Showing posts with label voglio essere sommersa dai libri

 Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Il libro di oggi è un thriller nordico, ambientato in Islanda, scritto a quattro mani dal re del noir islandese Ragnar Jónasson e Katrin Jakobsdóttir, ex primo ministro dell'isola.

Il libro si intitola "Reykjavík" ed è edito da Marsilio.

Buona lettura!

Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Inauguriamo il nuovo anno con una recensione dedicata ad una raccolta di racconti a tema gotico firmato dalla penna di Lucia Braccalenti. Il titolo è proprio 'I Racconti Gotici' e non vedo l'ora di parlarvene.

Buona lettura!

 Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

E' iniziata la settimana più magica dell'anno e non vedo l'ora di parlarvi di questa lettura a tema. 

Helen Cox torna in libreria con la sua bibliotecaria detective alle prese con un nuovo e misterioso giallo da risolvere. Il libro si intitola "Delitto al mercatino di Natale" ed è stato pubblicato da Piemme.

Buona lettura!

Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog.

Esce oggi, per Indomitus Publishing, il nuovo thriller di John Marrs che io ho letteralmente divorato (e amato) per riuscire a parlarvene proprio il giorno dell'uscita.

Buona lettura!

Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Nella recensione di oggi inauguriamo il filone di letture natalizie con il nuovo giallo di Andreina Cordani, "Una notte con l'assassino", edito da Newton Compton.

Buona lettura!

Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog.

Come vi avevo preannunciato nel post precedente (che trovate QUI), mi sono letteralmente innamorata delle storie delle detective Karen Hart quindi non ho potuto fare a meno di recuperare anche il quinto volume e non vedo l'ora di raccontarvelo!

Il libro si intitola "Sulla fredda terra" ed è pubblicato da Indomitus Publishing.

Buona lettura.

Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog.

Nel post di oggi vi parlo del quarto libro della serie firmata da D.S. Butler dedicata alla detective Karen Hart. Il libro si intitola "Una casa piena di bugie" ed è edito da Indomitus Publishing.

Disclaimer: può essere letto anche senza conoscere i libri precedenti ma, come sempre, per apprezzarlo al meglio vi consiglio di recuperarli.

Buona lettura!

Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog.

Nella recensione di oggi vi parlo di una delle ultime uscite del catalogo Neri Pozza, “La maledizione dei Montrolfe”, firmato da Rohan O’ Grady.

Buona lettura!

Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Oggi vi parlo di un giallo storico edito da Indomitus Publishing, “Il segreto oscuro delle rose”, firmato dalla penna dell’autrice britannica Rhys Bowen.

Buona lettura!

Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Oggi vi parlerò del romanzo d’esordio dell’autrice Martina Salvai, edito da Golem, che si intitola “Non è vero che in campagna c’è silenzio”; una storia ambientata in Campania, terra d’origine dell’autrice, in cui c’è appena stato un omicidio sospetto. Ma la verità è molto più complessa…

Buona lettura!

 Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Oggi parliamo di una romanzo che definire "particolare" sarebbe riduttivo. Si tratta di una delle ultime uscite del catalogo Fanucci, si intitola "Moxyland" e porta la firma di Lauren Beukes.

Buona lettura!

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Pagine 256

Una favola high-tech convincente in modo spaventoso, "Moxyland. O giochi o muori" segue quattro narratori che vivono in un futuro prossimo distopico così vicino a noi da sembrare realtà. In una Cape Town distopica e futuristica, Kendra, dopo aver abbandonato la scuola d’arte, si fa notare per un progetto di marketing nel settore della nanotecnologia; Lerato, un’ambiziosa orfana nata da genitori malati di Aids, trama per cambiare azienda; Tendeka, un attivista dalla testa calda, sta diventando sempre più rabbioso; Toby, un blogger spregiudicato, scopre che i videogiochi a cui si dedica per denaro nascondono molto di più. Oltre alla folle avventura che cambierà per sempre le loro vite, questa storia è ricca di idee audaci e contagiose e mette insieme uno spietato governo di apartheid aziendale, videogiochi, cani da guerra biotecnologici, identità online sfuggenti, un club di calcio di periferia, un marchio che crea dipendenza e arte geneticamente modificata. Portando le tendenze edonistiche della società alle loro estreme conseguenze, "Moxyland. O giochi o muori" mina in modo satirico l’idea che il progresso sia il principe azzurro in sella a un cavallo bianco venuto a salvare la nostra società.

"Moxyland" è un romanzo distopico, firmato dalla penna di Lauren Beukes, che ci mostra uno scenario futuristico che non si discosta molto dalla realtà e su ciò che l'uso smodato della tecnologia potrebbe effettivamente provocare nelle nostre vite.

A raccontarci la vicenda, ambientata in Sudafrica, ci sono quattro protagonisti che si esprimono attraverso altrettanti punti di vista. Kendra, Lerato, Tendeka e Toby sono dei personaggi diversissimi tra loro, che si confrontano con una società ai limiti del paradosso in cui la tecnologia è in grado di controllare, in un modo che rasenta la coercizione, tutta la popolazione piegandola alla volontà di pochi.

