Buongiorno, lettori.
Finalmente trovo il tempo di parlarvi di "Uno sconosciuto accanto a me", un successo del self publishing, da poco pubblicato in una nuova versione da Newton Compton.
Sarò stata catturata anche io dallo sguardo magnetico di Amir Shakib?
Lo scoprirete solo leggendo....


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Cosa proveresti se ti svegliassi imprigionata? Cosa faresti se la tua prima immagine fosse quella di Amir Shakib? Questo è ciò che accade a Lena Morozov, prelevata con la forza dal Settore Zero per portare a termine una missione a lei sconosciuta. Amir Shakib è pura oscurità, è marcio dentro, conosce il dolore, ma non lo sente più. Nessuno meglio di lui è capace di isolare le emozioni, annientare un’anima, sbriciolarla tra le dita e ricostruirla a sua immagine. Così le vite di Lena e Amir si incrociano. Lui è il suo Maestro e lei è la sua allieva. Lei cerca di resistere, lui deve spezzarla. Ma quando Amir riesce a entrarle nella mente, Lena non si aspetta di dover combattere anche contro la brama oscura, il desiderio di avvicinarsi al proibito, a colui che distrugge qualunque cosa tocchi. Lena sa che è sbagliato, ma ne è attratta; Amir sa che non deve, ma vuole. Insegnarle a sopravvivere sarà l’obiettivo, tenerla con sé l’unico desiderio.

Non stiamo giocando, non ti sto chiedendo un favore, questo, anzi questa, è il tuo lavoro. Lei è la tua missione. E' un ordine, ed è anche la mia ultima parola. Hai tre mesi.

Il libro inizia in maniera del tutto inaspettata e, a tratti, confusionaria. Amir è un protagonista misterioso, circondato da un'aura oscura e tenebrosa. In lui c'è il male e una rabbia perenne che a tratti si manifesta in maniera sfrontata e violenta. Se devo essere sincera, sono rimasta molto affascinata da questo personaggio. La sua è una storia davvero complessa che viene svelata strada facendo, toccando temi importanti e argomenti tabù. Lena Morozov mi ha colpito molto meno, amo le protagoniste con un po' di personalità e, per quanto mi riguarda, lei non è fra queste. E' una donna che si lascia completamente plasmare e coinvolgere dal suo carceriere, senza tentare di reagire o fuggire. Il compito di Amir è tutt'altro che semplice e scontato. Deve addestrare Lena ma, al tempo stesso, vuole riuscire a salvarle la vita. Il dilemma interiore di quest'uomo è la parte più bella del libro. Più si avvicina a lei, più perde il contatto con la sua natura, o meglio, con ciò che è diventato.

Noi esistiamo ma non esistiamo, siamo senza essere, agiamo senza farci notare. Siamo spie delle spie, siamo più che agenti, siamo ombre, siamo fumo e, soprattutto, siamo ovunque. Deviati, Lena. Siamo corrotti.

Il rapporto tra Lena ed Amir è una saliscendi di emozioni contrastanti e forti. L'attrazione è palpabile e incontrollabile. L'autrice scava in profondità nei suoi personaggi, portando in superficie la vera natura di entrambi. Più Amir riacquista la sua umanità, più Lena ne perde un po' della sua, trasformandosi nell'allieva perfetta. La seconda metà del libro scorre via molto velocemente e in maniera molto più dinamica rispetto alla prima parte, tutto acquista concretezza e la tensione va in crescendo fino all'epilogo che, purtroppo, rimane molto in sospeso. Proprio quando la vicenda inizia a farsi appassionate sul serio, dobbiamo salutare Amir e Lena con la speranza di leggere presto il seguito. A differenza della storia, ho trovato molto convincente lo stile dell'autrice (che ho avuto già modo di apprezzare con la duologia dedicata a Krum Botev). La sua scrittura è forte e d'impatto, le sue descrizioni sono molto vivide e particolareggiate, è un'autrice che non lascia molto all'immaginazione. Lo stile si adatta perfettamente alla storia, brutale e diretta. Ho intravisto dei rari momenti di romanticismo, appena accennati che mi fanno ben sperare per il futuro. Potrei definirlo un dark romance soft, ideale per chi vuole avvicinarsi al genere senza strafare.
Non ne sono rimasta pienamente soddisfatta, ma concederò sicuramente un'occasione al seguito per avere una visione d'insieme e completa della vicenda ed essere in grado di dare un giudizio complessivo. 
Per il momento, promosso a metà.





