giovedì 14 febbraio 2019

[Review Party] "Un amore perduto" di Liz Trenow

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di ospitare il review party dedicato al nuovo romanzo di Liz Trenow, "Un amore perduto", edito da Newton Compton Editori. Al termine della recensione, inoltre, troverete uno Starter Pack per affrontare al meglio S. Valentino, il giorno più romantico dell'anno.
Buona lettura!



Amo moltissimo Liz Trenow come autrice e, finora, ho letto tutti i libri che sono stati pubblicati in Italia. Mi piace perdermi tra le pagine dei suoi romanzi perché sono sempre ricchi di storia e sentimenti. "Un amore perduto" non fa eccezione e ci porta negli anni immediatamente successivi alla fine della Prima Guerra Mondiale insieme a tre protagoniste straordinarie che mi hanno fatto commuovere, sperare e amare.  In comune non hanno molto: provengono da luoghi diversi come diversi sono i ceti sociali ai quali appartengono,  l'unica cosa che le accomuna è l'amore per un uomo e una guerra che le ha allontanate, forse per sempre, da lui. L'autrice si cimenta con tre dinamiche decisamente differenti: una madre e un figlio, una sorella e un fratello, una moglie e un marito. L'amore viene affrontato e sviscerato da diversi punti di vista ma in tutte e tre le situazioni assistiamo alla sofferenza,  al dolore, alla perdita, alla speranza con le quali Ruby, Alice e Martha intraprendono un viaggio difficile nelle terre martoriate dalla guerra e dai suoi strascichi.

È stata una lettura profonda ed emotivamente intensa, non è semplice affrontare determinati argomenti: è necessario avere un approccio delicato ma, allo stesso, rispettoso del contesto storico e di ciò che è stato e devo ammettere che Liz Trenow è riuscita a destreggiarsi benissimo, tra una difficoltà e l'altra.  La sua prosa dolce ed elegante è una vera coccola per gli occhi e mi ha permesso di divorare il libro nel giro di poche ore. L'amore,  in tutte le sue mille sfumature, è davvero il sentimento più grande e forte dell'universo e, in questo libro, è il vero e unico protagonista. C'è il giusto equilibrio tra l'elemento romanzato e quello storico il che rende la trama coerente ma coinvolgente. Se amate i romanzi, soprattutto quelli storici e sentimentali,  "Un amore perduto fa al caso vostro".




                                                             Starter Pack di S. Valentino


> Single Version
Un single può vivere la giornata di S. Valentino in due modi: in maniera serena e simpatica o con una piena crisi depressiva. Se fate parte della prima categoria,  non avete bisogno dei miei consigli; se, invece, fate parte delle persone malinconiche che si chiudono in casa pregando che la giornata passi in fretta, ho io qualche dritta da darvi!

- Dedicate del tempo (meglio ancora una giornata intera!)a voi stessi.
- Prendete un bell'appuntamento dal parrucchiere/ estetista e lasciatevi coccolare, ve lo meritate!
- Cosa c'è di meglio di un bel pranzetto/cena a base dei nostri piatti preferiti? Il cibo è nostro amico e l'alleato perfetto per ritrovare l'allegria!
- Approfittatene per uscire con un amica/amico che non vedete da tempo o, semplicemente,  regalatevi una piacevole serata a base di un buon libro/film.

Vedrete che in lampo sarà tutto finito!!!

> Couple Version
Per una coppia, il giorno di S. Valentino è un'occasione speciale per ribadire/confermare i sentimenti che provate l'uno per l'altra. Ma come rendere unica la giornata?
Ecco qualche consiglio anche per voi e la vostra dolce metà!

- Programmate le attività: sia che optiate per una cena piuttosto che un'intera giornata alla SPA, a S. Valentino è bene programmare e prenotare le vostre attività per non rischiare di rovinare l'atmosfera con imprevisti inutili.

- Il regalo: sicuramente è banale e scontato fare un regalo a S. Valentino ma io sono una ferma sostenitrice di questa usanza e, più  in generale, credo che ogni occasione sia buona per fare un regalo alla persona che amiamo. Qui le scelte sono varie e vanno in base ai vostri gusti, possibilità e fantasia. Si passa dai classici cioccolatini/fiori a doni più impegnativi come gioielli o viaggi a sorpresa. Cari maschietti all'ascolto,  provate anche con i libri e sono certa che farete cosa gradita a tutte le lettrici del blog!