Quella merda di Moxyland? Omicidi e violenza. Li addestra a essere spietati, non credi? Non si tratta di fare amicizia con altri bambini da tutto il mondo, si tratta di superarli. Di batterli.

Quella che ci si presenta sotto gli occhi è una società crudele, spietata e senza scrupoli che non risparmia nessuno. La tecnologia, che dovrebbe facilitare la vita o migliorarla anche a livello fisico, in realtà non è altro che un metodo per controllare. Fa riflettere moltissimo l'utilizzo di una sorta di "interruttore" , da parte delle forze dell'ordine, per spegnere le proteste e neutralizzare i dissidenti senza possibilità di difesa. 

Uno scenario assurdo in cui si sente l'influenza degli elementi hi-tech e del gaming, argomenti predominanti che rendono la lettura complicata e, in alcuni tratti, complessa. Non è semplicissimo entrare nella storia un po' per gli argomenti, quindi, ma anche per la narrazione molto frammentaria che si esprime, perlopiù, come un flusso di coscienza disordinato dei vari personaggi. 

Ha perfettamente senso. Il processo deve essere regolato. La paura deve essere regolata. Deve essere controllata. Come le persone.

Dando una buona dose di fiducia al libro che, come vi dicevo, stenta a prendere il via si arriva al fulcro della storia e a diversi spunti di riflessione molto interessanti. Sicuramente la parte finale è quella che ho preferito e che si lascia leggere più facilmente. 

Lauren Beukes ci regala, quindi, un romanzo distopico complesso ma in cui, sostanzialmente, ritroviamo tutti i punti fermi del genere. Lo consiglio a tutti gli amanti dei temi tecnologici e cyber punk. 

⭐⭐⭐,5 

 Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Il libro protagonista della recensione di oggi è un thriller domestico pubblicato Piemme e scritto da Nicola Sanders, "L'ospite inattesa".

Buona lettura!



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Pagine 304

Joanne sa bene di essere fortunata. Richard è un marito meraviglioso, Evie è la bimba più buona del mondo, la casa in cui vivono è straordinaria. Non c'è niente che possa rovinare una vita così splendida. O almeno, è quello che pensava fino all'arrivo di Chloe, la figlia ventenne del marito. Lei e Richard non si rivolgono la parola dal giorno in cui lui ha sposato Joanne, due anni prima. Adesso, finalmente, Chloe dice di essere pronta a far pace e recuperare il tempo che ha trascorso distante dalla famiglia. Si offre persino di restare con loro, per aiutare Joanne con la piccola Evie. Sembrerebbe che tutto stia andando per il meglio, ma una serie di eventi incomprensibili insospettiscono Joanne, che inizia a dubitare delle intenzioni della figliastra. Sta perdendo la ragione o Chloe nasconde davvero qualcosa di oscuro? È stato un errore ospitarla in casa? E, soprattutto, Joanne è ancora in tempo per chiederle di andarsene?

Nicola Sanders ci regala un thriller domestico in piena regola a base di segreti, mezze verità e comportamenti ambigui. Il tutto ambientato nella cornice bucolica di una bella ed enorme casa di campagna.

Si tratta di una storia tutta al femminile che vi farà interrogare per tutto il tempo su chi o cosa credere. Se da un lato è palese che l'autrice non ci stia dicendo tutto, dall'altro non rende troppo credibili le rivelazioni che si "lascia sfuggire" strada facendo. Il risultato è una storia in cui ci si muove in una zona grigia per la maggior parte del tempo.

Quando ripenso a quel giorno, mi rivedo piena di gioia e di speranza. Con Chloe nella nostra vita, la famiglia sarebbe stata al completo. Non vedevo l'ora di incontrarla.

Joanne vive "felice e contenta" con la figlioletta e il marito in una bella ed enorme casa di campagna. Richard, essendo più grande di lei, ha già alle spalle un precedente matrimonio e un'altra figlia che adesso ha deciso di "conoscerla". Fin dal primo incontro è chiaro che non sarà una convivenza semplice e Nicola Sanders è davvero bravissima nel trasmettere l'odio e l'insofferenza che si respira in casa.

Sto diventando paranoica. Mi preoccupano tutte queste paranoie. Mi preoccupano molto. Mi fanno venire il dubbio di essere uguale a mia madre.

Nonostante si tratti di un thriller domestico, c'è molta componente psicologica che si esprime soprattutto nella condizione mentale di Joanne che viene da un modello disastroso ed è determinata a non fare la fine di sua madre. Cosa non semplice quando sei convinta che la tua figliastra vuole uccidere la sorellina. 

