Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog,

oggi vi parlo del quinto capitolo della serie poliziesca firmata dalla penna di Kendra Elliot e pubblicata da Indomitus Publishing.

Buona lettura!



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Pagine 402



Vent’anni fa, cinque adolescenti scomparvero nella foresta dell’Oregon. Due furono ritrovati legati sulla riva del fiume Columbia, in fin di vita. Solo uno sopravvisse, Devin Bonner, ma senza ricordi.
A distanza di decenni, un podcaster di true crime viene ucciso nello stesso punto e con lo stesso modus operandi. Il cold case si riaccende per l’agente speciale dell’FBI Mercy Kilpatrick e suo marito, il capo della polizia Truman Daly. Mentre gli incubi di Devin ritornano, il suo amico Ollie Smith – orfano sotto la tutela di Truman – inizia a scavare e finisce risucchiato in un mistero più grande e letale di quanto avesse immaginato.
Mentre Kilpatrick e Daly seguono una scia di sangue fresco con omicidi sempre più ravvicinati, capiscono che la chiave per risolvere il mistero è nella mente di Devin: riusciranno a sbloccare i suoi traumi sepolti prima che il passato reclami un’altra vittima?


Se siete arrivati al quinto capitolo della serie con Mercy Kilpatrick e Truman Daly, probabilmente sapete già cosa aspettarvi da Kendra Elliot: un poliziesco solido, ben costruito e con personaggi che, libro dopo libro, diventano sempre più familiari. "Una scia di sangue" non delude le aspettative.

Questa volta tutto prende il via da un cold case che risale a vent'anni prima: cinque ragazzi scomparsi nei boschi dell'Oregon, due ritrovati in condizioni disperate e un unico sopravvissuto incapace di ricordare cosa sia accaduto. Quando un podcaster specializzato in true crime viene assassinato con un modus operandi inquietantemente simile, il passato torna a bussare con violenza, costringendo Mercy e Truman a riaprire la vecchia indagine per scoprire il legame tra passato e presente.

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è proprio il modo in cui Kendra Elliot costruisce l'indagine. Non punta tutto sui colpi di scena, ma lascia che la tensione cresca lentamente, pezzo dopo pezzo, seguendo una pista che sembra sempre sul punto di portare in un vicolo cieco. Il fascino del romanzo sta nel ricomporre un puzzle rimasto incompleto per due decenni, dove ogni nuova scoperta cambia la prospettiva su ciò che si credeva di sapere.

L'ambientazione continua a essere uno dei punti di forza della serie. Le piccole cittadine dell'entroterra americano, immerse tra foreste, fiumi e comunità dove tutti si conoscono, regalano alla storia quell'atmosfera sospesa tipica dei migliori thriller rurali. Non è solo uno sfondo: è un elemento vivo del racconto, capace di alimentare il senso di isolamento e il peso dei segreti custoditi per anni.

Ma ciò che rende questa serie diversa da tanti altri polizieschi è il perfetto equilibrio tra investigazione e vita privata dei protagonisti. Mercy e Truman non sono soltanto due investigatori alle prese con un caso difficile: sono anche una famiglia. Il rapporto con Kayla e Ollie, i ragazzi che hanno accolto nella loro vita, dona al romanzo un lato emotivo che arricchisce la narrazione senza rallentarla. In particolare Ollie assume un ruolo centrale nella vicenda e il suo coinvolgimento personale rende la storia ancora più intensa, aumentando la tensione perché il pericolo, questa volta, entra direttamente nella sfera familiare.

Mi è piaciuto anche vedere come Mercy e Truman affrontino le sfide quotidiane della genitorialità adottiva. Sono momenti semplici, ma autentici, che mostrano quanto il loro legame si sia evoluto nel corso della serie. È uno degli elementi che fanno affezionare ai personaggi e che spingono a continuare la lettura anche oltre il singolo caso investigativo.

Dal punto di vista del ritmo, il romanzo scorre velocemente. I capitoli brevi, i continui cambi di prospettiva e le informazioni dosate con attenzione mantengono viva la curiosità fino alle ultime pagine. Chi ama i thriller ricchi di azione forse troverà un andamento più riflessivo, ma chi apprezza le indagini investigative costruite con pazienza e credibilità troverà pane per i propri denti.

"Una scia di sangue" conferma ancora una volta quanto Kendra Elliot sappia scrivere thriller investigativi coinvolgenti, dove il mistero funziona, i personaggi crescono davvero da un libro all'altro e la componente umana ha lo stesso peso dell'indagine. È un romanzo che premia soprattutto chi segue la serie fin dall'inizio, perché molti dei momenti più belli arrivano proprio dall'evoluzione del rapporto tra Mercy, Truman e la loro famiglia.

Un altro ottimo capitolo di una serie che continua a mantenere alta la qualità e che dimostra come, a volte, i segreti più pericolosi siano quelli che una piccola comunità ha imparato a custodire troppo bene.




Il capitolo precedente: L'ombra della prima morte


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