- Tempo per la coppia: presi dalla routine, dagli anni che passano o dalla famiglia, spesso non rimane molto tempo per la coppia perciò,  almeno a S. Valentino,  regalatevi del tempo e delle attenzioni. L'amore va coltivato, sempre, perciò dedicatevi alla vostra dolce metà preparando un bigliettino romantico e una bella cenetta, vedrete che il giorno dopo sarete più felici, complici e innamorati di prima.

Sia che siate single o in coppia, ricordatevi che l'amore ha mille sfumature e che chi non ama se stesso,  in primis, non potrà mai amare l'altro in modo soddisfacente e sereno.
Coltivate questo sentimento, sempre!

mercoledì 13 febbraio 2019

Recensione "Cerchi nella notte" di Francesco Urbani

Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di "Cerchi nella notte", un romanzo scritto da Francesco Urbani, e pubblicato dalla casa editrice Augh!
Buona lettura!


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"Cerchi nella notte" è una serie di racconti in cui i protagonisti rappresentano di volta in volta una problematica interiore tipicamente contemporanea: i tic, le nevrosi, le paure, il desiderio di amare, di vivere e anche di morire vengono narrati nel frastuono della vita quotidiana o nel silenzio della notte per trovare nel buio un modo per illuminare le ombre che attanagliano l'anima. In uno stile colloquiale e incalzante, i personaggi diventano uno specchio in cui riconoscersi, nell'attesa che gli altri riescano finalmente ad abbracciare la nostra stessa intima e sognante immaginazione.

Leggere tanto, e spesso, ti porta quasi sempre ad incontrare letture tutte uguali e poche storie degne di nota. Del libro di Francesco Urbani mi ha colpito subito la copertina e ciò che rappresenta, mi ha colpito la trama e l'idea attorno alla quale è costruita: tante storie, personaggi infiniti, moltissime tematiche. In genere, non sono tipo da raccolte di racconti ma per 'Cerchi nella notte' ho voluto fare un'eccezione e ammetto di aver fatto bene! L'autore ci racconta delle vicende umane e sentimentali molto profonde e attuali, si parla di tutto e di niente, di pregi e di difetti, del buono e del cattivo e del confine labile tra ciò che è giusto o sbagliato. Ci sono storie che mi sono rimaste impresse, scelte che ho capito e altre che ancora adesso mi lasciano interdetta ma la cosa che colpisce davvero di queste vicende è che raccontano tutte degli episodi di vita vera in cui è facile immedesimarsi.

Ma un buon romanzo è costituito da un insieme di elementi positivi e, a volte, una bella idea non basta per superare lo scoglio della mediocrità. Ebbene, non è il caso di questo romanzo che accompagna ad una trama innovativa, una prosa emozionante e delicata. Lo stile dell'autore mi è piaciuto moltissimo e mi ha permesso di entrare ancora più in sintonia con il libro grazie a delle bellissime metafore e accurate descrizioni di persone e sentimenti. Non è semplice racchiudere una storia di senso compiuto in poche pagine e, contestualmente, mantenere una linea coerente con il progetto di base ma Francesco Urbani è riuscito nell'impresa dispensando amore, riflessioni e messaggi importanti. Ideale per i lettori che cercano una lettura alternativa e un libro fuori dagli schemi.



martedì 12 febbraio 2019

[Review Party] "Phi" di Akilah Azra Kohen

Buongiorno, lettori.
Oggi ho il piacere di ospitare il review party dedicato a 'Phi', un romanzo di Akilah Azra Kohen, edito da Mondadori.
Buona lettura!


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Can Manay è uno psicologo con molte ombre nel passato. Grazie alla sua filosofia di vita e ai suoi insegnamenti, ha ormai la popolarità di un guru ed è una potente - e capricciosa - star mediatica. Un giorno, mentre visita una proprietà da acquistare in un quartiere defilato della città, scorge tra le foglie una ragazza, una ballerina, che con una grazia e un'armonia uniche si esercita nel giardino di casa. Per Can è una vera e propria rivelazione: davanti a sé c'è l'incarnazione della perfezione estetica, di ogni ideale di bellezza, il Phi. L'uomo non può far altro che ricorrere a tutti i suoi mezzi e la sua ricchezza per conquistarla... Ma c'è qualcosa di più spietato dell'amore per una sola persona? Inizia così la travolgente storia di Can e Duru, del suo fidanzato Deniz e di Özge, una giornalista che scoprirà scottanti segreti sul conto di Can. Quattro personaggi che ci somigliano da vicino, ciascuno con i suoi traguardi da raggiungere e le sue ossessioni. Una storia di passione, speranza, tradimento, come la vita vera, che condurrà il lettore a muovere i primi passi verso un percorso di consapevolezza. Come i personaggi di "Phi", infatti, "ciascuno, nella vita, ha una cosa che gli riesce molto bene. Una soltanto. Ce la portiamo dentro sin dalla nascita" e il nostro compito è riconoscerla; in una parola, scoprire chi siamo davvero. 

