Will è cieco dalla nascita. Non conosce i colori, non conosce gli oggetti, non ha idea di cosa significhi 'vedere' qualcosa in prospettiva. Vive facendo affidamento sugli altri sensi, orientandosi come una bussola e contando i passi che ci vogliono per spostarsi da un punto A ad un punto B. Dopo anni trascorsi in una scuola per ragazzi come lui, decide di trasferirsi in una normale per dimostrare, agli altri e a se stesso, di poter essere indipendente e per seguire il sogno di diventare un giornalista. Fa amicizia, quasi subito, con un'allegra combriccola e, in particolare, con Cecily. I due diventano subito partner per i compiti della classe di giornalismo e c'è una certa sintonia tra loro.

"L'assurdo di tutto questo, me ne rendo conto, è che adesso sono in condizioni ben peggiori di prima dell'intervento. Ero assolutamente certo che non sarei caduto in depressione perché il mondo che avrei visto non sarebbe stato come me lo aspettavo. Ma ho affrontato tutto questo - ben due interventi - e non l'ho nemmeno intravisto il mondo. Ero cieco due settimane fa e sono cieco ora, ma almeno prima ero relativamente felice della mia vita."

Un'operazione miracolosa potrebbe dare la vista a Will. Parlandone con gli amici, ottiene solo parole di incoraggiamento, ma Cecily non sembra molto convinta. C'è qualcosa dietro la reticenza della ragazza, ma Will non riesce a capire di cosa si tratta. Dopo settimane di riflessioni e ragionamenti, decide di concedersi questa possibilità. Anche se le percentuali di riuscita sono molto basse, vuole provarci, vuole sapere com'è il mondo pur essendo consapevole dei rischi a cui va incontro.
Imparare a vedere non è semplice come pensava, all'improvviso, il buio lo spaventa e la luce ferisce gli occhi. I colori, le forme e gli oggetti sono tanti e difficili da ricordare. Ma vedere il proprio viso allo specchio, quello dei genitori e degli amici non ha prezzo. 

"Non ti è mai venuto in mente che, in quanto tuo amico vero, avrei potuto voler essere messo al corrente di questa informazione chiave, in modo da poterci essere per te? Se solo mi avessi detto questa cosa, sarei riuscito a capire. Avrei capito come mai pensavi di non piacere a nessuno. Come mai eri convinta che nessuno sarebbe voluto uscire con te. E ovviamente avrei cercato di farti cambiare idea su ciascuna di queste idiozie, ma almeno avrei saputo da dove venivano."

Acquistare la vista ha stravolto la vita di Will, ma ha portato anche molte complicazioni. Il rapporto con Cecily si è lacerato, forse irrimediabilmente. C'è così tanto da vedere e da scoprire che Will ne viene sopraffatto perdendo di vista l'unica persona davvero importante della sua vita. Solo di una cosa è sicuro, vuole vedere e scoprire il mondo insieme a Cecily ed è disposto a tutto pur di appianare le divergenze.

Questa è una storia che mi ha emozionato molto. Un libro che affronta il delicato tema della disabilità e del bullismo di cui sono vittime ragazzi e ragazze che sono in qualche modo 'diversi'.
L'autore ha un approccio tutto suo su questi temi, non ci sono giri di parole o metafore strappalacrime, c'è la verità, nuda e cruda, e l'ironia sul problema. Parola d'ordine: vietato farsi compatire. Will è il rappresentante perfetto di questo motto, decide di frequentare una scuola normale e confrontarsi con tutta una serie di problemi che non avrebbe avuto se fosse rimasto in quella per i ciechi. Ma la voglia di indipendenza e l'orgoglio, lo rendono più forte delle difficoltà. Cecily, invece, subisce atti di bullismo e si chiude in se stessa, pensando di non essere mai abbastanza per gli altri. Insieme formano una coppia particolare e non esente da divergenze di opinioni. Ho apprezzato tanto anche gli altri personaggi di contorno che si dimostrano fondamentali in più di un'occasione. Lo stile dell'autore è coinvolgente e molto scorrevole, non mi sono resa conto del tempo trascorso, trascinata in un vortice di emozioni, curiosità e voglia di scoprire il finale della storia. In merito a quest'ultimo, penso che sia stato tutto un po' troppo affrettato. A differenza delle altri parti della storia, l'epilogo è stato molto rapido e superficiale, mi sarebbe piaciuto leggere qualche pagina in più.
Nel complesso, è stata una storia che mi ha fatta riflettere e sentire fortunata. Spesso ci dimentichiamo di apprezzare i doni che la vita ci offre ogni giorni e non pensiamo che vedere un'alba sia una cosa splendida e da non dare per scontata.
Ne consiglio la lettura!




mercoledì 26 aprile 2017

Recensione "Matrimonio di convenienza" di Felicia Kingsley

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un romanzo che ho adorato e amato senza se e senza ma.
Si tratta di "Matrimonio di convenienza" di Felicia Kingsley edito da Newton Compton.


