giovedì 26 marzo 2020

[Review Party] "Al di là della nebbia" di Francesco Cheynet e Lucio Schina

Buongiorno, lettori.
Torno a tenervi compagnia con la recensione di un giallo particolare che si svolge nella nebbia di atmosfere gotiche e fantasy. Si tratta di "Al di là della nebbia", di Francesco Cheynet e Lucio Schina, edito da Segreti in Giallo Edizioni.
Buona lettura!


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La terrificante esperienza del giovane avvocato Edward Jenkins ha inizio in una fredda e nebbiosa sera di novembre del 1885, sulla banchina della stazione ferroviaria di Skegness. Nella tasca interna del cappotto conserva una misteriosa lettera ricevuta qualche giorno prima, in cui gli viene prospettata la possibilità di chiudere il più importante affare della sua vita. Sono troppi però gli interrogativi ai quali l’avvocato deve dare una risposta: perché l’autore non ha firmato la lettera? Dove si trova Fault City, la sconosciuta cittadina nella quale viene invitato a trascorrere il fine settimana? E chi sono gli unici altri due passeggeri che incontrerà sul treno? Nella cupa atmosfera autunnale dell’Inghilterra Vittoriana, un treno notturno sarà teatro di una serie di eventi apparentemente inspiegabili, dove lo stesso filo sottile che divide il razionale dal fantastico unirà il destino di tre individui, accomunati dal desiderio di ricchezza e da un terribile segreto nascosto nei meandri delle loro coscienze.

Il romanzo, scritto a quattro mani da Francesco Cheynet e Lucio Schina, mi ha ricordato molto le atmosfere gialle dell'immensa Agatha Christie. Anche il senso della storia mi ha riportato alla mente quel senso tipico di giustizia che si chiude come un cerchio tanto caro alla regina del genere. La nostra storia si svolge in un tempo ben definito ma in un luogo che appare fumoso e irreale, quasi onirico. Lo svolgimento della trama viene portato avanti a bordo di un treno 'speciale', diretto in una località che nessuno dei tre protagonisti sembra conoscere.

Prima di incontrarsi sulla banchina della stazione ferroviaria di Skegness Edward Jenkins, Angus Cullen e Victor Cooper ignoravano l'esistenza dei loro compagni di viaggio. La cosa che li accomuna è che sono stati convocati da un misterioso datore di lavoro disposto a pagare parecchio pur di averli in squadra. In un primo momento, sembrano molto uniti e sicuri nel voler scoprire chi si cela dietro le lettere che hanno ricevuto ma il panico si fa strada via via che le tessere del puzzle iniziano ad andare al proprio posto. C'è qualcosa, nel passato dei tre, che li ha portati fino a questo punto. Qualcosa con cui, ormai, dovranno fare i conti una volta per tutte.

Come vi accennavo, questo breve romanzo ricorda molto le tematiche e la struttura del giallo ma, in questo caso, gli autori hanno ampliato la trama inserendo elementi fantasy e horror. Personalmente ho apprezzato molto la storia, il significato, la prosa accurata e i dettagli grafici del libro che lo rendono davvero un piccolo gioiellino. Se amate il genere, non potete farvelo scappare!



giovedì 12 marzo 2020

[Review Party] "La foresteria delle tre sorelle" di Andrea Biscaro

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di ospitare il review party dedicato a "La foresteria delle tre sorelle", romanzo firmato da Andrea Biscaro, e seconda uscita della collana editoriale di Segreti in giallo Edizioni.
Buona lettura!