Il romanzo di Akilah Azra Kohen è il primo di una trilogia ed affronta con eleganza e delicatezza una moltitudine di temi diversi che convergono tutti nella ricerca costante del 'PHI'. Quando l'autrice fa riferimento a questa strana parola, si rivolge ad un qualcosa di perfetto e proporzionato. Il protagonista del libro, lo psicologo Can Manay, ne è ossessionato e cerca di improntare la sua vita in base al Phi ricercando la proporzionalità di oggetti e persone, forse per compensare la sua totale mancanza di armoniosità fisica. Si tratta di un personaggio particolare e altezzoso ma con un intelletto estremamente sviluppato e ricercato. La sua ossessione per Duru è il fulcro della storia: si tratta di una ragazza bellissima che sembra l'incarnazione umana del Phi e, pertanto, deve essere sua ad ogni costo!

L'arte è un altro maxi tema del libro: la musica, la danza, lo studio delle forme e della natura costituiscono una diversivo alla passione travolgente che pervade ogni pagina del libro. Insieme a Can e Duru, anche Deniz e la giornalista Özge che è stata in assoluto la mia protagonista preferita, oltre che la spina nel fianco del presuntuoso Can. Deniz, invece, è stato un personaggio scialbo e per nulla incisivo ai fini della trama, confido in una sua rivalsa nei prossimi libri.
Una cosa che mi ha colpito molto, del romanzo, è l'umanità di tutti i suoi protagonisti che rappresentano un po' tutti noi con le loro paure, i loro difetti e le loro fragilità. L'autrice mette nero su bianco tutte le sfaccettature dell'animo umano e non è stato difficile instaurare un rapporto empatico con i personaggi. L'epilogo è intrigante come il resto del libro in cui nulla è come sembra e niente è  prevedibile. 

La scrittura dell'autrice è fluida, ricercata ed elegante. La trama del libro è complessa ma viene sviluppata in maniera impeccabile dalla Kohen che riesce a catturare il lettore e a tenerlo incollato alle pagine dall'inizio alla fine. Non è un libro 'per tutti', ma se siete lettori alla ricerca di storie innovative ed illuminanti avete trovate il romanzo che fa al caso vostro.
Consigliato!



venerdì 8 febbraio 2019

Recensione "La bambina che amava troppo i fiammiferi" di Gaétan Soucy

Buongiorno, lettori.
Come avete trascorso la settimana? Io ho lavorato (molto) e letto (poco). Tra le mie letture, un romanzo particolare che mi ha colpito moltissimo e che non vedo l'ora di raccontarvi.
Si tratta del libro, "La bambina che amava troppo i fiammiferi" di Gaétan Soucy, edito da Marcos y Marcos.
Buona lettura!


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Un castello in rovina in mezzo al bosco. Due fratelli vittime di un padre folle, cresciuti isolati, in un mondo fittizio. Un mondo di ossessioni, violenze, angherie. Un mattino, al risveglio, i fratelli si accorgono che il padre si è impiccato in camera sua. Ora, per la prima volta, sono liberi: attraversano il bosco, raggiungono il villaggio, affrontano la realtà. Dove si scopre che chi si credeva un uomo è invece una donna; chi si credeva povero è invece ricco sfondato; due fratelli sono in realtà due sorelle e un fratello. Fino alla rivelazione di un segreto morboso, cruento, ripugnante. E l'origine di tutto, la tragedia che ha condotto il padre alla follia. Tutta colpa di una bambina che non la smetteva di giocare con i fiammiferi. 

Quando ho iniziato a leggere 'La bambina che amava troppo i fiammiferi', non sapevo cosa aspettarmi dal libro dato che, come mio solito, ho bypassato tranquillamente la lettura della trama tuffandomi direttamente tra le pagine. La prima cosa che mi ha colpita, è la confusione iniziale di una storia che sembra non avere né capo né coda: il narratore, protagonista, ci introduce con un linguaggio molto semplice e decisamente poco curato nell'atmosfera cupa di un casale di campagna; qui due fratelli abituati ad ubbidire in silenzio agli ordini del burbero padre, devono fare i conti con la realtà per la prima volta. Vedere questi due ragazzini smarriti ed impauriti, colpisce e sconvolge al pari della loro condizione di vita pessima. Proseguendo con la lettura, l'autore ci mostra le luci e le ombre di una famiglia singolare che nasconde dei segreti oscuri che mi hanno lasciato, più volte, interdetta e pensierosa.

