Buongiorno lettori,
finalmente trovo un momento per parlarvi di una lettura che ho recuperato durante le vacanze.
Sto parlando di "The Winner's Curse. La maledizione", di Marie Rutkoski, edito da Leggereditore.
L'ho semplicemente amato, scoprite perché.


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Kestrel è la figlia del generale dei Valoriani, la fazione che governa la regione. Un popolo di guerrieri spietati e temerari che hanno conquistato e sottomesso il popolo Herrano, riducendolo in schiavitù.
Il destino di Kestrel è già segnato: può scegliere se arruolarsi nell'esercito e combattere al fianco di suo padre o trovare un buon marito. Una terza possibilità si delinea quando il suo sguardo incrocia quello dello schiavo  Arin.

Non le ho stabilite io queste regole.
Fanno parte dell'impero.
Combatti per esso,
e guadagnati la tua indipendenza.

C'è qualcosa che la incuriosisce e attrae dietro quegli occhi freddi e privi di emozioni.
Anche Kestrel si rivela una sorpresa per Arin, la ragazza non è come il suo crudele popolo e, per un attimo, mette seriamente in dubbio tutte le sue convinzioni.
Il popolo inizia a vociferare su di loro, Kestrel si sta esponendo troppo per salvarlo dal suo destino.
Ma come si può fermare l'istinto?

Non puoi sapere tutto. 
Le persone sono infelici per molti motivi.
Che ne sai della tristezza?
Cosa ti fa credere di poter leggere nel cuore delle persone?

Arin non è quello che sembra: gli herrani vogliono riconquistare la libertà a qualsiasi costo.
Cosa ne sarà di lui ma, soprattutto, di Kestrel?
Un lupo e un agnello potranno mai vivere insieme?

Questo romanzo ha superato ogni mia più rosea aspettativa e mi ha conquistata dalla prima all'ultima pagina. Kestrel e Arin sono due personaggi straordinari, perfettamente costruiti e caratterizzati.
Nel libro si parla più di Kestrel ed è impossibile non amarla. Spero che avremo modo di conoscere meglio anche Arin, nei prossimi libri.
L'autrice ricrea un mondo di dame e cavalieri, di battaglie e combattimenti a fil di spada.
La narrazione procede con un ritmo incalzante e si fa sempre più appassionante e coinvolgente. L'epilogo è molto crudele: come farò ad aspettare il seguito?
La prosa di Marie Rutkoski è elegante e ricercata, un piacere per gli occhi.
E' un romanzo che non potete proprio lasciarvi sfuggire, sono certa che ci riserverà ancora tante sorprese.
Promosso a pieni voti!


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Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un romanzo molto, molto carino sulla biblioterapia e il magico potere della lettura.
Mi affascinano molto queste trame e, quando il libro si dimostra anche all'altezza delle aspettative, non posso che parlarne bene.
Scopriamolo insieme.


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Silvia è una donna come tante. Ha lasciato il suo paese d'origine ed è riuscita a costruirsi una vita piena  e soddisfacente in Francia. Il vero problema è la sfera sentimentale: da anni, infatti, intrattiene una relazione con un uomo sposato nella speranza che si decida a lasciare la moglie per lei.

La vita offre tanti inizi affascinanti, 
esordi possibili di storie incredibilmente promettenti. 
Ma pochissimi di questi inizi si svilupperanno in una trama e 
ancor meno avranno un finale all'altezza.

Nonostante sia palese che Alain non troverà mai il coraggio per lasciare la moglie, Silvia è irremovibile e decisa a non demordere, nonostante questa situazione la stia distruggendo lentamente. 
L'incontro con il biblioterapeuta O' Flahertie è l'ultima speranza per ritrovare se stessa e capire davvero i suoi sentimenti.

Affinché le cose vadano in modo diverso,
le persone devono sforzarsi di cambiare.

Questa storia mi è piaciuta moltissimo forse, ma non solo, per il ruolo salvifico che svolgono i libri. 
Vi confesso che, inizialmente, ho odiato l'apatia e la tendenza allo zerbinaggio di Silvia, ma tutto ciò mi è servito per apprezzare di più il suo cambiamento nel corso del romanzo.
Ho amato con tutta me stessa il dott. O' Flahertie, ce ne fossero di terapeuti come lui!
Il romanzo viene raccontato con un stile semplice e senza fronzoli, non ci sono troppe descrizioni e momenti introspettivi. L'autrice ha uno stile fresco e curato, piacevolissimo da leggere.
E' una storia imperdibile per gli amanti della lettura.
La consiglio!

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Buongiorno lettori,
dopo tanti romance torno a parlarvi di thriller con un libro appena pubblicato da Newton Compton.
Si tratta de "La donna silenziosa", di Debbie Howells.
Buona lettura.