Buongiorno cuori librosi,
oggi ho il piacere di ospitare la seconda tappa del tour dedicato al romanzo d'esordio di Natascha Lusenti, "Al mattino stringi forte i desideri", edito da Garzanti Libri.
In questo appuntamento, vi parlerò di Emilia e della sua strana abitudine di appuntare tutto. E' un personaggio che arriva al cuore e non vedo l'ora di raccontarvi qualche dettaglio in più su di lei.


Emilia si è trasferita da poco in un nuovo condominio, è una ragazza molto chiusa e introversa ma ha una capacità particolare: quando scrive, riesce a mettere l'anima tra le righe ed arriva dritta al cuore di chi legge.


Sulla bacheca degli avvisi del palazzo, cominciano a comparire delle storie che iniziano sempre nello stesso modo e vogliono portare alla riflessione su questo o quel determinato tema. Gli abitanti del condominio, un po' titubanti e un po' curiosi, si appassionano inconsapevolmente ai racconti anonimi e a lasciare le proprie impressioni. La bacheca diventa, così, uno strumento di condivisione e confronto anche per i caratteri più timidi o apparentemente poco socievoli. E' un territorio neutrale che permette a tutti di esprimersi e sfogarsi.


I messaggi di Emilia sono una delicata carezza che consola nei momenti di sconforto ma, anche, una riflessione obbiettiva dei limiti e degli sbagli che ogni giorno commettiamo e rimpiangiamo. 
E' incredibile come questa ragazza riesca, a partire da un aneddoto personale, a descrivere episodi ed emozioni che ognuno può fare suoi. Spesso, sottovalutiamo il ruolo e il potere immenso che una parola può avere, in positivo e in negativo.


Attraverso le sue storie ed i suoi messaggi che, ben presto diventano una piacevole abitudine, Emilia riesce a cambiare in meglio la vita degli sconosciuti che vivono intorno a lei. In un modo e nell'altro, tutto loro traggono giovamento da semplici frasi e imparano a ritagliarsi un momento di riflessione giornaliera. Un po' come la posta del cuore, tutti i personaggi si appassionano al talento di Emilia che non è più così sola come pensava.


Non voglio anticiparvi più nulla, sull'argomento, ma vi consiglio con tutto il cuore di regalarvi la lettura di questo romanzo. Sono certa che lo apprezzerete moltissimo.
Vi lascio il calendario con le prossime tappe e il modulo da compilare se volete provare a vincere una copia del libro! 



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Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi di un manuale interessantissimo, scritto da Andrea Del Castello, su come scrivere un thriller di successo.


Se vi state interrogando su una mia ipotetica avventura come scrittrice di thriller, siete fuori strada.
Tuttavia sapete quanto sia appassionata di thriller e ho apprezzato moltissimo questo manuale di scrittura,  sono perfettamente d'accordo su tutti gli spunti proposti dall'autore e lo ringrazio per avermi aiutato a far luce su vari aspetti di questo genere.
Andrea Del Castello ci prende per mano e, pur non stilando un vero e proprio saggio sulla scrittura, riesce a fornire una visione completa e interessante sul genere letterario e le sue varie categorie.

Grazie agli esempi proposti, ho arricchito moltissimo il mio bagaglio in materia di scrittura e la mia cultura sul genere e sugli autori che più lo rappresentano. La mia wishlist si è allungata in maniera molto considerevole dopo aver letto questo libro. 😆

Quando penso al thriller, so che si tratta di uno dei generi più complicati e difficili da scrivere. Come ci racconta Del Castello, bisogna ragionare e sviluppare un'idea al millimetro per non sembrare fuori luogo e imprecisi. Bisogna impegnarsi per catturare la mente del letture ed intrigarlo con una storia coerente e non banale. Sicuramente le linee guida proposte, molto chiare e semplici, sono fondamentali per tutti gli scrittori che hanno intenzione di cimentarsi nell'impresa.

