Buon pomeriggio cuori librosi,
oggi vi parlo di una storia che mi ha conquistata oltre ogni aspettativa.
Non è un genere che di solito amo leggere ma la copertina mi ha attirato come il canto di una sirena e sono rimasta intrappolata nella ragnatela della Reid.
Buona lettura!


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Lei era la sua ossessione. 
Mian Ross farebbe di tutto per proteggere suo figlio, e quando capisce di non avere altra scelta,fa la cosa più pericolosa che esista: incrociare di nuovo il cammino di Angel Knight. Stavolta per derubarlo. 
Lui era il suo peggior incubo. 
Un uomo tanto potente quanto vendicativo come Angel non può tollerareche una ladruncola affamata gli sottragga qualcosa di così prezioso. Neanche se a farlo è Mian.Una ragazza che molto tempo prima aveva protetto e tenuto al sicuro,la ragazza che si era trasformata nella sua più grande ossessione.Ma stavolta non la farà franca e il prezzo di questa lezione sarà altissimo. 
Niente è ciò che sembra. 


Quando ho iniziato a leggere questo libro, avevo la testa piena di aspettative e i pareri super positivi di tantissime colleghe blogger. Sorvolando sulle dinamiche, senza dubbio, molto romanzate della vicenda, posso dirvi che mi è piaciuto più di quanto immaginassi. Di solito, con questi romanzi, ho sempre problemi ad interfacciarmi con le protagoniste femminili e, anche in questo caso, non sono entrata subito in sintonia con Mian perché, per dirla semplice, ho trovato assurdo che si concentrasse su tutto tranne che sul figlio in una situazione stressante e complessa come la sua. Strada facendo, il mio rapporto con lei è leggermente migliorato ma non la inserirei nella top ten dei miei personaggi preferiti. Al contrario, ho apprezzato parecchio 'il bandito' che, oltre ad avere un delizioso aspetto fisico, ha un caratterino niente male. Devo, comunque, sottolineare che si tratta di due protagonisti dalle mille sfumature che mi hanno lasciata di stucco in più di un'occasione.

Non dovresti avere paura di lui.

-Perché non dovrei?

Perché perfino i mostri hanno una debolezza, e qualcosa mi dice che lui ha scoperto la sua.

Una famiglia particolare, quella dei Knight. La loro storia e la loro crudeltà è leggenda, nessuno può sfuggirgli e la povera Mian si ritrova nel bel mezzo di una faida di cui conosce solo una minima parte di verità. Gli elementi del dark romance ci sono tutti ma avrei sicuramente tagliato alcuni episodi che,a mio avviso, distolgono l'attenzione dal vero tema centrale del libro.
L'autrice ha fatto un buon lavoro nella costruzione della trama, la narrazione alternata tra passato e presente, crea una curiosità crescente che mi ha portato a divorare la lettura. L'epilogo non è dei migliori e vi lascerà con l'immensa voglia di stringere subito tra le mani il seguito. 
La scrittura della Reid è molto diretta e senza fronzoli ma non eccessivamente volgare, nonostante alcune scene molto esplicite. L'autrice riesce a stregare il lettore e a coinvolgerlo completamente in una storia d'odio, passione, rabbia e vendetta. Un mix di emozioni assolutamente letale che vi farà innamorare di questo romanzo. E' una lettura 'bollente' e, a tratti, violenta perciò se non avete dimestichezza col genere ve la sconsiglio. Se, invece, amate le sfumature più estreme del romance, sono certa che vi innamorerete del bandito e della pericolosa famiglia Knight!


Buongiorno lettori,
siamo quasi arrivati alla fine di una nuova settimana e non vedo l'ora di parlarvi di un romanzo molto carino pubblicato a Giugno da Giunti. Si tratta de "Tutto quello che non mi aspettavo", di Valentina Sagnibene.
Buona lettura!


