Buongiorno e ben ritrovati sul blog.
Il libro di oggi è un thriller nordico, ambientato in Islanda, scritto a quattro mani dal re del noir islandese Ragnar Jónasson e Katrin Jakobsdóttir, ex primo ministro dell'isola.
Il libro si intitola "Reykjavík" ed è edito da Marsilio.
Buona lettura!
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Pagine 272
Nell’estate del 1956, Lára Marteinsdóttir sparisce misteriosamente da Viðey, un’isola a pochi minuti di traghetto da Reykjavík. Ha soltanto quindici anni e, per raccogliere qualche soldo durante le vacanze, lavorava come domestica nella casa di un noto avvocato e della moglie, unici abitanti di quella striscia di terra battuta dal vento; per il resto, solo uccelli marini che stridono sulla costa prima di tuffarsi nelle acque dell’oceano Atlantico. Il suo diventerà il cold case più celebre d’Islanda. Cos’è successo a Lára? È stata lei a decidere di andarsene o qualcuno l’ha costretta? Potrebbe essere ancora viva? Trent’anni dopo, l’ombra della ragazza scomparsa si stende ancora sul paese e lo perseguita. Mentre la capitale festeggia i duecento anni dalla sua fondazione e si prepara a ospitare il vertice tra Reagan e Gorbaciov, un giornalista in cerca di fama si interessa al fascicolo dell’indagine, ai tempi archiviata troppo in fretta. Ha trovato nuove informazioni ed è convinto di avere uno scoop tra le mani, ma non sa di essere in pericolo: le sue domande danno fastidio a persone molto influenti. Qualcuno è disposto a tutto purché la verità su Lára rimanga sepolta.
La lettura di "Reykjavík" mi ha assorbita totalmente per circa 48 ore. I due autori, lo scrittore di successo, Ragnar Jónasson, e l'ex primo ministro islandese, Katrin Jakobsdóttir, intessono una trama molto coinvolgente che si sviluppa a partire da un cold case.
Anni prima, dall'isola di Viðey, è scomparsa Lara, un'adolescente che si trovava sulla piccola isola per lavorare durante la stagione estiva. Di lei non si ebbero più notizie e l'intera popolazione islandese si divise in due fazioni: chi era convinto che la ragazza fosse semplicemente fuggita e che in realtà fosse viva e vegeta da qualche parte, e chi era certo che dietro la scomparsa si celasse qualcosa di più sinistro.
Il motivo per cui se n'era andata da Viðey rimaneva un vero mistero. Sempre che se ne fosse andata, naturalmente.
Il primo narratore che ci introduce alla vicenda è il giornalista Valur che decide di rimettere mano a questo vecchio cold case facendo luce su nuovi indizi e nuove connessioni tra gli elementi che anche all'epoca del caso non erano stati ben analizzati. L'indagine è avvincente e le supposizioni sono tante anche se individuare la pista giusta non sarà semplicissimo.
Più o meno a metà libro, c'è un primo punto di svolta che sconvolge totalmente sia la storia che il destino dell'indagine. Il lettore rimane di stucco, quasi come se gli autori gli avessero sganciato un pugno nello stomaco. Il risvolto è totalmente inaspettato ma necessario per dare un'ulteriore spinta ad una storia avvincente che, da questo momento in poi, si legge tutta d'un fiato!
Avrebbe indagato, avrebbe letto il taccuino da cima a fondo. E avrebbe scoperto la verità. Fosse stata l'ultima cosa che faceva.
Il finale di "Reykjavik" non delude e ci lascia totalmente a bocca aperta anche se inevitabilmente amareggiati per la verità che finalmente viene riportata alla luce. Nel corso della narrazione abbiamo iniziato ad amare ed odiare i vari personaggi e l'ultimo saluto con loro non sarà semplice.
La scrittura di Ragnar Jonasson non mi è nuova e continua a piacermi moltissimo ma sono rimasta sorpresa in positivo da questa collaborazione che mi ha regalato un thriller nordico coi fiocchi come non ne leggevo da tempo. Non ho critiche da muovere a questi due autori e se, come me, amate il genere sono certa che apprezzerete anche voi la storia contenuta in "Reykjavik". Promosso a pieni voti!


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