Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Oggi vi parlo di una nuova uscita, del catalogo Fandango, firmata dalla penna di Valerio Callieri che si intitola "AS3".

Buona lettura!


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Pagine 204

Nel reparto di Alta Sicurezza di Rebibbia, Anna, ex trafficante internazionale di cocaina, cerca di ricucire il rapporto con la figlia Veronica raccontando finalmente la propria verità. Convinta che la ragazza abbia conosciuto solo un giudizio esterno e distorto della sua vita, coinvolge due detenute in un progetto di condivisione delle loro storie. Monica e Virginia, attraverso il racconto di abusi, violenze e scelte estreme, trovano nella parola uno spazio di confronto e consapevolezza. Tra scontri e legami inattesi, le tre donne scoprono che narrare la propria vita può essere l’unico modo per capire cosa si eredita e cosa si lascia di sé.


Valerio Callieri, scrittore e documentarista romano, torna in libreria con un nuovo romanzo intitolato “AS3”. Questa sigla sta per “Alta Sicurezza 3” e identifica una sezione femminile del carcere di Rebibbia. La cosa che colpisce è la forte componente autobiografica del testo: Valerio Callieri, infatti, ha personalmente condotto in laboratorio di scrittura nella sezione femminile del suddetto carcere e ha tratto da questa esperienza personale le basi per la sua storia. Le protagoniste di questo romanzo corale sono tre detenute: Anna, la protagonista, Virginia e Monica. Questi tre personaggi condividono le loro store personali ma anche le vicende criminali che le hanno portate alla condanna e alla detenzione dando vita ad un vero e proprio racconto a più voci del dramma quotidiano che vivono. È interessante vedere come il loro racconto di vita troverà un parallelismo con una famosa tragedia greca di Sofocle, l’Antigone. 


Quando Anna era arrivata nell'Alta Sicurezza 3 di Rebibbia, la sezione era composta da sedici donne. In questo circuito non ci sono detenute comuni...


Il tema principale di “AS3” è la difficile relazione madre-figlia all'interno del carcere, il crimine commesso, la colpevolizzazione, i brevi colloqui- solo quattro ore al mese- e quello che sembra un rapporto, ormai, irrecuperabile. Tra i temi secondari possiamo individuare, tra gli altri, il senso di solitudine, l'alienazione, il problema di convivere in spazi ristretti con delle perfette estranee, la costrizione fisica data dal fatto di trovarsi in spazi chiusi con dimensioni ridotte. Un libro particolare perché ci parla di soggetti che vivono al margine della società e della nostra coscienza collettiva.

Anna aveva paura del carcere ma non l'aveva mai considerato la fine della solitudine, non aveva mai considerato che, dentro il carcere, ci sarebbe stato sempre qualcuno con lei. Gli schizzi della sua doccia mentre sta per asciugarsi. I dialoghi della fiction TV mentre vorrebbe stare in silenzio. L'odore delle magliette sudate delle altre. Le parole di aiuto, di disperazione, di speranza.

Lo stile di Valerio Callieri è molto asciutto e senza fronzoli. Le descrizioni degli ambienti e dei personaggi, soprattutto a livello psicologico, è impeccabile. È un libro che fa riflettere su molte situazioni e pur essendo molto breve, permette ad ogni personaggio di completare il suo arco narrativo. Nell’epilogo rimane costante l’atmosfera agrodolce alla quale si aggiunge una sorta di rassegnazione da parte dei personaggi. Consigliato ai lettori che cercano storie autentiche e non edulcorate.



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