Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Iniziamo la settimana con una vera e propria bomba che gli amanti del genere horror/gotico non possono lasciarsi sfuggire. Sto parlando dell'ultimo lavoro di Michael McDowell portato in Italia da Neri Pozza, "L'amuleto".

Buona lettura!


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Pagine 480

Pine Cone, Alabama, 1965. Dean Howell sta per essere inviato in Vietnam, quando un orribile incidente lo riduce a un vegetale. Da quel momento, la vita di sua moglie Sarah diventa un inferno: oltre al marito, dovrà occuparsi anche della suocera, Jo, una donna pretenziosa e crudele da cui sgorga inesauribile un fiume di odio per la sorte capitata al figlio. Un giorno, Jo regala un amuleto a colui che ritiene il vero responsabile, e strani eventi si mettono in moto: una danza macabra di maledizioni e disgrazie, orrori e omicidi. Man mano che il panico dilaga, Sarah dovrà affrontare una realtà impossibile. E mettere le mani sull’amuleto: prima che le morti diventino una strage, che la vendetta rada al suolo l’intera città.

"L'amuleto", che in ordine cronologico è l'ultima uscita italiana di Michael McDowell, è in realtà il suo romanzo di esordio. Si vede la differenza tra questo titolo e i successivi ma si percepisce anche l'essenza dell'autore e dei temi che poi caratterizzeranno tutta la sua produzione.

In questo libro, ambientato sempre in un paesino dell'Alabama, l'autore ci racconta come di consueto una storia a base di famiglie disfunzionali, vendette, segreti ed elementi soprannaturali che rendono tutto più inquietante.

C'è qualcosa di davvero molto strano in questa faccenda. In quel gioiello, e in tutte le persone che abbiamo seppellito.

Il protagonista assoluto è, probabilmente, il fantomatico amuleto che dà il titolo alla vicenda. Questa collana dall'aspetto innocuo viene donata da Jo Howell, una donna crudele e incapace di provare empatia e sentimenti positivi per il prossimo, all'uomo che ritiene responsabile di un incidente che ha quasi ucciso suo figlio. Da qui una catena tragica di morti ed eventi nefasti sconvolge Pine Cone. 

Sarah, la nuora di Jo, assiste impotente a questa serie di sciagure ed è anche la prima a rendersi conto del ruolo centrale che la collana riveste in questi incidenti peccato che la collana, che sembra dotata di vita propria, sia sempre un passo avanti a lei come guidata da un piano ben preciso che non può e non deve essere interrotto.

Sappiamo di tre persone entrate in possesso dell'amuleto, tutt'e tre morte, insieme alle loro famiglie.

Il clima di isteria generale permea le pagine del libro quando anche gli ignari abitanti si rendono conto che qualcosa non va. Le sensazioni e il clima opprimere si percepiscono in modo cristallino nelle parole e nelle descrizioni inserite da McDowell.

Ho adorato i personaggi, compresa Jo, ognuno interpreta in maniera magistrale il ruolo che gli è stato affidato. La contrapposizione tra Jo e Sarah è il vero motore della storia e che rende l'epilogo memorabile, oltre che scioccante.

Quella collana continua a circolare, passando di mano in mano, e chiunque ne entri in possesso muore. (...) È stata Jo Howell a iniziare tutto, e lei non intende fermarsi, perciò devo farlo io.

Sono presenti diverse scene che potremmo definire "splatter" quindi, se siete sensibili a questo tipo di descrizioni, potreste avere qualche problemino durante la lettura ma se già avete letto altre opere dell'autore siete perfettamente preparati "all'orrore".

Nonostante si percepisca la preparazione ancora acerba dell'autore, soprattutto inizialmente il libro potrebbe risultare lento e ridondante, trovo che sia il punto di partenza per il genio che poi abbiamo incontrato nei libri successivi. Personalmente sono molto felice di aver avuto la possibilità di leggere e scoprire "dove tutto ha avuto inizio". 




Vi ho già parlato di lui:


→ Katie



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