Nella parte centrale del libro, la situazione diventa opprimente per i personaggi, che iniziano a scoprire le loro carte, e per il lettori che non hanno idea di quale sia la versione giusta della storia perché ci sono prove a favore di tutte le teorie. È probabile che, arrivati a questo punto, potreste sviluppare una sorta di orticaria verso Chloe e Richard che per motivi diversi cercano di mandare Joanne fuori di testa.

È una piccola insolente. Ha una vera e propria ossessione per te. Odia chiunque si metta fra te e lei.

- Nessuno può mettersi fra me e Chloe.

Uno dei punti di forza del libro sono, senza dubbio, i cambi di rotta: sono tanti, credibili e tutti che raccontano versioni decisamente diverse. Da un capitolo all'altro ciò che si ritiene assodato, diventa improvvisamente una bugia. Quando siamo convinti di aver capito chi è il cattivo della storia, esce fuori che potrebbe essere qualcun altro che fino a quel momento era insospettabile.

Pur essendo un'avida lettrice di questo genere, e pur avendo intuito che ovviamente l'autrice gioca molto con il lettore, mi sono ritrovata spesso a interrogarmi sulla direzione effettiva che stava prendendo la storia e questo mi è piaciuto molto. All'apparenza sembra tutto molto prevedibile e banale ma con questi espedienti narrativi la storia intrattiene perfettamente.

Non mi fido di lei. Ero disposta a darle il beneficio del dubbio, a riconoscere che, vista la sua tragica infanzia, è comprensibile che sia... strana, e volevo anche cercare di venirle incontro. Ma se avesse qualcosa a che fare con quella tragica infanzia? E se... Dio mio.

"L'ospite inattesa" è il thriller perfetto per questo periodo. Ha tutte le caratteristiche che servono a rendere una storia godibile e non si trascina inutilmente. Essendo abbastanza breve, e avendo una narrazione dinamica e ricca di eventi, non ci sono mai momenti morti e non ci si annoia proprio mai. 

Come avrete intuito, pur non essendo un libro brillante in quanto presenta diversi elementi ricorrenti del genere, trovo che l'autrice sia riuscita comunque a creare un'ottima storia capace di rapire il lettore per trascinarlo nella spirale di segreti di questa famiglia tutt'altro che normale. 



 Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Ho letto in anteprima il nuovo libro di Antonio Lanzetta, "L'educatore", in uscita oggi per Newton Compton e non vedo l'ora di raccontarvelo!

Buona lettura!



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Pagine 288


Il giudice Borrelli giace nella sua auto, parcheggiata nel cortile della sua villa a Raito. Sul volto un’espressione di sorpresa, come se la morte fosse giunta inaspettata, ma non così casuale. Qualcuno gli ha sparato a bruciapelo in testa con una sparachiodi. Fausto De Santis, vicequestore di Salerno, è sul posto insieme all’ispettrice Ferri. Tracciata con un gessetto, nello sportellino del vano portaoggetti dell’auto, una sequenza di numeri all’apparenza priva di senso. Ma quello che inizia come un caso di omicidio isolato si trasforma presto in una serie di delitti che tinge di sangue le strade di Salerno e della costiera. Qual è il nesso tra queste morti? Cosa significano i numeri lasciati con il gesso accanto alle vittime? Tutto sembrerebbe rimandare a un caso ormai archiviato e a un serial killer, l’Educatore, morto da tempo. C’è davvero un collegamento? Anni fa è stato condannato un innocente o si tratta di un copycat?


"L'educatore" è il nuovo thriller psicologico dell'autore bestseller Antonio Lanzetta. La sua firma, riconoscibile soprattutto per le ambientazioni sempre in zone della Campania, questa volta ci porta nella bellissima cornice della costiera amalfitana, in provincia di Salerno.

Sento l'angolo della mia bocca che si solleva e una fitta mi dilania lo zigomo. Il dolore è la parte migliore di me. Serve a ricordarmi tutto ciò che ho perso.

Il nostro protagonista, Fausto De Santis, è il vicequestore di Salerno ed è un personaggio davvero di spessore. È un uomo tormentato da cicatrici sia fisiche che psicologiche. Un uomo che ha dato l'anima per il lavoro e non solo in senso figurato. Quando sulla scena di un omicidio trova dei richiami al caso dell'Educatore, che gli ha stravolto la vita, i traumi del passato tornano a fargli visita.

L'elemento psicologico è predominante, Antonio Lanzetta dimostra di avere un'ottima conoscenza della materia, così come degli elementi propri del poliziesco. Un autore a trecentosessanta gradi, in grado di sviluppare una storia su più livelli e con una serie di tematiche e spunti di riflessione che non lasciano indifferenti.

L'educatore suggerisce una distorsione del concetto di insegnamento. Il suo obiettivo non è solo eliminare la vita, ma educare attraverso la paura e la sofferenza.

Molto ben sviluppata anche tutta la sfera emotiva della vicenda, in particolare quella relativa a Fausto che si ritrova in una sorta di spirale catartica per fare pace con il passato e con ciò che non può cambiare.

