mercoledì 26 febbraio 2020

Recensione "Le colpe degli altri" di Linda Tugnoli

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo de 'Le colpe degli altri', un romanzo di Linda Tugnoli che strizza l'occhio al genere giallo e noir.
Buona lettura!


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La forma a ventaglio e il colore tipico di quel periodo autunnale, un giallo così acceso da sembrare innaturale. Impossibile sbagliarsi, per un giardiniere come lui: è una foglia di Ginkgo Biloba. Ed è la seconda cosa fuori posto che Guido nota in quel giardino trascurato, parte di una grande villa abitata solo per due settimane l’anno, in agosto. La prima, invece, è stata una ragazza bionda stesa a terra, con indosso un elegante vestito lungo, dello stesso punto di blu dei suoi occhi spalancati sul nulla. Forse per colpa di quel colore che lo riporta a un passato mai dimenticato, o per quella foglia inconfondibile in un giardino senza alberi di Ginkgo Biloba – un dettaglio che Guido, per qualche strana ragione, non segnala alla polizia –, o magari per quel sentore di un profumo antico e familiare che solo lui, grazie al suo olfatto finissimo, ha percepito sulla scena del delitto, comunque sia quella ragazza sconosciuta e il suo triste destino diventano quasi un’ossessione per Guido. Sebbene abbia svariati motivi per mantenere un profilo basso, non resiste alla tentazione d’intraprendere una sorta d’indagine clandestina parallela a quella ufficiale. E il punto di partenza è proprio la foglia di Ginkgo Biloba. Perché lì, in Valle Cervo, in alcuni giardini privati in effetti ci sono degli alberi di Ginkgo. Guido inizia così un pellegrinaggio nei luoghi che lo hanno visto nascere e da cui se n’era andato per cercare fortuna in Francia, ma dov’è tornato da qualche anno per ritrovare una certa tranquillità. Una valle dimenticata dal resto del mondo e in cui pare che il tempo sia sospeso, una valle dove tutti parlano poco e non succede mai nulla. Ma dove sono nascosti segreti che non è più possibile tenere sepolti… 

Una villa abbandonata.
Un giardiniere.
Un cadavere ritrovato.
Questa è la base sulla quale Linda Tugnoli ha sviluppato la trama del suo romanzo che contiene degli ottimi elementi noir e gialli. Le indagini sulla morte di una ragazza misteriosa, ritrovata vestita con un abito d'epoca nel giardino di una villa abbandonata, appare subito di difficile risoluzione dovuta alle scarse prove e alla situazione ai limiti dell'assurdo. Il principale sospettato, almeno inizialmente, è Guido un giardiniere che si ritrova, sua malgrado, invischiato nella vicenda. E' anche l'unico in grado di notare alcuni dettagli fuori posto dei quali si serve per avviare delle indagini personali che saranno il vero fulcro del romanzo.

La storia narrata ha degli alti e bassi, in alcuni momenti è accattivante e coinvolgente mentre in altri ci regala dei momenti di empasse che frenano un po' l'entusiasmo. Nel complesso, mi è sembrata una vicenda coerente ed originale che non mi è dispiaciuta, la chiave scelta per la risoluzione del caso mi è piaciuta e ha contribuito a dare quel tocco di mistero in più al romanzo portando alla luce una vicenda molto più complessa di quella che ci era stata presentata all'inizio.
L'alternanza tra due vicende diverse e tra passato e presente, è stata una scelta vincente per quel che riguarda l'esperienza di lettura. Lo stile dell'autrice, molto descrittivo e ben studiato, aiuta il lettore ad immaginare perfettamente scenari e personaggi. 
E' stata una buona lettura e la consiglio soprattutto a chi vuole avvicinarsi al mondo del thriller/giallo in maniera soft.



martedì 25 febbraio 2020

Recensione "Notre Dame de Paris" di Victor Hugo

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di un libro con la L maiuscola, un grande capolavoro della letteratura firmato da Victor Hugo,  "Notre Dame de Paris".
Buona lettura!



