Buongiorno e ben ritrovati sul blog.
Oggi parliamo del primo libro di una serie, che ha avuto un successo enorme e che nel 2023 è sbarcata sulla piattaforma streaming di Netflix, firmata da Javier Castillo e pubblicata, in Italia, da Salani. Il libro, probabilmente lo avrete già intuito, si chiama "La ragazza di neve" e non vedo l’ora di raccontarvelo.
Buona lettura!
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Pagine 352
1998, New York, parata del Giorno del Ringraziamento: Kiera Templeton, tre anni, sparisce. Succede tutto in un attimo: il padre perde la presa calda e leggera della mano di sua figlia e improvvisamente non la vede più, inghiottita dalla folla che si spintona. Inutile chiamarla, chiedere aiuto e disperarsi. Dopo lunghe ricerche, vengono ritrovati solo i suoi vestiti e delle ciocche di capelli. 2003, cinque anni dopo, il giorno del compleanno di Kiera: i suoi genitori ricevono uno strano pacchetto. Dentro c'è una videocassetta che mostra una bambina che sembra proprio essere Kiera, mentre gioca con una casa delle bambole in una stanza dai colori vivaci. Dopo pochissimo lo schermo torna a sgranarsi in un pulviscolo di puntini bianchi e neri, una neve di incertezza, speranza e dolore insieme. Davanti al video c'è anche Miren Triggs, che all'epoca del rapimento era una studentessa di giornalismo e da allora si è dedicata anima e corpo a questo caso. È lei che conduce un'indagine parallela, più profonda e pericolosa, in cui la scomparsa di Kiera si intreccia con la sua storia personale in un enigmatico gioco di specchi che lascia i lettori senza fiato. Un thriller perfetto che ribalta le regole del genere.
"La ragazza di neve", primo bestseller dell’autore spagnolo Javier Castillo, segna l’inizio di una serie dedicata a Miren Triggs, una giornalista investigativa. In questo esordio l’autore ci presenta il personaggio e la storia che la renderà celebre: il caso della piccola Kiera Templeton.
Siamo a New York, durante una parata natalizia. È il 1998 e la famiglia Templeton - padre, madre e la piccola Kiera - sono alla famosa parata del colosso Macy's. Tra la confusione e la folla, Kiera sfugge alla presa del padre e da quel momento scompare, letteralmente, nel nulla.
Nessun bambino scompare senza motivo. O, purtroppo, sono morti o qualcuno non vuole che vengano trovati. Ma il caso di Kiera Templeton è diverso.
Mi preme sottolineare che il fulcro della storia, ed è un discorso da estendere all’intera serie, non verte sui singoli casi ma sulla figura di Miren Triggs nelle vesti di giornalista investigativa. Da questa prospettiva, appare chiaro che la quasi totalità della storia sia incentrata su di lei e non su Kiera.
Tornando alla nostra storia, Javier Castillo ci descrive in maniera approfondita e decisamente empatica, tutte le emozioni dei personaggi: la paura dei genitori, l'intraprendenza di Miren nel voler scoprire la verità, l'immensa dedizione di Ben agente della polizia investigativa che indaga sul caso.
È una storia piena di avvenimenti e salti temporali, la vicenda si estende dal 1998, anno della scomparsa, al 2010 l’anno della svolta nelle indagini. Svolta, peraltro, totalmente inaspettata. Nel corso di tutti questi anni impariamo a conoscere i personaggi, i loro segreti, il loro passato e facciamo ipotesi sul destino di Kiera Templeton.
Il mondo sembrava andare alla deriva e nessuno faceva nulla per fermarlo: la violenza, le rapine, la corruzione, la paura di andare in giro da sola, gli stupratori. Era desolante.
Ci sono diversi elementi che ho apprezzato: sicuramente Miren è un buon personaggio anche se ha dei comportamenti poco ortodossi, capirete il perché durante la lettura. Ho amato molto tutta la parte investigativa fatta di indizi, prove e piste infinite da seguire; ricollegandomi a quest’ultima argomentazione, trovo che l’idea di fare arrivare delle cassette ai genitori della vittima sia stata un’idea originale e crudele al tempo stesso. Una parte molto forte della storia in quanto coinvolge pesantemente le persone più vicine a Kiera: i suoi genitori.
Lo stile di Javier Castillo si è rivelato scorrevole, accurato e coinvolgente. Riesce a mantenere sempre a livelli alti la suspense narrativa e l’attenzione di chi legge.
Nonostante i molti aspetti positivi, ci sono stati anche diversi elementi che non mi hanno convinta: primo tra tutti, un buco di trama che si crea nel momento in cui viene riportata una telefonata dei genitori della bambina il giorno della scomparsa. Nel capitolo si fa accenno ad un particolare, che sarebbe stato interessante da approfondire nell’indagine, ma che viene completamente dimenticato per tutto il resto del libro. A questo punto, decade il senso di inserire un indizio così succoso senza poi indagare in proposito. Anche i numerosi salti temporali, sebbene coerenti a livello di timeline e sviluppo della storia, risultano eccessivi e rischiano di disorientare il lettore.
Nel complesso, è stata un’ottima storia che pone delle basi solide per i successivi capitoli di cui vi parlerò prossimamente!


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