Buonasera cuori librosi,
finalmente trovo il tempo per parlarvi di "Life and death" , chiacchieratissima edizione speciale di "Twilight".
Come già avrete sentito, si tratta di una rivisitazione della storia originale con i personaggi invertiti.
Vi dirò che alla fine non mi è dispiaciuto, scoprite perché.

LA COPERTINA :


LA RECENSIONE :

"È il crepuscolo, ormai (...) per noi è il momento più sicuro della giornata. L'ora più leggera, ma in un certo senso, anche la più triste... la fine di un altro giorno, il ritorno della notte. "

È stato bellissimo ritrovare frasi cult di Twilight, come questa, e sentirle pronunciare da una vampira briosa e allegra come Edythe Cullen. La sua attrazione irrefrenabile per Beau, è pericolosa. Molto pericolosa.
Se dovesse perdere il controllo, anche solo per un attimo, potrebbe non solo mettere fine alla vita del ragazzo, ma anche mettere in pericolo il resto della sua famiglia. Dopo un'eternità passata in completa autonomia, Edythe si ritrova alle prese con le emozioni e le sensazioni umane.

"Se volevamo stare insieme, dovevamo deciderci. 
(...) Io avevo preso una prima ancora di rendermene conto ed ero pronto a seguirla fino in fondo. Poiché niente era per me più straziante, del pensiero di allontanarmi da lei."

Beau preferisce sorvolare sulle differenze che ci sono tra lui e la bella Edythe, non ha mai conosciuto una ragazza come lei. Non capisce come sia possibile che un ragazzo normalissimo, come lui, possa interessare a un essere straordinario come Edythe. Dopo un periodo di empasse, il rapporto tra i due cresce e si consolida. Sono consapevoli delle evidenti problematiche che intercorrono in una storia così "particolare", ma ormai non possono fare a meno l'uno dall'altra.

"Se per te non ci fosse un prezzo da pagare, se si trattasse solo di quello che ne ricavo io, allora questa notte sarebbe la più bella della mia vita. È da un secolo che guardo l'eternità davanti a me e questa è la prima volta che mi sembra bella. Grazie a te. Non pensare mai più che io non ti voglia. Ti vorrò sempre. Non ti merito, ma ti amerò sempre."

In un modo o nell'altro, il destino trova sempre un modo per presentare il conto. Una decisione da prendere, ogni scelta prevederà una rinuncia.
Solo Beau può decidere per che cosa vale la pena vivere.


IL MIO GIUDIZIO :

Non posso nascondervi il fatto che all'inizio della lettura sono stata parecchio perplessa, il fatto di rileggere una storia e di sapere già tutto non mi ha facilitato il compito. Superato un primo step,  devo dire che mi sono appassionata di nuovo alla storia. È stato bello ritrovare la penna e la prosa meravigliosa della Meyer. Le descrizioni accurate dei paesaggi e delle emozioni dei due protagonisti sono un punto di forza di questa nuova storia che fa sognare. Mi è piaciuta molto la versione femminile di Edward, l'ho trovata piu' ironica e allegra. Beau, invece, non mi ha fatto impazzire. Decisamente troppo nerd e meno realistico di un vampiro.  Bellissimo il finale, non dirò il perché per non rovinarvi la lettura :-P
Se avete amato Twilight, concedetevi anche la lettura di 'Life and death'. Sarà un piacevole ritorno a Forks.
Buongiorno cuori librosi,
oggi ho il piacere di svelare in anteprima, la cover e un estratto esclusivo di "Uccidimi", terzo romanzo della serie 'Blood Bonds' di Chiara Cilli.
Buona lettura!







Titolo: Uccidimi
Autore: Chiara Cilli
Serie: Blood Bonds #3
Genere: Romanzo Dark Contemporaneo



Non avrei mai immaginato che la mia vita sarebbe finita così.
Non avrei mai creduto che la mia vita sarebbe dipesa dalla sua.

Ero pronta a morire per mano dell'uomo che mi aveva distrutto.
Ero pronto a uccidere la donna che si era presa tutto me stesso.

Ma la mia sofferenza non è ancora terminata.
Ma me l'hanno portata via.