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Quando Rosie Anderson, di appena diciotto anni, scompare, la cittadina idilliaca dove viveva non è più la stessa. Kate, la giardiniera del posto, è scossa e tormentata dal senso di colpa. Conosceva bene Rosie e, negli ultimi tempi, forse era arrivata a conoscerla anche meglio della madre. Rosie era bella, buona e gentile. Veniva da una famiglia amorevole e aveva tutta la vita davanti a sé. Chi avrebbe mai voluto farle del male? E perché? Kate è convinta che la polizia non stia valutando tutti gli indizi. Di sicuro qualcuno in paese sa più di quel che dice. Via via che le ricerche del colpevole vanno avanti, Kate è sempre più ossessionata dalla soluzione del mistero.


Questo thriller ha tutti gli elementi giusti per attrarre e coinvolgere un lettore. 
La trama viene raccontata da narratori diversi compresa Rosie, la vittima. 
Katie è la protagonista principale costretta a farsi strada nei segreti di una famiglia davvero complicata e piena di segreti.
La parte che ho apprezzato di più è proprio il percorso lungo e intricato per svelare fino al più piccolo lato nascosto di questa famiglia. Tutti recitano molto bene la loro parte e, fino alla fine, non è ben chiara l'identità del colpevole.

La farfalla spicca il volo, fluttuando lontano, irraggiungibile.
Lei resta a guardarla. Poi tende le braccia magre e inizia a correre, 
saltellando per il giardino leggera come una piuma, 
segue il percorso chela farfalla disegna nell'aria.
Una felicità fugace.

Gli Anderson rasentano la perfezione e, nonostante siano sottoposti agli effetti di una simile tragedia, nulla sembra scalfire il loro equilibrio familiare. Le dinamiche diventano sempre più complicate, tanto che, nella seconda metà del libro, tutti hanno un movente e tutti un motivo che li rende innocenti.
Sono rimasta sorpresa dalla scelta dell'autrice per il finale ma, in parte, è stato tutto fin troppo prevedibile. La prosa è scorrevole e ricercata ma la narrazione manca totalmente di suspense, elemento fondamentale per un buon thriller. Il libro aveva tutte le carte in regola stupire, ma l'autrice non è riuscita nell'intento.
Nel complesso, non è stato un totale disastro perciò la sufficienza se la merita tutta.

Aspetto il tuo parere o le tue domande nei commenti o tramite messaggio privato.
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Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di uno dei libri più belli di sempre!!
Non so perché abbia aspettato così tanto a leggerlo, ma meglio tardi che mai.
E' così che si dice in questi casi, no?
Qual è il libro che mi ha rubato il cuore? '9 Novembre' di Colleen Hoover.
Buona lettura! 💓


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È il 9 novembre quando, durante un pranzo con il padre, Fallon incontra Ben per la prima volta. È un giorno speciale per lei, non solo perché sta per trasferirsi da Los Angeles a New York, ma anche perché ricorre l’anniversario dell’evento che ha segnato per sempre la sua vita, il terribile incendio che le ha lasciato cicatrici su gran parte del corpo, impedendole di continuare la sua carriera da attrice. Contro ogni previsione, la conoscenza tra i due si trasforma subito in qualcosa di più, ma Fallon sta per partire e sembra esserci tempo solo per il rimpianto. Come per strappare al destino quell’inevitabile separazione, Ben le promette allora che scriverà un romanzo su di loro, proponendole di ritrovarsi il 9 novembre di ogni anno, fino a che non ne compiranno ventitré. È così che ogni 9 novembre i due protagonisti aggiungono un nuovo capitolo alla loro storia, finché qualcosa non arriva a sconvolgere le loro promesse e a mettere alla prova i loro sentimenti, tra i dubbi di Fallon e le mezze verità di Ben.


Questo romanzo è decisamente uno dei migliori che abbia mai letto in vita mia. La bravura della Hoover è cosa risaputa e ogni sua storia è originale, drammatica e romantica al tempo stesso. Non ho letto tutti i suoi libri, ma finora è il migliore che mi sia capitato tra le mani.
Ho amato molto sia Fallon che Ben, anche se in modo differente. Fallon, pur essendo stata vittima di una tragedia sfiorata, ha un carattere forte e ostinato. Le cicatrici più grandi non sono quelle che porta sul corpo, ma quelle nella sua mente, quelle che nessuno può vedere o provare a rimarginare.
Ben è un ragazzo d'oro, c'è poco da fare. La sua inspiegabile fissazione per Fallon, diventa chiara un po' alla volta fino ad un epilogo che lascia di stucco.

Mi ci sono voluti quattro anni per innamorarmi di lui.
Mi sono bastate quattro pagine per smettere.

Mi piacciono i romanzi in cui il tempo scorre in fretta e in poche pagine si va avanti di mesi, o anni, come in questo caso. L'appuntamento del 9 Novembre si rivela un elemento chiave per la storia, è assurdo pensare di innamorarsi di una persona che vedi soltanto una volta all'anno ma, al tempo stesso, è qualcosa di super romantico. Tutta la trama ruota attorno ad un unico giorno che si ripete, anno dopo anno, apportando sempre un tassello in più a questo strano rapporto. 
I dubbi di Fallon, scompaiono col passare degli anni mentre cresce l'insicurezza e la paura di Ben che non è stato completamente sincero con lei.

