Buongiorno, lettori.
Halloween si avvicina e oggi vi racconto una storia perfetta per questo periodo. Si tratta de "I due esorcisti", di Ray Russell.
Buona lettura!


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Susan Garth è una ragazza perbene: occhi limpidi, capelli biondi, brava a scuola, tutte le domeniche a messa... Almeno fino al giorno in cui comincia a comportarsi in maniera insolita e alla chiesa non riesce più nemmeno ad avvicinarsi, o alla notte in cui si spoglia di fronte al vecchio parroco e gli affonda le unghie nella gola... Gli anni Sessanta stanno sbocciando, e i preti ormai confidano più spesso nella psichiatria che nella demonologia, ma non il vescovo Crimmings, convinto che dietro quello sguardo apparentemente innocente si nasconda il Principe delle Tenebre, il Diavolo in persona. A Susan non serve un bravo psicologo, bensì un esorcismo in piena regola e, per eseguire il rito, il prelato chiede aiuto al nuovo parroco, padre Sargent, un giovane e disinvolto prete dalla mentalità aperta e la passione per il brandy. Insieme, i due esorcisti, in un crescendo di tensione e violenza, affronteranno l'oscurità che tormenta la ragazza. Ma un'altra sconvolgente verità attende di essere rivelata. Perché se il Male ha un solo nome, può avere molti volti...

Quando parliamo di horror, nulla mi spaventa di più delle storie sulla possessione demoniaca. Ho letto "I due esorcisti" tra le palpitazioni e l'ansia, è stato come guardare un film. L'autore descrive perfettamente ogni fase e ogni momento dell'esorcismo, così come le personalità dei protagonisti.
Il vescovo è, senza dubbio, un personaggio della vecchia scuola, pienamente convinto dell'esistenza del bene e del male. Padre Sargent, invece, è un forte sostenitore del progresso ed ha un approccio decisamente più scientifico ai problemi comportamentali di Susan Garth. 
Una brava ragazza che improvvisamente inizia a comportarsi in modo strano attira l'attenzione e se questo succede in una piccola cittadina la cosa ha ancora più ridondanza. 

Come salvare la giovane Susan? E come capire la verità tra le sue assurde illazioni? Dopo una prima parte tranquilla, la scena si fa convulsa e sempre più inquietante. Persino il pragmatico padre Sarget inizia e rivedere le sue posizioni in favore di un sempre più convinto Crimmings. La lotta con il male è estenuante e sembra pendere più dalla parte del nemico. Come si può combattere un qualcosa in cui non si crede? Questa la domanda da porsi e la vera chiave della storia.
L'autore ha uno stile scarno e molto diretto. Il libro è una sorta di racconto di cronaca ma è una storia da brivido. Vi assicuro che ricalca perfettamente la tradizione dei migliori film del genere, pertanto se apprezzate le storie di questo tipo sono certa che adorerete il libro!


Buongiorno, lettori.
Iniziamo la settimana con una storia gustosa e dolcissima firmata da Jane Rose Caruso.
Si tratta di "Spezie e desideri", primo libro sulle avventure di una simpatica signora di mezza età e delle sue avventure tra i fornelli e le strade di Beltory.
Buona lettura!


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Miss Garnette Catharine Book è una donna straordinaria: i suoi deliziosi manicaretti hanno un potere speciale, curano i malanni dell’anima. Gli abitanti di Beltory, la tranquilla cittadina sul mare dove Miss Catharine Book vive, lo sanno benissimo, ecco perché si rivolgono a lei quando qualcosa non va: che si tratti di stanchezza, tristezza o affari di cuore, Miss Garnette Catharine Book troverà la soluzione con le sue spezie.Morti sospette, cuori infranti,visite a sorpresa, infusi speciali e profumate torte sono gli ingredienti di questo bizzarro e dolcissimo ricettario del cuore, il primo volume delle avventure di Miss Garnette Catharine Book.