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LA RECENSIONE:

"Non ho messo in imbarazzo il nome dei Burlingham?"

"Sì, certo, lo hai fatto. Hai una quantità di difetti impossibile da contare, sei inadeguata in quasi ogni situazione e sembra che ciò che dici non sia filtrato dal cervello, ma sei sveglia e sembra che una buona azione abbia cancellato una serata di per sé disastrosa."

Jemma è una miss nessuno, lavora come truccatrice in teatri di serie B e a malapena riesce ad arrivare a fine mese. Ha una passione sfrenata per il calcio e ha un gusto per la moda quasi inesistente. Figlia di due genitori alternativi, è quanto di più lontano ci sia dall'etichetta e dalla nobiltà inglese. Quando sua nonna Catriona passa a miglior vita, decide di lasciarle un ingente patrimonio, a patto che sposi un uomo con un titolo nobiliare.
Ashford è un duca altezzoso e snob che, purtroppo, naviga in cattive acque. E' il candidato ideale per un 'matrimonio di convenienza'.

"Non è un mistero, siamo due persone molto diverse e veniamo da due famiglie molto diverse. Al mondo non c'è una persona uguale a un'altra, non importa il passato, ma il futuro da costruire insieme, è questo che fa una vera coppia. Guardarsi in continuazione alle spalle, da dove si è venuti, è il miglior modo per non vedere dove si sta andando e si rischia di finire a sbattere contro un muro."

Questo matrimonio lampo, sconvolge l'opinione pubblica e 'camiciadiforza', alias la duchessa, madre di Ashford. La convivenza si rivela da subito non facile, soprattutto per la povera Jemma alle prese con l'etichetta ed eventi bon ton con le personalità più altolocate di Londra. Dopo un inizio a dir poco disastroso, la ragazza è più che mai decisa a tenere testa ai nobili e a dimostrare di potercela fare. La sua trasformazione è graduale, ma stupefacente! Anche Ashford non può fare a meno di apprezzare il suo impegno e la sua tenacia. Forse quella ragazza un po' esuberante e sfrontata, nasconde qualcosa di più profondo dietro l'apparenza.

"Se me lo avessero detto un mese fa, avrei scommesso la mia fortuna che non sarebbe mai potuto succedere. E avrei perso.
Io e Ashford.
Siamo anomali. Normali non lo siamo mai stati, il numero dei nostri difetti supera di gran lunga quello dei pregi. Ma i pregi...
Siamo rapiti e fuori controllo."

Col passare del tempo, il rapporto tra i due si evolve, cresce e acquista dei connotati più profondi e dei risvolti romantici. Nessuno avrebbe scommesso una sterlina sul loro rapporto, ma al cuore non si comanda. Riusciranno ad andare oltre alla diversità e ai loro mondi completamente opposti?

E' stata una lettura esilarante e super romantica.
Ho amato Jemma, ogni sua sfumatura e ogni sua pazza abitudine. E' stata una protagonista fantastica, una donna che non si è arresa e che ha superato tutti i suoi limiti per dimostrare il proprio valore. Ashford è un moderno Mr Rochester, affascinante e altezzoso. Diciamo che ho cambiato idea strada facendo sul suo personaggio e, alla fine, mi ha conquistata. Ho adorato i genitori di Jemma e le loro 'stranezze', e il fedele Lance. Pur con una trama già vista, l'autrice è stata in grado di coinvolgermi al cento per cento attraverso una storia dolcissima e ironica e una prosa elegante, diretta e molto divertente. Alcuni dialoghi mi hanno fatta piegare in due dalle risate. E' sempre bello leggere delle commedie così brillanti e divertenti, e questo romanzo va a finire direttamente tra i preferiti di quest'anno.
Tanti complimenti all'autrice e alla casa editrice per averci dato la possibilità di gustare una storia così.
Ve lo consiglio spassionatamente, non ve ne pentirete!



martedì 25 aprile 2017

Recensione "L'amore che ci manca" di Giulia Mancini

Buongiorno lettori,
oggi torno a parlarvi della Butterfly Edizioni con il romanzo di Giulia Mancini, "L'amore che ci manca".
Buona lettura!


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LA RECENSIONE:

"Chissà come erano stati quegli anni senza di lei, era felice e soddisfatto della sua vita oppure sentiva una punta di rimpianto? Non lo avrebbe mai saputo e poi, in fondo, non aveva nessuna importanza. Adesso non più."

Nell'ordinaria vita che conduce, Linda non ha più avuto occasioni di ripensare a Giulio, il suo primo amore, ma quando viene lasciata dal marito per una donna più giovane e la situazione a lavoro diventa asfissiante, le tornano in mente le atmosfere rilassate e felici di quando era solo una ragazza innamorata, senza responsabilità e senza problemi. Quando, per puro caso, incontra di nuovo Giulio, vede la cosa come un segno del destino, come se la vita volesse far concludere quella storia rimasta in sospeso così a lungo.