Esce oggi, in una nuova e bellissima edizione illustrata per Mondadori, una versione splendida del capolavoro francese "Notre Dame de Paris".
Devo ammettere, con un po' di vergogna, che prima d'ora non avevo mai avuto l'occasione di leggere questo romanzo. Ho visto il musical e il celebre cartone Disney e, forse, questo mi ha forse un po' influenzato all'inizio della lettura.

Il romanzo di Hugo,  infatti, si differenzia moltissimo dalle varie rivisitazioni per questo vi consiglio di chiudere i cassettoni della mente con le vostre conoscenze in merito alla storia e di lasciarvi incantare dalla meraviglia stilistico letteraria che ci regala Victor Hugo.

Era caduta in ginocchio, con la testa sul letto, le mani giunte sulla testa, piena di ansia e di tremore, e benché egiziana, idolatra e pagana, si era messa a chiedere grazia singhiozzando al buon Dio cristiano e a pregare Nostra Signora che la ospitava. Perché, quand'anche non si credesse in nulla, vi sono dei momenti della vita nei quali si appartiene sempre alla religione del tempio più vicino. 

Si tratta di una storia tetra e dalle sfumature gotiche, si tratta di una vicenda che incanta e commuove in più di una occasione. Le descrizioni magistrali della cattedrale e di Parigi ci trasportano in un'altra epoca e ci permettono di assaporare a trecentosessanta gradi le atmosfere del tempo.

Esmeralda, protagonista assoluta, a metà tra il bene il male. Quasimodo un eroe senza pari che mi ha rapito il cuore. Un epilogo che fa male ma che conclude perfettamente una storia così drammatica e crudele. Non lasciatevi spaventare né dalla mole di pagine né dallo stile artificioso di Hugo. Questo romanzo è un capolavoro assoluto!


lunedì 24 febbraio 2020

[Review Party] "Molto amore per nulla" di Anna Premoli

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di partecipare al review party, organizzato da Newton Compton, dedicato al nuovo romanzo di Anna Premoli, "Molto amore per nulla".
Buona lettura!


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Viola Brunello ne ha abbastanza degli uomini. Soprattutto di quelli che pensano di poter sfruttare la sua brillante intelligenza per i propri scopi. Avvocato d’affari e con uno studio avviato da poco, Viola non vuole perdere tempo a inseguire sogni romantici che in fondo al cuore ritiene del tutto irrealizzabili. Preferisce concentrarsi sulle sfide lavorative e sulla sua famosa “lista”, quella che ha compilato in una serata dall’elevato tasso alcolico. Sebbene l’idea sia nata per caso, ben presto Viola si lascia entusiasmare dall’idea di eliminare tutti i punti della sua “bucket list”: è così che decide di buttarsi in avventure che non pensava potessero proprio fare per lei… Una cosa è certa: le sfide filerebbero più lisce se Lorenzo Vailati, uno dei partner di una società che le ha da poco affidato un incarico, non avesse scoperto a sua volta il contenuto della lista e non ne fosse rimasto intrigato. Perché Viola ne ha abbastanza degli uomini. Di tutti, ma soprattutto di quelli come Lorenzo.

C'è sempre molta attesa intorno alle nuove uscite di autori/autrici che amo: un po' per curiosità, un po' per paura di restare delusa dalla novità. In questo caso, è andata benissimo e mi sono ritrovata, nel giro di poche ore, a sfogliare l'ultima pagina del romanzo.
In 'Molto amore per nulla', la Premoli ci regala due personaggi molto interessanti e ricchi di caratteristiche particolari. Sul lato femminile, abbiamo l'avvocato Viola che è un'emblema del femminismo moderno: taglio di capelli e completi maschili, indipendenza a livelli massimi, una mente che lavora costantemente e un'avversione profonda verso il genere maschile. Per la controparte, invece, abbiamo Lorenzo: l'uomo che non deve chiedere mai, bellissimo sia esteriormente che (purtroppo per Viola) interiormente. Ho adorato la sua simpatia e la battuta sempre pronta, il suo carattere socievole e sicuro ha contribuito a bilanciare quello insicuro e nervoso di Viola che, a tratti, è stato quasi esasperante.