Sta venendo a riprendermi, lo sento.
Me la riprenderò, a qualsiasi costo.

E questa volta non potrò fermarlo.
E questa volta non fallirò.

A meno che non sia io a ucciderlo.


LEGGI UN ESTRATTO

*soggetto a editing*

«Hai detto che il tuo nome era Leks» sibilai.
Fece spallucce. «Un diminutivo». Un sorriso sghembo gli incurvò la bocca mentre soffiava fuori il fumo. «Sei tu che non mi hai mai chiesto chi fossi realmente». Si protese di nuovo verso di me, guardandomi in un modo disgustosamente intimo. «Eri così indifesa e sfinita che avresti creduto a qualunque cosa ti avessi detto. Ero il tuo eroe».
Sentii la bile risalirmi in gola, gli occhi inondarsi di lacrime. Perché aveva tremendamente ragione. Ero stata tanto debole che mi aveva manipolato come fossi stata di creta.
Stupida.
Stupida.
Stupida.
«Vaffanculo, Aleksej» gli sputai addosso.
Rise di gusto. Dapprima quel suono inquietante e seducente al tempo stesso mi fece rizzare i peli sulle braccia, poi l'ira mi serrò il collo come un cappio.
«Perché aiutarmi a lasciare il continente, allora, se era questo che avevi in serbo per me?» esplosi.
«Perché per lui non eri ancora più importante dell'aria che respira» replicò, in tono sommesso e cospiratorio, lo sguardo che brillava di piani diabolici. «Ora lo sei».
Mi paralizzai.
«No» mormorai.
Mentre assaporava la sua sigaretta, Aleksej aveva l'espressione di chi ha la vittoria in pugno. «Ora sei tutto per lui».
Era come se la pioggia che mi inzuppava mi fosse penetrata nei tessuti, nelle vene, e lì mi avesse gelato il sangue. «Non puoi saperlo» dissi tremante.
Lui non sapeva niente.
Di me.
Di Henri.
Di noi.
Il Re si accasciò contro la spalliera della sedia con un sorrisetto crudele. «So tutto quello che è accaduto tra di voi in quel castello».
Sbiancai.
Non era possibile. Lui non poteva sapere. Quello che c'era tra me e Henri Lamaze era un oscuro segreto che le mura della sua dimora custodivano gelosamente.
A meno che…
Sussultai.
Una talpa.
Aleksej Bower aveva una talpa tra gli uomini dei Lamaze.
Vedere sul suo volto la conferma del mio sospetto mi agghiacciò. La vergogna di essere legata a quel mostro mi tramortì per l'ennesima volta, inghiottendomi nell'ormai familiare baratro di umiliazione e rabbia cocente.
Serrai i pugni fino a far sbiancare le nocche, ricacciando indietro le lacrime e un grido di disperazione. Guardai in cagnesco l'uomo che avevo di fronte.
«Che cosa vuoi da me?» ringhiai a denti stretti.
Il suo sogghigno svanì. Il suo sguardo si fece duro come il granito. «Voglio che tu uccida Henri Lamaze».


I PRIMI DUE ROMANZI DELLA SERIE



L'AUTRICE

Nata il 24 Gennaio 1991, Chiara Cilli vive a Pescara. I generi di cui scrive spaziano dall'adult fantasy all'urban fantasy, dall'erotic suspense al dark contemporary. Ama le storie d'amore intense e tragiche, con personaggi oscuri, deviati e complicati.

Vi è piaciuto "Solo una una storia d'amore e di troppe paturnie"? (trovate la mia recensione QUI)
Allora non potete perdere il secondo capitolo della storia, disponibile in tutti gli store online.
Scopriamo insieme qualche informazione in più!



LA COPERTINA:




LA TRAMA:

In Solo una storia d'amore e di troppe paturnie, Giulia e Davide si sono incontrati, sono diventati amici e, ognuno coi propri tempi, hanno scoperto di amarsi. In questo secondo capitolo della “Trilogia delle paturnie”, li vediamo gestire gli inizi del loro rapporto... una gestione che non sempre li trova sulla stessa lunghezza d’onda.