Tutto ciò di cui mi importa sei tu.
Stare con te tutti i giorni.
Vederti tutti  i giorni.
Non ho ancora finito di innamorarmi di te.

Le rivelazioni dell'epilogo sono state devastanti sia per Fallon che per me. Non mi aspettavo nulla di tutto ciò, non lo sospettavo nemmeno lontanamente. Ho guardato l'intera storia da una prospettiva tutta nuova e, se possibile, l'ho apprezzata ancora di più.
La bravura di questa autrice non conosce limiti, sul serio. Ci ha regalato una storia straordinariamente fantastica e unica, è uno di quei libri che ti conquista il cuore, pagina dopo pagina.
Mi pento solo di non averlo letto prima e vi esorto a leggerlo. Fidatevi.
E' una storia che non potete e non dovete assolutamente perdervi!


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Buongiorno lettori,
il 21 Settembre arriva al cinema la trasposizione cinematografica del libro 'Everything, Everything' di Nicola Yoon, con il titolo di 'Noi siamo tutto'. Il romanzo è stato portato in Italia da Sperling & Kupfer e ha fatto battere i cuori di milioni di lettrici.
Io l'ho letto in lingua e mi è piaciuto molto ma.....
Continuate a leggere se volete saperne di più :)


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Madeline Whittier è allergica al mondo. Soffre infatti di una patologia tanto rara quanto nota, che non le permette di entrare in contatto con il mondo esterno. Per questo non esce di casa, non l'ha mai fatto in diciassette anni. Mai un respiro d'aria fresca, né un raggio di sole caldo sul viso. Le uniche persone che può frequentare sono sua madre e la sua infermiera, Carla. Finché, un giorno, un camion di una ditta di traslochi si ferma nella sua via. Madeline è alla finestra quando vede... lui. Il nuovo vicino. Alto, magro e vestito di nero dalla testa ai piedi: maglietta nera, jeans neri, scarpe da ginnastica nere e un berretto nero di maglia che gli nasconde completamente i capelli. Il suo nome è Olly. I loro sguardi si incrociano per un secondo. E anche se nella vita è impossibile prevedere sempre tutto, in quel secondo Madeline prevede che si innamorerà di lui. Anzi, ne è sicura. Come è quasi sicura che sarà un disastro. Perché, per la prima volta, quello che ha non le basta più. E per vivere anche solo un giorno perfetto è pronta a rischiare tutto. Tutto.


Su questo libro ho letto e sentito i pareri più discordanti. Molti lo hanno amato, altri lo hanno trovato lento o non ne sono rimasti colpiti più di tanto. Io mi trovo al centro esatto di questo dibattito.
Il romanzo è troppo bello per essere snobbato, ma non ha avuto la verve necessaria per conquistare a pieno il mio cuore di lettrice. Madeline è un personaggio molto riuscito e ben costruito, la sua malattia la costringe a vivere in perenne solitudine, ma nonostante i rari dialoghi con la madre e l'infermiera, ha una personalità interessante e molto ironica. L'autrice descrive perfettamente la condizione in cui vive, l'atmosfera è carica di tensione intorno alla sua figura così fragile e cagionevole. Con l'arrivo di Olly, il ritmo della narrazione si fa decisamente più incalzante e la storia diventa più dinamica e interessante. Lo scambio di email e messaggi alla finestra non è più sufficiente. La voglia di vivere una vita normale e piena non è mai stata così forte per Maddy, è disposta a rischiare tutto pur di stare con Olly, in ogni accezione possibile del termine.

Prima di incontrare Olly ero felice. 
Ma adesso sono viva, e tra le due cose 
c’è una bella differenza.

Non ho molti appunti o critiche da fare. Mi sono piaciuti tantissimo i personaggi, sia principali che secondari, mi è piaciuta molto la prosa dell'autrice: coinvolgente, elegante e scorrevole. Carinissimi anche i dialoghi e l'importanza che i libri rivestono per Maddy, mi sono ritrovata in tanti suoi pensieri e fatto lunghe riflessioni per rispondere ai suoi interrogativi.
Vi chiederete a cosa sia dovuto quel 'ma' iniziale ed è arrivato il momento di spiegarlo.

La differenza fra sapere e vedere con i propri occhi 
è la stessa che c’è tra sognare di volare e volare per davvero.

L'unica cosa che non mi ha convinta è il finale della storia. Sinceramente mi aspettavo tutt'altro epilogo e sono rimasta a dir poco esterrefatta dalla scelta dell'autrice e dalla spiegazione fornita per dare un senso logico all'intera vicenda. Il bellissimo soufflé si è sgonfiato in un lampo e la storia non ha dimostrato di avere quel 'quid' per fare un salto di qualità. Per chi si stesse chiedendo cosa c'è in questo benedetto finale, vi basti sapere che SICURAMENTE non è quello che pensate. Enigmatica come frase, lo so, ma non posso dirvi altro.
Resta comunque un buon romanzo che ho divorato in pochissime ore, nonostante fosse un libro in lingua, perciò non posso che consigliarlo e attendere con ansia la versione cinematografica.
Chissà che per una volta, non sia meglio il film :)



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