Sono innamorata di Miss Garnette Catharine Book. La sua personalità estrosa, l'allegria e i mille rimedi la rendono una protagonista eccezionale capace di conquistare il cuore di chi legge. In questo primo capitolo delle sue avventure, l'autrice ci racconta un po' di lei e ci introduce nella carinissima cittadina di Beltory, un luogo fuori dal tempo e dallo spazio in cui tutti sembrano vivere in armonia. Nonostante questo possa apparire perfetto, vi assicuro che nel libro non tutto fila liscio come l'olio. Per fortuna a sistemare tutte le problematiche degli abitanti del paese ci pensano le ricette e i rimedi speziati della cara Miss Garnette. Tra una tazzina di tè e l'altra, Jane Rose Caruso ci trascina in un esilarante viaggio culinario nel quale ogni manicaretto viene perfettamente contestualizzato e illustrato.

Alla fine di ogni capitolo, l'autrice regala una ricetta semplice e gustosissima, mi sono divertita a prendere appunti e a replicare qualcosa, la torta di mele è venuta benissimo e assaporandone una fetta, è stato come vivere l'esperienza di lettura al cento per cento. Lo stile dell'autrice la rappresenta in pieno: è dolce, semplice e scorrevole. Ho divorato le pagine nel giro di una mattina e già non vedo l'ora di avere tra le mani la novella di prossima uscita. 
Una cosa che ho apprezzato moltissimo, è la cura per i dettagli grafici: la copertina e gli interni del libro sono una vera delizia per gli occhi. E' un gioiellino che fa la sua bella figura, in libreria.
E poi, di dolci e personaggi deliziosi non se ha mai abbastanza, giusto?
Consigliato!!


Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di una storia che mi è piaciuta moltissimo. Si tratta dell'avvincente romanzo di Javier Sierra, "Fuoco invisibile", edito da Dea Planeta.
Buona lettura!


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Il più grande mistero dell'umanità sta per essere svelato. Al Trinity College di Dublino, il giovane e brillante «esperto di parole» David Salas ha appena finito il dottorato. Non ha programmi per l'estate, deve sgombrare l'ufficio dalle carte accumulate in lunghi anni di studio e, come se non bastasse, non vede di buon occhio le prossime nozze della madre con l'insulso fidanzato, di molti anni più giovane. Così, quando la sua responsabile gli propone di partire alla volta di Madrid in cerca di uno dei testi più rari e preziosi del Siglo de Oro, David accetta al volo l'occasione di cambiare aria e tornare nella terra dei suoi avi. Ma appena arrivato a Madrid si ritrova risucchiato nell'orbita dapprima di Paula, affascinante storica dell'arte, e poi di Victoria, vecchia amica di famiglia che dietro la facciata di rispettata scrittrice coltiva arcane e pericolose passioni. Ben presto, quello che per David doveva essere un incrocio tra una vacanza e una spedizione di lavoro si trasforma in un'incredibile e rischiosa avventura fra pregiate collezioni d'arte, misteriose scritte scolpite nella pietra e chiese romaniche sperdute nei Pirenei. Sarà un'indagine senza esclusione di colpi quella che porterà David a far luce sulla morte di un allievo di Victoria. E, forse, ad apprendere la verità sulla sorte del padre, scomparso molti anni prima in circostanze mai chiarite.

Piccola premessa: ho una passione sconfinata per le parole; fin da piccola, mi è sempre piaciuto scoprire nuovi termini e i loro significati. Crescendo, e frequentando il liceo classico, mi sono interessata moltissimo alle traduzioni e al come una stessa parola possa acquisire un significato diverso in base all'epoca e al contesto. Potete immaginare, quindi, quanto possa aver apprezzato questo romanzo che pone al centro dell'attenzione proprio le parole e il loro significato.
Il protagonista principale, David, è un linguista esperto che porta avanti una tradizione di famiglia: è, infatti, una dote comune quella di studiare le parole e riuscire a carpirne ogni piccola sfumatura.

Scrivere è un mestiere pericoloso. Immaginare personaggi ti espone all'influenza di menti sconosciute. Finisci per sentire voci che ti sussurrano. Vedi cose che gli altri non vedono ed è difficile non impazzire. E poi ci sono quelle ombre... Cercano in tutti i modi di farti sprofondare nel nulla e di rubarti il fuoco invisibile della creatività.