Finale a dir poco commovente perché, oltre alla risoluzione del caso complesso, ci porta ad una verità che potevamo solo lontanamente sospettare. 

Spero che non sia la fine di questo personaggio perché, secondo me, può ancora dare tanto ai lettori e non ha nulla da invidiare ai suoi più celebri colleghi poliziotti letterari come Schiavone o Montalbano.

Quindi, vi consiglio la lettura de L'educatore? Assolutamente SÌ!


Altri libri dell'autore di cui vi ho parlato:






 Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog.

Oggi vi parlo di un libro uscito da poco per Newton Compton. Si tratta del thriller psicologico "Profilo K", scritto dall'autrice Helen Fields.

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Pagine 320

Midnight Jones lavora per la Necto, una potente multinazionale all’avanguardia nello sviluppo di biotecnologie applicate allo studio della mente umana. La specializzazione di Midnight è tanto affascinante quanto inquietante: analizza i dati psicologici e redige i profili di potenziali candidati per conto di aziende e università. Tutto cambia quando si imbatte in un dossier fuori dal comune: il misterioso Profilo K. I test psicologici rivelano una psiche disturbata e perversa, deviata al punto da sembrare disumana. Intanto, in un quartiere periferico di Londra, dei brutali femminicidi sconvolgono l’opinione pubblica per la loro estrema violenza. Midnight percepisce un legame inquietante tra quei crimini e il Profilo K, e decide di indagare. Ma per scoprire la verità e fermare l’assassino prima che colpisca ancora, sarà costretta a mettere in gioco tutto: il suo lavoro, la sua famiglia e la sua vita. E non dovrà guardarsi solo dal killer.


Helen Fields ci regala un romanzo che è un mix tra il genere psicologico e quello distopico. 

La protagonista della storia, Midnight Jones, lavora per una società in grado di profilare le persone per le aziende e per le università. Attraverso un test che mostra immagini, si registrano le reazioni del candidato e si crea un un profilo che ha determinate caratteristiche. Si tratta di un concetto molto affascinante e che è l'assist perfetto per la seconda parte del libro.

Durante una sessione di lavoro, infatti, Midnight trova un profilo K, una cosa talmente rara da essere scambiata per un errore di sistema perché è umanamente impossibile che una persona non reagisca a certi tipi di stimoli.

Non bisognava fare scelte sbagliate. Non bisognava incoraggiare o mettersi in pericolo. E lei non lo aveva fatto. Non l'aveva fatto. E tuttavia, il pericolo - un pericolo che sospettava fosse letale - era venuto lo stesso a cercarla.

Contemporaneamente c'è un assassino in città, un assassino piuttosto folle che sembra avere una vera e propria sublimazione per il sangue. Il legame tra le due cose, che solo Midnight può cogliere, è fulcro dell'intera vicenda.

Ma Helen Fields non si ferma qui inserendo anche altre sottotrame ed elementi interessanti da esplorare.

"Profilo K" è una storia che esplora una tematica che mi è già capitato di trovare nei libri e che mi lascia sempre molto perplessa: è possibile, attraverso suoni e immagini selezionate, spingere determinati soggetti ad agire in maniera crudele e devastante? 

Ma l'impiego di stimoli psicologici per creare macchine assassine umane è una cosa che dittatori e banditi pagherebbero fior di quattrini.

Un'altra cosa che ho apprezzato molto, è una sorta di solidarietà femminile che si instaura tra tutte le protagoniste una volta che le trame convergono verso un unico punto. Uno spiraglio di positività in una storia molto intensa e "malvagia".

Se avete amato "L'osservatore" di Thilliez, potrebbe fare al caso vostro!



 Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Oggi vi parlo di un romanzo psicologico molto interessante edito da Book a book. Si tratta de "Il quadro completo", scritto da Fabio Galli che ringrazio per la copia.



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Pagine 199

A volte le cose non sono come sembrano, eppure appaiono così credibili che la razionalità abbandona il campo e tutto diventa possibile. È ciò che accade a Valentino, Silvia e Bruno, tre fratelli accomunati da un evento tragico relegato nei vaghi ricordi dell’infanzia: la morte improvvisa del più piccolo di loro, Livio. Bruno è l’unico presente quel giorno, ma è troppo piccolo per capire con certezza cosa accade. E, quando la realtà presenta dei vuoti, la mente prova a riempirli come può. I tre crescono percependo una presenza, una forza che sembra proteggerli, anche a costo di uccidere le persone a loro più vicine. Qual è la verità? Cosa è accaduto a Livio? E come si salveranno loro tre?

"Il quadro completo" è il resoconto, scritto in prima persona dai vari protagonisti della vicenda, sulla storia di una famiglia segnata da un grave lutto che ha stravolto ogni cosa.

Valentino, Silvia e Bruno sono ciò che resta di una famiglia segnata da morti violente, segreti, bugie e rapporti disfunzionali. Ma è anche una storia di insicurezze, ricerca di conferme e amore, voglia di proteggere le persone che amiamo.