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Francesco, neolaureato insicuro e intellettualoide, eternamente deluso in amore e incapace di trovare un lavoro, ha un unico grande successo: attraverso un alter ego donna, scrive su un blog femminile raccogliendo uno stuolo di fan adoranti, tanto che le responsabili del sito lo contattano per assumerlo, ma scoprono con orrore la sua identità maschile. Decidono però di dargli una chance e lo mettono in competizione con altre voci del blog: chi consegnerà la miglior storia avrà il posto. Matilde, tosta e all'apparenza scontrosa, indurita dall'assenza della madre che la abbandonò inspiegabilmente quando era una bambina e lacerata dalla recente morte del padre cui era legatissima, nasconde la propria fragilità ma sempre più spesso è preda di attacchi di panico. Matilde comprende che, se vuole liberarsi dal peso che la opprime e andare avanti, deve prima far pace con il passato. Francesco e Matilde non potrebbero essere più diversi, ma quando i loro destini casualmente si incrociano, Francesco intuisce che il passato di Matilde potrebbe dargli lo spunto per la storia che cerca e decide di accompagnarla nel viaggio alla ricerca della madre... Un viaggio che riserverà loro tutto quello che non avevano previsto.

Non sapevo cosa aspettarmi da questa storia ma devo ammettere che l'ho trovata molto carina e rilassante. L'autrice ci regala due personaggi che definire 'particolari' è dire poco. Sono diversissimi tra loro e sono dei veri casi umani. A rappresentare l'universo maschile, c'è Francesco che è lontanissimo dall'essere il macho che spesso popola i romanzi, ultimamente. E' un uomo insicuro, sognatore e molto intelligente. A me non è dispiaciuto nemmeno un po' e mi ha regalato tantissime risate con le sue paranoie e delusioni d'amore. Se credete di essere sfortunati, non avete ancora visto niente!! Per le quote rosa, c'è Matilde anche lei è un personaggio fuori dagli schemi che darà molto filo da torcere al povero Francy e anche a noi lettori. 

Ci sono momenti in cui non sapremmo dire chi o cosa ci spinga ad agire. Matilde non riuscì mai a spiegare perché scelse di aprire lentamente la porta e infilarsi in casa senza segnalare la sua presenza. Quello che mi domando sempre, da quel giorno in poi, fu come sarebbe stata la vita delle persone se alcune porte non fossero mai state aperte.

Valentina Sagnibene ci regala una storia nella storia: due racconti, infatti, si intrecciano e danno vita ad una trama mai scontata e tutta da scoprire. Segreti e frasi non dette sono le cause scatenanti della grandissima reazione a catena che muove i passi dei personaggi dall'inizio alla fine.
E' un romanzo 'strano', una vicenda in cui non accade mai quello che ci si aspetta. D'altronde, è interessantissimo immergersi nei pensieri di due personalità contorte che stanno ancora cercando il proprio posto nel mondo. L'autrice ha un modo tutto suo di descrivere le cose: la sua scrittura è attenta e studiata, i particolari sono curati nei dettagli tanto che è facilissimo comprendere le decisioni dei personaggi e la piega presa dal libro. 

"Tutto quello che non mi aspettavo" è proprio la storia che non ti aspetti. Una vicenda ironica, ma anche profonda e sentimentale, che si legge in un soffio grazie ad uno stile super dinamico e scorrevole. E' stata una piacevole sorpresa e trovo che sia un romanzo perfetto per le vostre vacanze, consigliato!


Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un giallo interessante edito da Corbaccio, "Il ritorno del marinero".
Buona lettura!

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Lungariva, Liguria, un nuvoloso pomeriggio di novembre: a bordo di una barca a vela viene trovato il cadavere di Sebastian Scettro, detto il Marinero: tre proiettili gli hanno spaccato il cuore. Appartenente a una facoltosa famiglia, il Marinero se n'era andato per mare nove anni prima su un piccolo sloop nordico, facendo perdere le sue tracce. Chi, o che cosa, l'ha riportato a casa, concedendogli solo poche ore prima dell'incontro con la morte? Di certo, come può constatare Gigi Berté, Sebastian non aveva lasciato un buon ricordo: con i fratelli i rapporti erano pessimi, frequentava pregiudicati e spacciatori, e aveva persino ricevuto una denuncia per stupro. A quanto pare, solo l'anziana nonna non aveva mai smesso di volergli bene e di aspettare il suo ritorno. Un caso complicato per il commissario aspirante scrittore, che lo porta ad affrontare, con la bravura di sempre e con rinnovato sconcerto, l'uccisione di un uomo. E se da una parte vorrebbe «fuggire» a Milano dove l'attende un'allettante offerta in questura, dall'altra la Marzia e la sua squadra a cui è sempre più affezionato lo tengono legato a questo strano paesino che da fuori sembra un'isola felice ma che, come ogni altro luogo, nasconde il seme del male.