Victoria, protagonista femminile del libro, è una figura affascinante e misteriosa. Costruisce una ragnatela perfetta per catturare il giovane Javier che, da subito, non riesce a tirarsi fuori dalla situazione torbida e e pericolosa in cui viene coinvolto con l'inganno. In un certo senso, è come una marionetta nelle abili mani di una donna disposta a tutto pur di arrivare fino in fondo. L'inserimento di elementi e leggende legate al cristianesimo rende tutto più interessante e avvincente.

Non sono un demonio, signor Salas. Sono un'energia che non può morire. Una mente senza corpo fisso, incagliata nelle pieghe del tempo.

Javier Sierra ci conduce in una storia a cavallo tra realtà e sogno, una storia in cui il confine tra il bene e il male, tra verità e bugia, è molto labile e poco netto. Lo stile dell'autore è attento e ricercato, il libro si legge in un soffio ed è evidente l'ottimo lavoro di ricerca svolto prima della stesura. Nulla è lasciato al caso e ogni elemento della trama è perfettamente inserito e contestualizzato. E' un romanzo che si legge da solo e che sicuramente sarà in grado di catturarvi e coinvolgervi dall'inizio alla fine.
Se amate il thriller storico con sfumature mistiche, sono certa che lo adorerete!



Buon pomeriggio, lettori.
Nel secondo post di oggi, torno a parlarvi di thriller con una storia che ci porta in Oriente.
La penna di Keigo Higashino, ci fa compiere una viaggio cruento e sanguinoso in Giappone attraverso il libro, "Sotto il sole di mezzanotte", edito da Giunti.
Buona lettura!


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Doveva essere un giorno di riposo per l'ispettore Sasagaki, invece è l'inizio di un caso inestricabile che finirà per ossessionarlo per molto, molto tempo. Il corpo di Yosuke Kirihara, stimato proprietario di un banco di pegni, viene rinvenuto in un edificio abbandonato. Sdraiato su un divano, i capelli composti, l'abito elegante, come addormentato, non fosse per quella chiazza di sangue in mezzo al torace. I sospetti ricadono di volta in volta sui familiari, poi sui clienti del negozio, infine su una presunta amante, ma più il cerchio si stringe più la polizia brancola nel buio: non ci sono prove schiaccianti e gli indiziati hanno alibi che si sostengono a vicenda. E, come una maledizione, tutti coloro che hanno a che fare con il caso Kirihara finiscono per morire in strane circostanze. Tutti tranne il figlio della vittima, Ryo, un ragazzo cupo e impenetrabile che vive arricchendosi con traffici illegali, e la figlia dell'amante di Kirihara, Yukiho, studentessa brillante e di una bellezza mozzafiato. Si dice che la pazienza sia la virtù dei forti, ma vent'anni sono davvero troppi, specialmente quando si tratta di un efferato omicidio. Riuscirà l'ispettore Sasagaki a sciogliere il mistero che lo tormenta e a incastrare un colpevole che gli sfugge da decenni?

Avevo delle aspettative molto alte su questo libro: vuoi per il titolo misterioso, vuoi la copertina intrigante o semplicemente la bravura di un autore come Higashino che non ha bisogno di presentazioni; tuttavia, vi dico subito che questa storia non mi ha fatto impazzire e non mi ha convinta più di tanto. I personaggi, e la trama in generale, sono abbastanza interessanti e ben costruiti, il problema vero è la lentezza dell'azione e una prosa sconnessa e difficile da seguire. Non so quanto queste cose siano dovute all'autore piuttosto che ad una traduzione, e un editing, che lascia un po' a desiderare. Fatto sta  che la lettura non si è rivelata scorrevole e la cosa ha pesato sul giudizio generale di una storia tutto sommato interessante.

Un thriller psicologico è fatto di suspense, di ritmi incalzanti e una curiosità crescente.. tutte caratteristiche che non ho riscontrato in questo libro, con mio sommo dispiacere.
A risollevare un po' la situazione, un'ambientazione ricostruita nel dettaglio e una cultura immensa che traspare in ogni pagina del romanzo. La vicenda, in sé, è interessante. Il periodo storico descritto è ricco di avvenimenti che influenzano la vita di tutti i personaggi. 
Non era semplice mantenere l'attenzione del lettore per tutte le 700 pagine del libro ma, in qualche modo, la bravura dell'autore è riuscita a suscitare la mia curiosità conducendomi fino alla fine della lettura, nonostante più di una volta sia stata sul punto di abbandonare la nave.