Ero triste, ma non piansi. Pensai. Pensai a lungo, pensai molto. La mia mente generò così tanti pensieri che presero a intersecarsi tra di loro.

A raccogliere le testimonianze c'è uno psicologo chiamato ad eseguire una perizia su Valentino, sicuramente quello che il dottore non si aspetta è la valanga di sentimenti, emozioni e traumi che hanno affollato la sua vita e quella degli altri due fratelli.

Ambientato, sostanzialmente, nella periferia romana "Il quadro completo" è un titolo nomen omen: tutto ciò che leggerete, tutto ciò che riuscirete a percepire e a scoprire grazie ai racconti dei protagonisti, acquisterà un senso compiuto solo alla fine quando Fabio Galli, con un colpo da maestro che non mi aspettavo, ci regala una risoluzione che dà una luce del tutto nuova sulla vicenda.

Mi giudicherai pazza se ti dico che ho la netta impressione che lo spirito di Livio, il mio fratellino morto appena nato, sia sempre stato in mezzo a noi?

Probabilmente ciò che mi ha colpito di più è la normalità dei personaggi e, in generale, della storia. Questa famiglia potrebbe essere la mia, o la vostra, per quanto è "semplice" e realistica. Non ci sono elementi troppo romanzati ma, allo stesso tempo, sono presenti piccoli spunti di riflessione sulle dinamiche familiari e su come un trauma non affrontato possa cambiare le sorti di così tante persone.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dal libro e ne consiglio la lettura!




Vi segnalo che il libro è gratuito se siete abbonati a Kindle Unlimited ❤️
Lo trovate ➡️ QUI




 Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog.

Oggi ci teletrasportiamo in Giappone, più precisamente a Tokyo, con l'ultimo libro di Keigo Higashino, "Delitto al mercato dei fiori di Tokyo", edito da Piemme.

Buona lettura!



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Pagine 352

Dopo il suicidio del cugino, Lino cerca rifugio nel giardino del nonno, tra coltivazioni di fiori rari e profumi familiari. Affascinata dal suo mondo, gli propone di creare un blog per raccontarlo. Il nonno accetta, ma con un'unica condizione: non pubblicare nulla su un certo fiore giallo che Lino ha notato in casa sua. Pochi giorni dopo, lui è morto. E il fiore è sparito. Spinta da un'ossessione crescente, Lino infrange la promessa e pubblica una foto del fiore. Poco dopo, un uomo di nome Gamo Yosuke la contatta: si presenta come botanico, le chiede di rimuovere la foto e insiste per incontrarla. Ma quando Lino arriva da lui, ad aprire la porta è il fratello minore dell'uomo, Sota. Il suo sguardo è incerto, quasi sospettoso. Anche perché suo fratello di botanica non sa nulla; a dirla tutta, è un poliziotto. Silenzio. Un dettaglio fuori posto. E, all'improvviso, quel fiore scomparso sembra molto più pericoloso di quanto Lino avesse mai immaginato.

I thriller giapponesi sono sempre ammantati di un fascino particolare. La cultura, il modo di vivere e, in generale, la società di questo popolo sono talmente diversi da noi da costituire un genere a sé stante. 

Keigo Higashino è un autore che si è cimentato, con buoni risultati, in diversi generi ma probabilmente è proprio nel thriller che riesce a dare il meglio. 

Preferisco la loro compagnia a quella degli umani, perché i fiori, a differenza degli uomini, non mentono mai. Se li fai crescere con amore, i fiori te lo rendono.

"Delitto al mercato dei fiori di Tokyo" è un romanzo delicato, nonostante sia presente un omicidio. Non ci sono scene esplicite, né elementi disturbanti, il che lo rende un libro perfetto anche per lettori poco avvezzi al genere o che non cercano scenari sanguinosi a tutti i costi.

I personaggi sono diversi e come sempre, almeno inizialmente, potreste far fatica a riconoscerli sia per i nomi complicati sia per l'usanza di presentarli prima per il cognome e poi per il nome. Sicuramente è utile un piccolo schemino riassuntivo per facilitare il riconoscimento di tutti senza stoppare la lettura di tanto in tanto.

L'inserimento del tema botanico è un qualcosa di originale che rende l'intera trama particolare e che regala un risvolto totalmente inaspettato nel finale. 

Forse è una superstizione. L'unica cosa sicura è che un seme scomparso non può riapparire all'improvviso.

La scrittura di Keigo Higashino è sempre scorrevole ed elegante, il ritmo narrativo è molto dinamico e muovendosi spesso tra i vari punti di vista dei personaggi, e anche su diversi piani temporali, rende la lettura sempre avvincente. L'ho divorato nel giro di pochi giorni, curiosa di scoprire una verità che non sospettavo minimamente.

Se cercate un thriller soft e dai sapori orientali, "Delitto al mercato dei fiori di Tokyo" è sicuramente la storia che fa per voi! Sono certa che amerete questo libro!



