Buongiorno e ben ritrovati sul blog,
oggi vi parlo dell'ultimo libro di Max Seeck, già conosciuto in Italia per "Il tocco del male" e "Il lettore fedele". Si tratta de "La mossa del re" edito da Piemme.
Buona lettura!
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Pagine 432
Sulle rive ventose di Seurasaari, un'isola al largo di Helsinki, viene ritrovato un cadavere: la pelle ricoperta di vernice bianca, un pezzo degli scacchi incastrato in gola. Poco dopo, alla polizia arriva una lettera anonima cifrata che indica una mossa di scacchi e il luogo esatto dell'omicidio. È solo il primo delitto, l'inizio di una sfida mortale. I crimini seguono una logica precisa e gli indizi rimandano a simboli e strategie che sfuggono ai protocolli investigativi. L'omicida non si limita a colpire: provoca, anticipa e orienta l'indagine come su una scacchiera. Incapace di decifrare il disegno che unisce i delitti, la polizia coinvolge Milo Perho, ex profiler dotato di un talento unico nel leggere la mente dei criminali. Per fermare il killer, Milo è costretto a collaborare con Stanislav, campione europeo di scacchi e suo patrigno, l'unico in grado di interpretare il linguaggio strategico dell'assassino. Ma l'indagine si trasforma presto in una sfida personale: ogni mossa è calcolata, ogni indizio apre un nuovo livello di lettura, come se il killer stesse conducendo Milo esattamente dove lui non vuole tornare: nel cuore del suo passato. Milo capisce che non sta solo inseguendo un assassino. È stato scelto come avversario. In questo gioco non esistono pedine innocenti. E la partita è appena iniziata.
“La mossa del re” di è uno di quei thriller nordici che ti prendono subito per l’atmosfera gelida e inquietante, ma che poi riescono anche a costruire una tensione psicologica sempre più sottile. Fin dalle prime pagine si percepisce quella sensazione tipica del noir scandinavo: silenzi pesanti, paesaggi freddi, personaggi emotivamente spezzati e un senso costante di minaccia che aleggia su tutta la vicenda.
L’idea del killer che orchestra gli omicidi come una partita a scacchi è probabilmente l’aspetto più affascinante del libro. Ogni delitto non è solo brutale, ma anche scenografico e simbolico: il pezzo degli scacchi incastrato nella gola delle vittime, i messaggi cifrati, le mosse comunicate alla polizia… tutto contribuisce a creare un gioco mentale molto coinvolgente. Max Seeck riesce a trasformare gli scacchi in qualcosa di ossessivo, facendo sentire anche il lettore come una pedina intrappolata nel piano dell’assassino.
Uno dei punti forti del romanzo è sicuramente il personaggio di Milo. Non è il classico investigatore infallibile: è fragile, tormentato, segnato da un passato e spesso sembra sul punto di perdere il controllo della situazione. Proprio per questo funziona così bene. La sua collaborazione forzata con Stanislav, campione europeo di scacchi e figura paterna complicata, aggiunge un ulteriore livello di tensione emotiva alla storia. Il rapporto tra i due è fatto di attriti, vecchi rancori e non detti che rendono l’indagine ancora più personale.
La narrazione è molto ben costruita: capitoli brevi, continui cambi di prospettiva e un ritmo che accelera man mano che la partita del killer diventa più crudele. Ci sono scene davvero suggestive, soprattutto quelle ambientate tra le atmosfere fredde e ventose di Helsinki, che sembrano quasi amplificare il senso di isolamento dei personaggi.
Se devo trovare un piccolo difetto, in alcuni momenti la costruzione dell’intreccio diventa così elaborata da risultare quasi eccessiva, e certe rivelazioni sono un po’ troppo inverosimili. Però è anche vero che il romanzo punta molto sull’effetto psicologico e sul senso di manipolazione continua, quindi questa scelta finisce per rientrare nel gioco stesso creato dall’autore.
Nel complesso, “La mossa del re” è un thriller perfetto per chi ama i noir nordici ricchi di simbolismi e sfide mentali. Non è solo una caccia a un serial killer ma una partita strategica in cui ogni personaggio nasconde qualcosa e ogni mossa sembra avvicinare Milo non solo alla verità, ma anche ai lati più oscuri di sé stesso.


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