Antonio Brando, famoso scrittore di thriller, riceve una telefonata. È Valentina, la sua agente. C'è un importante lavoro per lui. Una grossa casa editrice ha deciso di varare una nuova collana: libri di viaggio scritti da autori di grande fama. Brando è stato scelto per raccontare la Maremma. Ma lui è titubante, da tempo ha abbandonato i salotti televisivi e letterari, da anni non scrive più. Tuttavia Valentina riesce a persuaderlo. Antonio decide di rimettersi in pista. Si trasferisce così a Pitigliano, antico borgo della Toscana meridionale. Qui, nella solitudine di una modesta locanda del centro storico, comincia a fare ricerca. Ma c'è qualcosa che ostacola il suo lavoro. Una misteriosa minaccia incombe su di lui. Strani incontri, inquietanti messaggi, oscure visioni, irrompono prepotentemente nella vita dello scrittore. La mente di Brando inizia a vacillare, l'incubo si sostituisce pian piano alla realtà. Eppure c'è qualcosa che lo trattiene lì a Pitigliano, nella Foresteria delle tre sorelle, qualcosa di terribile e affascinante...

"La foresteria delle tre sorelle" è un romanzo tutto italiano, ambientato nella Maremma Toscana, un territorio affascinante e  misterioso. Il nostro protagonista è uno scrittore in cerca di ispirazione e con un contratto da seguire. Arrivato nel  caratteristico borgo di Pitigliano, si rende subito conto che la sua avventura è appena cominciata, all'insegna di eventi misteriosi e bizzarri a partire dalla foresteria in cui alloggia.

I personaggi che incontra sul suo cammino sono particolari e ambigui, personaggi che dicono tutto e niente e aumentano la confusione del povero Antonio Brando che si ritrova in un mondo surreale in cui il confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è, non è mai stato così labile.

La confusione è totale anche per il lettore che si perde nella storia curioso di scoprire se la leggenda delle tre sorelle si sta realmente  concretizzando o se si tratta di un viaggio onirico del protagonista. Il finale, devo dire forse un po' affrettato e poco chiaro, lascia di stucco e non pienamente soddisfatti ma, nel complesso, non posso dire di non aver gradito la lettura.
Gli elementi che ho apprezzato di più sono lo stile dell'autore e la  magnifica e caratteristica ambientazione. Se cercate una storia originale, a metà tra un fantasy e un thriller, avete trovato il libro giusto.


martedì 3 marzo 2020

Recensione "Abbiamo un bacio in sospeso (io e te)" di Riccardo Bertoldi

Buongiorno lettori.
Oggi vi parlo del romanzo di Riccardo Bertoldi, "Abbiamo un bacio in sospeso (io e te)".
Una storia che mi ha, inaspettatamente, conquistata.
Buona lettura!


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Leonardo fa il fotografo, ha trent'anni, gli occhi timidi di chi parla poco e una ferita al cuore che non riesce a rimarginare. Ogni giorno prende il treno per andare al lavoro e sulla carrozza numero 2 incontra il sorriso di Sara, che illumina per un attimo le sue giornate. Qualche volta, però, la paura di amare supera il coraggio di osare. E così, per Leonardo, quella sconosciuta che ascolta musica e scrive su un diario dalla copertina rossa diventa un modo per fantasticare: cosa accadrebbe se finalmente si facesse avanti e decidesse di sfidare il destino? Reduce da una lunga storia, Leonardo è tornato a Verona, la sua città, e ha ritrovato la vita che lì aveva lasciato. Un nuovo amore non era nei piani, ma si sa, il cuore fa i suoi progetti, e a volte ce li mostra nei modi più inattesi. Così un giorno Leonardo capisce che deve tuffarsi - a costo di sembrare un po' pazzo, a costo di farsi male - e lascia sul sedile che di solito occupa la ragazza una fotografia che le ha scattato di nascosto. Il destino lo porterà dentro un negozio di musica, con la luce della notte che filtra dalla serranda semiaperta, insieme a lei: Sara. E gli ricorderà che a volte basta poco - uno sorriso rubato, una bella canzone, un bacio a fior di labbra - per aggiustare un cuore e ricominciare.