"Chissà perché la vita porta a fare scelte sbagliate, perché rincorriamo sempre falsi traguardi.
Linda pensava alla sua vita e le sembrava un continuo enorme sbaglio. Aveva rincorso degli obiettivi assurdi o semplicemente si era lasciata trasportare dagli eventi."

Anche Giulio si è costruito una famiglia, ma il sentimento che prova verso la moglie non assomiglia per nulla all'amore, mai sopito, per Linda. Pensano di godersi una semplice avventura, di vivere ancora una volta come adolescenti. Pensano che la cosa non avrà ripercussioni sulle loro vite, ma i sentimenti portano sempre un cambiamento e si può solo prenderne atto.

Il destino sta dando a Giulio e Linda un'altra possibilità. 
Saranno in grado di coglierla, nonostante le complicazioni e le problematiche delle loro vite?

Non conoscevo l'autrice, ma amo i romanzi Butterfly perciò ero quasi certa sull'esito di questa lettura.
Ho divorato il libro in poche ore, guidata dalla dolce narrazione dell'autrice e dal vortice di sentimenti che pervadono le pagine del libro. Ho apprezzato entrambi i personaggi, l'autrice è stata molto brava nel caratterizzarli al meglio sia a livello fisico che caratteriale. La trama è lineare e tipica del romanzo rosa, ma ci riserva anche qualche piccolo colpo di scena. La prosa dell'autrice è scorrevolissima e piacevole da leggere. E' una storia sulle seconde occasioni e che pone anche degli interrogativi interessanti. A volte, per quanto possa sembrare la scelta più giusta e più facile, bisogna avere il coraggio di seguire il proprio cuore e la voce delle emozioni.
Il messaggio dell'autrice è arrivato forte e chiaro: non è mai troppo tardi per scegliere di essere felici!

lunedì 24 aprile 2017

Recensione "Fedele alla linea" di Nicola Fermani

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di viaggi intorno al mondo e percorsi per ritrovare sé stessi attraverso il libro ,"Fedele alla linea", di Nicola Fermani.
Buona lettura!


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LA RECENSIONE:

"Faticavo di più a mostrare i muscoli al di fuori del lavoro: non ho mai saputo litigare, ho sempre evitato lo scontro fisico e verbale, ho sempre lasciato perdere. Ma ne ho sempre sofferto, in maniera viscerale. Come se ne avessi sempre sentito la mancanza. A pensarci bene, non l'ho mai preso un cazzotto."

Nicola vive in un piccolo paesino delle Marche, fa una certa fatica ad adattarsi alla vita tranquilla del posto e sogna di viaggiare e mettere a frutto la laurea appena conquistata. Un nuovo lavoro come organizzatore di eventi, è l'occasione giusta per intraprendere finalmente un viaggio che lo porterà, oltre che a visitare luoghi straordinari, anche a capire di più sé stesso e quell'insoddisfazione perenne che fa parte di lui.

"La vita mi sembrava bellissima, c'era il sole, ero appena uscito da una scena da film, avevo un programma per il pomeriggio e addirittura un progetto di vita, La libertà aveva un prezzo, io lo avevo pagato in rate giornaliere per ben otto mesi, ma ora il mio debito era estinto."

Il suo viaggio in solitaria ci porta in giro per l'Europa e nel mondo attraverso città meravigliose: Roma, Dublino, Helsinki, passando poi per la Polonia e il Perù. Nicola è una trottola ambulante in tutti i sensi. La sua avventura è fatta di momenti belli e altri più introspettivi e di riflessione. Sette anni sono un periodo di tempo lunghissimo, soprattutto se lo si trascorre in solitudine cercando di trovare una risposta all'interrogativo esistenziale che lo ha portato a intraprendere il viaggio: deve omologarsi alla massa o continuare a sognare? Deve rispettare le aspettative altrui o restare fedele alla (sua) linea?

Il libro di Nicola Fermani, è in realtà un diario di bordo senza filtri e senza censure.
Sicuramente la sua scrittura diretta e priva di abbellimenti di ogni sorta, risulta una scelta azzardata e che non rispecchia i gusti di tutti ma ho apprezzato la coerenza. L'autore non vuole piacere e non vuole conquistare, la scelta di essere protagonista al cento per cento della storia non fa che confermare un'esigenza di raccontarsi e condividere quello che per Nicola è un modo di essere.
Non c'è una trama e non c'è un epilogo, in un certo senso non si arriva da nessuna parte, anzi, oserei dire che l'epilogo ci lascia con ancora più interrogativi e questo mi ha destabilizzato abbastanza.
Penso di aver capito l'intento dell'autore, ho apprezzato la sua scaltrezza e l'auto ironia che è un punto forte della narrazione, ma l'indice di gradimento si ferma qui. 
Purtroppo non sono riuscita ad entrare in sintonia con la storia e con l'autore, e non mi sento di consigliare la lettura di questo libro.