Altri libri dell'autore:





 Buongiorno e ben trovati sul blog.

Esce oggi per Vallardi un libro che mi ha stupito molto, in senso positivo. Si tratta di "Sally Diamond la strana", firmato dalla penna di Liz Nugent.

Buona lettura!



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Pagine 400

Improvvisamente sola, Sally si affaccia al mondo per la prima volta, scoprendo che non sempre le persone dicono quello che pensano. In più, ora è al centro dell’attenzione, inseguita da paparazzi affamati di notizie, concittadini petulanti e detective ficcanaso. Ma a raggiungerla non sono solo i giornalisti: lettere ambigue, firmate da un anonimo S., compaiono nella sua cassetta postale. Chi le manda e cosa vuole? Perché conosce tutte quelle cose su di lei? E mentre riaffiorano dettagli inquietanti della sua infanzia, Sally sarà costretta a confrontarsi con i segreti di un passato che aveva voluto dimenticare.


Quando ho letto le prime righe di "Sally Diamond la strana" ho capito subito che ciò che mi sarei trovata davanti non sarebbe stata la classica storia banale e già sentita. Nonostante ci siano diversi elementi vincenti all'interno del libro, credo che quello migliore risieda nella sua protagonista, Sally Diamond per l'appunto.

Liz Nugent ci parla di una donna che rifugge il contatto umano, oltre che le emozioni. In lei c'è una sorta di freddezza perenne che maschera, in realtà, una personalità complessa in grado di comprendere il mondo intorno a lei in maniera totalmente anomala. Il suo 'essere strana' si riproduce nel fatto di non aver versato una lacrima per la morte del padre, nell'aver assolto con perizia il compito che le aveva affidato- ovvero quello di buttarlo con la spazzatura una volta morto. Si manifesta anche nei momenti in cui la rabbia, unica emozione che sembra sconvolgere la sua imperturbabilità, la fa chiudere in un angolo a strapparsi i capelli. 

Tu sei tu. Unica e diversa.

(...) Nessuna etichetta saprebbe spiegare ogni tuo comportamento contraddittorio. A volte sei curiosa. A volte non te ne potrebbe fregare di meno. Ti emozioni per cose che agli altri non interessano, ma ti lasciano indifferenti delle cose che per altri sarebbero devastanti.

Per il lettore è facile immedesimarsi nei vari personaggi che hanno a che fare con Sally, provando le medesime sensazioni: è davvero così insensibile? Oppure sta proteggendo se stessa da un passato sepolto nell'angolo più remoto della sua mente?

Dopo l'inizio sconcertante che tratteggia la complessa personalità di 'Sally Diamond la strana', Liz Nugent porta alla luce una storia ancora più complessa e scioccante. Probabilmente a chiave di lettura, della protagonista e della storia, risiede proprio in questo passato terribile che ora sta tornando a bussare alla porta.

Intorno a lei, c'è chi conosce molto bene il passato di Sally e che ora non può più voltarsi dall'altra parte. In un susseguirsi di rivelazioni sbalorditive entra in scena un secondo personaggio che, con il suo punto di vista, ci permetterà di avere uno sguardo diretto su una verità terribile.

Facevo bene io a non fidarmi di nessuno. Alla fine mi hanno deluso tutti. Con i loro segreti o con i segreti che hanno raccontato alle mie spalle. Faccio di nuovo la sorda. Non parlo con nessuno e faccio finta di non sentire cosa mormora la gente.

Nell'ultima parte, quella della consapevolezza in cui il lettore ha finalmente il quadro completo, ci si rende conto che, per tutto il tempo, i personaggi hanno tentato di snaturare la personalità di Sally salvo poi rendersi conto che fondamentalmente lei è perfetta così, con la sua voglia di vivere estraniata dal mondo. 

Liz Nugent riesce a far breccia nel cuore del lettore con una protagonista atipica e una storia intrisa di black humor ed elementi disturbanti. La prosa magnetica rende la lettura scorrevole e quasi ipnotica, è impossibile staccarsi dalle pagine. 

"Sally Diamond la strana" è un libro rivelazione di questo 2025 e sono certa che conquisterà i cuori di tutti i lettori che cercano quel 'quid' in più in una storia. Consigliato !!!




 Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Oggi vi parlo di un libro che mi ha stupito, in positivo, edito da Newton Compton. Si tratta de "Il labirinto dei dieci sospetti" e porta la firma di C.B. Everett .

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Pagine 352

Dieci sconosciuti si svegliano prigionieri in una vecchia casa dalla quale è impossibile uscire, senza ricordare come ci siano arrivati. Per scappare, devono far luce sulla scomparsa di una giovane donna. Ma insieme a loro, nei corridoi dell’abitazione si aggira un assassino, e presto il numero dei cadaveri inizia a salire. Chi sono questi sconosciuti? Perché sono stati scelti? Perché qualcuno vorrebbe ucciderli? E chi, o cosa, è in agguato nella cantina? Dimentica quello che pensi di sapere. Perché mentre puoi fidarti di te stesso, puoi davvero fidarti anche degli altri?