E per i 'non scrittori'? Nessun problema. Come vi accennavo, infatti, nel manuale troverete tantissime informazioni interessanti e nuovi spunti di lettura per ampliare i vostri orizzonti muovendovi sempre nelle tenebre e nell'oscurità del thriller.
Insomma, un libricino utile un po' per tutti e che si legge in un attimo.
Lo consiglio!



Buongiorno cuori librosi,
oggi voglio parlarvi di un romanzo che mi avevate consigliato in tantissimi e che, finalmente, ho avuto il tempo per recuperare. Si tratta del libro di Jessica Brockmole, "Novemila giorni e una sola notte", edito da Nord.
Buona lettura!


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"Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non e mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l'anima. Se tu solo sapessi..." E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l'unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa improvvisamente. Una lettera che è l'appassionata dichiarazione d'amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell'umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all'odio di spegnerla.

Questa è la classica storia che mi pento di non aver letto prima. Mi è stata consigliata più volte ma, per mancanza di tempo, non avevo mai avuto modo di recuperarla. Inizio col dirvi che ho iniziato e finito il libro nel giro di tre ore scarse, che nonostante non ami i romanzi epistolari ora mi mancano le lettere di di Elspeth, David e di tutti gli altri e che queste sono le storie che amo, le storie in cui si parla di amore vero e sincero, che non conosce limiti e ostacoli.
Il fatto di leggere solo ed esclusivamente lettere dei vari personaggi, dà una visione molto personale e soggettiva di ognuno di loro e non è facile farsi un'idea oggettiva e completa, sia a livello fisico che caratteriale. La storia di Elspeth mi ha conquistata: si è rivelata un personaggio straordinario nonostante i suoi limiti e le sue paure. A volte è stato difficile comprendere il perché di alcune sue scelte ma, nel complesso, mi sono trovata molto in sintonia con lei. Tanti, tantissimi cuoricini anche per il nostro bell'americano! Mi sono innamorata anche io di David, del suo coraggio, della sua ironia e della sua intraprendenza. 

Ho bisogno di te,
non sai quanto.
Senza di te,
niente ha senso.

L'autrice ha scelto di ambientare la sua storia negli anni delle due guerre che hanno sconvolto il mondo e, questo, ha reso la vicenda ancora più complicata da gestire, come se non bastasse un intero oceano a dividerli. La prosa della Brockmole è assolutamente coinvolgente, nonostante si tratti di un romanzo epistolare, vi assicuro che non riuscirete a staccarvi dalle pagine. La narrazione si alterna continuamente tra passato e presente, così come il soggetto narrante. La curiosità sul destino di questo amore così travolgente va in crescendo e mantiene costante l'attenzione del lettore.
La prosa è scorrevolissima, elegante e delicata. E' una carezza sul cuore, una vicenda in cui gli ostacoli sembrano non finire mai e il lieto fine acquista sempre più i connotati di una missione impossibile. Abituati ai nostri giorni, in cui basta un telefono per raggiungere chiunque ed ovunque, è difficile immaginare un amore sbocciato tra le righe e che si sviluppa solo ed esclusivamente attraverso lettere mensili. Forse il fascino di 'Novemila giorni e una sola notte' è proprio questo: riesce a dare un potere incommensurabile alle parole, senza artifici o altre influenze. Solo frasi messe nero su bianco, un'idea semplice che funziona e conquista.
L'ho apprezzato moltissimo e ne consiglio la lettura! Se amate i romanzi, questo non potete proprio lasciarvelo sfuggire.



Buongiorno lettori,
voglio parlarvi di un romanzo familiare che mi ha fatto compagnia durante questi giorni di festa. Si tratta del libro di Rosa Ventrella, "Storia di una famiglia perbene", edito da Newton Compton.
Buona lettura!