Appena ho iniziato a leggere il romanzo di Bertoldi, mi sono accorta che c'era molta filosofia ma anche tanta verità. L'ho sottolineato quasi tutto perché sono tante le frasi e i pensieri in cui mi sono ritrovata strada facendo. L'autore ci presenta due personaggi e ci racconta la loro travagliata storia che, per la quasi totalità del libro, è composta da momenti più bassi che alti.
Leonardo è un uomo che ha appena avuto il coraggio di prendere in mano la sua vita dicendo addio a certezza e sicurezza per abbracciare un'esistenza più soddisfacente e su misura per lui. Sara compare come un vero e proprio angelo che, via via, riempirà sempre di più i suoi pensieri. La loro conoscenza è davvero sui generis ma unica e indimenticabile. L'autore lascia poco spazio alla fisicità e imposta un rapporto basato su concetti ben più profondi e consapevoli.

Questo è un libro che invita a lasciarsi andare, a rischiare tutto per raggiungere il tanto agognato 'lieto fine'. E' un libro che insegna ad andare oltre i preconcetti e i pregiudizi, che non è mai troppo tardi per cambiare la propria vita, non importa quanti grandi siano i rischi. Sono rimasta molto colpita dalla normalità che si respira tra queste pagine, il non forzare a tutti i costi un rapporto lasciando libero arbitrio ai personaggi, così come accadrebbe nella vita reale. In sintesi lo definirei un 'romanzo non romanzo', perché di romanzato c'è davvero poco.
Lo stile di Riccardo Bertoldi mi è piaciuto e mi ha appassionato, ho divorato la lettura nel giro di pochi giorni e mi sono innamorata di tantissime frasi che ho accuratamente annotato nel mio quaderno delle citazioni. Lo consiglio!



sabato 29 febbraio 2020

[Review Party] "Il mistero di Ash" di Victoria M. Shyller

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di ospitare il review party della prima uscita di "Segreti in giallo edizioni", una nuova realtà editoriale che si occupa dei generi che più preferisco: giallo, thriller e mistery.
Buona lettura!


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Tredici bambine uccise. E Ash, piccolo villaggio sperduto nella regione del Kenter, si trasforma nel più maledetto dei gironi infernali.

Una realtà, oscura e terribile, attende Fedor Chestel e Delvin Fraser. I due investigatori vengono risucchiati nell'orrore di un folle gioco mortale. Sette giorni per scoprire la verità. Mentre il Male avanza. E non ha mai un unico volto.

Questo racconto di Victoria M. Shyller, ci trasporta in un mondo fatto di mistero e segreti. Quando il duo di investigatori arriva ad Ash, rimangono subito colpiti dall'omertà cittadina, la crudeltà degli omicidi e il paesaggio da brividi in cui tutto si svolge. L'autrice gioca benissimo con questi tre elementi dando vita ad una vicenda in cui tutto viene lasciato in sospeso, finale compreso.
La tela è stata ottimamente costruita ma non vi nascondo che l'epilogo mi ha lasciato un po' sconvolta perché non fornisce alcuna spiegazione alle mille teorie che mi ero fatta leggendo il racconto. In un certo senso, si tratta di un prequel molto ben dettagliato e interessante di quello che sarà.

La situazione era palesemente pericolosa. E paradossale.
Ma soprattutto erano soffocati dal profondo disagio unito alla consapevolezza di essere, per la prima volta nella loro esperienza, completamente impotenti.

I protagonisti si trovano di fronte ad un muro di silenzi e tredici piccoli cadaveri orribilmente sfigurati. La loro frustrazione è palpabile perché ogni pista battuta li conduce in un vicolo cieco e, più il tempo scorre, più il pericolo diventa reale e potente. Non vedo l'ora di scoprire quale sia 'il mistero di Ash', perché dopo questa lettura la mia curiosità è a mille!
Mi è piaciuto lo stile dell'autrice, molto dettagliato, e la trama che ha pensato per noi. La scelta narrativa è interessante ma coinvolgente. E' un preludio senza dubbio promettente e spero di scoprire presto cosa ci attende per il futuro. 
Si legge in breve tempo ma, come vi dicevo, il finale lascia completamente in sospeso quindi se non amate questo tipo di costruzioni narrative, vi consiglio di aspettare l'uscita del seguito.



mercoledì 26 febbraio 2020

Recensione "Le colpe degli altri" di Linda Tugnoli

Buongiorno, lettori.
Oggi vi parlo de 'Le colpe degli altri', un romanzo di Linda Tugnoli che strizza l'occhio al genere giallo e noir.
Buona lettura!