Quello che mi colpisce sempre, nei romanzi di Anna Premoli, sono proprio i personaggi maschili che non vengono mai esasperati ma che, anzi, restituiscono fiducia nella categoria. La trama segue i dictat del genere rosa e, dopo una serie più o meno verosimile di eventi, ci conduce ad un super rosa, ma non melenso, lieto fine. Mi è piaciuto moltissimo il tema della 'bucket list', ha dato quel tocco di originalità al romanzo e lo ha reso ancora più esilarante. Lo stile frizzante e la prosa scorrevole dell'autrice non sono una novità ma una coccola per gli occhi che ritrovo sempre con piacere. Ho apprezzato moltissimo questa storia e la consiglio a tutti coloro che cercano una storia romantica, divertente e particolare. Sono certa che amerete Viola e Lorenzo.


Altri libri dell'autrice:









giovedì 20 febbraio 2020

Recensione "La ragazza con la macchina da scrivere" di Desy Icardi

Buongiorno lettori e buon giovedì!
Esce oggi, per Fazi Editore, il nuovo romanzo di Desy Icardi che avevamo amato tantissimo grazie al romanzo L'annusatrice di libri . Ho letto in anteprima per voi 'La ragazza con la macchina da scrivere' e non vedo l'ora di raccontarvelo.
Buona lettura!


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Sin da ragazza, Dalia ha lavorato come dattilografa, attraversando il ventesimo secolo sempre accompagnata dalla sua macchina da scrivere portatile, una Olivetti mp1 rossa. Negli anni Novanta, ormai anziana, la donna viene colpita da un ictus che, pur non rivelandosi letale, offusca parte della sua memoria. I ricordi di Dalia tuttavia non si sono dissolti, essi sopravvivono nella memoria tattile dei suoi polpastrelli, dai quali possono essere liberati solamente nel contatto con i tasti della Olivetti rossa. Attraverso la macchina da scrivere, Dalia ripercorre così la propria esistenza: gli amori, i dispiaceri e i mille espedienti attuati per sopravvivere, soprattutto durante gli anni della guerra, riemergono dal passato restituendole un'immagine di sé viva e sorprendente, la storia di una donna capace di superare decenni difficili procedendo sempre a testa alta con dignità e buonumore. Un unico, importante ricordo, però, le sfugge, ma Dalia è decisa a ritrovarlo seguendo gli indizi che il caso, o forse il destino, ha disseminato lungo il suo percorso. La narrazione alla ricerca del ricordo perduto si arricchisce pagina dopo pagina di sensazioni e immagini legate a curiosi oggetti vintage: la protagonista del libro ritroverà la memoria anche grazie a questo tipo di indizi, che appaiono ogni volta in luoghi inaspettati, in una specie di caccia al tesoro immaginaria, tra realtà e fantasia.

Questo secondo romanzo di Desy Icardi è decisamente più maturo e realistico rispetto al precedente. Ci troviamo davanti ad una protagonista che sta affrontando un momento molto vulnerabile della sua vita: dopo un ictus, infatti, deve fare i conti con una piccola perdita di memoria che le provoca frustrazione soprattutto nel momento in cui inizia a ritrovare oggetti strani e, forse, i resti di un suo ultimo lavoro scritto a macchina dopo anni di inattività. 

Inizia così un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta della giovane Dalia e della sua adolescenza: dalla maturità fuori dal comune, all'amore per la mitica Olivetti rossa. I due racconti si intrecciano in una trama che va in crescendo e che stupisce il lettore, pagina dopo pagina.