Ho divorato il libro nel giro di una bellissima mattinata di sole, spinta da una curiosità crescente che è stata soddisfatta solo da un epilogo pazzesco e unico, come tutto il romanzo del resto. Tutto ciò che credevo di aver capito dei protagonisti, della loro strana famiglia, del cattivissimo padre e dei loro segreti si è rivelato una cosa di poco conto rispetto alla verità che Soucy ha pensato per noi lettori. 'Tutto e il contrario di tutto' descrive molto bene l'essenza di un libro super originale che ho apprezzato tantissimo. Nonostante lo stile grezzo e brutale utilizzato dall'autore, il romanzo appassiona e coinvolge pienamente la mente di chi legge. Un contrasto di emozioni, i continui colpi di scena e un segreto inimmaginabile rendono l'opera di Gaétan Soucy, un giallo eccezionale e fuori dal comune. Se avete voglia di un libro diverso e che vi sorprenda ad ogni pagina, questa è la storia che fa per voi!



lunedì 4 febbraio 2019

Recensione "Madre Nera" di Nicola Lombardi

Buongiorno, lettori.
Iniziamo la settimana con un un genere un po' insolito e un libro davvero particolare che mi ha incuriosito per il titolo e la copertina da brividi.
Buona lettura!


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1971. Un paese di provincia viene sconvolto da uno straziante fatto di sangue. Leonina, in preda a un delirio mistico, rapisce da un asilo dodici bambini e li conduce in una desolata località appenninica. Là, nel cuore di un bosco, tenta di portare a compimento il suo folle progetto…
Oggi. Un professore di lettere, un pittore e due gemelle vengono convocati a un misterioso appuntamento, per incontrare e affrontare ancora una volta, dopo tanti anni, l’ombra della donna che ha stravolto le loro esistenze. Ma nulla è come appare. I fantasmi del passato riemergono in un vortice di incubi e ricordi, e solo chi saprà riconoscere il vero volto della propria ossessione potrà aspirare alla redenzione.


Ho amato moltissimo 'La cisterna' , uno dei libri più belli Nicola Lombardi, perciò mi sono tuffata ad occhi chiusi tra le pagine del suo nuovo romanzo ispirata dal titolo e una copertina pazzesca!
L'autore è un maestro del genere horror e riesce a creare delle storie davvero interessanti e particolari che creano subito dipendenza. Anche in questo caso, infatti, sono rimasta subito catturata dalla trama e dal mistero che si infittisce ad ogni pagina e coinvolge la mente di chi legge in una spirale di incertezze e dubbi che saranno chiariti, forse, solo alla fine. Siamo in un paesino di provincia che in un passato non troppo lontano, è stato al centro di una vicenda macabra ai limiti del fanatismo religioso più spietato. I protagonisti, sono dei bambini, ormai adulti, sopravvissuti alla tragedia provocata da Leonina, una suora che ha sconvolto la loro vita molti anni prima. Dopo il misterioso, e sanguinoso, episodio nel bosco la vita di tutti loro è cambiata irrimediabilmente e per trovare la pace è necessario ripercorrere gli eventi, per quanto pericoloso e sconvolgente possa essere.

Ho apprezzato molto i personaggi del romanzo, in particolar modo Leonina. E' una presenza ambigua e tenebrosa che spaventa ma intriga al tempo stesso. L'autore gioca con tutti i suoi protagonisti in una narrazione che si accavalla tra il passato e il presente e in cui i colpi di scena si susseguono. Mi sarei aspettata qualcosina in più dall'epilogo soprattutto viste le ottime premesse, invece mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca perché avrei preferito un finale diverso, probabilmente. Nel complesso, trovo che la mente dell'autore si sia dimostrata, ancora una volta, geniale e piena di sorprese. 'Madre Nera' è un perfetto romanzo horror che gioca su un tema intrigante come quello del delirio mistico e lo contestualizza in maniera perfetta nella quotidianità di una tranquilla cittadina di provincia. Lo stile dell'autore è molto scorrevole e diretto, le descrizioni abbondano e permettono di immaginare ogni singolo istante e luogo della vicenda. Se amate il genere e vi piace perdervi in storie misteriose e da brividi, date una possibilità alla 'Madre Nera'... non ve ne pentirete!