Dietro una copertina placida, e forse, un po' anonima, si nasconde un giallo di tutto rispetto che si legge davvero nel giro di qualche ora. Per il commissario Berté, c'è una nuova indagine all'orizzonte: dopo anni di lontananza volontaria da Lungariva, un piccolo paese di pescatori della Liguria, Sebastian Scettro ha fatto ritorno a casa ma la sua permanenza è stata breve, anzi, brevissima in quanto viene ucciso poche ore dopo essere sbarcato. Chi ha commesso l'omicidio? E, soprattutto, perché? Da qui si apre uno scenario ricco di sospettati, moventi più o meno attendibili ma, di fatto, senza nessuna prova concreta. Il personaggio di Sebastian Scettro è molto ambiguo e scomodo, tanto che parecchi personaggi trarrebbero beneficio dalla sua morte ma, d'altra parte quasi tutti lo credevano morto dopo tanti anni di lontananza. Mi sono divertita tantissimo ad accompagnare il commissario Berté nelle indagini che, vi posso assicurare, vengono rese molto complicate dalla reticenza dei personaggi e dal passato scomodo della vittima. Il mondo intero sembra fregarsene della morte dell'uomo e andare avanti come, e forse meglio, di prima.

L'autore si diverte a lasciare indizi qui e là che, solo alla fine, acquistano consistenza e prendono posto nel disegno completo della vicenda. Io, personalmente, non mi sono nemmeno avvicinata alla verità ma ho trascorso delle ore piacevoli in compagnia del libro e degli strani personaggi che lo popolano. Ho apprezzato tantissimo l'ambientazione: la Liguria mi piace moltissimo e trovo che, nel libro, ne sia stata colta l'essenza più intima e meno turistica. Lungariva sembra essere un paese fuori dal tempo ma che, nonostante le ridotte dimensioni e la vita semplice degli abitanti, nasconde segreti e condotte poco ortodosse. Molto bene anche per quanto riguarda la narrazione: l'autore non si limita ad esporre una scena del crimine e le indagini, ma lascia molto spazio anche alla vita privata del commissario che, in questo modo, appare più umano e meno istituzionale.
La scrittura è scarna e diretta ma piacevole da seguire e ben articolata. Come vi dicevo, si tratta di un libro molto breve ma nonostante l'esiguo numero di pagine, non lascia elementi in sospeso o interrogativi irrisolti. Ideale per farvi compagnia in un pomeriggio al mare, o in montagna, sono certa che ne apprezzerete le varie sfumature. Lo consiglio!



Buongiorno lettori,
oggi ho il piacere di parlarvi di una storia affascinante e piena di colpi di scena che mi ha tenuta incollata alle pagine, in questi giorni.
Sto parlando del nuovo romanzo di Mikel Santiago, "L'estate del silenzio", edito da Nord.
Buona lettura!