Ho amato l'ambientazione e tutte le mille sfumature della protagonista. L'autrice ci regala una storia curiosa, ricca di dettagli e vicende legate ad un periodo storico importante per l'Italia. Lo stile è molto delicato e ricercato al punto giusto. Il romanzo si legge velocemente e con piacere conquistando il cuore e la mente del lettore. L'epilogo è tenerissimo e diventa una vera e propria ciliegina sulla torta.
Mi è piaciuto molto e ne consiglio la lettura!




mercoledì 19 febbraio 2020

Recensione "Anime trasparenti" di Daniele Bresciani

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo di un romanzo che mi è piaciuto molto e che tratta una tematica poco conosciuta.
Si tratta di 'Anime trasparenti', di Daniele Bresciani, edito da Garzanti.
Buona lettura!


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L'ispettore Miranda sa che le regole sono fatte per essere infrante. Per questo, quando gli viene chiesto di archiviare tre casi senza avviare alcuna indagine, non ci sta. Sembrano tanto diversi l'uno dall'altro quanto possono esserlo l'investimento di una donna incensurata, il ritrovamento del cadavere di una prostituta e l'omicidio di un delinquente da quattro soldi. Ma Miranda ha imparato con l'esperienza che, in ogni cosa, esistono legami invisibili. Questa volta, però, non è del tutto sincero, nemmeno con sé stesso. Perché c'è qualcosa di molto personale che lo spinge a indagare oltre e a far fare gli straordinari al suo intuito: conosceva Gloria, la donna che è stata investita. La conosceva talmente bene da aver avuto una relazione con lei. Talmente bene da coprire un'attività illegale, seppur svolta a fini umanitari. Da anni, infatti, Gloria gestiva la Casa dei cento bambini, un asilo gratuito per i figli di famiglie costrette a vivere nell'ombra, senza permesso di soggiorno, di genitori sfruttati per svolgere lavori umili e spesso massacranti. Un'isola felice in un paese non sempre accogliente. Miranda deve capire che cosa è successo. Deve credere che non si sia trattato di un banale incidente causato da un pirata della strada. In una Milano sferzata dal primo gelo dell'inverno, l'ispettore conduce un'indagine ufficiosa, ben oltre i limiti imposti da ogni regolamento. Ma questo, per lui, non è un problema: ha rinunciato alla carriera per difendere le proprie idee contro tutto e contro tutti. Quello che non sa è che il vaso di Pandora che sta per scoperchiare nasconde scenari oscuri e inquietanti persino per chi, come lui, si è costruito una corazza che credeva infrangibile.

La prima impressione che ho avuto, leggendo questo romanzo, è che si tratta di una storia popolata di reietti e personaggi ai margini della società: persone che stanno dalla parte degli indifesi, che non hanno paura di andare contro le regole e di difendere le proprie idee anche a costo di pagare pene pesanti a livello personale.
Ma partiamo dall'inizio e da Gloria, protagonista silenziosa della vicenda: una donna che ha fatto dell'aiutare il prossimo uno stile di vita prendendosi cura di migliaia di bambini figli di immigrati, spesso irregolari, all'interno di un asilo speciale e ai limiti della legge. Lei è il vero motore del libro e il perno attorno al quale si svolge l'intera vicenda. L'ispettore Miranda, è legato a doppio filo con lei ed è disposto a tutto pur di scoprire la verità sull'incidente che l'ha ridotta in fin di vita.

A questo punto Bresciani ci conduce nei meandri più sordidi della crudeltà umana che si snoda su vari livelli e da diversi punti narrativi. La verità, agghiacciante, che si fa strada tra le pagine mi ha sconvolta moltissimo e, allo stesso tempo, ha suscitato in me una miriade di emozioni contrastanti: incredulità, voglia di giustizia, tenerezza, ansia e tanto altro. 

Lo stile dell'autore è, a tratti, rabbioso ma anche intenso e dolce quando serve. E' una storia molto poco romanzata che porta alla luce delle tematiche tabù di cui difficilmente ci interessiamo. Ho amato molto, quasi, tutti i personaggi del libro, compresi i più piccolini. Credo che li porterò nel cuore per un po' insieme alle loro difficili storie. Se siete alla ricerca di un romanzo diverso e unico, credo proprio che 'Anime trasparenti' faccia al caso vostro.