Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog.

Oggi vi parlo della fortunata serie poliziesca firmata da Melinda Leigh che ha come protagonista lo sceriffo Bree Taggert. In questo quarto volume, che si intitola "Crimini dal passato", facciamo un viaggio a ritroso nel privato della protagonista che sarà costretta ad affrontare i suoi demoni.

Buona lettura!


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Pagine 340

Ventisette anni fa, il padre dello sceriffo Bree Taggert uccise sua madre e poi se stesso. Ora Bree e suo fratello minore, Adam, hanno trovato ossa umane nel terreno della loro fattoria di famiglia abbandonata. I resti sono quelli di un uomo e una donna, entrambi assassinati nello stesso orribile modo.

Quando l'indagine determina che gli omicidi sono avvenuti trent'anni prima, il padre di Bree diventa un sospettato, costringendo Bree a rivivere la brutale notte che ha cercato di dimenticare per la maggior parte della sua vita. L'unico altro indagato è un improbabile occupante abusivo della fattoria Taggert che afferma di conoscere segreti sul passato di Bree. Ma quando scompare misteriosamente e la nipote di Bree viene rapita, il vecchio caso si surriscalda.

Bree sembra aver alimentato la rabbia di un assassino disposto a tutto pur di mantenere segreta la sua identità e le sue motivazioni. E per proteggere tutti quelli che ama, Bree dovrà dare la caccia a questo astuto omicida.


Uno degli elementi chiave che caratterizza i libri di Melinda Leigh è, senza dubbio, la sua protagonista: Bree Taggert. Negli anni, la sua figura si è evoluta sia nella sfera personale (che l'ha vista diventare tutrice legale dei nipoti rimasti orfani), sia in quella lavorativa (quando è stata nominata sceriffo, nonostante le opinioni contrastanti dovute al fatto che sia una donna).

Il caso trattato in "Crimini dal passato" è particolare poiché la riguarda molto da vicino: la scena del crimine è, infatti, la fattoria di famiglia di Bree. Un luogo infausto in quanto, anni prima, era già stato teatro di una tragedia quando il padre di Bree aveva ucciso la madre davanti a lei e al fratello.

Ora che sono stati rinvenuti due cadaveri nel terreno della fattoria, vecchi ricordi aprono una breccia nel cuore di Bree che è costretta a rivivere il trauma e, allo stesso tempo, a portare avanti le indagini per scoprire a chi appartengono i corpi e chi è stato ad ucciderli.

Non è mai facile impostare un libro su un cold case perché, per definizione, sono casi difficili da risolvere per la distanza di tempo intercorsa dall'evento criminoso e le prove che diventano sempre più esigue man mano che passano gli anni. Melinda Leigh è riuscita a gestire abbastanza bene queste problematiche oggettive.

Le dinamiche interpersonali tra i personaggi costituiscono una buona distrazione, oltre che un'ottima sottotrama; inoltre, contribuiscono a rendere l'esperienza di lettura coinvolgente e interessante emotivamente parlando.

NON COSTRINGERMI A FARTI DEL MALE. NON SVEGLIARE I CANI CHE DORMONO.

Quando si tratta di serie così lunghe, come in questo caso, apprezzo molto il fatto di rendere accessibili i libri anche a chi non ha letto i precedenti: Melinda Leigh inserisce tutti i richiami necessari per rendere fruibile la storia anche ai lettori che si approcciano per la prima volta alla vita di Bree Taggert; allo stesso modo, inserisce dei carinissimi easter eggs per i lettori più affezionati che, invece, seguono la serie sin dall'inizio.

Personalmente, apprezzo moltissimo la penna di questa autrice e il suo modo di costruire storie senza scadere mai nel banale o nel prevedibile. Inoltre, si tratta sempre di indagini abbastanza realistiche e attinenti alla realtà, cosa che non sempre accade nei libri.

Sicuramente non finisce tra i miei preferiti della serie ma è sempre un piacere ritrovare Bree, Matt, Dana, gli amici a quattro zampe e tutti gli altri protagonisti della serie. 




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