"Il labirinto dei dieci sospetti" racchiude in sé diversi generi che si fondono insieme in una storia originale e pazzesca. Dieci personaggi si risvegliano privi di ricordi in una vecchia magione in un luogo imprecisato. Oltre all'assenza di ricordi, la cosa più inquietante è che sono, letteralmente, intrappolati nella casa: finestre sbarrate, porte chiuse a chiave e una moltitudine di stanze e spazi da esplorare per cercare di venire a capo del mistero.

Questa casa contiene dei segreti.

Questa casa è infestata dai fantasmi.

Questa casa pullula di mostri.

Questa casa è la morte.

L'obiettivo è quello di trovare e salvare una ragazza scomparsa così il gruppo male assortito si concentra sul compito nella speranza di porre fine a questa situazione paradossale. Tra i vari punti di vista, quelli che mi sono piaciuti di più sono stati quello de "La bestia in cantina" (sì, avete letto bene e vi assicuro che vi regalerà gioie!), Kyle e il capitano Jimmy Saint (anche lui un super personaggio che avrà una bellissima evoluzione all'interno della storia). 

Non fatevi spaventare dai molteplici personaggi, man mano che si prende confidenza con le loro storie diventa più facile seguire la narrazione che, nonostante il sovraffollamento, risulta insolitamente chiara. Sulla stessa linea anche la scrittura che si adatta perfettamente ai vari personaggi cambiando tono e registro a seconda dei casi.

Devo uscire dalla villa, devo fuggire più lontano che posso. Devo scappare da tutta questa morte. Ecco cos'è questa casa: è la morte.

Durante la lettura della parte centrale ho avuto l'impressione di non capire bene la direzione che stava prendendo la storia perché, pur avendo tutte le caratteristiche di un giallo a camera chiusa con annessi omicidi, la sensazione è stata comunque quella di avere davanti una storia assurda con un fine misterioso.

Il tutto ha acquistato un senso con un finale shockante che non avevo minimamente intuito ma che è stato un vero e proprio colpo da maestro di C.B. Everett. Assolutamente consigliato!



 Buongiorno e ben ritrovati sul blog,

oggi vi parlo di una delle ultime uscite di Editrice Nord, si tratta di un thriller domestico firmato da Helena Echlin e che si intitola "La tata".

Buona lettura!



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Pagine 420

Charlotte è consapevole che Stella non è come le altre bambine di nove anni, ma per lei è perfetta così: irrequieta, iperattiva, spesso intrattabile, eppure brillante, con un’intelligenza vivace, a volte anche geniale. È sua figlia, e questo le basta per amarla con tutto il cuore. E poi c’è la loro giovane tata armena ad aiutarla. Fin dal primo giorno, Blanka ha instaurato un ottimo rapporto con Stella, e con il suo atteggiamento tranquillo e rassicurante è l’unica che riesce a gestirla senza problemi. Tuttavia, proprio adesso che Charlotte sta affrontando una seconda gravidanza difficile e stressante, Blanka si licenzia senza preavviso e, qualche tempo dopo, viene trovata morta affogata in una piscina. Un tragico incidente o un gesto volontario? Charlotte quasi non ha tempo per elaborare il lutto. Con il marito spesso fuori casa per lavoro, tutto il peso della famiglia ora ricade su di lei. Fortunatamente, ogni giorno che passa Stella sembra più pacata del solito. All’inizio Charlotte non può che esserne felice, ma ben presto ai suoi occhi il cambiamento della figlia appare sempre più strano. Stella comincia a replicare i gesti che erano tipici di Blanka, la sera prima di addormentarsi sussurra frasi in una lingua incomprensibile, spesso chiede di mangiare piatti dai nomi mai sentiti prima. E poi Charlotte fa la scoperta più inquietante: ogni notte, nel suo diario segreto, Stella scrive intere pagine in armeno… È lei che sta perdendo il contatto con la realtà o è la realtà che si è trasformata in un incubo? Mentre suo marito continua a ripeterle che si sta inventando tutto, Charlotte invece è convinta che Stella sia in pericolo e che solo lei possa salvarla…

"La tata" è il titolo perfetto se state cercando un thriller domestico con un tocco originale. La storia di Charlotte è permeata da un senso di inquietudine e paranoia: è convinta che sua figlia Stella sia diversa e i comportamenti esuberanti e particolari della bambina sembrano confermare questa teoria. 

Al centro di tutta la prima parte del libro c'è, quindi, il rapporto simbiotico tra madre e figlia. Un legame esclusivo che subisce un primo scossone con la morte della tata, Blanka. Dopo l'evento traumatico cambiano tutti gli assetti e l'equilibrio familiare. Stella è diversa e pian piano inizia ad omologarsi alla massa causando la felicità del padre e l'inquietudine di Charlotte che sente di aver perso le attenzioni esclusive della figlia.