Solo una cosa potrebbe aiutarla nello scontro epico coi suoi timori, ascoltare senza filtri ciò che le dice Davide. Invece Giulia propende per i classici piedi di piombo imbrigliando sentimenti e impulsi, ma farlo con uno come lui si rivela presto impossibile. La schiettezza del pallanuotista, unita alle continue stoccate mirate a farle abbassare la guardia, la convincono ad abbandonare il lato oscuro delle paranoie. Peccato però che, nonostante lui ci si avvicini in modo quasi indecoroso, il ragazzo perfetto non esista. Detto ciò, alzi la mano chi non ha scambi di vedute col proprio innamorato, chi non ci litiga, chi non ha avuto una crisi... autorizzata o meno che fosse. Riuscirà il caratterino caparbio e frizzante della nostra protagonista a sostenerla nel tenere testa a quel turbine senza freni che è il suo fidanzato?


UN ESTRATTO:

“Chiama i tuoi, inventati una balla qualsiasi perché ti permettano di venire a casa mia in campagna. A partire da ora fino a domani sera”.

Cosa? No! Non sono mentalmente preparata a una full immersion con lui… e sospetto di non esserlo nemmeno fisicamente. Alzo il mento pronta a fare ostruzione.
"Mi stai suggerendo di mentire?”.
"Potrei darti suggerimenti su molte cose, ma non sul mentire”. Hey! “Per quanto mi riguarda puoi tranquillamente dire a tuo padre che stai per passare il week end a fare l’amore con me, solo che dubito tu voglia farlo”.
Ossignore santissimo…
"E se io non ci volessi venire?”, blatero nervosa.
"Ci vieni lo stesso, e non sprecare tempo a scervellarti per trovare una scappatoia, sei solo mia per due giorni”.
Lui sa che ho bisogno dei miei tempi e sembrava non volermi forzare, non troppo perlomeno.
"Mi sembrava fossi d'accordo!”, sbotto.
"Non credo proprio, al limite concordavo sul fatto di meritarmelo. Non so se ho scontato le mie colpe ma tu, mia cara, hai pagato la cauzione con quello spettacolino”.
Accidenti a lui e accidenti a me! Che diavolo mi è venuto in mente?
"Porca miseria Davide, hai detto che avremmo fatto le cose con calma”, sbotto di nuovo battendo i piedi.
"Non ho mai detto un’assurdità del genere”.
"Sì invece, la sera prima di partire per Londra”.
"Di nuovo hai la memoria a singhiozzo. Ho detto che l’avremmo fatto nel caso non ti sentissi pronta a mettermi con me. Mi sembra ovvio che ora la questione sia superata”. Ruggisco dal naso e lui continua serioso, “Anzi, visto che siamo in argomento, se vuoi perseverare col trattenerti per evitare di dimostrarmi qualcosa per me va bene, ma sappi che stai solo sprecando le tue energie”.

Buongiorno cuori librosi,
oggi vi parlo di una storia bellissima ed emozionante, "I fiori non crescevano ad Auschwitz", scritto da Eoin Dempsey per Newton Compton.
Buona lettura!

LA COPERTINA:



LA RECENSIONE:

"Ti ho amato per così tanto tempo, ma pensavo che non sarei mai tornata. Quando non hai risposto alle mie lettere... ho provato a dimenticarti. Ho pensato che fosse la cosa migliore, soprattutto per te. Non potevo continuare a ostacolarti. Tuo padre ha fatto la scelta giusta."

Christopher e Rebecca sono amici da sempre, un rapporto quasi simbiotico il loro. 
Si sono incontrati da bambini, lei in fuga da un padre padrone e lui che si innamora subito di questa bambina indifesa. Gli anni si susseguono, ormai i nostri ragazzi sono due adolescenti che passano insieme intere giornate. E' chiaro che Christopher sia innamorato di lei e quando Rebecca fugge dall'isola per scappare da suo padre, il cuore del ragazzo va in frantumi. Per anni si domanda cosa ne è stato di lei e perché non abbia mai ricevuto suo notizie, finché un giorno non la incontra di nuovo.
E' stato tutto un enorme malinteso, ma lui la ama e anche lei ama lui. Adesso nessuno potrà frapporsi tra loro.

"E' tutta colpa mia. Se non fosse stato per me, saresti partita, e adesso saresti sana e salva in Inghilterra."

