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Oggi vi parlo di un libro firmato da Osvaldo Guerrieri che si intitola "Zvanì - Indagine sulla morte di Giovanni Pascoli". Il testo è edito da Gramma Feltrinelli ed è l’espressione perfetta di un saggio in cui inchiesta storica e narrazione letteraria si mescolano alla perfezione.

Buona lettura!



Pagine 192

17 febbraio 1912. L’uomo sorretto da due medici, che scende per la stradina della “Bicocca”, è Giovanni Pascoli. Lascia Castelvecchio di Barga e sta per salire sul treno speciale che lo porterà a Bologna, dove lui, il poeta più amato e più popolare di quegli anni, spera di guarire dalla cirrosi epatica che gli ha sconvolto la vita. Comincia il crudele duello contro un male che la medicina non sa arrestare e che si conclude il 6 aprile, Sabato Santo, nel tripudio delle campane che annunciano la Resurrezione. Come è potuto nascere e svilupparsi questo sconvolgimento? “Ognuno di noi si prepara la propria morte,” ha scritto Leonardo Sciascia raccontando la fine di Raymond Roussel. Stando alle testimonianze dei suoi amici medici, Pascoli se la preparò senz’altro con una condotta di vita segnata dal dolore, dalle delusioni, dalla solitudine e dall’alcol. La sua esistenza è perciò una lunga rincorsa verso l’epilogo atroce. A partire dal trauma infantile dell’assassinio del padre, dalla morte precoce della madre e da quella dei fratelli maggiori, Pascoli si rifugia nei doveri del lutto, felice, quasi, di essere infelice. Ai lutti si aggiungano la povertà inaspettata, l’attività politica nelle caotiche file del socialismo romagnolo sfociata nei 107 giorni di carcere da cui il rivoluzionario esce “per sempre indignato”, la girandola dell’insegnamento prima nei licei e poi nelle università, il desiderio e il “nido” della famiglia così a lungo sognato. Nido che dura poco. Ida, la sorella più grande, si sposa e Giovanni rimane con Maria, la sorella più piccola, che lo ama possessivamente, escludendo chiunque, istericamente dolce e severa. Con la sua scrittura nitida, capace di penetrare a fondo nella psicologia dei suoi personaggi, Osvaldo Guerrieri ritrae vita e morte di un grande poeta, voce unica nella letteratura europea moderna.


L’opera di Osvaldo Guerrieri è un’analisi lucida e storicamente impeccabile sulla vita e la morte del celebre poeta italiano Giovanni Pascoli. Nelle pagine di "Zvanì" assistiamo, come spettatori impotenti, agli ultimi mesi di vita del Pascoli ripercorrendo, però, gli eventi cruciali che lo hanno portato alla malattia fatale.

La scelta del titolo dell’opera è molto interessante in quanto si fa riferimento al nomignolo del poeta, utilizzato principalmente da persone che frequentavano la sua sfera privata e familiare, per mostrare tutta l’umanità di un personaggio del suo calibro; nel sottotitolo, invece, Osvaldo Guerrieri ci preannuncia il grande lavoro "investigativo" che ha portato avanti per mostrare al pubblico la vita reale di Giovanni Pascoli segnata dal lutto, dalle malattie e relazioni spesso ambigue. Insomma, tutte le parti che la letteratura ha preferito non considerare o sorvolare.

Il ritratto che ne emerge è quello di un uomo complesso e controverso ma, allo stesso tempo, fragile ed estremamente bisognoso di trovare un posto nel mondo, circondato dagli affetti. Tra i vari rimpianti che affliggeranno il poeta fino alla fine, c'è proprio quello di non essere riuscito a costruire una famiglia propria, impegnato a mantenere un modello ideale di "nido" che lo ha, di fatto, allontanato dal mondo esterno per gettarlo in un’esistenza di profonda solitudine.

Uno dei punti di forza del romanzo è l’equilibrio che l’autore è riuscito a raggiungere tra la documentazione storica e l'interpretazione degli eventi. Un lavoro monumentale che racchiude testimonianze, corrispondenza privata ed eventi storici realmente accaduti. 

Il ritmo narrativo è altalenante e, in alcuni passaggi, risulta appesantito e statico ma, considerando la natura della materia trattata, si è rivelata una lettura interessante e appassionante. Nonostante il numero esiguo di pagine, inoltre, sono tanti i temi trattati da Osvaldo Guerrieri e tra tutti emergono proprio il dolore e la caducità umana. 

È il libro perfetto per tutti gli amanti della letteratura italiana in quanto dà una chiave di lettura privilegiata sull’intera produzione di Pascoli. Un romanzo che mostra l’uomo dietro il mito.

 

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