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Non ci sentiamo da anni, e mi chiami adesso? pensa Tom, leggendo sul display il nome di Bob Ardlan. Tom non vuole farsi rovinare la serata dall'ex suocero, perciò non risponde. Due giorni dopo, però, riceve una telefonata dall'ex moglie, in lacrime: Bob è morto cadendo dal balcone della sua villa, pochi minuti dopo aver cercato di parlare con Tom. Sconvolto, lui si precipita da Roma a Tremonte, il paesino sulla costiera amalfitana che negli anni è diventato un rifugio per artisti. Oltre a Bob, pittore di fama mondiale, hanno deciso di stabilirsi lì anche alcuni registi, musicisti e scrittori, tra cui Stelia Moon. Ed è proprio Stella ad accogliere Tom e a negare con forza la versione ufficiale dell'accaduto: non è possibile che il suo amico si sia suicidato e, di sicuro, non si è trattato di un incidente. Secondo lei, Bob è stato assassinato. Ma da chi? E perché? Per Tom, una sola cosa è certa: in qualsiasi guaio si fosse cacciato, alla fine Bob si era rivolto a lui. Non può deluderlo una seconda volta. E l'unico modo per mettere a tacere il suo senso di colpa è scoprire la verità. Ben presto, tuttavia, Tom si renderà conto che tra le pieghe di quella raffinata comunità d'intellettuali si celano rancori, invidie e contrasti mai appianati. Tutti hanno qualcosa da nascondere. E uno di loro è disposto a uccidere pur di proteggere il suo segreto...

No, non lasciatevi ingannare dalla copertina, tutto sommato, bucolica e affascinante.
E no, non lasciatevi ingannare nemmeno dallo stile placido e rilassato dell'autore che sembra raccontare, semplicemente, i dilemmi amorosi di Tom. "L'estate del silenzio" è un super giallo che vi conquisterà piano piano e senza che nemmeno ve ne rendiate conto.
Ma partiamo dal principio: i personaggi. In questo libro ne incontreremo tantissimi, più o meno importanti, ma tutti fondamentali per la trama. Ognuno di loro si mostra solo a metà, tenendo una parte sempre in ombra: l'ambiguità regna sovrana e, ad un certo punto, sembrano tutti colpevoli in un modo o nell'altro. Tom è un moderno, e meno brillante, Poirot che cerca di farsi strada nelle stranezze e nelle incongruenze della morte misteriosa e accidentale del suo ex suocero. Troppi elementi non coincidono e un velo di omertà sembra esser sceso su tutti quelli che lo circondano. Mi sono appassionata moltissimo alla storia proprio grazie a questo personaggio e alle sue disavventure. L'autore lo mette alla prova in tutti i modi regalandogli sospetti per poi smontare ogni sua tesi. La verità sembra essere sempre a portata di mano ma, in realtà, è lontanissima e inafferrabile.

La trama è un altro punto forte del libro: non perdete tempo in congetture e giudizi facili, Santiago ama stupire e lasciare a bocca aperta i suoi lettori e direi che ci riesce in maniera egregia. Tutte le mie ipotesi si sono rivelate errate, nelle azioni o nei moventi, rendendo la lettura stimolante e instillando un dubbio perenne tra i miei pensieri. Il deus ex machina delle tante morti sospette è vicinissimo e, forse, scontato, ma machiavellico a livelli estremi. Amo le storie originali e non scontate, amo i libri in cui tutto è il contrario di tutto e, nel caso di Santiago, ho amato i suoi mille misteri, i paesaggi idilliaci, l'amore per l'arte e la complessa psicologia dietro ai personaggi. 

Tutto è costruito alla perfezione e tutto viene raccontato in maniera molto dettagliata. Uno strato molto sottile di suspense rende le pagine ancora più scorrevoli e coinvolgenti. L'ambientazione, tutta italiana, costituisce un ottimo diversivo quando la situazione rischia di farsi pesante. Pur raccontando una vicenda tragica e sconvolgente, l'autore riesce a mantenere la leggerezza tipica del giallo e a mixarla, con successo, ad elementi crime e romance creando un equilibrio perfetto ed appassionante.
L'ho divorato nel giro di un giorno e mi sono follemente innamorata dello stile dell'autore, tanto da voler recuperare al più presto la lettura del suo primo romanzo.
E' la storia perfetta per tutti i lettori che vogliono avvicinarsi al thriller senza esagerare ma, sono certa, che riscontrerà pareri favorevoli anche da chi, come me, è già un appassionato del genere che ogni tanto ha bisogno di letture più soft e meno sanguinose.
E' stata una bellissima sorpresa che promuovo a pieni voti!





