Buongiorno e ben ritrovati sul blog,
oggi parliamo di una lettura molto interessante che mi è stata gentilmente offerta da Ponte alle grazie. Si tratta de "La parola ai morti: indagini di un medico legale", scritto da Philippe Boxho e caso editoriale in moltissimi paesi.
Buona lettura!
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Pagine 240
Quella del medico legale è una professione affascinante, che richiede rigore ma anche una sensibilità fuori dal comune, perché spesso un corpo senza vita è l'unico testimone di una verità che non può essere conosciuta altrimenti. Con il bisturi in mano, chi effettua un'autopsia esegue un'indagine vera e propria, portando alla luce i misteri che i morti nascondono. Ogni livido, ogni frattura, ogni segno sulla pelle racconta una storia: un omicidio, un suicidio, una morte naturale. E ogni caso è diverso, ogni corpo è un puzzle da ricomporre, una narrazione da riscrivere. In questo libro, Philippe Boxho, medico legale da oltre trent'anni, ci racconta di un mestiere che richiede pazienza, precisione e determinazione, perché ogni piccolo dettaglio può fare la differenza. Attraverso esempi concreti, tratti dalla sua esperienza tra la scena del crimine e la sala autoptica, l'autore riesce a trasformare ogni storia professionale in un racconto avvincente. "La parola ai morti" ci svela in che modo i cadaveri possano ancora parlarci. Basta solo saperli ascoltare.
Il saggio del medico legale Philippe Boxho è stato un caso editoriale in moltissimi paesi e, dopo averlo letto, capisco il perché.
Concentrate in circa duecento pagine ci sono storie, aneddoti, episodi intrisi di black humor e molte nozioni scientifiche. La capacità più grande di Boxho è quella di riuscire a far comprendere meccanismi e fenomeni complessi attraverso frasi semplici. Chiunque sarà in grado di comprendere i concetti espressi e ne uscirete senz'altro più consapevoli in materia di medicina legale.
Tanti i miti che vengono sfatati, a partire dal fenomeno della morte apparente, e tante le sfide che ogni giorno un medico legale deve affrontare, come quando ci si trova davanti un caso di suicidio che in realtà nasconde ben altro.
Un viaggio che non annoia e che si legge con interesse, attraverso uno stile asciutto e "asettico", Philippe Boxho ci racconta la sua professione ma anche la sua carriera in cui ne ha viste, letteralmente, di cotte e di crude.
Un libro particolare che ci regala un'esperienza a trecentosessanta gradi su una professione affascinante che però abbiamo troppo spesso romanticizzato dopo aver visto serie TV che non ci raccontano proprio la verità.
Consigliato a tutti gli appassionati di thriller e di medicina legale, vi regalerà sicuramente delle ore di lettura interessanti. Sconsigliato a chi ha lo stomaco debole in quanto alcune parti contengono descrizione abbastanza vivide e realistiche che potrebbero disturbare. 😅