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Anni Ottanta. Le estati a Bari vecchia trascorrono tra i vicoli di "chianch" bianche, dove i ragazzini si rincorrono nei dedali di viuzze, in mezzo ai profumi delle lenzuola stese e dei sughi saporiti. Maria cresce insieme ai due fratelli più grandi, Giuseppe e Vincenzo. È una bambina piccola e bruna con tratti selvaggi che la rendono diversa: una bocca grande e due occhi quasi orientali che brillano come punte di spillo. Ha un modo di fare astioso e insolente che le ha procurato il soprannome di Malacarne. Vive immersa in una terra senza tempo, in un rione fatto di soprusi subìti e inferti, in cui è difficilissimo venire a patti con la vita. L'unico punto fermo nella sua vita è Michele, figlio della famiglia più disgraziata di Bari vecchia. La complessa amicizia tra i due si salda e rinforza attraverso i momenti salienti della loro esistenza. Fino a quando, diventati adulti, scopriranno che a legarli è ben più che un sentimento fraterno. Un amore che, anche se impossibile, li preserva dal rancore verso il resto del mondo e dalla decadenza che li circonda.

Da piccola ho trascorso parecchie estati in Puglia e, anche se non sono mai stata a Bari, non ho fatto fatica ad immaginare i personaggi in questa città, le sue stradine, le comari fuori l'uscio di ogni abitazione, i paesani che sanno tutto, di tutti, e un clima chiuso e poco avvezzo ai cambiamenti. La scelta di ambientare la storia negli anni Ottanta, poi, ha rafforzato il clima di repressione e attaccamento alle tradizioni che ritroviamo nella vicenda. Maria è decisamente fuori contesto sia per quanto riguarda la sua famiglia, che per quel che concerne il suo quartiere, situato nel cuore di Bari vecchia. E' una ragazza indomabile, una che non si accontenta di vivere la vita 'come viene'. I suoi atteggiamenti non le rendono le cose facili ma la sua condotta non è condannabile. E' prigioniera di un mondo di apparenze e dogmi stabiliti da altri prima di lei, un mondo in cui nulla può cambiare e tutti sono destinati ad interpretare lo stesso ruolo, senza possibilità di scelta. 

La Malacarne. Ma che significa?

-La barca è mia, Maria. L'ho rimessa a nuovo con le mie mani e l'ho chiamata così perché mi ricorda la nostra infanzia. Cosa ne dici? Con questa possiamo andare insieme a vedere com'è dall'altra parte del mare?

Anche Michele, a modo suo, è un personaggio che si fa strada tra mille limiti non decisi, né voluti, da lui. Purtroppo, la sua sfortuna è quella di essere nato in una famiglia poco raccomandabile e, ovunque lui vada, la sua nomina lo precede. Non importa se, in realtà, è un dolcissimo ragazzo dal cuore immenso, non importa se lui stesso è il primo a condannare l'operato della sua famiglia, è colpevole per il solo fatto di condividere con loro lo stesso sangue. Il rapporto tra i due protagonisti è un crescendo altalenante di sensazioni e consapevolezze fino ad un epilogo inaspettato che arriva forte e brutale come un pugno nello stomaco. Solo alla fine, ho capito di essermi affezionata a loro. Ho capito che, troppo spesso, è facile giudicare l'apparenza e che è sbagliato fare processi alle intenzioni. Tutti possono cambiare ed elevarsi dalla misera condizione in cui sono nati, a volte basta solo crederci.

Questo è un libro che conquista in maniera del tutto inconsapevole e lenta. Vi sembrerà di leggere un reportage di una storia, nemmeno troppo avvincente, del solito amore contrastato in un piccolo paesino retrogrado del Sud d'Italia ma vi assicuro che Maria e Michele vi arriveranno dritti al cuore.
L'autrice ha curato moltissimo la sua ambientazione e i personaggi, ha inserito elementi semplici ed espressioni dialettali nei dialoghi rendendo la storia più credibile e reale. L'elemento romanzato si nota pochissimo, mi sono appassionata molto alla storia e ai luoghi del libro. Ho amato il fatto che la Ventrella racconti l'amore senza cliché o esasperazioni ma, allo stesso tempo, in modo consapevole e vero. Questa storia è proprio un omaggio all'amore, quello folle, quello ostacolato che si concretizza nel buio di una stanza, quello appena sussurrato per paura di essere scoperti, quell'amore talmente forte che ci porta a sacrificare tutto per il bene superiore e assoluto dell'altro. 
Non è una lettura adatta a tutti ma è, senza dubbio, una storia che conquista ed emoziona.
La consiglio!



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