Buonasera e ben trovati sul blog,

oggi vi parlo di una serie che mi ha appassionato moltissimo e che ho letto, praticamente, tutta d’un fiato. Purtroppo attualmente, in Italia, è disponibile solo il primo capitolo "La bambina perfetta", edito da Piemme, mentre il sequel e il prequel li trovate solo in lingua originale.

⚠️ In questo post, soprattutto nelle parti che riguarderanno "A welcome reunion" e "Her fist lie", potreste trovare degli spoiler quindi attenzione! ⚠️

Buona lettura!



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Trama de "La bambina perfetta"

Christopher e Hannah sono un chirurgo e un'infermiera felicemente sposati, con una vita apparentemente perfetta. L'unica cosa che manca è un bambino. Quando Janie, una bambina abbandonata di sei anni, arriva nel loro ospedale, Christopher sente subito un legame speciale con lei e convince Hannah ad adottarla e portarla a casa. Ma Janie non è una bambina come le altre, e la sua psiche ferita si rivela molto più difficile da gestire di quanto i nuovi genitori avessero immaginato. Janie è profondamente legata a Christopher, ma manifesta comportamenti sempre più inquietanti, riversando tutta la sua rabbia su Hannah. Incapace di creare un legame con Janie, Hannah si sente sopraffatta dalla pressione, mentre Christopher si rifiuta di vedere la vera natura della bambina. Hannah sa che Janie sta manipolando Christopher e lo sta isolando da lei, nonostante i suoi tentativi di tenerli uniti. Ma quando il comportamento di Janie minaccia di distruggere il loro matrimonio, la verità sul passato della bambina potrebbe essere sufficiente a spingerli tutti oltre il limite.


La voglia di diventare genitori, a ogni costo, può rovinare un matrimonio e la vita? Secondo Lucinda Berry, sì e ce lo dimostra con una storia dalla forte componente psicologica e delle atmosfere oscure e inquietanti.

"La bambina perfetta", segna l’inizio di una serie che ha diversi trigger warning: in primis la violenza e i maltrattamenti sui bambini. Nel primo libro conosciamo Christopher e Hannah, una coppia affiatata e professionalmente realizzata. Un figlio è l’unica cosa che entrambi desiderano e l’arrivo in ospedale di una bambina, denutrita e che mostra evidenti segni di abusi, sta per sconvolgere letteralmente le loro esistenze.

All’interno di una storia di questo tipo, la differenza la fanno le descrizioni dettagliate di tutto l’impianto psicologico della vicenda: la soggezione totale di Christopher nei confronti di Janie; Hannah e i sentimenti ambivalenti verso la bambina che diventano più oscuri ogni ora che passa; Piper nei panni dell’assistente sociale che racconta a ritroso la catena di eventi che ha portato alla catastrofe.

Altro tema scottante è la malvagità: può essere un elemento innato? Esistono dei bambini realmente e consapevolmente crudeli o sono le vicissitudini della vita a renderli tali? Per rispondere a questo interrogativo dovrete scorrere fino all’epilogo che, sulle prime, potrà sembrarvi incompiuto e lasciarvi con un senso di insoddisfazione.

Per scoprire risposta definitiva, infatti, dovrete inoltrarvi in una seconda storia contenuta nel breve racconto che si intitola "A welcome reunion".
⚠️ Allerta spoiler ⚠️

In questo racconto, Lucinda Berry ci porta nel futuro rispetto agli eventi che abbiamo letto ne "La bambina perfetta".

Hannah e Christopher sono "sopravvissuti" all’uragano "Janie" ma sono due persone profondamente cambiate rispetto a quando li abbiamo conosciuti. Ritroviamo anche un altro volto noto, Piper, che ci racconta cosa è successo dopo che la bambina è stata portata via...

Come potrete dedurre dal titolo, alla reunion ci sarà anche una protagonista d’eccezione, la stessa Janie, ormai cresciuta e pronta a lasciare l’Istituto che l'ha ospitata per anni, formalmente "guarita" dai suoi problemi psichiatrici.

Per Hannah si tratta di un terribile deja-vù perché, a quanto pare, la sua dolce bambina non ha ancora finito con lei.

Con un ritmo serrato, Lucinda Berry ci mostra una battaglia psicologica che porterà a un finale importante e definitivo che darà le risposte a tutto quello che è rimasto sospeso nella storia precedente... 

⚠️ALLERTA SPOILER⚠️

Per chiudere ufficialmente questa storia, l’autrice in "Her first lie", ci racconta la genesi del "mostro". Una genesi che inizia molto prima di Janie e di Christopher e Hannah.

È una storia che inizia con Lilian, madre disfunzionale e malata di Cerena che, a sua volta, è la madre di Becky e, se avete letto "La bambina perfetta", sapete già che è proprio lei la mamma di Janie. 

La storia di Becky dà un senso a tutta la follia e alla crudeltà che abbiamo letto. Gli abusi, la violenza sono frutto di una gestione malata, reiterata, negli anni, di madre in figlia. Una spirale discendente in cui non ci sono vincitori ma solo vittime e danni collaterali che si sarebbero potuti evitare con l’intervento e il supporto delle istituzioni.


La cosa che più mi ha sconvolto di questa storia, è le volte in cui ho riconsiderato le mie opinioni sui personaggi a seconda delle varie scoperte che facevo via via che proseguivo con la lettura e le storie successive.

Con questi libri mi l’autrice mi ha definitivamente conquistata! 

Aspettatevi prossimamente, tutte le recensioni delle sue opere!!

(Intanto qui vi ho parlato de La gemella silenziosa
l'unico altro titolo attualmente tradotto in italiano.)




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