Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Oggi vi parlo di un libro molto particolare che si intitola “La sparizione di Emma Harte”, firmato da Andrew Hughes, edito da Otto Edizioni.

Buona lettura!



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Pagine 400

Tutti parlano della scomparsa di Emma Harte. Laureata con il massimo dei voti e giovane imprenditrice, è stata vista l’ultima volta nelle prime ore del mattino in un filmato sgranato delle telecamere a circuito chiuso nel centro di Dublino, prima di svanire nel nulla. Mentre infuria il dibattito nazionale sulla sicurezza delle donne, tutti gli occhi puntano sul fidanzato di Emma, Tom, che è introvabile. L’archivista James Lyster è uno dei tanti, in città, che segue la vicenda con quell’interesse quasi morboso che si accende quando un evento diventa improvvisamente virale sui social media. E ne diventa parte attiva nel momento in cui un suo commento in un post su Emma ottiene una visibilità senza precedenti. Così, quasi per caso, si ritrova coinvolto nel gruppo di giovani universitari impegnati come volontari nelle ricerche. Ma quando viene ritrovato un cadavere in un boschetto vicino al suo appartamento, tutto cambia. È una vittima o un assassino? Un alleato della causa femminista o un bugiardo senza scrupoli? Di certo rimane la sparizione di una giovane donna e i molti segreti che ci girano intorno.


“La sparizione di Emma Harte” è stata una sorpresa inaspettata. Ammetto, con molta sincerità, di essere stata sul punto di abbandonarlo in quanto la costruzione narrativa iniziale mi ha causato non pochi problemi: tutta la prima parte è molto confusionaria e ridondante; non è chiaro l’intento dell’autore e nemmeno il ruolo interpretato dal protagonista, James Lyster.

È tutto un susseguirsi di azioni normali, un uso quasi spasmodico dei social, la presentazione di un gran numero di personaggi con ruoli indefiniti e che vengono appena abbozzati, il tutto intervallato da spezzoni in cui si accenna alla fantomatica scomparsa di Emma Harte citata nel titolo.

Fortunatamente, il registro cambia totalmente una volta raggiunta la seconda parte e, ancor più, la terza. È a questo punto che Andrew Hughes dà concretamente forma e senso alla sua storia con una serie di rivelazioni e colpi di scena totalmente inaspettati, quasi inverosimili per certi aspetti.

L’atmosfera che si respira tra le pagine è molto particolare e ambigua: la figura del protagonista rimane rimane misteriosa quasi fino alla fine. È impossibile capire la sua personalità ed entrare nei suoi pensieri. Questo contribuisce ad accrescere l’attenzione del lettore perché la curiosità di scoprire la verità diventa un elemento motivante per proseguire la lettura.

Nel complesso, il libro si è rivelato una storia particolare e interessante ma l’inizio andrebbe sicuramente rivisto e reso più accattivante perché mette un po’ troppo a dura prova…



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