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La forma a ventaglio e il colore tipico di quel periodo autunnale, un giallo così acceso da sembrare innaturale. Impossibile sbagliarsi, per un giardiniere come lui: è una foglia di Ginkgo Biloba. Ed è la seconda cosa fuori posto che Guido nota in quel giardino trascurato, parte di una grande villa abitata solo per due settimane l’anno, in agosto. La prima, invece, è stata una ragazza bionda stesa a terra, con indosso un elegante vestito lungo, dello stesso punto di blu dei suoi occhi spalancati sul nulla. Forse per colpa di quel colore che lo riporta a un passato mai dimenticato, o per quella foglia inconfondibile in un giardino senza alberi di Ginkgo Biloba – un dettaglio che Guido, per qualche strana ragione, non segnala alla polizia –, o magari per quel sentore di un profumo antico e familiare che solo lui, grazie al suo olfatto finissimo, ha percepito sulla scena del delitto, comunque sia quella ragazza sconosciuta e il suo triste destino diventano quasi un’ossessione per Guido. Sebbene abbia svariati motivi per mantenere un profilo basso, non resiste alla tentazione d’intraprendere una sorta d’indagine clandestina parallela a quella ufficiale. E il punto di partenza è proprio la foglia di Ginkgo Biloba. Perché lì, in Valle Cervo, in alcuni giardini privati in effetti ci sono degli alberi di Ginkgo. Guido inizia così un pellegrinaggio nei luoghi che lo hanno visto nascere e da cui se n’era andato per cercare fortuna in Francia, ma dov’è tornato da qualche anno per ritrovare una certa tranquillità. Una valle dimenticata dal resto del mondo e in cui pare che il tempo sia sospeso, una valle dove tutti parlano poco e non succede mai nulla. Ma dove sono nascosti segreti che non è più possibile tenere sepolti… 

Una villa abbandonata.
Un giardiniere.
Un cadavere ritrovato.
Questa è la base sulla quale Linda Tugnoli ha sviluppato la trama del suo romanzo che contiene degli ottimi elementi noir e gialli. Le indagini sulla morte di una ragazza misteriosa, ritrovata vestita con un abito d'epoca nel giardino di una villa abbandonata, appare subito di difficile risoluzione dovuta alle scarse prove e alla situazione ai limiti dell'assurdo. Il principale sospettato, almeno inizialmente, è Guido un giardiniere che si ritrova, sua malgrado, invischiato nella vicenda. E' anche l'unico in grado di notare alcuni dettagli fuori posto dei quali si serve per avviare delle indagini personali che saranno il vero fulcro del romanzo.

La storia narrata ha degli alti e bassi, in alcuni momenti è accattivante e coinvolgente mentre in altri ci regala dei momenti di empasse che frenano un po' l'entusiasmo. Nel complesso, mi è sembrata una vicenda coerente ed originale che non mi è dispiaciuta, la chiave scelta per la risoluzione del caso mi è piaciuta e ha contribuito a dare quel tocco di mistero in più al romanzo portando alla luce una vicenda molto più complessa di quella che ci era stata presentata all'inizio.
L'alternanza tra due vicende diverse e tra passato e presente, è stata una scelta vincente per quel che riguarda l'esperienza di lettura. Lo stile dell'autrice, molto descrittivo e ben studiato, aiuta il lettore ad immaginare perfettamente scenari e personaggi. 
E' stata una buona lettura e la consiglio soprattutto a chi vuole avvicinarsi al mondo del thriller/giallo in maniera soft.