Raggiunge una sufficienza piena perché non si può bocciare un autore come Keigo Higashino, ma è stata una lettura decisamente lenta, con tanti interrogativi e pochi elementi positivi. Se siete appassionati del genere, e del Giappone, potete provare a dargli un'occasione ma tenete presente i difetti di cui vi ho parlato sopra. Spero di potermi ricredere, in futuro, e magari in una revisione del testo. Per me è nì.


Buongiorno, lettori.
Oggi voglio parlarvi di un romanzo dalla tematica molto attuale e che mi ha fornito parecchi spunti di riflessione. Si tratta del libro di Jarett Kobek, "Io odio internet", edito da Fazi Editore.
Buona lettura!


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Adeline è una quarantacinquenne semifamosa per aver pubblicato un fumetto di successo negli anni Novanta. Vive a San Francisco. Invitata a parlare in un'università, finisce sotto attacco sui social network per aver «commesso l'unico errore imperdonabile del ventunesimo secolo», ossia non rendersi conto che qualcuno la riprendeva mentre esprimeva quello che pensava. Bisogna tenere conto che Adelina (1) è una donna in una cultura che odia le donne, (2) è semifamosa e (3) ha espresso un'opinione poco popolare. E vive nell'era Internet. Adelina diventa così un trend su Twitter, e quindi se ne occupa la stampa, incapace di svolgere un lavoro più serio. Adelina diventa il bersaglio degli haters...

La vita ai tempi di internet? E' dura, più di quanto si possa pensare. Da dietro uno schermo la maggior parte di noi perde ogni briciolo di umanità, educazione e inibizione sparando a zero su tutto e tutti. Spesso ci dimentichiamo di aver a che fare con delle persone, ci dimentichiamo di pesare le parole non accorgendoci di compiere azioni vili e crudeli nei confronti del prossimo.
Vi è mai capitato di leggere un articolo su Facebook e commentare in maniera negativa il pensiero espresso o il diretto interessato che ha 'osato' dire la sua? Adeline si ritrova a provare sulla pelle l'odio e la frustrazione di centinaia di sconosciuti. Lo chiamano cyber bullismo, ma potremo semplicemente definirla stupidità virtuale. L'autore mette in mostra questo fenomeno devastante dei nostri anni parlandone senza filtri e senza censure. Vengono affrontate, punto per punto, tutte le conseguenze di questo atteggiamento aggressivo e pericoloso di cui è facile restare vittime se si ha una discreta vita virtuale.

Ognuno di noi, infatti, si crede libero di poter esprimere il proprio pensiero sulle varie piattaforme social, ma è sempre più facile trovare haters e una pioggia di critiche da parte di chi ha un pensiero opposto. Per Kobek non è da condannare la libertà di espressione e la diversità di pensiero, ma l'accanimento e l'esagerazione di tutti quelli che si divertono a giudicare e offendere senza pietà. La colpa delle vittime? Quello di appartenere ad una determinata categoria, come nel caso della nostra protagonista, o semplicemente basta esprimere un parere negativo rispetto a quello della massa. In un era di 'libertà' (apparente) assoluta, siamo in realtà prigionieri di un fenomeno dannoso e distruttivo dilagante.

Mi è piaciuto moltissimo lo stile asettico e diretto di Jarett Kobek, ho tratto parecchi spunti di riflessione tra le righe e sono entrata in perfetta sintonia con Adeline, di cui ho apprezzato ogni sottile sfumatura. E' una trama molto semplice e lineare, quella che ci tiene compagnia in 'Io odio internet', ma allo stesso tempo, ci parla di temi preziosi e spesso fin troppo sottovalutati. E' un romanzo adatto a tutte le età, addirittura mi sentirei di consigliarlo soprattutto ad un pubblico adolescente per lanciare un messaggio importante: non bisogna MAI dimenticare che dietro ogni schermo, ci sono delle persone e, come tali, vanno rispettate sempre e comunque!



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