"Charlotte, non ho scelta. Mi si spezza il cuore."

Ma non aveva l'aria di uno con il cuore infranto. 

No, sembrava freddo e calcolatore.

La sensazione che qualcosa non vada si fa via via più evidente anche agli occhi del lettore che si domanda se Charlotte sia troppo apprensiva o se effettivamente il cambiamento della bambina sia dovuto a un qualcosa di anormale. 

La componente paranormale/psicologica è stata gestita perfettamente da Helena Echlin. Non è facile capire qual è la verità perché si hanno percezioni diverse a seconda dei momenti. 

La scrittura è coinvolgente e scorrevole, non si risente minimamente della mole di pagine. L'epilogo è un altro elemento che ho apprezzato moltissimo perché fa riflettere e dà tutta un'altra visione di quello che abbiamo letto fino a quel momento. 

"La tata" è un thriller domestico che supera le aspettative e che si differenzia dagli altri del suo genere per i temi trattati e un finale sconvolgente. 

Consigliato!



 Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Oggi parliamo del nuovo libro di Maxime Chattam, "La pazienza del diavolo", edito da Salani Editore che ringrazio per la copia.

Si tratta del secondo capitolo della serie dedicata alla gendarme Ludivine Vancker, vi avevo già parlato di lei QUI.

Buona lettura!


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Pagine 544

Cinquantotto corpi. All’Istituto di medicina legale di Parigi non se ne erano mai visti tanti tutti insieme. Quella mattina, due amici sono saliti a bordo di un treno dell’alta velocità, hanno tirato fuori due fucili a canne mozze e hanno dato il via al massacro, prima di togliersi la vita. Movente: in apparenza, nessuno. Poche ore più tardi, Ludivine Vancker, tenente della Sezione Ricerche, accetta di partecipare a una rischiosa operazione: intercettare un carico di droga in autostrada. Li chiamano go-fast, sono convogli di macchine che viaggiano di notte, a duecento chilometri all’ora, e trasportano grosse quantità di stupefacenti. Ma quando Ludivine apre il borsone sequestrato al corriere, ciò che trova va oltre ogni immaginazione… Cosa unisce questi due terribili episodi? E come mai cominciano a comparire ovunque croci rovesciate e altri simboli satanici? È possibile che l’inferno abbia davvero aperto le sue porte e che le sue fiamme ardenti siano uscite dall’oscurità?


Quando si ha un precedente come "Loro", primo libro della serie, il rischio di non riuscire a raggiungere il livello di quel successo è enorme. Ma da quel poco che abbiamo capito di Chattam c'è sicuramente il fatto che non è un autore che ha paura ma che, al massimo, la fa provare a chi legge le sue opere.

Ne "La pazienza del diavolo", Ludivine si ritrova nel gravoso ruolo di protagonista principale e unica del libro, mentre nella storia precedente poteva contare su Alexis e Mikelis che sono stati un sostegno fondamentale, qui si ritrova fondamentalmente sola con i suoi demoni e i ricordi che fanno ancora male.

Lei ha una brutta aura, signorina. Mi dispiace dirglielo, ma ha addosso il malocchio.

Probabilmente la sua personalità è la cosa che ho apprezzato meno: troppo impulsiva, troppo sconsiderata, si è mossa tra queste pagine, e nell'indagine, come se fosse improvvisamente posseduta dallo spirito di John Rambo ai tempi della guerra in Vietnam... Anche meno, Ludivine.

È un simbolo esoterico, il pentacolo. Una stella a cinque punte rovesciata: brutto segno.

Ci muoviamo nell'ambito dell'esoterismo ma, anche stavolta, il focus della trama è il Male e il fatto che sembri una specie di veleno che si diffonde come un'epidemia. Stragi improvvise scuotono la Francia e sembrano avere come unico filo conduttore il diavolo che si manifesta ai folli di turno incitandoli ad abbandonare ogni freno inibitorio.

Nella seconda parte del libro, quella in cui le tessere del puzzle iniziano a trovare una collocazione, Ludivine/Rambo migliora un po' e inizia a mostrare la grinta giusta per il caso anche se l'avversario che deve fronteggiare è ad un livello altissimo e non sarà facile da neutralizzare.

Il diavolo esiste. Tutti credono che sia una leggenda, una balla per spaventare i bambini, e invece no: è proprio questa la sua forza, essere riuscito a farsi dimenticare! Per seminare il caos...

E ci siamo quasi.

Fra non molto salirà sul trono, manca poco...

Vi avviso che lo stile è sempre decisamente splatter e particolareggiato in maniera disturbante per chi è debole di stomaco. 

L'epilogo è, probabilmente, la parte che ho preferito un po' perché il villain della storia è un personaggio che ho amato tantissimo e anche perché ho avuto l'impressione che non sia finita qui.......... 

In ogni caso, super promosso!

Se amate storie piene di gente che ha "dei seri problemi", qui vi sentirete a casa. 🤣



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