Buongiorno e ben ritrovati sul blog.
Esce oggi, per Newton Compton, la versione italiana di un libro che è stato un vero fenomeno editoriale oltreoceano. "We used to live here", di Marcus Kliewer, arriva in tutte le librerie con il titolo "Era la nostra casa" ed è pronto ad inquietare tutte le vostre notti...
Buona lettura!
Pagine 288
Eve e la sua ragazza, Charlie, si trasferiscono in una vecchia casa su una collina circondata dalla foresta. Un giorno d’inverno, la loro pace viene disturbata da qualcuno che bussa alla porta. Sulla soglia c’è un uomo con la sua famiglia: Thomas Faust afferma di aver vissuto lì un tempo e che vorrebbe mostrare ai figli il luogo in cui è cresciuto. Eve lascia entrare gli estranei, anche se nella sua testa suonano dei campanelli d’allarme. Poco dopo, infatti, una violenta tempesta di neve blocca l’unica via d’uscita degli ospiti, costringendo Eve e Charlie ad accogliere gli sconosciuti per la notte. L’atmosfera si fa sempre più tesa, e strani eventi iniziano a turbare la casa: il figlio più piccolo della famiglia scompare nel nulla e, con il passare delle ore, diventa evidente che i visitatori non hanno alcuna intenzione di andarsene. Quando Charlie svanisce all’improvviso, Eve inizia lentamente a perdere il contatto con la realtà. C’è qualcosa di terribilmente sbagliato nella casa e nella famiglia in visita oppure è solo la mente di Eve a giocarle brutti scherzi?
Quando si parla di case infestate o di libri in cui ci sono atmosfere "sinistre", sono sempre in prima linea e nel caso del libro di Marcus Kliewer ci sono entrambe le premesse.
Spoiler: saranno perfettamente rispettate!
Ma partiamo dal principio, Eve e Charlie sono le protagoniste della storia. Hanno acquistato una vecchia casa, sulla cima di una collina un po' isolata dal mondo. Una sera qualunque, bussano alla porta - il che è già abbastanza allarmante se vivi sperduto nella foresta - e dietro i battenti c’è una coppia con tre figli.
La storia che propinano alla padrona di casa è tanto assurda da poter essere vera ma nessuno sano di mente farebbe entrare in casa, di notte, degli sconosciuti.
Spoiler n.2: Eve non è sana di mente.
«Che cosa ne pensi dei nostri nuovi coinquilini?»
«Ah». Eve esitò. «Io...c’è qualcosa che non va».
Da questo momento in poi, stranezze, sussurri inquietanti, momenti folli e suggestioni diventano il motore centrale della storia. Il mistero principale è solo uno: chi sono questi estranei e perché sembrano non aver alcuna voglia di andarsene?
Si tratta di una storia che intreccia molto bene l'elemento paranormale con quello psicologico: è chiaro che c’è qualcosa che non va in Tom e nella sua famiglia ma è altrettanto chiaro che anche la casa non è un mero elemento che funge da ambientazione ma ha una storia alle spalle e partecipa in maniera quasi attiva alla vicenda.
Non vi racconterò nei dettagli le vicissitudini che vivrà Eve a causa della sua scelta iniziale, totalmente sconsiderata, ma vi basti sapere che la tensione e la paura andranno in crescendo fino ad un epilogo sconvolgente che richiama i più grandi classici del gotico con elementi interessanti.
«Aspetta...».
Eve guardò indietro.
Il vecchio era ancora girato di lato, evitando il contatto visivo. «Quelle persone nella tua casa... non sono quel che sembrano».
Mi è piaciuta molto l’idea di inserire dei dossier fuori contesto, tra un capitolo e l’altro, che contengono non solo degli approfondimenti su episodi e temi presenti nel libro, ma anche delle parole - che vi consiglio di annotare se volete divertirvi ma che troverete tranquillamente riassunte a fine libro - che comporranno una frase "da brivido".
"Era la nostra casa" si è rivelata una storia molto inquietante con dei momenti narrativi in cui la tensione è stata davvero altissima. Markus Kliewer è riuscito perfettamente a creare un’atmosfera cupa nella quale i confini tra suggestione e realtà si intrecciano più volte in un gioco spietato in cui non ci sono vincitori.
Se amate le storie paranormali e che vi tengano svegli la notte, avete trovato un libro che fa al caso vostro!


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