"Christopher, tu sei la cosa migliore che mi sia mai capitata in tutta la vita, la sola cosa per cui valesse la pena vivere. Non c'è vita per me senza di te. Non capisci? Questa non è la fine di tutto."

Ci troviamo nell'epoca nazista, l'escalation di Hitler è inarrestabile, così come il suo folle piano di sterminare tutti gli ebrei. Quando i tedeschi arrivano sull'isola di Jersey, gli ebrei fuggono verso l'Inghilterra ma Rebecca rifiuta di farlo, se Christopher non può partire allora non lo farà nemmeno lei nonostante sia un rischio enorme quello che sta correndo. La fatidica lettera per la deportazione, arriva un mattino qualunque. Nessuno sa che fine facciano gli ebrei, ma le voci che girano non lasciano il minimo dubbio al riguardo. Ancora una volta la mano del destino separa Christopher e Rebecca. La paura di non rivedersi più, questa volta, è reale e non esiste un modo per cambiare le cose.

"Era disgustato da se stesso, perché osava provare un barlume di speranza in un luogo in cui non poteva esisterne alcuna. La sua ricerca sembrava di così poco conto, così insignificante di fronte a tutta quella morte, come se tentasse di distruggere un ghiacciaio con un rompighiaccio. Era più determinato che mai a salvarla, ma non ci sarebbe mai stato un lieto fine."

La decisione di arruolarsi nelle SS, è l'unico modo che ha per cercare di ritrovare il suo unico e grande amore. Quando Christopher viene inviato ad Auschwitz, non era pronto a tutto l'orrore di cui sarebbe stato spettatore impotente. La ricerca di una prigioniera in mezzo a centinaia di altri, è una missione rischiosa se non suicida. Rebecca potrebbe essere stata uccisa chissà dove, potrebbe essere stata registrata con un nome diverso, potrebbe non essere stata schedata. In cuor suo Christopher è convinto che la sua Rebecca sia da qualche parte e farà di tutto per trovarla. Ormai non si tratta più solo di salvare la sua amata, deve fare qualcosa per salvare quelle persone. E' impossibile starsene con le mani in mano di fronte alla tragedia quotidiana che ogni giorno si svolge sotto i suoi occhi.
Non importa se morirà nella missione o se non ritroverà mai Rebecca, non sarà complice di quell'orrore.


IL MIO GIUDIZIO:

Da quando sono stata in visita ai campi di Auschwitz e Birkenau, cerco sempre di evitare le storie sull'Olocausto e sui campi di concentramento. Spesso le storie non rendono giustizia, sono troppo leggere o troppo drammatiche, è difficile mettere nero su bianco quello che è stato, quel clima di morte che ancora oggi si respira tra le rovine dei campi in cui c'è una calma innaturale. Tuttavia la storia di Dempsey è stata ricca di emozioni e ben curata. Il protagonista, l'angelo di Auschwitz, è stato un personaggio complesso e profondo: capace di amare oltre qualsiasi ostacolo, riesce a mantenere i nervi saldi anche di fronte all'orrore indescrivibile che si svolge ogni giorno sotto i suoi occhi impotenti. E' un personaggio che scende a patti con se stesso e diventa consapevole del fatto che non può salvarli tutti, anche se dio solo sa quanto lo vorrebbe. Il suo amore incrollabile per Rebecca è il vero motore del libro e l'unico elemento che distrae il lettore dalla morte e dalla crudeltà che viene descritta in ogni pagina. E' una storia di una intensità disarmante che mi ha fatto commuovere più di una volta. E' un libro straordinario, lo consiglio!

Buongiorno cuori librosi,
oggi vi parlo di un distopico che mi ha tolto il fiato.
Si tratta di "Nyctophobia", scritto da Carlo Vicenzi per Dunwich Edizioni.
Buona lettura!



LA COPERTINA:




Per acquistarlo clicca qui ---> Nyctophobia: Mondo senza Luce


LA RECENSIONE:

"L'Oscurità c'è sempre stata (...) ma era confinata negli angoli delle nostre case, dove non guardavamo mai. Dietro i mobili, nei pozzi abbandonati. Era sempre con noi, ma facevamo finta di non vederla. In fondo, perché no? Avevamo tutta la luce che volevamo. Poi, un giorno, il Buio ha deciso di uscire dai suoi nascondigli lontano dagli sguardi degli uomini. E di scolpire il mondo a sua immagine."

