Buongiorno e ben ritrovati sul blog.

Oggi parliamo de "Il bambino della porta accanto", di Shalini Boland. Si tratta di un thriller che mescola il genere psicologico a quello domestico, creando una storia tutta da scoprire! Il libro è edito da Hope Crime.

Buona lettura!



Acquistalo QUI tramite il mio link affiliato 

Pagine 260

Kirstie Rawlings si sveglia sentendo il pianto di un bambino. Pochi istanti dopo, una voce sconosciuta proveniente dal baby monitor dice: «Prendiamo il bambino e andiamo» facendola così piombare nel peggior incubo per qualsiasi genitore. Qualcuno sta forse cercando di rapire Daisy, la sua bambina? In realtà sua figlia dorme al sicuro nel suo lettino. La voce potrebbe essere giunta da una casa vicina? Non ci sono però altri bambini di pochi mesi che vivono nella sua tranquilla strada di campagna... La polizia non le crede. E nemmeno suo marito. Kirstie sa che c’è qualcosa che non va. Pensava di potersi fidare dei vicini, ma ora non ne è più così sicura. Mentre Kirstie scopre i segreti dei suoi vicini, la sua vita perfetta inizia a crollare. Qualcuno nasconde un terribile segreto e farà di tutto per impedire a Kirstie di scoprire la verità. E, forse, il pericolo è più vicino di quanto Kirstie si aspetti…

"Il bambino della porta accanto", di Shalini Boland, è un thriller psicologico che si legge molto velocemente. È il classico romanzo che parte da una situazione semplice e quotidiana — una nuova casa, dei vicini, un quartiere tranquillo e sicuro— e poi, poco alla volta, incrina quella normalità fino a trasformarla in qualcosa di profondamente disturbante.

La storia di Kirstie, protagonista del libro, inizia una notte in cui ascolta una conversazione inquietante attraverso il baby monitor della sua bambina. Da questo momento la sua vita viene gettata in una spirale di preoccupazioni, bugie, ansie e crisi di panico. È fortemente convinta che nel suo quartiere stia accadendo qualcosa di anomalo e pericoloso ma, a quanto pare, è l’unica a pensarlo. Il senso di frustrazione va in crescendo, così come la paranoia di Kirstie che inizia a dubitare di sé stessa. Intanto, la questione del “bambino della porta accanto”, diventa il centro di un mistero che si infittisce capitolo dopo capitolo.

L’espediente narrativo utilizzato da Shalini Boland è uno dei miei preferiti: quello del narratore inaffidabile. Da un certo punto in poi, infatti, tutto ciò che leggiamo, essendo filtrato dalla protagonista, inizia a sembrare inverosimile seguendo i suoi deliri e le sue preoccupazioni che si fanno sempre più asfissianti. È impossibile stabilire cosa sia reale e cosa no. La verità sembra un miraggio lontano.

Il ritmo è molto scorrevole, con capitoli brevi e una scrittura semplice ma efficace. Non è un libro che punta su uno stile particolarmente ricercato, ma funziona proprio per la sua immediatezza: in qualche modo, pur non essendo una storia piena di azione, riesce a catturare e interessare il lettore. È perfetto se cercate una lettura coinvolgente da divorare nel giro di qualche giorno.

Dal punto di vista emotivo, il romanzo gioca molto sulle paure legate alla famiglia, alla maternità, alla protezione dei figli. Questi sono, grosso modo, i temi principali attorno ai quali la Boland costruisce la sua storia.

In alcuni passaggi, forse, la trama può risultare prevedibile, soprattutto per chi è abituato a leggere questo genere. Tuttavia si riprende moltissimo nel finale che risulta spiazzante e sconvolgente.

È una storia che ti fa pensare che, a volte, le cose più inquietanti non accadono in luoghi inquietanti o pericolosi… ma LETTERALMENTE dietro la porta accanto.



SHARE 0 commenti

Scrivi un commento

COPYRIGHT © Voglio essere sommersa dai libri · DESIGNED BY CATNIP DESIGN