Buongiorno e benvenuti alla seconda tappa del blogtour dedicato a "Descendens", il nuovo libro di Alessandra Paoloni edito dalla Delrai Edizioni.
Si tratta di un bellissimo fantasy che gli amanti di streghe e magia non potranno non apprezzare.
In questo appuntamento, l'autrice ci illustrerà meglio i dettagli che si celano dietro la magnifica cover realizzata da Catnip Design .
Buona lettura!


La cover creata da Pamela Fattorelli per Descendens racchiude in sé l'essenza stessa del libro.
Osservandola bene da vicino, noterete una sorta di globo giallognolo, una specie di sfera che racchiude un medaglione, il tutto posato con grazia su una sorta di collinetta schiacciata.
Tutto questo è Tiepole.  


Ma facciamo un passo indietro.
Per chi ancora non ha avuto il piacere, o la sventura, di addentrarsi per le vie maledette di Tiepole, deve sapere che il suddetto luogo è un piccolo paese collocato alle porte di Roma. Un paese naturalmente partorito dalla mia fantasia che in realtà possiede alcune caratteristiche fisiche e storiche di posti esistenti per davvero. Posti che preferisco non nominare in questa sede, ma che salteranno fuori al momento opportuno.
Tiepole è un paese dove la magia è viva. Ma è anche un paese tagliato fuori dal mondo, dove la realtà sembra sospesa, dove i ritmi di vita sono diversi, lontani da quella quotidianità alla quale noi invece siamo abituati.
La sfera giallognola che si può ammirare sulla cover rappresenta tutto ciò, ovvero il microcosmo tiepolese che racchiude il posto, lo isola dal mondo contemporaneo, lo emargina attraverso leggi e imposizioni personali, come se in realtà Tiepole non fosse un luogo ma una entità ancora tutta da scoprire.

Chi mi legge sa che io ho una predilezione particolare per i luoghi chiusi, claustrofobici, per le realtà alternative dove i personaggi, anche moderni, sono liberi dalle leggi reali.
Tiepole queste leggi le soverchia tutte e dunque da questa storia il lettore deve aspettarsi mistero e poca ordinarietà, esattamente come poco ordinaria è la sua cover.
Il medaglione che si nota sulla copertina esiste davvero. È mio. In realtà, se fate bene attenzione, noterete delle lancette perché quello è un orologio, uno di quelli che si schiude in due, che mette in mostra modernità e gusto vintage. Nel romanzo di medaglioni ne abbiamo ben due, uno di massima importanza per la storia e il destino della protagonista. Le lancette invece raffigurano il tempo che, come dicevo poc'anzi, a Tiepole viene regolato da ritmi “autoctoni”, contro i quali è inutile combattere.
E quella sorta di collinetta oscura sulla quale tutto si erge?
Quella è la terra tiepolese, fatta di colline e dune, di vie poco praticabili, di sentieri poco battuti, oscuri, di luoghi nei quali è meglio non addentrarsi.
Inutile dire che la scelta dei colori è azzeccatissima per una storia come questa, dove le ombre e le luci, il nero e il giallo, si confondono, si contendono il destino, combattono e si fondono perché nulla è totalmente Bene così come nulla è totalmente Male.  


Voltando poi la cover si arriva a Tiepole. La copertina interna, fortemente voluta da Malia Delrai per le sue edizioni sempre ben curate, ci mostra uno spaccato del paese, una sua istantanea, case “addossate le une alle altre”, circondate da una sorta di nebbia nella quale si celano infiniti misteri.
Insomma, vi basterà ammirare la cover di Descendens per entrare già nell'atmosfera del libro. Una cover all'apparenza semplice, ma che svela molto. Basta soltanto saper guardare con l'occhio di un lettore attento a ogni singolo particolare.

Il mio grazie va ancora a Pamela Fattorelli per il lavoro svolto. E un grazie anche a Malia perché lei, come me, di Tiepole ne ha colto le potenzialità, oltre che la magia.

Alessandra Paoloni

Curiosi di saperne di più sul magico mondo di Tiepole?
Di seguito trovate il calendario con tutti gli appuntamenti da non perdere!



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Commenta almeno 5 delle 7 tappe tour e potresti ricevere una copia del libro direttamente a casa tua!
Avete tempo fino al 3 Agosto!





  




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