Buon pomeriggio e ben ritrovati sul blog.

Il libro protagonista dell'articolo di oggi è "Cadavere nei ghiacci", secondo volume della serie nordica dell'autrice islandese Satu Rämö.

Buona lettura!


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Pagine 320

La detective Hildur Rúnarsdóttir e il suo giovane collega Jakob sono tormentati dai propri demoni: lei dal misterioso rapimento delle sorelle minori avvenuto venticinque anni prima sulla gelida costa occidentale dell’Islanda, lui da una dolorosa battaglia legale che gli impedisce di vedere suo figlio. Quando un politico locale viene trovato morto, ucciso da un colpo di pistola su una pista da sci, i due devono mettere da parte i problemi personali per indagare sull’omicidio. Inizialmente considerato un delitto passionale, il caso si rivela ben più oscuro e segreti inquietanti emergono in superficie. Hildur e Jakob scopriranno presto che nemmeno i morti restano sepolti per sempre.

"Cadavere nei ghiacci" è un libro che bramavo moltissimo, soprattutto dopo aver terminato la lettura di "Morte nei fiordi" (ve ne avevo parlato QUI).

In questo secondo capitolo della serie, l'autrice islandese Satu Rämö, riprende le fila da dove le aveva lasciate, per questo vi consiglio di leggere il libro solo dopo aver recuperato il primo in quanto sono strettamente collegati e non viene fatto nessun recap.

Protagonisti sono nuovamente Hildur e Jakob che si ritrovano tra le mani il cadavere di un politico del posto. Come nel libro precedente, l'indagine fa da gancio per svelare segreti del passato, in particolare della vita familiare di Hildur che si fa sempre più complessa da capire e più tragica da vedere.

Questo due personaggi, oltre a essere colleghi di lavoro, sono accomunati dall'avere dei trascorsi personali importanti che avevamo già intravisto nel primo libro e che vengono approfonditi anche in questo.

I punti di forza sono sicuramente lo stile dell'autrice e l'ambientazione nordica. "Cadavere nei ghiacci" si legge molto velocemente grazie a una narrazione dinamica divisa in capitoli brevi che si muovono tra passato e presente. L'atmosfera che si respira è fredda e rigida esattamente come ci si aspetterebbe da un paese come l'Islanda. Per gli amanti dei thriller nordico è una vera coccola.

La parte iniziale è molto lenta e si concentra troppo sul caso per poi passare, nella seconda parte, a raccontare i dettagli della famiglia di Hildur con un finale inaspettato che riguarda proprio la scomparsa delle sorelline, Rosa e Bjork. Una piega totalmente nuova che lascia spazio a nuovi scenari per il libro numero tre della serie che, però, sarà dedicato alla figura di Jakob.





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