Il Buio ti cambia. Da quando è stata esiliata, Eliana ha sentito spesso questa frase e più passano i giorni, più diventa consapevole che in questa frase sia racchiusa una grande verità. Sono bastate poche settimane, mesi forse, per plasmare l'animo di una ragazzina docile, spaventata e indifesa in quello di una donna con il volto di chi ne ha viste tante. In quello che era il territorio emiliano, il buio avvolge ogni cosa, la luce non è più un qualcosa di rassicurante, ma una debolezza che attira predatori di ogni tipo. E' difficile sopravvivere e trovare mezzi di sostentamento, per questo Eliana e la sua guida, Glauco, si fanno ingaggiare in pericolose missioni per riuscire a tirare avanti.

"Sono il prodotto dell'Oscurità. Il mondo è stato trasfigurato da essa e quello che hai visto è un esempio di ciò che succede agli uomini, quando restano troppo tempo senza Luce. Qualcuno li chiama anche Nocturni. A me pare un po' pretenzioso."

"Avevo sentito che il Buio ti cambia."

"Tutto ciò che viene toccato dall'Ombra cambia."

Dopo un violentissimo scontro con un dracco, una delle creature più spaventose che popola il Buio, Eliana abbandona per sempre la bambina che era in lei. Non c'è più spazio per i ricordi o per la paura, ora l'oscurità è la sua casa e la sua migliore amica, il buio la protegge e la fa sentire libera come non lo era mai stata. Glauco sembra averla abbandonata ma Eliana non ha smesso di cercarlo. Sa che da qualche parte, in tutta quella oscurità, c'è l'uomo che le ha salvato la vita e l'ha resa la persona che è adesso. Deve sapere perché l'ha abbandonata senza dirle nemmeno un parola.

"Non voglio lasciarti con delle parole che non siano all'altezza di quello che sei, Eliana."

"E che cosa sono, secondo te?"

"Qualunque cosa desideri essere. E non c'è niente di meglio."

Un team di scienziati non si è arreso al Buio e sta portando avanti un progetto per far tornare la luce. Per farlo, devono arrivare all'unico centro di fisica nucleare che non è andato distrutto. Eliana e i Neon Knights partono come guardie della missione. Il centro si trova vicinissimo ai territori dei Nocturni superiori a loro per numero e crudeltà. Ritrovato Glauco, inizia una battaglia epica tra l'Oscurità e la Luce nella quale Eliana avrà un ruolo fondamentale!


IL MIO GIUDIZIO:

Un libro eccezionale sotto ogni punto di vista. Ultimamente mi sono dedicata parecchio al genere distopico e ho notato che, grosso modo, la trame si somigliano un po' tutte. In 'Nyctophobia' invece, assistiamo ad una vicenda unica in uno scenario davvero spaventoso. Immaginate di ritrovarvi in un mondo completamente al buio e non il buio della notte, ma l'oscurità più totale. Immaginate che la luce diventi improvvisamente un nemico, lande desolate popolate da creature mostruose. E' un'esperienza destabilizzante. Il personaggio di Eliana è ben costruito e padrone della scena, la ragazza perde quasi subito ogni segno di fanciullezza e debolezza, per lasciare spazio al carattere eroico di una ragazza che non si arrende al suo destino. Fondamentale Glauco, protagonista ambiguo, che ci spiega tutta la storia di questo nuovo e oscuro mondo. L'autore ha uno stile scorrevole ed elegante, mi è piaciuta l'ambientazione tutta italiana e i colpi di scena che si susseguono pagina dopo pagina.
Molti quesiti sono rimasti irrisolti, ma in casa Dunwich si lavora già al seguito perciò sono molto fiduciosa. Nel frattempo ve lo consiglio spassionatamente, una storia così non l'avete mai letta.

P.s. da leggere con la luce accesa!!!


COPYRIGHT © Voglio essere sommersa dai libri · DESIGNED BY CATNIP DESIGN